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Parlare delle emozione in una coppia

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Parlare delle emozioni nella coppia: sembra facile a dirsi, specie da parte di una che con le parole ci lavora, molto più difficile a farsi.

Con le persone che amiamo e con cui condividiamo la vita parliamo di lavoro, parliamo di impegni, parliamo di obiettivi, parliamo di sconfitte, parliamo di soldi e anche di vacanze, ma di rado parliamo di emozioni e le attraversiamo e riusciamo a guardare – con coraggio e curiosità – a come ci sentiamo.

O almeno: questo accade a quelli come me. 

vento - foto ispirazionale

A dire le mie emozioni, anche quelle che fanno dolore, anche quelle fastidiose, anche quelle pruriginose, anche i desideri e le fantasie che “non si possono condividere”, ho imparato nel 2018. Sulla mia pelle. Letteralmente. 

Per anni con Tino, il mio ex compagno, abbiamo evitato di parlare apertamente di come stavamo nella nostra relazione, di quello che ci faceva bene, di quello che faceva male. C’era la vita da vivere, ci dicevamo. C’erano le bollette, la famiglia, le urgenze, le emergenze, montagne di lavoro, i soldi che non si arriva a fine mese, i lavori di casa, da decidere le vacanze, da rifare il bagno, da sistemare la lampadina fulminata, da scegliere la scuola per Frollina.

Quando – tra un impegno e l’altro, tra un’azione e l’altra – ci fermavamo e si provava a parlare di noi, era come se tutto dovesse andare per forza bene, come se le sfumature potessero allontanarci. Ed è così che ci siamo allontanati, giorno dopo giorno, smettendo di parlare di AMORE. 

Perché l’amore si fa anche coltivando il lessico dell’amore.

Perché ci sono parole di disagio, parole di passione, fantasie sessuali, dubbi, paure, il tempo che cambia, la noia, il desiderio e la felicità e il dolore, i giorni che non vorresti avere nessuno intorno e i giorni in cui vorresti scappare su un’isola con una persona sola e tutti questi colori vanno comunicati, condivisi, non possono rimanere taciuti. Il lessico dell’amore può anche fare a meno delle parole ma non può dimenticare le emozioni, smettere di raccontarle.

Le possiamo raccontare con la pelle che si sfiora, le lingue che si toccano, le mani che intrecciano e i corpi che si scoprono, le possiamo raccontare con le lacrime, le camminate, i silenzi (ma solo per poco), gli occhi che dicono. 

Imparare a dire le emozioni, imparare a dire “Non sono felice perché”, “Sono felice perché”, “Mi sento fragile”, “Ti amo” con ogni gesto, in ogni gesto, con il coraggio che ci vuole per accogliere i cambiamenti, per rimanere sintonizzati. 

Nel 2018 ho attraversato il dolore della consapevolezza, comprendere che io e l’uomo con cui ho costruito una famiglia non eravamo più sintonizzati, ci eravamo, piano, piano allontanati dalle emozioni. Ci abbiamo provato per un lungo anno a recuperare il nostro rapporto di coppia, abbiamo iniziato con il dire, con il dire anche e soprattutto le cose spiacevoli. Ma – ce ne siamo resi conto 10 mesi dopo – era già troppo tardi. 

Le emozioni possono essere dette solo se impariamo ad ascoltarci, ad ascoltarle.

Spesso, più ancora che dire, ci spaventa ascoltarci: evitiamo i segnali che non sappiamo interpretare, evitiamo di seguire il filo di pensieri che vanno srotolati, evitiamo di mettere orecchio al battito d’ali del disagio, della gioia, del cuore. Occorre allenamento per ascoltarsi, ma occorre anche farlo, avere coraggio di entrare in noi, di spezzare la crosta della superficie e sentire il rumore che fa. 

In tutto questo cambiamento della mia vita, frutto di ascolto e parole, frutto di pensieri, emozioni elaborate e sentimenti condivisi, in tutto questo cambiamento che spaventa, che addolora, che incuriosisce, che se penso a quando Tino e io non vivremo più insieme mi fa andare in apnea,  in tutta questa esperienza fatta INSIEME, ho imparato alcune perle preziose sul coraggio e sulle relazioni:

  • Accettare l’evoluzione dei rapporti è una delle più grandi forme d’amore: una coppia che decide di lasciarsi perché non si ama più come coppia ma si è trasformata in un’alleanza amicale, è una coppia che sa guardare all’altro, alla sua felicità e alla propria e sa rispettare il tempo della vita. 
  • Ascoltare una persona che ti dice i motivi per cui si è allontanata da te non è solo fonte di dolore, ma è anche una profonda forma di rispetto per quella persona e per te stesso, un’occasione preziosa per metterti in gioco e per imparare qualcosa su di te, uscendo dalla tua narrazione personale.
  • Assegnare colpe: lasciamolo ai giudici, le persone risolte provano a andare oltre, anche quando è difficilissimo e prendono atto, cercano di imparare e di fare il meglio perché da un’esperienza si possa evolvere e non coltivare rabbia. 
  • L’altro, anche quando lo amiamo, anche quando ci sembra di condividere TUTTO, ha parole diverse dalle tue, modi diversi dai tuoi, narrazioni personali che non sempre hanno lo stesso ritmo. Non è distanza, menefreghismo, non è egoismo o scarso amore, è la variegata umanità
  • Ascoltare e dire le emozioni subito, scegliendo le parole, scegliendo il modo, ma con coraggio: ecco cosa significa DAVVERO essere in intimità con una persona e costruire amore. Questo è l’insegnamento più importante che ho avuto da questo anno e che spero potrà servirmi nel mio futuro sentimentale. 

Imparare a dire le emozioni, anche quando fanno male, anche quando sono emozioni zoppe, screpolate, anche quando c’è di mezzo la noia e ci piacerebbe invece vivere in una sitcom.

Perché NON può andare SEMPRE tutto bene, perché la felicità sono solo piccoli istanti e quello che conta, forse, davvero, è vivere con autenticità. Non voglio più menarmela per costruire una vita narrativa, ma riuscire a raccontare la mia/nostra vita vera a chi amo: puzzette dei pensieri comprese.  

E ascoltiamo il corpo.

Facciamo l’amore con il corpo: una persona ci entra – letteralmente – dentro.

Facciamo l’amore con gli odori, con i suoi umori e le emozioni passano anche da lì, da pelle, odore, occhi, saliva, dal respiro che cambia quando sei vicino a chi ami, dal desiderio di ascoltare il corpo dell’altro, di farlo felice.

Il corpo lo sa sempre. Il corpo parla.

I corpi – insieme – danzano. Cerchiamo di non spegnere mai la musica , studiamo i passi in modo che le emozioni attraversino la membrana, arrivino al cervello, al cuore e tornino a circolare libere tra noi. 

Perché non dire le emozioni, nella coppia, non è mai la soluzione. Almeno per quelli come me. 

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