Articoli

Cardiomarketing - Patrizia Menchiari

Il cardio marketing per conquistare i clienti: un libro ricco di suggerimenti

Lo ha scritto Patrizia Menchiari che conosco ormai da qualche anno e stimo moltissimo sia come amica che come professionista. Patrizia si occupa di marketing, lo insegna e ne diffonde “il verbo” positivo e di lei mi ha sempre colpito la trasparenza, la cura, la passione e la capacità di guardare oltre al cliente, vedendo la persona.

Ho avuto la grande fortuna di seguire la gestazione di questo libro, da quando ha avuto l’idea e ha iniziato  a scriverlo e ho immediatamente pensato che ce ne fosse DAVVERO bisogno. Perché l’approccio di Patrizia trasforma la promozione e la vendita in una relazione felice per tutti. 

Anni fa avevo letto (e prima assistito a una presentazione) Fare marketing rimanendo brave persone, il libro di Morici e già allora devo dire che la mia anima di comunicatrice con un approccio narrativo aveva fatto pace con la concretezza del mio lavoro che va naturalmente a braccetto con il marketing: con Cardio Marketing Patrizia riesce a fare una magia, proponendo talmente tanti suggerimenti e esempi di buon marketing da farmi quasi credere che quella dei comunicatori sia una specie di missione che può andare al di là del guadagno.  Continua a leggere

Il manifesto delle parole gentili online

Il 29 maggio 2017 sono stata all’Istituto Comprensivo di Malalbergo (Bo) e insieme agli studenti di una quinta elementare e di alcune classi delle Medie, abbiamo riflettuto sulle parole che possiamo scegliere online. Siamo partiti dal lavoro di Parole O_Stili  e al termine del nostro incontro abbiamo scritto, insieme, il manifesto della gentilezza online: tutti i giovani partecipanti si sono impegnati a farsi ambasciatori di quanto hanno voluto inserire tra questi otto punti. Condivido con piacere cosa abbiamo fatto, perché chi vuole possa prenderne ispirazione!  Continua a leggere

Narrarsi online: bestseller su Amazon

Il manuale di personal storytelling che ho scritto per la casa editrice Area51 Publishing: “Narrarsi online: come fare personal storytelling” è uscito il 17 dicembre 2014.

A febbraio è entrato tra i best seller di Amazon e dopo essere rimasto per tutto quel mese  il più venduto  in classifica per la categoria “Internet” e “Impresa, strategia e gestione”, si è attualmente attestato in terza posizioneContinua a leggere

Credo nel valore delle storie

Credo nel valore delle storie: ognuno di noi, ogni progetto si porta dietro una storia, anche quando ci sembra di non vederla. A volte ci sembra di avere poche cose da dire, altre pensiamo di averne troppe e che sia impossibile trovare un ordine coerente a tutto quello che abbiamo fatto, ai progetti del passato, alle idee per il futuro.

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Giochi online per bambini: stereotipi di genere

In questi giorni a Bologna il calendario è ricco di eventi legati al Festival La violenza illustrata che fino al 7 dicembre porta in città convegni, arte e cinema per raccontare la violenza sulle donne e riflettere su un’emergenza nazionale degli ultimi anni.

Anche io sono stata invitata, ieri,  a parlare in un posto inusuale, un salone di bellezza che da alcuni anni partecipa attivamente alla manifestazione.

L’evento l’ho presentato su sito di GGD Bologna.

Ho voluto condividere qualche riflessione sugli stereotipi legati al web e mi sono concentrata anche sull’offerta ludica online dedicata a bambini e bambine.

Ecco cosa ho scoperto durante la mia ricerca.

I giochi online dedicati ai bambini e alle bambine in età scolare sono differenziati.

Giochi per ragazzi

Giochi per ragazzi

Giochi di Macchine
Giochi di Moto
Giochi di Abilità
Giochi Sport
Giochi di Memoria
Giochi di Camion
Giochi Didattici
Giochi da Colorare
Giochi Classici
Giochi Cartoni Animati
Giochi Divertenti
Giochi di Intelligenza

 

 

 

 

Giochi per ragazze

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Giochi per ragazze

Giochi da Vestire

Giochi di Ristoranti

Giochi di Cucina

Giochi di Decorazione

Giochi di Trucco

Giochi per Pettinare

Giochi per Disegnare

Giochi di Baby Sitter

Giochi da Colorare

Giochi di Musica

 

Esistono altri siti esclusivamente dedicati alle bambine come Giochi per bambine e la logica è la stessa, anche se – a onor del vero – qualche minoritario gioco di logica c’è.

Giochi per bambine

giochiperbambine

Giochi per bambine

Vestire
Decorare
Cucina
Trucco
Barbiere
Bellezza
Mascotte

Ci sono anche: Rompicapo,  Moda,  Danza,  Musica,  Disegnare,  Colorare,  Disegno,  Simpatici,  Tavola,  Unghie,  Carte,  Bambole,  Memoria, Ristoranti, Principesse, Abilità, BellSimulazione,  Divertenti, Per Ragazze,  Disegni da Colorare,  Giochi di Puzzle, Unisci i Puntini.

 

Abilità e Memoria vrs Bellezza e Cura

Questa veloce ricognizione del web per bambini offre uno spaccato chiaro di come lo stereotipo di genere resista fortissimo anche online.

Da una parte i bambini vengono coinvolti in attività che ne mettono a fuoco l’abilità, le capacità costruttive, la dinamicità (Macchine, Moto, Sport, Memoria) dall’altra ci si rivolge alle bambine cercando di interessarle a giochi legati all’estetica (Trucco, Bellezza, Moda) o alla cura degli altri e al cibo (Ristorante, Cucina, Baby Sitter).

Il web riflette il mondo facendone parte a pieno titolo e il mondo è un posto in cui gli stereotipi di genere cominciano a conformarci come persone a partire dalla giovanissima età.

La comunicazione, anche online, deve rimanere in allerta di fronte a questi segnali e chi – come la sottoscritta – ci lavora, ha un ruolo fondamentale nell’immissione di punti di vista diversi e critici.

Perché ciò che è più pericoloso è ciò che cominciamo a considerare normale in quando SFONDO e questo non può essere il nostro sfondo.

Su ispirazione di un bel post di In genere (che vi invito a leggere)  ho fatto anche io (ieri) una ricerca su Google.

Ho scritto “Le donne sono” ed ecco come il motore di ricerca (che riflette ciò che viene maggiormente digitato) ha risposto:

 

La strada è ancora molto lunga, anche quella digitale.

Lavorare con l’IPad: si può?

Lavorare con l’IPad: quando non si possiede un buon portatile come la sottoscritta, in certi momenti diventa un’esigenza. Io che di mestiere devo scrivere molto, sia per la mia attività di contenuti che di progettazione, ho perfezionato al massimo l’uso del tablet perché possa venire incontro alle mie esigenze. Pesa poco, sta in qualsiasi borsa (anche nel mio microzainetto) e me lo posso portare ovunque.

Ecco come.

Prima di tutto mi sono procurata una tastiera Bluetooth acquistata su Internet. Si chiama Mobile Bluetooth Kayboard for IPad 2 e attualmente su Amazon costa 38 Euro.

La mia è una tastiera americana per cui i caratteri speciali non corrispondono sempre ai caratteri digitati, ma poco male perché sono una scribacchina compulsiva e conosco la posizione a memoria.

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La tastiera funziona anche da Case e può essere una valida aiutante per il trasporto e protezione dell’IPad.

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Si monta con facilità e occupa pochissimo spazio:

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Il mio IPad non ha connessione 3G e così ho preso un router che mi costa 10 Euro al mese ma che trovo molto più utile perché permette la connessione simultanea (tramite wifi) di ben 8 dispositivi. Quando siamo insieme lo usiamo contemporaneamente sia io che il mio compagno.

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Ed ecco quali sono le APP che utilizzo per scrivere, gestire i miei blog e per recuperare e indicizzare fonti che mi sono utili.

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Pages e KeyNote mi servono per scrivere (anche quando non sono collegata alla Rete) e hanno il vantaggio di poter salvare i documenti in formato standard.

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In linea di massima per scrivere e gestire documenti (anche report di riunioni e fogli di calcolo) utilizzo Google Drive (la suite di Google) in modo da avere sempre il materiale allineato su tutti i dispositivi che utilizzo.

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Per censire fonti tematiche (un pezzo importante del mio lavoro di pianificazione editoriale) uso FlipBoard per monitorare la Rete: questa App compone una rivista personalizzata in base alle chiavi di ricerca immesse. I contenuti sono prelevati dal web oppure da Twitter o altri Social Media.

Tutto ciò che non ho il tempo di leggere immediatamente o che voglio tenere perché potrà servirmi per scrivere articoli in futuro o per ricerche approfondite, viene salvato su Instapaper e Evernote: entrambi molto validi e che utilizzo in maniera specifica.

Per poter gestire i canali social, uso le APP di ogni singolo social network. Con quella di Twitter mi trovo davvero molto bene, anche perché permette la gestione multiaccount contemporanea, con notifiche push. Quella di Facebook, lo sanno anche i bambini, è un po’ più faticosa e ogni tanto, per operazioni specifiche, apro il browser e mi connetto direttamente al sito.

Con l’Ipad in certe situazioni tendo a concentrarmi di più, perché paradossalmente, incentiva il monotasking. Non è possibile avere contemporaneamente aperte più finestre e la fatica di chiudere una APP per aprirne un’altra mentre lavoro disincentiva il passaggio, tenendomi più a lungo “sul pezzo”.

L’IPad (o qualsiasi Tablet) non è un sostituto di un buon portatile, ma in mancanza di altro, personalizzandone l’uso e procurandosi una tastiera, permette comunque di lavorare con una certa efficenza.

In questi giorni che sono spesso in giro e non devo lavorare 8 ore al giorno, ecco cosa mi porto dietro: IPad, tastiera, router mini, carica batteria per questi 3 oggetti e molta voglia di leggerezza!

Spero di avere condiviso informazioni utili per quanti fanno un lavoro simile al mio e come me, hanno a disposizione un tablet.

La rivoluzione è una catena (di Sant’Antonio) 2.0

Oggi facciamo la rivoluzione. Abbiamo appuntamento alle 21. Mi trovo prima con Mario in chat e poi su facebook insieme agli amici del gruppo “La rivoluzione è una catena. Sciogli le catene della politica“.

Ecco come comincia la rivoluzione che abbiamo in mente: ognuno di noi ha adottato la pagina fan di un politico. Ognuno di noi ha fondato un piccolo gruppo di follower dormienti che al segnale del capogruppo saranno pronti a partire.

Alle 21 precise potremo scaricare dal gruppo (segretissimo e lucchettato) le foto di 4 gattini: Aramis, Portos, D’artagnan e Athos in pose tenerissime che giocano con palline, gomitoli di lana e cavi del pc. I gattini  hanno l’obiettivo di incentivare il maggior numero di like possibile grazie al potere proattivo che esercitano su ogni cittadino.

Alle 21.05 ogni gruppo e tutti i follower dormienti in contemporanea posteranno sulla pagina del politico che hanno adottato la foto di uno di questi gattini e inviteranno gli amici a farlo anche loro, per condividere la rivoluzione che così sarà sharata in ogni dove

Faremo così per 21 giorni (abbiamo pensato che completare un ciclo lunare sia FONDAMENTALE per la purificazione del gruppo). Ogni giorno invaderemo la pagina facebook e il profilo twitter e anche google + (sebbene non se lo cachi nessuno) del nostro politico fino a quando non gli sarà completamente impossibile stare dietro a tutta questa orda di gattini tenerini, strasharati e super rivoluzionari.

Faremo impazzire il sistema: bloccheremo l’accesso al digitale di qualsiasi parruccone e potentato del Paese dando il via a una serie di eventi di portata mondiale.

Li stroncheremo a forza di like.

La nostra è una rivoluzione silenziosa, per la quale basta avere uno smartphone e passare molto tempo su facebook.

Personalmente ho ancora dei dubbi, nel senso che non ho ben capito come questo potrà incidere sul potere decisionale dei politici, ma sono bazzecole confronto al fatto che potrò dire di avere partecipato anche io alla rivoluzione (Portos è il gattino del mio gruppo), che potrò segnalarlo cambiando il mio avatar su tutti i social network e che probabilmente il nostro gesto avrà delle conseguenze importanti, come per esempio stimolare tutti gli italiani a firmare la nostra petizione online: “Se non c’è lavoro, allora vogliamo stare sempre in vacanza pagati così non rompiamo i maroni a nessuno

E dopo che in tanti avremo firmato la petizione online e dopo che i nostri gattini avranno invaso e dopo che ci avranno laikato e dopo che il nostro klout sarà schizzato come una pallina in un flipper, voglio proprio vedere se non si cambia questo mondo!

Questo articolo/testimonianza anonima è comparso su “Croniche digitali”, un giorno qualunque del primo anno della rivoluzione

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