Cyberbullismo: la storia di Amanda

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Forse qualcuno ricorda il video messaggio che Amanda – 15 anni, canadese – ha fatto girare qualche mese fa online, per raccontare la sua storia privata e contrastare il fenomeno del cyberbullismo.

La storia di questa ragazza sembra “da manuale”. E ne parlo sul mio sito Tessere la rete dedicato alla formazione all’uso del web e dei Social Media. Se volete leggerla e guardare il video:

Amanda e il cyberbullismo

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1 commento
  1. mercadee
    mercadee dice:

    Va ricordato che solitamente lo stesso cyberbullo è un minore in difficoltà che necessita anzitutto di essere guidato e sostenuto. Per questo è importante, quando la situazione lo consente, affidarsi alle figure di riferimento (insegnanti, dirigenti scolastici, assistenti sociali…) capaci di mettere in atto strategie di recupero. In conclusione ricordiamo a chiunque ricopra un ruolo educativo che i ragazzi non vanno mai abbandonati a se stessi quando navigano in rete. Filtri e divieti sono poco efficaci e non aiutano a sviluppare autonomia e senso critico. Solo la presenza fisica dell’adulto, che con discrezione affianca il ragazzo nella scoperta delle opportunità e dei rischi dei mondi virtuali, può fornire il supporto di cui essi hanno veramente bisogno.

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