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Trova gli eventi memorabili per scrivere la tua storia autobiografica

Esercitare la scrittura autobiografica per raccontarti come professionista ti è utile perché ti serve a trovare la tua storia: valori, qualità professionali e competenze trasversali che ti fanno spiccare tra chi fa il tuo stesso lavoro. 

Dal momento che oggi siamo chiamati – oltre che a fare bene ciò che facciamo – anche a comunicarlo in maniera efficace, imparare l’arte della narrazione è fondamentale.

Io credo che oltre a DESCRIVERE le tue competenze e spiegare PERCHÉ sono utili e rispondono al bisogno dei tuoi interlocutori, sia importante NARRARE la tua storia professionale in modo semplice, diretto, coinvolgente, per fare spiccare gli elementi che aggregano intorno a sé il messaggio che è la tua storia umana e professionale.

Perché, come racconto anche nel mio libro Tu sei la tua storia. Scrivi un racconto, narrati online e comunica con la scrittura autobiografica: 

Tutti possiamo riflettere sulle parole e usarle per raccontarci. Tutti abbiamo un capitale di creatività – indipendentemente dal talento personale – che possiamo investire in qualcosa che ci piaccia, ci faccia sentire meglio o per metterci in gioco come singoli e nella collettività.

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Attentive audience. Colleagues listening to speaker at business meeting at loft office, copy space

Un blog per fare personal storytelling: alcuni ingredienti che non possono mancare

Se hai deciso di aprire un blog per narrarti online, per raccontare storie o sfide personali e professionali, lavorando sul tuo personal storytelling, ricordati che non basta scrivere (e non basta nemmeno farlo bene) perché qualcuno decida di leggerti e seguirti:

devi riuscire a creare una relazione con ogni lettore, farlo sentire importante, dargli attenzione, ispirarlo e connetterlo ai tuoi valori. 

La parola chiave per stare online e per coinvolgere le persone è empatia, sia che tu sia un brand sia che decida di aprire un blog come libero professionista o persona che vuole raccontare storie, anche autobiografiche. Su questo punto è molto interessante  l’intervista di Giampaolo Colletti a Seth Godin: Brand, tutti giù dalla giostra dei social media. 

L’attenzione: un bene prezioso

Crea le occasioni giuste per ascoltare chi ti legge sia sul blog che sui social media (dove probabilmente la maggior parte dei lettori ti commenterà) e per connetterti: se ascolti la comunità che ti segue ed è interessata alla tua storia, sarà con lei che farai il tuo piano editoriale, ovvero sarà grazie agli stimoli che ricevi anche dai lettori che potrai capire meglio quali sono i temi (o le narrazioni) più interessanti da proporre sul tuo blog.  Continua a leggere

Narrarsi online con la scrittura autobiografica in maniera sostenibile, responsabile e valorizzante

Le narrazioni sono un collante sociale: in questo modo ho esordito ieri, durante il workshop di scrittura autobiografica per narrarsi online organizzato presso Azimut Global Advisory, in collaborazione con Daniela Iachini.

  • Nelle storie degli altri ci identifichiamo, creiamo coscienza collettiva e mettiamo a confronto le nostre vite per crescere e migliorare (si spera).
  • Condividere storie ci aiuta a superare momenti di disagio, cambiamenti e a dare un senso a quel che ci accade.

Ci narriamo online per amplificare la nostra storia nelle storie degli altri, per ottenere un riscontro sociale, per rafforzare il senso di quello che ci accade: in un universo digitale segnato da bufale con conseguenze preoccupanti e in cui molte persone sfogano la propria rabbia personale e sociale, contribuendo a un rumore di fondo sempre più forte, fare narrazioni SOSTENIBILI, RESPONSABILI e VALORIZZANTI diventa sempre più rilevante.

Narrarsi online in maniera SOSTENIBILE

Ci sembra necessario stare su Facebook perché ci sono tutti. Non possiamo fare a meno di un profilo Instagram perché è lì che le persone condividono di più e dobbiamo scrivere cose intelligenti per linkedin che è una piattaforma professionale. Siamo costantemente spinti a dire, postare, condividere, commentare, argomentare, ESSERCI. Passiamo un sacco di tempo a controllare notifiche, farci distrarre da suoni, sentire scariche di piacere perché qualcuno mette una faccina sotto il nostro selfie. Vogliamo dire, sapere, farci gli affari di tutti. Non riusciamo a resistere dal commentare, anche quando non abbiamo letto con la giusta attenzione, magari perché siamo fermi al semaforo.

Balle. Sono tutte balle. SPECIALMENTE se comunicare è il nostro lavoro: facciamolo in maniera sostenibile e consapevole. Nulla è necessario e una volta disconnessi da Facebook, scopriremo che c’è tutto un mondo digitale per curare le nostre relazioni, anche fuori dalla piattaforma blu. Ho appena disconnesso il mio profilo personale e ora ho solo una pagina ufficiale. Ho tolto anche le APP dal telefono e al momento accedo a FB solo da computer.

Ho guadagnato tempo per tornare a leggere i blog che mi interessano e di cui seguo gli RSS su Feedly  e per scrivere mail, rispondere a newsletter, curare le mie relazioni digitali in un modo più attivo e consapevole. SCELGO i contenuti, le persone e ho più chiari i diversi livelli di legame con la mia community.

Facebook NON è l’unico luogo digitale e se siamo fuori, siamo finiti: è una convinzione diffusa rafforzata dalle dinamiche di questo social (che non ti vorrebbe mai fare uscire e ha inglobato gran parte delle abitudini digitali delle persone, introiettandole).

Stai dove ti senti bene, stai nella TUA zona più confortevole e SOPRATTUTTO stai dove puoi ottimizzare: il TEMPO è una risorsa finita e c’è un mondo fuori che ti aspetta (e non solo per strada, anche online).

Narrarsi online in maniera RESPONSABILE

Il personal storytelling può diventare un vampiro: ci piace, se lo facciamo bene genera apprezzamento e quindi aumenta l’autostima e se siamo dei narratori che amano scrivere è semplice, immediato e diretto. Per evitare di diventare autoreferenziali e perdere di vista il MOTIVO principale per cui condividiamo attivamente online storie che ci riguardano, facciamoci SEMPRE due domande che ci aiutano a rimanere con la barra dritta.

  1. Per quale obiettivo scrivo di me online?
  2. Quello che sto per scrivere, in che modo è UTILE, genera VALORE, ha un BENEFICIO per chi mi legge?

La prima domanda ha a che fare con la nostra visione personale e professionale (è chiaro che – di base – stiamo online per essere immersi in un sistema complesso di identità personali ma se investiamo tempo e idee in una narrazione continua, di solito lo facciamo perché vogliamo diventare autorevoli in qualche settore), la seconda riguarda i nostri lettori/utenti e quindi l’ascolto che è necessario fare della nostra community, oltre che la cornice narrativa entro cui dovrebbero essere inserite le nostre narrazioni.

Rivaluta la scrittura “lunga” del blog

Le immagini hanno sempre più appeal, lo so. Le persone leggono poco, lo so. L’analfabetismo funzionale, in Italia, tocca record storici: il 70% della popolazione di questo paese sa leggere e scrivere ma non capisce quello che legge, né sa spiegare il proprio io con la scrittura. Ecco: possiamo fare resistenza culturale, allenare la nostra mente, decidere che possiamo riprendere in mano la scrittura e usarla in maniera davvero valorizzante: troviamo parole esatte, chiare e efficaci per nominare ciò che pensiamo, facciamo, siamo.  I blog sono un luogo davvero libero dove costruire il proprio narrarsi online, ricordiamoci che i social media sono piazze messe a disposizione da altri, mentre questa è la casa che possiamo arredare come vogliamo.

Sul blog puoi allenare la tua capacità di pensiero, oltre che quella di comunicazione.

I tre pilastri

Chiarezza

chiarezza

Leggerezza

leggerezza

Lessico familiare

lessico familiare

 

 

Il personal branding ha bisogno di scrittura autobiografica

Personal Branding

Luigi Centenaro, che lo ha portato in Italia, definisce il personal branding così:

Fare Personal Branding significa utilizzare le tecniche del Branding per le persone. In termini concreti significa impostare una strategia per individuare o definire i nostri punti di forza e comunicare in maniera efficace cosa sappiamo fare, come lo sappiamo fare e perché gli altri dovrebbero sceglierci.

Il web ha consentito a molti professionisti di praticarlo e di ottenere risultati efficaci per il proprio lavoro, trovando un posizionamento e un’autorevolezza di settore che ne ha rafforzato il mercato.

Dal Branding al Personal Storytelling

Io ho scelto di praticare il mio personal branding attraverso quello che in Narrarsi online chiamo personal storytelling.

Ho scelto il blog e i social media, ho scelto la scrittura per comunicare. Continua a leggere

Dal 2002 a oggi: come si è evoluto il mio personal storytelling online?

La settimana scorsa sono stata ospite al corso di Comunicazione web di Francesco De Nobili all’Università di Bologna [Lettere e Filosofia] e ho portato la mia testimonianza su come è evoluto il mio modo di narrarmi online da quando ho iniziato a usare attivamente il web.

Ho raccontato anche di come – durante gli anni di formazione (mi sono laureata in Lettere e Filosofia anche io) – ho scoperto Internet e dei motivi che me ne hanno fatto innamorare. Continua a leggere

6 consigli per trovare il tuo stile di scrittura online

Quando scriviamo mettiamo dentro alla pagina qualcosa di noi: è importante ricordarlo sempre perché è proprio questa la variabile che fa di un contenuto, un contenuto efficace.

Nel nostro lavoro e nella narrazione che ne facciamo c’è la nostra storia, quello che siamo oggi, quello che eravamo ieri. Dentro alle pagine ci sono errori, successi, obiettivi, dentro alle pagine c’è il nostro stile, il nostro carattere, quello che ha reso la nostra esperienza un’esperienza unica. Continua a leggere

3 cose da NON fare su Twitter e Facebook per narrarsi online

Con Area 51 Publishing, la casa editrice che ha pubblicato “Narrarsi online: come fare personal storytelling” il mio libro dedicato a contenuti, storytelling e narrazione digitale, ho girato nei mesi scorsi alcune video pillole. Brevissimi consigli e suggestioni dedicati ai social media.

Eccoli qua. E con questo sono felice di annunciare che in occasione della Fiera del libro di Torino, #narrarsionline sarà disponibile anche in formato cartaceo e come audiolibro. Continua a leggere

Narrazione e marketing: oggi lo chiamiamo storytelling

Venerdì 23 gennaio 2015 ho partecipato a una giornata di studi dedicata a storytelling e video dell’Università di Bologna, in occasione dell’annuale premio Teletopi, nato da un’idea di Giampaolo Colletti. 

Inutile dire che è stata una giornata ricchissima e molto utile dal punto di vista formativo: ribadisco l’importanza, per un professionista della comunicazione, di uscire da sé per guardare cosa accade nel mondo che lo circonda.

Alla giornata hanno partecipato soprattutto studenti ma anche tanti professionisti interessati al tema e (spero) qualche azienda che ha voglia di riflettere sull’importanza di narrare la propria storia in ottica di marketing.

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