Sulla scrittura autobiografica: suggerimenti per scrivere, idee, libri, ispirazioni. Dentro la scrittura autobiografica: alcuni contenuti scelti di narrazione autobiografica

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Coltivare l’ispirazione e scrivere un racconto

Stasera durante il corso di scrittura autobiografica dedicato al fallimento  Laura ha raccontato che finalmente le è arrivata l’ispirazione per scrivere il breve racconto che leggeremo durante l’ultimo incontro.

Sta attraversando un periodo di ferma forzata per motivi di salute e così, obbligata all’immobilità, ha potuto praticare la scrittura senza sentirsi in colpa verso i doveri familiari e professionali. Si è accesso un bel dibattito e una serie di riflessioni intorno all’ispirazione e a come coltivarla per vedere crescere un racconto o il nostro frutto creativo. 

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Divertimento militante nella scrittura, comunicazione e in questi mesi di vita

È arrivato il momento di scegliere la propria strategia per affrontare questo autunno difficile, io ho trovato la mia e le ho dato un nome: divertimento militante.

In mezzo al caos dei decreti, all’incertezza sulla salute del paese, all’isolamento forzato di questi mesi e alla fatica di vedere il futuro, ho scelto di abbracciare la leggerezza, una leggerezza – come direbbe Calvino – dotata di peso e complessità. 

Il lockdown primaverile ci ha trovato tutti impreparati e io ho vissuto settimane caotiche in cui mi sentivo bloccata anche quando mi sforzavo di non esserlo e mi sembrava di girare a vuoto, come un criceto sulla ruota.

L’estate pure, per me non è stata facile: il caldo, l’incertezza della ripresa, tutti gli nuovi scenari che si stavano aprendo, sono rimasta un po’ annichilita. Volevo scrivere, non ho scritto. Volevo leggere, ho letto poco. Volevo progettare, non ho progettato nulla, se non un giorno dopo l’altro. Sentivo una pesantezza fortissima che mi bloccava, una cappa sulla testa che non era solo l’umidità bolognese. Continua a leggere

Così come viene

In questo tempo sospeso tra ieri, quando sono andata a una festa di compleanno in montagna ed era il 20 di febbraio e il domani senza data, nel barattolo sotto vuoto del futuro, mi sento spaesata. 

E mentre in molti fanno ginnastica su youtube, ne approfittano per formarsi su Zoom o scrivono libri e fanno qualcosa per dare un senso, io trovo il mio senso solo nello scomporre le giornate in un numero imprecisato di pezzi: a volte durano 3 pezzi, a volte 15, a volte anche 100. Continua a leggere

Venezia piange quando Bologna è vuota

Alle ore 14 e diciotto il primo raggio di sole colpisce la mia terrazza ed è quello il momento che aspetto nella giornata: sposto la poltrona ikea (benedetto il giorno in cui l’ho comprata) fuori e lavoro, sonnecchio, faccio le chiacchiere con i vicini. 

Miss Tintarella, al piano di sopra, si stende con il suo lettino da mare: lei ha una casa a Rimini e così comincia a sentire la gara dell’abbronzatura farsi più pressante, man mano che la stagione avanza e alla casa al mare non ci può andare. 

La signora Luisa, di fianco, ogni tanto esce a stendere e ne approfitta per fare due chiacchiere, la signora Giulia – la veterana novantenne del palazzo – a quell’ora dorme ma poi si affaccia e approfitta di qualche boccone di compagnia. Continua a leggere

Mentuccia e favole al telefono, anzi su skype

La mia cosa bella di oggi, qui a AngoloB, è una piantina di menta dell’anno scorso che sta spuntando nuova, nuova: per una che fa morire anche le piante finte, questa è una specie di laurea in giardinaggio. Ho fatto una foto e l’ho regalata alla mia migliore amica, a Padova, ma volevo mostrarla anche qui che magari tra voi che leggete c’è un naso fino, fino, di quelli che hanno trovato il modo e la magia di sentire il profumo dei bit. 

La mia mentuccia, mi sono detta, non mente, ammanta, mentore di speranza: adesso devo solo stare molto attenta a non morirla di troppa acqua e amore. Per fortuna accanto a lei c’è il mio nano guardiano che pisola quando non ci sono ma adesso fa doppio lavoro che sono sempre qui e bada alla mia casa e a me e alla mia bambina che bambina più non è. 

Ma la cosa più bella di oggi siamo Lui e io che ceniamo su skype e ci leggiamo Gianni Rodari a distanza: sono le nostre favole al telefono, anzi su skype. Una leggo io, una la legge Lui: il nostro modo di farci le coccole a distanza, di stare accanto e di sostenerci. Continua a leggere

Le cronache di Starshollow sul Reno

Quando sono venuta a vivere qui tra l’acqua e le colline di Casalecchio di Reno, ho dovuto abituarmi a un nuovo modo di stare in casa.

Vivo in un interno di una strada interna e il mio appartamento affaccia su giardini confinanti di vecchie case basse, cortili che la gente vive e terrazze che si affacciano l’una sull’altra.

Per un po’ mi sono sentita “in piazza” perché è un continuo vociare, chiacchiere, giochi di carte e persone che vivono vicine da almeno 40 anni. Ricordo una sera dell’estate 2019 che stavo facendo le pulizie con la finestra spalancata, ho starnutito e miei vicini in cortile durante l’ennesima partita a Burraco tra di loro, mi hanno urlato un SALUTE! che temevo di trovarmeli in casa. Continua a leggere

#Aperiskype: scrivi un racconto e partecipa al circolo del venerdì, con un bicchiere di vino

Iniziativa gratuita

Metto a disposizione le mie competenze in scrittura autobiografica in #zonafreelance per chi ha voglia di distrarsi un po’, esercitarsi con la scrittura, giocare con la fantasia e il proprio vicinato 😉 

Potrai scrivere di quello che vedi dalla finestra, dei simpatici vicini di pianerottolo o del matto che abita di fronte e condividerlo con me e gli altri partecipanti durante il nostro aperitivo virtuale, un aperiskype! 

Ti offro l’aperitivo ma #iorestoacasa

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La resilienza di Cupido

“Ci sono questi due che si dovevano incontrare ieri, hai presente? Dai, quella scheda che sta sulla mia scrivania dalla settimana scorsa!”

Cupido si sta fumando una sigaretta, sorseggia il suo caffè nel bar che dà sulla piazza di Monte Olimpo e chiacchiera con suo padre Vulcano che si è inventato una seconda vita e adesso prepara cappuccini e spritz. 

Il volto è preoccupato, il lavoro nelle ultime settimane ha preso una piega inaspettata e si ritrova con un sacco di pratiche inevase sia alla voce Quelli che ci credono, sia alla voce Incontri occasionali di lingua ma non solo.  Continua a leggere

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Esercizi di scrittura autobiografica: scrivi una lettera a te nel 2010

L’esercizio di scrittura autobiografica di questo mese vuole aiutarti a “sbloccare” la vena narrativa e allo stesso tempo a guardare dall’alto la tua vita di oggi e capire che cosa delle consapevolezze che hai nel presente, può o vuoi raccontare a te, ma dieci anni fa. 

Quindi ti invito a scrivere una lettera a te, ma nel 2010

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L’amore ai tempi della balera

La prima volta che si sono incontrati, Nora e Domenico, è stato nel 1989 al Living di Bologna. Avevano 16 anni e entrambi andavano a ballare a rimorchio degli amici discotecari. 

Nora veniva da un paese sul limitare degli Appennini e Domenico abitava con la sua famiglia in una traversa di via Corticella, tra fabbriche e vie disegnate con il righello: budelli di palazzi bassi che presto si sarebbero trasformati in una China Town bolognese. Continua a leggere