Content Marketing: che passione!

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Ne è valsa la pena. Ne è valsa la pena alzarsi alle 4.30 per prendere un treno all’alba e partecipare a #CCome15, il Convegno nazionale su Copywriting, Content Marketing e Creatività del 31 gennaio 2015 organizzato da Penna Montata.Ne è valsa la pena per un sacco di motivi: 12 interventi tutti di altissimo valore e contenuti ispiranti e efficaci; un’occasione per rivedere persone e fare networking; un laboratorio dove mettere in gioco la propria passione.

E passione è stata la parola che – più di tutte – mi ha ridondato nella testa. Peccato non inizi per C 😉

Alla fine del convegno, mentre viaggiavamo in treno con Stefano di Studio Lost, ho costruito una mia mappa di sintesi delle tante sollecitazioni, con focus sugli aspetti fondamentali per un buon lavoro di content marketing e copywriting.

Ogni intervento ha messo luce su alcuni di questi aspetti e si è andato a inserire all’interno della mappa che uso per costruire il mio lavoro e strutturare narrazioni.

Mappa c come content marketing

Una piccola sintesi di alcune delle cose che ho imparato sabato (manca tanto, ma trovo inutile bombardarvi di contenuti).

Da Anna Covone ho imparato l’importanza di non usare template standard per le presentazioni e qualche strategia per realizzarne di personalizzate in cui forma e contenuto si valorizzino a vicenda. Una buona presentazione deve avere ritmo nella struttura e nel design perché il design non è semplicemente ornamentale, ha SIGNIFICATO. Per esempio, è importante associare ogni template a un significato che si possa collocare all’interno della nostra gerarchia di contenuti e trovare un solo concetto che emerga sugli altri durante la nostra presentazione.

Maurizio Boscarol, vero “mago” di usabilità, ci ha ricordato che quando si progettano contenuti:

  • non dobbiamo sottovalutare il ruolo delle conoscenze precedenti che hanno le persone sul nostro contenuto;
  • non è l’utente che deve adattarsi, siamo noi che dobbiamo adattarci a lui.

Luisa Carrada ha esplorato il concetto di naturalezza e conversevolezza di un testo. Se la naturalezza è suono, armonia e ritmo nei testi, qualcosa a cui bisogna ambire come professionisti e che devono ricercare i nostri clienti per dare un senso pieno a quello che vogliono raccontare attraverso una scrittura professionale, il concetto di conversevolezza espande l’obiettivo della naturalezza anche alle conversazioni.

  • la scrittura professionale deve combinare visione e conversazione. 
Un consiglio (di Luisa) riguardo alla scrittura professionale:
Dai per scontato che i tuoi lettori siano intelligenti e raffinati come te. L’unica differenza tra te e loro:  tu sai qualcosa che loro non sanno.
Un consiglio (di Luisa) riguardo alla lettura:
Non basta leggere tanto, bisogna leggere ASSAPORANDO.
Essere lettori che assaporano è la chiave per scrivere bene, per riuscire a diventare degli “ingegneri” delle parole, che sappiano smontare e rimontare il testo.
Ma come si scrive un testo efficace? Ecco il metodo della Carrada:
  1. INCIPIT veramente forte: dobbiamo dare al lettore un motivo per farlo stare con noi;
  2. SINTASSI GEOMETRICA: possiamo ottenere effetti completamente diversi a seconda di come costruiamo il periodo;
  3. PAROLE PRECISE: per creare nella mente del lettore IMMAGINI VIVIDE;
  4. MOMENTI POETICI (emozioni) per ottenere un effetto sul lettore.

E la passione ha ruotato intorno a tutti gli interventi della giornata ed era negli occhi e nelle orecchie di chi – come me – è rimasto appeso al filo della storia fino alle 18.30.

L’intervento conclusivo di Patrizio R. Dell’Anna (web designer e psicologo) ha riassunto bene il focus intorno a chi di lavoro fa il content marketer e lo storyteller:

Il nostro lavoro consiste nel costruire supporti narrativi.

Se vuoi leggere il report degli interventi di sabato, ecco lo storify di @framino e quello di Luca Rallo.

E se vuoi assaporare un po’ dell’atmosfera della giornata, il video di Monica Atzeni

 

E questa la mia gallery di foto!

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