Spam or not Spam?

Se ti piace, condividi!
  • 29
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    29
    Shares

[Si diventa spammer in un attimo, mentre per farsi una reputazione ci vuole tempo, lavoro, passione e rispetto per gli altri.]

La maggior parte delle persone crede che lo spam sia solo quello che arriva via mail e che lo spammer sia una brutta persona che passa la notte a bere caffè e a studiare modi malefici per spillarti soldi, con messaggi di posta scritti in brutto italiano che ti invitano a cambiare il codice della tua carta di credito o ad accrescere la lunghezza del tuo pene, per rubare tutti i tuoi risparmi.

E invece i modi per “fare spam” o “spammare” qualcuno sono TANTISSIMI, anche senza furto, brutto italiano o allungamento del pene.  😉

Visto che sempre più spesso mi capita di essere vittima – in quanto blogger e quindi come “appetibile target” – di queste forme di SPAM (spesso inconsapevole), ho deciso di scrivere questo post.

Quali sono le “male pratiche” per le quali qualcuno può essere definito spammer? Come evitare di cadere in questa etichetta, tanto difficile da scrollarsi di dosso?

Da quando il livello di interazione sul web è aumentato esponenzialmente, specie con l’avvento dei Social Network “conversazionali”, moltissime persone hanno scelto la rete per promuovere progetti, prodotti o anche semplicemente i propri contenuti on line usando il passaparola, il commento, il tag.

Niente di male: il web è pervasivo, costa poco e permette di rinnovare spesso i contenuti e di declinarli su diversi piattaforme. Ciò non significa però che non servano competenze, o anche solo un po’ di attenzione, per evitare di usarlo in maniera impropria, creando solo un rumore di fondo che infastidisce, invece di coinvolgere e interessare.

Ecco allora qualche consiglio su cosa NON fare in rete se non si vuole diventare SPAMMER.

In mail

Non mandare la stessa mail per segnalare il tuo sito in maniera indistinta a moltissimi indirizzi: se puoi cerca di personalizzare il messaggio, declinalo a seconda del destinatario e spiega con chiarezza e trasparenza che ci tieni a far conoscere il tuo progetto. Se proprio non puoi fare a meno di mandare la stessa mail a molte persone, evita di lasciare in chiaro tutti gli indirizzi e usa la modalità BBC (o CCN) in modo che tra loro, le persone a cui stai scrivendo, non vedano gli indirizzi degli altri. Può essere davvero fastidioso sapere che il tuo indirizzo è messo in condivisione ad altri che magari non conosci nemmeno.

L’invio di mail promozionali a una mailing list di persone che non ne hanno esplicitamente richiesto l’invio è ILLEGALE. Sull’argomento vi consiglio di leggere l’ottimo articolo di Barbara su Mommit, spiega chiaramente cosa dice il Garante della Privacy e offre validi consigli per evitare di  trasformarsi in celeberrimi Mail Spammer ;-).

Consiglio anche l’articolo di Michela Calculli sullo spam di Natale.

Su Facebook

[Crea una pagina, non un utente]

Se sei un’azienda o hai un progetto editoriale che vuoi promuovere, fallo in maniera adeguata, ovvero creando una pagina dedicata: se vuoi puoi invitare i tuoi amici a seguirla ma in questo modo, per farti promozione non dovrai costringere gli altri ad accettare richieste di amicizie da parte di aziende e marchi, invece che persone.

La tua comunicazione sarà molto più chiara ed efficace ed eviterai l’effetto “incursione”, ovvero quel senso di disagio che molti provano –  specie se sanno di essere fonte di attenzione per il marketing, come capita per esempio ai blogger –  a ricevere richieste di amicizia da utenti che non hanno una faccia ma un logo.

[Evita approcci via messaggio privato solo per lanciare il tuo sito!]

Hai creato una pagina ma vuoi farti conoscere: bravo!

La strada giusta NON è quella di cercare nuovi amici mandando loro un messaggio che contiene solo il link al tuo sito e una frase generica del tipo: “vieni a trovarmi sul mio sito, scoprirai tante cose interessanti!”. Specie se stai tentando di attirare l’attenzione di un blogger (parlo per esperienza personale), che riceve molti contatti al giorno, non è la strada migliore.

Sarebbe come se un anonimo tirasse un sasso dentro alla tua finestra con su scritto a caratteri cubitali il suo indirizzo e un “vieni a trovarmi!”: avresti davvero voglia di passare a casa sua per un the con i pasticcini?

Piuttosto che usare questa tattica (spesso fallimentare), pensa ai contenuti del tuo blog, tessi una buona rete interessandoti VERAMENTE ai contenuti degli altri e rilanciandoli anche sulla tua pagina con quella logica dell0 scambio che rende così speciale il web. I rapporti virtuali si costruiscono nel tempo, esattamente come quelli reali e sono basati sulla fiducia e lo scambio reciproco. Se davvero impari a conversare e a valorizzare i contenuti di qualità, stai pur certo che gli altri verranno a trovarti e lo faranno con vero piacere e non perché gli hai mandato segnali di fumo tramite messaggi privati o in bacheca.

[Non invadere le bacheche altrui off topic!]

Esattamente come il messaggio privato, se qualcuno ti ha offerto la sua amicizia non è perché tu vada a TIMBRARE la sua bacheca con il famoso link condito con la generica frase di invito a “cliccare” su un fantomatico e “imperdibile” contenuto.

La persona a cui hai deciso di regalare il tuo link chi è? Cosa fa? Sei sicuro che gradisca? Sa chi sei tu?

Lo stesso discorso vale per i gruppi. Se vendi formaggio, fai benissimo a iscriverti a tutti i gruppi dedicati al formaggio che ci sono su Facebook, ma non farlo se è solo per “vistarli” con il tuo link o le tue offerte commerciali: gli altri membri lo troveranno odioso e stai pur sicuro che i formaggi rimarranno in cantina ad invecchiare 😉

Iscriviti se davvero ti interessa partecipare alle discussioni, se attraverso quello che dici e scrivi puoi raccontare la tua identità aziendale, aumentare la qualità dei contributi presenti e creare delle relazioni di mutuo scambio. Iscriviti se hai voglia del confronto, se no meglio mettersi in piazza e distribuire volantini!.

[Se commenti, fallo perché hai qualcosa da dire]

Non commentare un post solo perché partecipano persone interessanti che fanno parte del tuo ipotetico target o perché pensi che sia FONDAMENTALE che anche lì tu diffonda il tuo link. Commenta se hai qualcosa da dire su quel particolare argomento e se hai voglia di proporre un punto di vista personale.

[Non taggare a caso]

Non taggare gente a caso nei tuoi post o contenuti multimediali: fallo se veramente le persone sono interessate e se il contenuto parla anche di loro. Tagga con moderazione: il TAG è un bene prezioso e va usato senza esagerare. Troppi TAG diventano un “Al lupo!” gridato per scherzo, nessuno verrà più a guardare in cosa è stato taggato se lo fai troppo spesso!

Su Twitter

Vale lo stesso discorso che vale per Facebook per quanto riguarda messaggi privati e TAG. Twitter è un potente strumento di condivisione e informazione: anche se abbiamo aperto un account per il nostro progetto imprenditoriale, ricordiamoci che il modo peggiore per usarlo è quello di rilanciare solo link e non interagire con altri se non per convincerli a cliccarci. Di Twitter e di come usarlo ho scritto in un post dedicato: Perché usare Twitter?

Sui blog

Hai raccolto una web map ricca di indirizzi utili di blogger opinion leader nel tuo settore e qualcuno ti ha detto che se riesci ad attrarre la loro attenzione il tuo progetto è a cavallo?

Non cominciare a infilare commenti a caso a margine dei loro post. Non c’è niente di più irritante per una persona che ha scritto un articolo di ricevere un commento che non c’entra nulla ed è chiaramente off topic: parla di superficialità da parte di chi lo scrive e fa sentire “target” chi lo riceve. Stai pur tranquillo che quel blogger non verrà MAI sul tuo sito!

Se vuoi partecipare alle discussioni (sui blog come su facebook o altrove), fallo dopo esserti fattoun’idea dell’ecosistema in cui ti sei inserito.

Si diventa spammer in un attimo, mentre per farsi una reputazione ci vuole tempo, lavoro, passione e rispetto per gli altri.

E l’unica cosa che DAVVERO ti farà VENDERE qualcosa è la tua reputazione!

[Se queste argomentazioni ti sembrano sciocche e ti chiamano spammer…]

Almeno non ti offendere!

Troppo spesso capita che di fronte alla LECITISSIMA lamentela nei confronti di comportamenti simili a quelli elencati in questo post, il diretto interessato si offenda a morte perché qualcuno gli chiede di non “spammare” il proprio sito, la propria pagina o il proprio account di Twitter. A volte si rischia addirittura che la vittima di spam venga accusata di maleducazione, snobismo, o peggio di non stare al gioco della rete, magari perché decide di allontanare qualcuno dal proprio blog o di bannarlo dalle proprie amicizie.

Anche se fare pubbliche relazioni digitali sembra molto facile,  non è così. Il “livello base” però si può imparare e con un po’ di attenzione e rispetto dell’altro, senza bisogno di essere professionisti, si può creare un’identità virtuale in grado di comunicare in maniera sana e robusta, facendo anche business!

COMMENTA CON FACEBOOK
17 commenti
  1. antonella
    antonella dice:

    articolo interessante che rafforza la mia idea”fatti conoscere con discrezione”.Faccio fatica a “decollare”xchè nn voglio essere invasiva ma poi lo fanno gli altri con me

    Rispondi
  2. Francesca Sanzo
    Francesca Sanzo dice:

    @antonella: bisogna sempre puntare tutto sui contenuti (propri e degli altri). Mi spiego: oltre a mettere molta cura in ciò che scrivi e vuoi fare emergere, cerca di valorizzare anche i contenuti interessanti sul tema di cui tratta il tuo sito scritti da altri, fai in modo che la conoscenza circoli e vedrai che sarai premiata per questo. E non ti sentire in colpa se – di fronte a spammer sfacciati – deciderai di chiudere la porta (o non “dare l’amicizia”), non è un problema tuo ma loro 😉

    Rispondi
  3. the siren
    the siren dice:

    Ciao Francesca, il tuo articolo è molto interessante. Io ho iniziato a scrivere il mio blog circa un anno fa ed ero completamente estranea a questo mondo. L’ho fatto solo per puro piacere personale. Pian piano ho cominciato a conoscere altri blog e, probabilmente, qualche volta ho commesso anche io qualcuno degli errori di cui parli. Nel tempo ho capito da sola che poteva dare fastidio ed ho smesso. Adesso però ho notato che altre blogger che continuano a farlo, riescono, in questo modo, a raggiungere un numero maggiore di persone. Tu che ne pensi?

    Rispondi
  4. Francesca Sanzo
    Francesca Sanzo dice:

    @The Siren: sul fatto che si impari con l’esperienza posso dirti che anche per me – pur avendo studiato comunicazione e informatica – è stata la stessa cosa, nel senso che le evoluzioni sono talmente rapide che bisogna sempre rimanere “sul pezzo”, studiando e sperimentando, solo così si può capire l’ecosistema web e viverci bene dentro. Che ci siano persone che attraverso una promozione “aggressiva” riescono a farsi notare, succede sempre e in qualsiasi settore, non solo in rete, detto questo credo che ognuno “debba fare la sua gara” secondo la propria etica e che se è un’etica che rispetta gli altri, alla lunga emergerà anche quel progetto e non solo, al posto di un pugno di effimeri like, potrà contare su una community di persone che lo seguono forte, perché sarà CREDIBILE e contribuirà ad aggiungere qualità. E’ più faticoso e spesso questo genere di lavoro è invisibile (perché non lo puoi costruire in pochi mesi) e c’è chi non ne coglie il valore nell’immediato, ma poi alla lunga lo spessore qualitativo esce. Insomma, io ti consiglierei di non guardare tanto a chi fa comunicazione in modo aggressivo quanto a chi la fa bene e soprattutto a chi PRODUCE contenuti (che tutto il resto sono orpelli) e prendere spunto da quest’ultimo tipo di blogger. Io sono ottimista (ma lo faccio anche in base a ormai molti anni di esperienza in questo settore) e penso che la sana e robusta comunicazione, alla lunga la vincerà 😉 buon anno a tutti!

    Rispondi
  5. Anna
    Anna dice:

    Grazie per questi preziose informazioni ed interessanti chiarimenti. Io ho un blog esclusivamente per hobby e che parla di hobby…e spero di non aver mai infastidito nessuno con i miei commenti! Fb invece alle volte è veramente estenuante…
    Un saluto

    Rispondi
  6. Ester
    Ester dice:

    Complimenti per il tuo post.
    Peccato che sempre più spesso in rete “i contenuti” siano sempre più rari da trovare… Sarà per questo che quando trovi persone che scrivono post interessanti e ricchi di contenuti, lineari da comprendere ti “affezioni” e decidi di seguirla.

    Brava Barbara, mi piaci!

    Rispondi
  7. bozena
    bozena dice:

    Ciao, grazie per affrontare questo argomento io vorrei segnalare ancora un altro tipo di spammare ,(questa è la mia esperienza) ci sono siti che inviano articoli una ventina al giorno solo con il link del suoi articoli, anche se io li cancello subito, lo fanno lo stesso uguale con i commenti, la maggioranza è spam, ho questa scocciatura da un’po di tempo, ho mandato la mail, ma niente da fare…Se qualcuno sa cosa si può fare e come bloccare questi spammer?

    Rispondi

Trackbacks & Pingbacks

  1. […] giorno fa ho dedicato un post allo spam, quello meno evidente perché forse inconsapevole. Evitare di diventare spammer è FONDAMENTALE se […]

  2. Metti un mi piace su questa pagina? Ti prego, ti prego… - Le Nuove Mamme | Le Nuove Mamme ha detto:

    […] tempo fa ho letto sulla bacheca di un’amica questo post: “Spam or not Spam’’ scritto da Francesca Sanzo. Trovo che riassuma perfettamente e con parole semplici la  […]

  3. Tessere la rete » Lo stile nel web: netiquette e scrittura on line ha detto:

    […] Fonte: Spam or not Spam […]

  4. Metti un mi piace su questa pagina? Ti prego, ti prego… | Le Nuove Mamme ha detto:

    […] tempo fa ho letto sulla bacheca di un’amica questo post: “Spam or not Spam’’ scritto da Francesca Sanzo. Trovo che riassuma perfettamente e con parole semplici la  […]

  5. Metti un mi piace su questa pagina? Ti prego, ti prego… | Le nuove Mamme ha detto:

    […] tempo fa ho letto sulla bacheca di un’amica questo post: “Spam or not Spam’’ scritto da Francesca Sanzo. Trovo che riassuma perfettamente e con parole semplici la  […]

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *