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Cambiare le regole dell’editoria con i Social Media

Come lettrice e appassionata di Social Media non potevo rimanere indifferente a un progetto come quello dello scrittore Antonio Turi che ha scelto di scardinare i rodati meccanismi editoriali con un’operazione un po’ provocatoria e molto innovativa, con cui sta promuovendo e cercando spazio per il suo ultimo romanzo. Antonio ha messo a disposizione del pubblico le prime 80 pagine del libro “Quattro passi nel buio, oltre l’amore”: chiunque sia convinto della bontà del progetto potrà effettuare una donazione, sostenendo il romanzo affinché trovi un editore.

Ho contattato Antonio e gli ho proposto un’intervista per capire che cosa lo ha convinto su questa strada. Sempre più spesso sentiamo storie di vite professionali che abbracciano la creatività (non solo del prodotto ma anche delle modalità di promozione), a testimonianza di quanto un periodo di crisi stia diventando anche una molla propositiva per inventare nuovi modi di posizionarsi e di agire per raggiungere i propri obiettivi, in cui un nuovo modo di relazionarsi e di condividere notizie, storie e informazioni nato sulla scorta della rivoluzione mediale ha sempre maggiori conseguenze.

Ecco cosa ha voluto raccontarmi Antonio, a cui faccio un grande in bocca al lupo.

Chi è lo scrittore Antonio Turi?

Nasco come giornalista, ho collaborato con numerosi quotidiani, fra di essi la gazzetta del mezzogiorno, come critico teatrale e/o specializzato in cultura. Negli anni mi sono occupato di scrittura teatrale, ho vinto numerosi premi fra i quali il Flaiano e la Targa Bortolotto al Premio Candoni televisione, ho collaborato come dialoghista per fiction nazionali e scritto in prima persona per televisioni locali, cinema, un mio soggetto ha ottenuto il media found, un sostegno finalizzato alla produzione. Ho inoltre svolto attività come organizzatore culturale, sono stato il responsabile del Presidio del libro di Barletta, addetto stampa, fra le tante cose curate l’ufficio stampa del Teatro Curci di Barletta, formatore culturale, per anni sono stato docente in ambito PON. Ho svolto anche attività come copy writer per agenzie e soggetti pubblici e privati.

Però ho sempre avuto il pallino della scrittura in prosa. Così finalmente qualche tempo fa ho cominciato scrivendo racconti pubblicati su Facebook e su Fanzine web e poi mi sono messo al lavoro per Quattro passi nel buio, oltre l’amore.

 Il progetto “Quattro passi nel buio”: come funziona?

 Nel corso del tempo ho fatto molta esperienza dei vari ambiti culturali e so bene che spesso sono governati da giri se non da veri e propri sistemi di amicizie. Anche nel caso dei cosiddetti esordienti, spesso i criteri di

scelta non corrispondono al valore delle opere ma ai giri nei quali gli autori si sono formati. Non è sempre così, ma quando non lo è i tempi di attesa possono essere biblici. Insomma, ormai il percorso classico

“cerco un editore per arrivare al pubblico” si è decisamente sclerotizzato, a mio avviso.

Sono sempre stato un battitore libero e così mi sono detto, perché nell’epoca di internet non provare a invertire il percorso: cioè cercare il pubblico perché se c’è il pubblico poi l’editore arriva da solo.

L’idea è nata anche perché credo che la nostra società sta andando verso un futuro di responsabilizzazione sociale degli individui. E allora perché non invitare il lettore a essere protagonista del successo di un’opera non acquistandola in libreria ma premiandola molto prima, addirittura letteralmente spingendola verso la pubblicazione.

 Perché hai scelto il social fund raising per pubblicare e vendere il tuo nuovo romanzo e come funziona?

Dal ragionamento che ti ho descritto sopra, è nata l’idea di collaborare con un sito di social found raising, perché non volevo semplicemente dire, provate a leggere il mio romanzo su un sito, in un blog, in ambiente virtuale, e se vi piace acquistatelo. Volevo fare un passo avanti. Volevo e voglio dire ai lettori, provate a responsabilizzarvi.

Io vi offro la possibilità di leggere gratuitamente 80 pagine del romanzo. Voi, dopo averle lette, se ritenete che queste pagine siano valide, aiutatelo a trovare un editore che garantisca la distribuzione e il sostegno di comunicazione necessario per valorizzarlo al di fuori della comunità degli Internauti.

In che modo sostenere il libro? Nel modo più convincente possibile. Cioè acquistando una copia dell’edizione speciale che farò stampare e spedirò agli acquirenti alla fine del progetto. Ma attenzione. Proprio perché il fine non è di lucro, stampa, spedizione e competenze varie (carta di credito e le spettanze del sito che ospita il progetto) non c’ praticamente margine sul costo della singola copia cartcea, andrò in stampa solo se saranno acquistate un numero di copie sufficienti a interessare un editore professionale per una successiva tiratura professionale.

Il 7 novembre se non sarà stato raccolto l’importo necessario per stampare 700 copie, ciascuna di esse avrà in fondo i nomi di tutti gli acquirenti e in terza di copertina una dedica a mano dell’autore, il progetto semplicemente si spegnerà.

Chi ci sta leggendo si starà sicuramente chiedendo, ma come, e i miei soldi. Ed ecco l’ultima particolarità d questo progetto: l’acquisto è possibile online, tramite paypal. L’importo sarà prelevato il 7 novembre solo se sarà raggiunto l’importo fissato, i 15.000 euro necessari per stampare e spedire le 700 copie a tutti gli acquirenti. Due ultime cose. Una che non esiste invece limite superiore. Teoricamente si potrebbe stampare una edizione anche, ovviamente è un paradosso, di un milione di copie. Seconda, che per sostenere il progetto ci sono una serie di opzioni collaterali, tipo pacchetti di sei copie al pezzo di cinque, partecipare a una cena con l’autore, cena che avverrà a Milano e Roma, ma stiamo vedendo di inserire anche una data in Puglia, perfino acquistare il diritto di chiamare con il proprio nome personaggi secondari o principali. Lo so, è, come dire, un’americanata, ma è anche un modo divertente e giocoso di sdrammatizzare la creazione artistica .

 Non temi che questo possa attirare le critiche di quanti pensano che chi si pubblica in proprio in realtà lo faccia perché “non è abbastanza bravo” per farsi pubblicare da una Casa Editrice tradizionale?

Bè, qui la risposta è facile. La storia delle letteratura è costellata di grandi romanzi che prima di trovare un editore sono stati rifiutati decine di volte. E non è storia solo di oggi. Jack London in Martin Eden, romanzo in larga parte autobiografico racconta delle umiliazioni che ha dovuto subire prima di trovare un editore e di come, ottenuto il successo, ha rimandato agli stessi editori, che le hanno puntualmente pubblicate, le stesse opere rifiutate anni prima. Per carità, non voglio paragonarmi a jack London, voglio solo dire che se questo è stato il destino di Jack London, figurarsi cosa può accadere a uno scrittore magari valido ma che non ha il suo talento.

Chiudo con un annedoto. Anni fa uno sceneggiatore americano inviò a circa trecento produttori americani la sceneggiatura di Casablanca spacciandola per propria. Solo una bassissima percentuale la riconobbe, altri pur non riconoscendola si dichiararono disposti a produrla, ma più della metà la respinse definendola pessima e di nessun successo.

 

Cosa non funziona oggi nel mercato editoriale italiano e in che modo il web può aiutare questo ecosistema a sopravvivere e (forse) rinnovarsi?

Il sistema editoriale italiano come tutti i sistemi di potere sottoposti ad attacco si è chiuso a riccio di fronte alle possibilità offerte da Internet. Anzi, ancora peggio, sta cercando di sfruttarle per rafforzare il proprio potere, economico e cultruale. Non si capisce per quale ragione l’editore dovrebbe essere oggi il depositario di cosa deve raggiungere il pubblico e di cosa no. Soprattutto non si capisce perché deve lucrare sulla pelle degli autori e, in parte, dei lettori. Credo che Internet costruendo un legame diretto fra lettore e pubblico possa essere fondamentale in primo luogo in quel processo centrale che è la responsabilizzazione dell’individuo e poi che possa contribuire a trasformare gli editori da imprese commerciali a fornitori si servizi.

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[Immagine di copertina, dettaglio da Flickr.com – Licenza CC – autore  brewbooks]