Attentive audience. Colleagues listening to speaker at business meeting at loft office, copy space

Un blog per fare personal storytelling: alcuni ingredienti che non possono mancare

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Se hai deciso di aprire un blog per narrarti online, per raccontare storie o sfide personali e professionali, lavorando sul tuo personal storytelling, ricordati che non basta scrivere (e non basta nemmeno farlo bene) perché qualcuno decida di leggerti e seguirti:

devi riuscire a creare una relazione con ogni lettore, farlo sentire importante, dargli attenzione, ispirarlo e connetterlo ai tuoi valori. 

La parola chiave per stare online e per coinvolgere le persone è empatia, sia che tu sia un brand sia che decida di aprire un blog come libero professionista o persona che vuole raccontare storie, anche autobiografiche. Su questo punto è molto interessante  l’intervista di Giampaolo Colletti a Seth Godin: Brand, tutti giù dalla giostra dei social media. 

L’attenzione: un bene prezioso

Crea le occasioni giuste per ascoltare chi ti legge sia sul blog che sui social media (dove probabilmente la maggior parte dei lettori ti commenterà) e per connetterti: se ascolti la comunità che ti segue ed è interessata alla tua storia, sarà con lei che farai il tuo piano editoriale, ovvero sarà grazie agli stimoli che ricevi anche dai lettori che potrai capire meglio quali sono i temi (o le narrazioni) più interessanti da proporre sul tuo blog. 

Ascolta i lettori:

  • attraverso i commenti;
  • se mandi delle newsletter, fai in modo che chi vuole possa rispondere e partecipare, facendo domande dirette;
  • se scrivi di argomenti specifici (sei per esempio una runner che racconta delle sue gare?) impara ad intercettare domande e suggerimenti anche da chi ti segue. Oltre agli analytics c’è di più: la tua sensibilità. Non saranno solo i dati a dirti quali sono gli argomenti più sentiti; 
  • non sottovalutare i commenti “a voce” di chi ti conosce e ti segue anche online: di solito sono spontanei e offrono un sacco di spunti per capire quale sia il percepito della tua narrazione; 
  • segui altri blogger e persone che ti danno attenzione, scoprirai un mondo da cui imparare e con cui fare rete in maniera propositiva. Per avere aggiornamenti sempre freschi, iscrivi i tuoi blog preferiti a feedly

L’ispirazione: un regalo 

Quando con i nostri contenuti riusciamo a ispirare qualcuno a fare meglio, a cambiare, ad approfondire o – banalmente – lo intratteniamo in maniera costruttiva, gli facciamo un regalo importante. 

Se riusciamo sempre a trovare la chiave ISPIRANTE con cui fare personal storytelling, abbiamo fatto bingo. La gara di corsa diventa una metafora di vita, l’ultimo spettacolo che abbiamo visto a teatro offre spunti interessanti per affrontare un disagio o ci spinge ad approfondire certi temi, l’ironia intorno al libro di qualcun altro ci fa scrivere piccole storie che divertono

Ispirare non significa insegnare qualcosa ma spingere le persone all’approfondimento, a sentirsi meglio, a evolvere o a provare sensazioni di benessere che migliorano le loro giornate.

Possiamo ispirare anche commuovendo – non è sempre necessario fare ridere –  ma è sicuramente importante costruire e non criticare solo per il gusto di distruggere. Possiamo ispirare anche condividendo quel che impariamo: anche se sei all’inizio di un percorso professionale o di vita e stai facendo esperienze formative, puoi generosamente metterle in campo per costruire comunità di pari. 

La leggerezza: un valore 

Quando scrivi per un blog, anche quando racconti la tua storia, ricordati sempre che stai parlando con persone che ti seguono per avere un beneficio: parti da loro e non dal tuo ombelico. 

  • Non dare nulla per scontato, non è detto che i tuoi lettori sappiano esattamente di cosa stai parlando. 
  • Usa uno stile amichevole e che diventi il punto di incontro tra il tuo tono di voce e quello delle persone cui ti rivolgi.
  • Scrivi e rileggi in modo da  per imporre il giusto ritmo alle frasi. Togli tutto ciò che non serve a partire da immagini vuote o poco chiare e aggettivi superflui (“il giusto”) per arrivare ai maledetti avverbi e ai giri di parole (come “in modo da”). 

Leggero non è sinonimo di superficiale: posso approfondire in tanti modi, senza appesantire la lettura, anche quando tratto argomenti che mi toccano da vicino. 

Per approfondire 

Leggi gli altri articoli dedicati al blog e alla scrittura per narrarsi online, come per esempio

E se ne hai voglia, scopri i miei libri Tu sei la tua storia, scrivi un racconto, narrati online e comunica con la scrittura autobiografica (2018) e Narrarsi online, come fare personal storytelling (2014)

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