Suggerimenti e tecniche per narrarsi online.

Media Specialist su Twitter: anche Panzallaria in classifica

Stamattina la mia migliore amica mi scrive e mi dice “Potevi dirmelo che sei in classifica!” e io faccio “Ma quale classifica?” E scopro che niente, sono in una classifica, una classifica dei Media Specialist su Twitter.

Onoratissima, perché vengo subito dopo alcuni mostri sacri.

La classifica è qui ed è stata redatta da Data Media Hub  Continua a leggere

Le Piazze d’Italia: non aspettatevi l’intervallo

Un video dedicato alle piazze italiane. Ma non pensate di trovare le immagini da “intervallo” a cui siamo abituati quando si parla di piazze e monumenti del nostro Paese.

Non si tratta di un video patinato ma di un modo nuovo per raccontare – a 360 gradi – la nostra Italia a chi la visiterà, a chi ne apprezza non solo l’aspetto monumentale ma anche l’atmosfera umana che si respira.

Perché quando pensiamo a un viaggio, di rado vediamo solo i luoghi in cui siamo stati; molto più spesso ci concentriamo sulle storie che raccontano quei luoghi, sulle persone che abbiamo incontrato, sulla vita che scorre e che – anche solo per un attimo – è stata parte della nostra esperienza.

Mikaela Bandini di Can’t Forget Italy, pur vivendo in Italia da molti anni, non ha perso la sua stupefazione di turista, di persona che è arrivata all’Italia dal Sudafrica e che ora vive a Matera.

E questa stupefazione, la voglia di narrare una storia fatta di tante storie e piazze, si traduce nel progetto Digital Diary of Italy e in questo “Piazze d’Italia” commissionato da Enit e le cui musiche sono state composte da Paolo Fresu.

Ecco alcune delle cose che Mikaela scrive, per presentare il progetto:

“Piazze d’Italia è un progetto di comunicazione visiva collettivo realizzato da 10 video maker, italiani e stranieri che nell’arco di 5 settimane hanno attraversato più di 40 piazze italiane, da Nord a Sud, raccogliendo su video storie di vita autentica, spezzoni di realtà quotidiana dove protagonisti sono i cittadini comuni e turisti di passaggio.
Il materiale è stato confezionato dalla nostra piccola agenzia con base a Matera, in un linguaggio informale, accompagnato dal ritmo accelerato del brano ‘Fuga’, composto ed eseguito dal musicista sardo Paolo Fresu che si è prestato come testimonial per la nostra campagna. Il video si chiude con la voce dello straordinario Giancarlo Giannini che pronuncia l’espressione: ‘Made in Italy’.

 

Da straniera (nata e cresciuta a Città del Capo, Sud Africa) che vive in Italia, credo che gli italiani sottovalutino enormemente il fascino che esercitano sul resto del mondo.
Che a me piace per tantissimi motivi ma anche perché è la prima campagna dell’Enit in copyleft.
Cosa significa? E’ sempre Mikaela a raccontarlo:
La nostra filosofia, basata sull’incentivare la riproduzione e la condivisione delle immagini e dei materiali di comunicazione turistica, la facciamo adottare anche ai nostri clienti, perlopiù enti pubblici, impegnandoli ad applicare la licenza Creative Commons NC per i prodotti di comunicazione. In termini pratici, si traduce in un libero utilizzo di tutto il materiale che produciamo: anziche vietare la riproduzione, cerchiamo di favorire lo scambio e la condivisione delle foto e dei video per promuovere insieme le bellezze del paese e valorizzarle unitamente attraverso la rete.
Oltre ad innalzare notevolmente il ritorno sull’investimento del cliente, spesso, grazie al potere della rete, i messaggi arrivano in luoghi impensabili.
Essendo campagne realizzate con soldi pubblici, è giusto che il materiale rimanga patrimonio dell’intera filiera turistica e che qualunque operatore turistico, piccola impresa o soggetto singolo, ne possa fare uso.
Piazze d’Italia è la prima campagna dell’Enit che segue le regole del ‘copyleft’.
Dunque possiamo usarlo per promuovere il nostro Paese; anzi VA USATO liberamente, per promuovere il nostro Paese.
Che troppo spesso ci dimentichiamo, è proprio un bel Paese.
Prima di storcere il naso, guardate il video e capirete perché. 😉

Tra la via Emilia e il web: alcuni corsi nei prossimi mesi

Per me, da qualche mese, è iniziato un periodo molto intenso di lavoro, specialmente per una serie di progetti di formazione e consulenza.

Condivido volentieri alcuni appuntamenti aperti a tutti a cui siete invitati ad iscrivervi e partecipare!

Generazioni Internet

Bologna: fino al 24 aprile, una volta alla settimana

Un percorso formativo gratuito (grazie al contributo di Agenda Digitale del Comune di Bologna) che si rivolge a genitori, insegnanti e adolescenti per capire come gestire al meglio i social media, i device mobili e il tempo che dedichiamo alla Rete. Per saperne di più vi invito a collegarvi al sito del progetto, nato in collaborazione con Studio Lost e ancora aperto alla partecipazione – gratuita – di tutti.  Un’occasione anche per me, per sperimentare la formazione intergenerazionale e costruire qualcosa insieme ai diretti interessati!

Diventa blogger

Cavriago: Sabato 29 marzo, 5 e 12 aprile 2014, dalle ore 10.00 alle 12.00

Ti piacerebbe diventare blogger? Hai un progetto editoriale e ti serve la spinta giusta – e un buon piano d’azione – per partire? Ti interessa l’universo blog e vuoi capirlo meglio?

Alla faccia di quelli che pensano che i blog siano morti (mentre stanno vivendo una seconda adolescenza), terrò a Cavriago di Reggio Emilia un corso, aperto a tutti,  per capire come si progetta, apre e gestisce un blog. L’iscrizione è obbligatoria qui.

Narrare un evento e una notizia online

Reggio Emilia: Sabato 3 maggio dalle 10 alle 18

L’ufficio stampa diventa sempre più “digital”: quali strumenti sono utili a promuovere e raccontare eventi e notizie? Ne parleremo durante il mio workshop Digital Refresh. Per iscrizioni contatta gli organizzatori qui.

Genitori e figli, in tandem per decidere insieme le regole per l’uso dello smartphone e dei social media

Si chiama Generazioni Internet ed è un’idea che mi cresceva nella testa da un po’.

Poi l’anno scorso è arrivato il Bando Agenda Digitale del Comune di Bologna (#agendadigitaleBo) e insieme a Studio Lost abbiamo pensato di strutturarla e proporla.

E’ accaduto che la nostra idea è piaciuta e così grazie al sostegno di #agendadigitaleBo ora possiamo realizzare il primo laboratorio!

Di cosa si tratta?

Un laboratorio per adulti e adolescenti insieme (l’idea è coinvolgere persone dello stesso nucleo familiare) per co-creare regole condivise efficaci per l’uso di web e social media attraverso computer, tablet e smartphone e farle confluire in un Decalogo per l’uso di Internet, Tablet e Smartphone in famiglia che sarà pubblicato sul sito in licenza CC e reso disponibile perché possa evolversi ed essere adattato alle esigenze delle famiglie che vorranno usarlo.

Quando?

Il laboratorio parte il 6 marzo 2014, dalle 17 alle 19. Le lezioni sono 8 e questi sono i temi:

  • Il mio profilo online (privacy, diffusione dati e foto, gestione delle relazioni) sui social media
  • Uso del web per informarsi e coltivare le proprie passioni
  • Gestione del tempo online e offline
  • Cyberbullismo e legalità
  • Laboratorio di dialogo: aspettative/desideri reciproci nell’uso del Web • Co-creiamo un manifesto di regole condivise

Quanto costa?

Grazie al sostegno di Agenda Digitale, il corso è GRATUITO con un piccolo rimborso per la distribuzione dei materiali di 20 € a persona.

Come ci si iscrive?

Ci si iscrive online qui

 

Social Aperitif a Ravenna con Alessandra Farebegoli e me

Il prossimo venerdì 7 febbraio 2014 sono stata invitata da Organizzare Italia e l’ Associazione Professional Organizers Italia (APOI) a Ravenna per un social aperitif dedicato all’uso dei social network da parte dei ragazzi, per fornire qualche consiglio d’uso ai genitori. 

Sono molto felice di partecipare, anche perché sarò “in coppia” con Alessandra Farebegoli, professionista e blogger che stimo molto.

Questo è il primo di una serie di appuntamenti, a numero chiuso, su prenotazione, che animeranno i venerdì sera ravennati.

Se passate dalle parti di Ravenna, vi invito ad iscrivervi.

Ecco qualche info per farvi capire meglio lo spirito degli incontri e individuare la location.

L’APERITIVO FORMATIVO

ciclo di incontri per imparare SCAMBIANDO, condividere CONOSCENDO, gozzovigliare CRESCENDO.

partire da venerdì 7 febbraio si svolgerà ogni quindici giorni, dalle 19.30 alle 21.00 presso il laboratorio di Annfietta.it (proprio di fronte alla basilica di S. Vitale, in via Giuliano Argentario 21 a Ravenna) il primo ciclo dell’ ‘Aperitivo Formativo’,organizzato dall’Associazione Professional Organizers Italia (APOI) e Organizzare Italia.

Gli incontri sono aperti a tutti e hanno lo scopo di  dare ai partecipanti strumenti, idee, suggerimenti, consigli pratici da ‘portare a casa’ e da utilizzare subito per migliorare o cambiare qualcosa nella propria vita e nel proprio lavoro. I relatori e le relatrici avranno la possibilità di affrontare gli argomenti dal proprio punto di vista e di confrontarsi con il pubblico, in un ambiente informale, conviviale e stimolante. I temi affrontati nel primo ciclo vertono sui  social network e sul loro utilizzo da parte dei figli, si parlerà poi di reti, di spaceclearing e di relazioni e nuovi modi di mettersi in relazione, per offrire spunti di riflessione e consigli pratici su come affrontare i vari impegni, sia lavorativi che privati, in maniera più serena e produttiva.

Gli “aperitivi formativi” sono a numero chiuso, con un massimo di 30 partecipanti per ciascuna serata, la prenotazione è necessaria.

Agli ospiti è  richiesto un contributo di €9,98 per coprire i costi. Prenotazioni suhttp://bit.ly/1mKlook e informazioni su www.apoi.it.

Con la collaborazione di Fattoria La Rondine, Boncellino e Ari Ecoidee, Ravenna.

Le date ed i temi degli aperitivi sono:
Venerdì 7 febbraio 2014
SOCIAL APERITIF – L’USO DEI SOCIAL NETWORK DA PARTE DEI RAGAZZI: ISTRUZIONI PER GENITORI

Relatori: Francesca Sanzo Alessandra Farabegoli
Giovedì 20 febbraio 2014
RETI, IMPRESE, TERRITORIO: LA CENTRALITA’ DELLA PERSONA PER UN NUOVO UMANESIMO ECONOMICO

Relatori: Nicoletta GrassiTiziana LaffiAntonietta Cacciani e Andrea Succi

Venerdì 7 marzo 2014

PRENDI TEMPO – COME GUADAGNARE TEMPO PER SE’ STESSI
Relatori: Sabrina Toscani Alessandra Musumeci

Venerdì 21 marzo 2014
SPACECLEARING: L’ARTE DI FARE SPAZIO 
Relatori: Roberta Francia e Sabrina Toscani

Venerdì 4 aprile 2014
LABORATORIO DELLE RELAZIONI: NUOVI MODI PER METTERSI IN RELAZIONE 
Relatori: Rita VenturiniRoberta Francia e Anna Fietta

L’invito in PDF è scaricabile al link
http://www.apoi.it/wp-content/uploads/2014/01/Aperitivo-Formativo-invito.pdf

Il comunicato stampa è scaricabile al link

http://www.apoi.it/wp-content/uploads/2014/01/APOI-Comunicato-stampa.pdf

Giochi online per bambini: stereotipi di genere

In questi giorni a Bologna il calendario è ricco di eventi legati al Festival La violenza illustrata che fino al 7 dicembre porta in città convegni, arte e cinema per raccontare la violenza sulle donne e riflettere su un’emergenza nazionale degli ultimi anni.

Anche io sono stata invitata, ieri,  a parlare in un posto inusuale, un salone di bellezza che da alcuni anni partecipa attivamente alla manifestazione.

L’evento l’ho presentato su sito di GGD Bologna.

Ho voluto condividere qualche riflessione sugli stereotipi legati al web e mi sono concentrata anche sull’offerta ludica online dedicata a bambini e bambine.

Ecco cosa ho scoperto durante la mia ricerca.

I giochi online dedicati ai bambini e alle bambine in età scolare sono differenziati.

Giochi per ragazzi

Giochi per ragazzi

Giochi di Macchine
Giochi di Moto
Giochi di Abilità
Giochi Sport
Giochi di Memoria
Giochi di Camion
Giochi Didattici
Giochi da Colorare
Giochi Classici
Giochi Cartoni Animati
Giochi Divertenti
Giochi di Intelligenza

 

 

 

 

Giochi per ragazze

giochi-per-ragazze

Giochi per ragazze

Giochi da Vestire

Giochi di Ristoranti

Giochi di Cucina

Giochi di Decorazione

Giochi di Trucco

Giochi per Pettinare

Giochi per Disegnare

Giochi di Baby Sitter

Giochi da Colorare

Giochi di Musica

 

Esistono altri siti esclusivamente dedicati alle bambine come Giochi per bambine e la logica è la stessa, anche se – a onor del vero – qualche minoritario gioco di logica c’è.

Giochi per bambine

giochiperbambine

Giochi per bambine

Vestire
Decorare
Cucina
Trucco
Barbiere
Bellezza
Mascotte

Ci sono anche: Rompicapo,  Moda,  Danza,  Musica,  Disegnare,  Colorare,  Disegno,  Simpatici,  Tavola,  Unghie,  Carte,  Bambole,  Memoria, Ristoranti, Principesse, Abilità, BellSimulazione,  Divertenti, Per Ragazze,  Disegni da Colorare,  Giochi di Puzzle, Unisci i Puntini.

 

Abilità e Memoria vrs Bellezza e Cura

Questa veloce ricognizione del web per bambini offre uno spaccato chiaro di come lo stereotipo di genere resista fortissimo anche online.

Da una parte i bambini vengono coinvolti in attività che ne mettono a fuoco l’abilità, le capacità costruttive, la dinamicità (Macchine, Moto, Sport, Memoria) dall’altra ci si rivolge alle bambine cercando di interessarle a giochi legati all’estetica (Trucco, Bellezza, Moda) o alla cura degli altri e al cibo (Ristorante, Cucina, Baby Sitter).

Il web riflette il mondo facendone parte a pieno titolo e il mondo è un posto in cui gli stereotipi di genere cominciano a conformarci come persone a partire dalla giovanissima età.

La comunicazione, anche online, deve rimanere in allerta di fronte a questi segnali e chi – come la sottoscritta – ci lavora, ha un ruolo fondamentale nell’immissione di punti di vista diversi e critici.

Perché ciò che è più pericoloso è ciò che cominciamo a considerare normale in quando SFONDO e questo non può essere il nostro sfondo.

Su ispirazione di un bel post di In genere (che vi invito a leggere)  ho fatto anche io (ieri) una ricerca su Google.

Ho scritto “Le donne sono” ed ecco come il motore di ricerca (che riflette ciò che viene maggiormente digitato) ha risposto:

 

La strada è ancora molto lunga, anche quella digitale.

#giocodisquadra a Castelnuovo Rangone: no digital divide intergenerazionale

Grazie alla collaborazione con Modena Bimbi sabato 16 novembre porterò il mio progetto Gioco di squadra a Castelnuovo Rangone: l’incontro è aperto a tutti ma si rivolge in particolare a genitori, insegnanti e educatori per un accompagnamento consapevole a web e social media di adolescenti e pre adolescenti.

Quali sono gli obiettivi di Gioco di squadra?

La riduzione del DIGITAL DIVIDE generazionale e l’accompagnamento a un buon uso del web e dei Social Media (Facebook, Twitter, messaggistica) da parte dei ragazzi sono gli obiettivi di questo progetto.

I giovani devono entrare in Rete sapendo che hanno alle spalle una squadra affiatata e in grado di supportarli: quando un adolescente comincia a usare il web e i Social Media (Facebook, Twitter, messaggistica) in autonomia, i suoi genitori devono conoscere gli strumenti, i pericoli ma anche i VANTAGGI di un uso consapevole della Rete.

L’incontro si terrà presso la Sala delle Mura, via della Conciliazione, Castelnuovo Rangone (Mo)  dalle 9 alle 13.

E’ consigliata l’iscrizione scrivendo a eventi@modenabimbi.it

Vi aspetto!

 

Raccontare un evento con i Social Media

Sono stata a Bologna Water Design dove ho fatto un breve intervento dedicato al Raccontare un evento con i Social Media.  Ho provato a sintetizzare il flusso delle cose da fare e voglio condividerlo anche qui.

Premessa

Ogni evento fa storia a se’, non tutti gli eventi sono “adatti” ad essere raccontati nello stesso modo online e questo è un post estremamente generico che offre solo una scaletta delle domande da farsi, delle operazioni da impostare e degli strumenti che si possono usare per seguire e impostare la comunicazione di un evento online.

Ecco qua il mio elenco! (e se avete qualcosa da aggiungere, fatelo nei commenti, sarò felice di integrare con tutti i vostri suggerimenti!) Continua a leggere

Fare il blogger è un lavoro?

Scrivo questo post soprattutto per rispondere alle mail che ciclicamente ricevo da persone che mi chiedono: “Voglio aprire un blog e guadagnarci” oppure “Voglio un blog come il tuo, come si fa?” in modo da mettere in fila un po’ di riflessioni maturate dal 2005 (anno in cui ho aperto il mio blog Panzallaria) ad oggi.

Per chiarire alcune cose sul “lavoro” ma soprattutto sull’etichetta di blogger.

Lavoro l’ho messo tra virgolette perché quello del blogger non è necessariamente un mestiere e secondo me è importante partire da qui.

I motivi per cui una persona apre un blog, oggi, possono essere tantissimi, per semplificare ecco i principali:

  • desiderio di condivisione di un’esperienza o una passione;
  • promozione professionale personale;
  • amore per la scrittura (e la narrazione) in cerca di riscontro dagli altri: scrivere per se’ o per un pubblico è profondamente diverso;
  • desiderio di guadagnare creando un network di sponsorizzazioni grazie ai contenuti pubblicati;

Chiunque può autodefinirsi blogger sia in Rete che su un curriculum, proprio per questo non basta avere un blog per essere un blogger che possa trasformare questa attività in un lavoro.

Un blog è seguito, accresce di contenuti qualitativi la Rete e può trasformarsi in un’opportunità se:

  • L’architettura dei contenuti è chiara, efficace e usabile (tutti possono accedere alle informazioni di inquadramento, ai contatti, ai contenuti rilevanti, aggregare attraverso tag e categorie intuibili).
  • Ogni post (articolo) è gestito con cura: il titolo deve fare immediatamente capire di cosa stiamo parlando, la scrittura è fluida e accurata, le citazioni sono provviste di link alla fonte primaria o indicazione dell’autore e del libro da cui sono tratte, i collegamenti ad altri siti funzionano, la condivisione di contenuti interessanti di altri è considerata un valore aggiunto, le immagini non sono “rubate”.
  • Si tratta con rispetto i lettori e i commentatori: rispondiamo a chi ci lascia un commento, approfondiamo i legami deboli della Rete, valorizziamo i contatti creati da ciò che leggiamo e scriviamo.
  • Si gestisce (anche solo una minima) pianificazione editoriale: prima di scrivere un articolo, fosse anche sull’ultima spesa fatta al supermercato, pensiamo sempre al fatto che non stiamo scrivendo solo per noi stessi, che in qualsiasi narrazione dobbiamo cercare (e comunicare) qualcosa che possa essere utile concretamente o emotivamente a chi ci legge. I blog personali che hanno successo raccontano storie in cui tutti ci possiamo identificare, ci fanno sorridere, ci fanno piangere o arrabbiare, ma comunque ci fanno dire: “Ecco è successo anche a me!” o “Potrei prendere spunto da questa esperienza!”. I blog più seguiti hanno inoltre una costanza di pubblicazione: è inutile scrivere 5 post in un giorno, preferiamo piuttosto programmare ognuno di quegli articoli a cadenza costante, in modo da coltivare la nostra “pianta digitale” e non dare a chi arriva un triste senso di abbandono. La maggior parte degli editor online per blog (penso ad esempio a wordpress) permettono la programmazione del post a giorni e orari prestabiliti, consentendoci di pubblicare anche quando siamo in vacanza o al lavoro.

Prima di aprire un blog pensiamo al perché lo vogliamo aprire. Prendiamo carta e penna, post it e matite, o apriamo un file digitale e mettiamo in fila tutti gli argomenti di cui vogliamo parlare. Se per esempio vogliamo farci conoscere professionalmente, individuiamo prima i nostri punti di forza (e anche quelli di debolezza) e cerchiamo il differenziale umano e professionale tra la nostra esperienza e quella di altri che fanno un lavoro simile al nostro.

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Ad esempio

Facciamo i barman. Stiamo cercando lavoro o vogliamo inventarci un’attività in proprio (magari abbiamo appena comprato un bar tutto nostro). Abbiamo scelto di essere presenti online per farci conoscere (costa poco ed è tutto sommato facile con gli strumenti a disposizione).  Il mondo è pieno di barman. La parola, da sola, significa molto poco. Esattamente come tutte le altre etichette professionali (tra cui l’abusato “blogger”).

Facciamo una lista di quello che abbiamo imparato negli anni di attività, di ciò che ci riesce meglio, di come abbiamo aggirato errori, di quali sono i nostri gusti e di quali sono i nostri obiettivi professionali da lì a un paio d’anni (Fare arrivare gente nel nostro bar? Essere assunti nel migliore pub della città? Trasferirci su una spiaggia in Brasile e realizzare un’idea che per il momento è solo un sogno? Diventare degli esperti Sommellier contattati dalle maggiori riviste del campo per scrivere articoli sul tema?) . Facciamoci tante domande e diamoci delle risposte. Mettiamo nero su bianco le nostre esperienze (anche quelle apparentemente inconciliabili) e cerchiamo il fil rouge che le lega. Troveremo così il differenziale tra noi e gli altri.  Quando abbiamo le idee un po’ più chiare su dove vogliamo muoverci, facciamo un’analisi di quello che c’è già online, se esistono prodotti editoriali simili o se possiamo creare un valore aggiunto che possa interessare qualcuno.

E non dimentichiamoci mai che quella del blog è un’esperienza sempre in progress.

Come si trasforma il blog (o l’essere blogger) in un lavoro?

Premetto che “uno su mille ce la fa”. E’ importante dirlo, perché ci sono troppi luoghi comuni e falsi miti intorno a questa cosa del blogger che diventa ricco.

Quante Chiara Ferragni conoscete?

Un blogger può scegliere di scrivere post sponsorizzati (molte aziende contattano i blog più seguiti per chiedere recensioni o in cambio di prodotti o in cambio di soldi) ma deve sempre valutare quello che sta facendo: i post sponsorizzati sono coerenti con il tema e il tono del nostro blog? Scrivere molti post pubblicitari può ledere la serietà del nostro blog? Qual è la cifra giusta che bisogna chiedere?.

Un blogger può decidere di inserire banner pubblicitari nel proprio spazio: vale lo stesso discorso di sopra, cercare sempre di mantenere coerenza con la propria etica professionale e non abusare dell’attenzione di chi ci segue. Troppi banner confondono la lettura e risultano abbastanza invasivi.

Un blogger può decidere di usare il proprio blog per narrarsi online, farsi conoscere e apprezzare ma solo come curriculum online continuamente aggiornato: un bell’articolo sull’ultimo cocktail realizzato (magari anche con ricetta e foto inclusa) può portarci a medio e lungo termine delle soddisfazioni. Noi condividiamo ciò che sappiamo e stiamo imparando, in cambio si potrebbero creare delle opportunità grazie all’autorevolezza conquistata. Magari tra sei mesi scriveremo su una rivista online dedicata agli aperitivi e verremo pagati per farlo proprio grazie a quello che abbiamo dimostrato di saper fare, raccontare (e condividere!) sul nostro blog.

Anche in questo caso, attenzione alle proposte “imbarazzanti”: forse non ci chiederanno di spogliarci, ma di lavorare sottopagati probabilmente si. Se decidiamo di accettare di scrivere per pochi euro, ricordiamoci sempre che aumentare il nostro valore monetario sarà molto faticoso!

In linea generale, come per tutte le attività che vogliamo trasformare in qualcosa di professionale, anche quella del blogger richiede studio, auto formazione (prima di chiedere ad altri consigli o consulenze con mail generiche magari consultiamo la Rete e appuriamo che non esista un tutorial online ad hoc), pratica e impegno costante.

E quando abbiamo finito di fare questo, rileggiamo 2 o 3 volte quello che abbiamo scritto per eliminare refusi, frasi che girano male o foto sfuocate: piccoli dettagli che parlano della cura che mettiamo in tutto, in primis nel nostro lavoro.

Alcuni articoli interessanti dedicati al blogging che ho letto online:

[Questo post è generico: sono tanti gli elementi da approfondire, ma sarebbe poco serio da parte mia mettere tutto in un unico articolo ;-)]

Adolescenti, smartphone, privacy e whatsapp

Una ricerca del Pew Internet & American Life Project effettuata su un campione di 802 adolescenti in età compresa tra i 12 e i 17 anni ha evidenziato alcuni dati interessanti sulla consapevolezza d’uso e impostazioni legate alla privacy delle applicazioni per smartphone e tablet negli Stati Uniti.

  • Il 58% dei ragazzi intervistati ha scaricato autonomamente APP sul proprio dispositivo
  • il 51% ha scelto di cancellare o non usare APP di cui avevano l’impressione che violassero la loro privacy
  • il 26% degli intervistati ha cancellato una APP che utilizzava, dopo essersi accorto che stava raccogliendo informazioni personali
  • il 46% ha rifiutato di abilitare le funzioni di monitoraggio richieste da alcune applicazioni perché preoccupati della propria privacy

Se combiniamo questi dati a quelli di una precedente ricerca condotta sempre su un campione di adolescenti (tradotta in Italia da Bambini.info) da cui emerge che:

  • il 74% ha revocato l’amicizia su Facebook
  • il 59% ha cancellato o modificato un contenuto pubblicato in passato
  • il 53 % ha cancellato commenti altrui dal proprio profilo
  • il 45% ha eliminato un tag a proprio nome da una fotografia
  • il 31% ha cancellato o disattivato il suo profilo o account
  • il 19% ha pubblicato contenuti dii cui si è poi pentito

[in articolo Bambini.info]

sembra proprio che, rispetto a qualche anno fa, gli adolescenti stiano affinando la propria percezione di privacy come qualcosa da tutelare.

In Italia siamo forse un po’ più indietro, complice l’enorme divario digitale tra le generazioni a livello di utilizzo delle tecnologie. Spesso i giovani usano quotidianamente device verso i quali i loro genitori nutrono ancora un enorme senso di inadeguatezza che li rende un po’ inconsapevoli delle possibilità di gestione delle impostazioni di sicurezza e privacy. Eppure anche qui le cose stanno velocemente cambianto e sempre più giovani sono consapevoli che la prima cosa da fare, non appena ci si iscrive a un social network o si usa un’applicazione è quella di capirne il funzionamento a livello di privacy e accordi generali.

In questo percorso è giusto e importante che anche gli adulti comincino ad usare attivamente le potenzialità dei mezzi per tutelare al massimo la propria (e quella dei propri figli) privacy.

Un esempio: WhatsApp Messenger

Penso alla celebre (tra adolescenti e adulti) e usatissima WhatsApp: durante i miei workshop “Gioco di squadra” dedicati ai genitori per l’orientamento all’uso consapevole di Web e Social Media, molte persone hanno lamentato il fatto che gli allegati multimediali (foto) condivisi tramite la chat vengano automaticamente salvati sul rullino fotografico di tutti i profili coinvolti nella discussione.

Si tratta ovviamente di una questione da non sottovalutare: il veloce scambio permesso dalla piattaforma facilita l’invio rapido di contenuti (a volte senza che chi li stia inviando conti fino a 5 prima di farlo 😉 con l’illusione che una foto mandata a pochi amici attraverso un sistema di messaggi venga sostituita velocemente da altro. Gli amici con cui stiamo condividendo la foto invece potrebbero ritrovarsela sul proprio telefono, insieme a quelle che hanno scattato personalmente.

Eppure, come nella maggior parte di questi casi, esiste la possibilità di modificare le impostazioni dell’applicazione per tutelare le persone con cui abbiamo a che fare.

Basta utilizzare la barra di navigazione in basso e entrare in “Impostazioni“. Da qui bisogna selezionare “Impostazioni chat” e togliere il flag da “Salva file ricevuti“. E’ semplice e non solo evita problemi di privacy alle persone con cui scambieremo battute e foto, ma anche di intasarci la memoria del telefono 😉

Ovviamente, visto che non possiamo obbligare i nostri amici a fare altrettanto, prima di inviare una foto ricordiamoci che potrebbe rimanere su quel telefono (e da lì essere condivisa a nostra insaputa) e condividiamo il più possibile questa informazione, in modo che si diffonda cultura digitale e senso di responsabilità e rispetto dell’altro. E se questi concetti fossero troppo teorici, ricordiamo al nostro gruppo di contatti che la memoria del telefono non è infinita e quando sovraccaricato di immagini, potrebbe andare a rilento 😉