Tag Archivio per: condominio

Quando scrivi un racconto, hai sempre un messaggio

Tutte le storie contengono un messaggio, quasi fossero un biscotto della fortuna.

Ieri sera è partito il corso monografico di scrittura autobiografica, scrivere un racconto autobiografico che quest’anno ha come tema le Storie autobiografiche in condominio. 

Bello tornare in quel posto piccolo e accogliente che è la bottega Risalto, nel centro di Bologna, in mezzo agli oggetti creati dall’ingegno delle artigiane che fanno parte dell’associazione. Bello incontrare di nuovo alcune delle persone che hanno partecipato alle 3 edizioni del corso di scrittura autobiografica a mano di base e che – ancora una volta – hanno scelto di giocare con le storie, di scegliere parole, di leggere e di scrivere insieme.  Continua a leggere

Il mio condominio è sempre di ispirazione

Vivo in un condominio dove le storie si sprecano: io cerco di raccoglierle perché la vita che scorre negli appartamenti è già una trama avvincente e perché ci sono dialoghi rubati che valgono più di qualsiasi cosa immaginata. Potrei davvero raccontare tante storie (ma qui non lo faccio che ci tengo alla vita).

Potrei raccontare dell’amore non corrisposto tra la Drag Queen teutonica che abitava accanto e il Sardo suo compare, alto un metro e una banana ma più rabbioso di un randagio affamato.

La loro relazione era così tempestosa che ormai era di casa la volante della polizia. Una volta le ho sentito pure uscire un “Posso offrirvi un caffé?” in direzione dei garanti dell’ordine, talmente surreale dopo le urla e gli scapaccioni che si erano tirati con il fidanzato, che avrei voluto essere una mosca per guardarla in faccia, mentre domandava. Me la sono immaginata, sotto alla parrucca bionda di capelli, increspare le labbra sempre truccate con cura in un mezzo sorriso e cercare di offrire una parvenza di normalità ai suoi – chiamiamoli – ospiti. Che poi non si capiva mai, francamente, chi tra i due della coppia menasse più forte e per la polizia doveva davvero essere un caos riportare pace in quella casa.

Potrei raccontare ancora di questo interno con affaccio su 4 lati  e del mio dirimpettaio il droghello: l’unico uomo che gira in casa in mutande e con le finestre aperte anche con la neve in strada. Il droghello (ribattezzato mattacchione per non turbare la bambina, quando era piccola) ha il vizio di chiacchierare a lungo con la televisione e di infilarsi in qualsiasi dibattito politico, quasi come fosse anche lui seduto sulla poltrona di Bruno Vespa.  Continua a leggere

Nel condominio della mia testa

Nel condominio della mia testa, abitano:

  • un orso azzurro che ama moltissimo girare solitario in mezzo alle montagne. Ogni tanto diventa blu, ma solo quando è molto costipato. Se diventa blu occorre che lasci a casa il suo smartphone e che si metta in viaggio per trovare qualche boschetto dove fermarsi un attimo. Alla sera guarda serie tv oppure legge. A seconda.
  • una tizia che si fa chiamare Mens Sana e si veste come Jane Fonda quando negli anni ’70 faceva aerobica. Ha degli scalda muscoli improbabili e una fascia per il sudore. Non usa la lacca, ma solo perché ha scoperto il buco dell’ozono, ha un armadio pieno di pesi per le braccia (ma quanto le piacciono le sue braccia toniche?) e va a correre quando tutti gli altri dormono. A volte sembra un po’ fissata.
  • una tizia davvero tossica, con la pelle unta e la voce roca. Fuma montagne di sigarette, se le rivolgi la parola si spaventa ma è la più pettegola di tutte: sa tutto degli altri condomini, ne parla male di continuo tentando di metterli l’uno contro l’altro per divertimento, ma se poi le fai capire che può stare tranquilla e che si organizza una bella festa a cui lei è invitata (per anni nessuno l’ha mai chiamata, né a compleanni, né a feste di laurea, né a serate alcoliche che forse avrebbe pure gradito), poi si mette serena. Si chiama Dexter e dovrebbe fare qualcosa per le occhiaie, ma non diciamoglielo se no ci rimane male.
  • una ragazzina di 15 anni con qualche problema con il cibo: fortemente in sovrappeso, è però simpaticissima. Ride sempre, organizza feste (e adesso invita anche Dexter), è di gran compagnia e racconta storie che fanno divertire tutti gli invitati. La invitano anche a feste che non organizza lei, giusto così, perché l’animatore è sempre importante. Mentre gli altri ragazzini limonano a bordo pista, confusi nell’epilessia delle luci psicadeliche, lei balla come non ci fosse domani. La chiamano la donna cannone per via della sua stazza, lei ride di gusto e nessuno sa che ogni tanto ci rimane un po’ male: in fondo è bella la sua vita e chissenefrega se le piacciono tanto i cannoli siciliani!
  • Un tale che dice di essere il vero Forrest Gump, mica quello del film. Noi del condominio ci crediamo: gli succedono cose incredibili e ha uno sguardo talmente ingenuo sul mondo che sarebbe difficile dargli un altro nome. L’altro giorno è andato in televisione, dice che lo hanno invitato a un programma insieme a un sacco di gente famosa ma se gli chiedi chi c’era con lui, scambia i nomi e sembra davvero appena atterrato dalla Luna. Vuole correre una mezza maratona, raccoglie fondi per le cose in cui crede, finisce sulle riviste ma non capisce bene come, scrive libri, fa incontri incredibili e si ripete ossessivamente che “stupido è chi lo stupido fa!”. Mi sta molto simpatico, non ha soldi per pagare l’affitto ma – non ditelo in giro – gli ho fatto un contratto d’uso gratuito per il gusto di averlo tra noi.

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Cronache condominiali

La città dentro - disegno di Pietro Scarnera

A Condominio Bandiera l’estate è sempre foriera di esotismi e mattane. Il droghello ha compiuto una brillante trasformazione 2.0: l’altro giorno l’ho beccato in terrazza, mutanda style, che posizionava uno strano strumento. Siccome sono mezza ciecata, dalla mia posizione defilata sembrava un fucile, puntato diretto contro di noi.  Ho pensato “Oddio, questo ci fa fuori”, ho letto e riletto – mentalmente – i titoli dei giornali, fino a quando il giovane mattacchione non ha cominciato ad assumere pose strane, a posizionare l’ammenicolo in sua direzione e ho capito.

Ho capito tutto.

Stava girando un film. Si stava mostrando alla telecamera in tutto il suo splendore.

Mi sono immaginata amorazzi tecnologici per il nostro eroe. La frollina quando lo sente urlare le sue oscenità plateali mi fa tante domande, ma quando non lo sente le fa uguale: ci preoccupiamo tutti se per qualche giorno non sbraita contro il televisore, richiamando Mister B. al suo ruolo istituzionale e inveendo contro le mamme di tutti i cretini (sua compresa).

Il Signor Sgodi parte la mattina in bicicletta: se lo incontri in cortile fa di tutto pur di non salutare. E’ come se avesse un’allergia. Si volta per slegare la catena, osserva uno scarafaggio morto, guarda le nuvole e il loro passaggio ozioso. Sgodi, non a caso, sta per Sgodevole.

Un giorno gli ho riportato il gatto: il figliol prodigo si era smarrito per le scale. Succede spesso, perchè il Signor Sgodi ha due figli che escono molto e quando escono in fretta il gatto sguscia via, tra le loro gambe e si fa dei mega tour per le scale, sbagliando immancabilmente il piano quando vuole tornare alla sua casa.

Il giorno in cui ho suonato il campanello per riconsegnargli il micio, il Signor Sgodi è uscito in mutande e elegantissima camicia e mi ha guardata quasi offeso: doveva salutarmi a quel punto e sembrava davvero che gli avessi fatto uno sgarbo impensabile!

Lo scrittore scrive e fuma in terrazza. Io aspetto e spero con ansia il suo secondo romanzo. La mia amica zdaura inside, che insieme alla sottoscritta dovrebbe “presidiare” il palazzo non fa il suo dovere: l’altro giorno è arrivato un pacco per il non marito ed è entrata nel pallone. Non capiva chi fosse il proprietario di quel nome, di quella busta.

Non ha pensato di venire a chiedere a me. Non ci ha pensato perché per lei il non marito è Tino e nessuno ci crederebbe che ha anche un nome reale, nella sua vita reale: questo blog si sta mangiando tutto, perfino le nostre noiosissime identità 😉

Io e la zdaura ogni tanto ci incontriamo per le scale e ci divertiamo a raccontare gli ultimi eventi del quartiere. Io sono pettegola dentro e lo so – non è un vanto – ma di vizio faccio virtù: le storie degli altri mi servono per scrivere. 😉

La fulminata che un giorno mi chiese di descriverle una deiezione canina abita proprio qui, nel Condominio. Mi fa una certa tenerezza: è un incrocio tra la Fata Turchina e una che ha messo tre dita nella presa. Ogni tanto si piazza in cortile e controlla (molto più clinicamente e scientificamente della sottoscritta) ciò che accade in tutte le finestre. Munita di battipanni e stendino (cavallo e armatura delle sue scorribande donchisciottane) tiene dei lunghi sermoni sulla vita, la vecchiaia e il vicinato.

Una volta mi ha ripreso perché a suo avviso stavo stendendo una coperta sporca.

“Falla meglio quella lavatrice!” Mi ha detto.

Io mi sono sentita punta sul vivo della mia casalinghitudine a impatto zero e le ho risposto “Ok, la prossima volta mi impegno di più!”.

Il caldo è una bestia che va domata con la narrativa: affacciatevi alla finestra, vi renderete conto di quante storie buffe, matte, tristi e allegre spuntano quando tutte le finestre del quartiere sono spalancate!

Diario di un addio

Ho sempre avuto l’abitudine di portare in giro con me un quaderno o un taccuino su cui disegnare. Lo facevo già quando mio padre entrò in coma. In quel periodo, nei cinque anni del suo stato vegetativo, mettere su carta quello che vedevo mentre succedeva era per me molto faticoso. Per la verità tentavo di non farlo, ma a volte i disegni si affacciavano sulle pagine senza che io lo volessi. Quello qui sopra, per esempio, è il primo disegno di quel periodo: risale proprio al primo mese, all’estate del 2003, quando mio padre era ancora ricoverato in rianimazione e non sapevamo che cosa sarebbe successo dopo. Mi ricordo che in quel momento gli uomini caduti erano l’unica cosa che riuscissi a disegnare.

Questo è uno dei pezzi del blog di Pietro dove racconta com’è nata la storia del suo Diario di un addio che ora è diventato un libro e verrà presentato a Ravenna venerdì 8 ottobre per Comma 22

Qualche tavola la trovate anche qui su Repubblica,  e qui trovate un bellissimo articolo/intervista a Pietro.

Il tema è quello del coma vegetativo visto con lo sguardo di un figlio: un tema su cui in tanti si sono riempiti la bocca ideologicamente ma che solo chi ci è passato – come Pietro – conosce a fondo.

Un libro che ci farà senz’altro riflettere sulle sfumature.

Ho avuto la fortuna di vederle in originale le tavole di Pietro e di parlare con lui che è persona sensibile, intelligente e pieno di attenzione per il mondo, perché abita al piano di sotto del mio condominio.

Per dire che grazie a Pietro,

ho il cartellino personalizzato per il campanello con degli stupendi disegnini, proprio come quello che trovate anche sul suo blog.

Credo che questo sia un libro da leggere, sfogliare e in cui entrare in silenzio, facendo attenzione a non spostare nulla.

Se volete acquistarlo andate qui

Blogger artisti in condominio

la città - vista da Pietro pensieridieri.blogspot.com

E’ arrivato un nuovo vicino a Condominio Bandiera e la sdaura Panz lo ha subito inchiodato ben benino, dato che aveva intuito in isso un animo artistico che la incuriosiva assai. Tipo che ha inventato il quadretto da campanello e al posto del suo nome ha messo nella targhetta un bel paesaggio disegnato.

E indovinate un po’?

Fumettaro il nuovo vicino

e pure blogger!!!!

Guardate che belle cose disegna:

http://pensieridieri.blogspot.com/

P.s Se oggi comprate “Repubblica”, sull’inserto D ci dovrebbe essere un articolo con un’intervista anche alla sottoscritta, dedicata al Post Femminismo…io non lo ho ancora preso ma ora esco e vado a vedere!

Il buon vicinato

E’ un po’ che non vi parlo di CondominioB

La Magda riposa in Certosa e il marito si è ritinto i capelli, è dimagrito e si è messo un vistoso orecchino al naso.

Al posto suo fioriscono nuove pettegole ma nessuna ha lo smalto di colei per la quale il termine razzista ha acquisito nuove e conturbanti sfumature. Continua a leggere

Giardinaggio

Io non c’ho il pollice verde.

Nemmeno per un po’.  Eppure mi ostino – da qualche tempo a questa parte – a allestire nel nostro misero balcone quelli che Tino (in attacchi di sboronaggine acuta) chiama “giardini pensili”. Solo che quando andiamo a comprare le piantine per il nostro giardino pensile, noi altri della famiglia Panzallaria scegliamo la verzura a emozione.

Ci facciamo guidare dai colori, prevalentemente.

Ci piace il giallo, come quella pianta là.  Ci vorrebbe del viola, come quei fiorellini stupendi in seconda fila. Manca un po’ di rosso come su quello scaffale, guarda, guarda in alto a destra!. Continua a leggere

Di vigili del fuoco nel condominio

Torno a casa dopo aver accompagnato al nido frollina con la mia nuova bici che ieri Tino – in una pausa pranzo a sorpresa – mi ha sistemato di tutto punto e cosa vedo?

Vedo i vigili del fuoco nel cortile del condominio. Ecco cosa vedo.

Il camion è proprio uguale a quello che avevo da bambina, solo in versione 1:1  e loro sono tutti assiepati sotto la mia finestra. Guardano proprio verso la mia terrazza.

Credo di aver perso un anno di vita intero, compleanni e feste comprese, mentre pedalo verso il destino.

Tutti si voltano verso la sottoscritta. Sento la voce delle studentesse dell’ultimo piano che dicono: “Eccola, è lei!” e gli anni di vita diventano almeno 10, scopate, cene e risate incluse.

Cerco di rimanere serena mentre gli omaccioni del fuoco mi spiegano l’accaduto. Continua a leggere

Giornate migliori grazie alla signora Coriandoli

La signora Coriandoli, alias il mio postino, mi ha cambiato le mattine di lavoro. Mentre prima – diciamoci la verità – alzarmi dal pc per andare ad aprire al portalettere era sempre una piccola e molesta distrazione al lavoro, ora sono felice quando sento lo scampanellio festoso di Coriandoli.

Lui sembra uscito da un racconto di Stefano Benni: c’ha un accento bello pastoso emiliano e un portamento che si sghignazza solo a incontrarlo per strada. Non parliamo poi di questa sua caratteristica di essere sempre un po’ fuori tempo che rende ogni dialogo ai confini del surreale. Continua a leggere

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Laboratorio di scrittura autobiografica sul racconto a Bologna: il condominio (2018)

Parte la II edizione monografica e avanzata del corso di scrittura autobiografica continuando a esplorare un tema che mi affascina molto: il condominio.

Quanti ricordi sono ambientati in una cornice condominiale? Hai mai pensato che potessero essere la base per una buona storia da raccontare, non solo durante le cene di famiglia, ma anche grazie alla scrittura?

Durante il corso ti eserciterai a scrivere un racconto autobiografico tematico. 

Chi ha partecipato al corso base di scrittura autobiografica a mano ha la priorità di iscrizione ma l’accesso è aperto anche a chi ancora non lo ha frequentato.

Struttura

Al termine del percorso ogni partecipante scriverà un racconto autobiografico che dovrà prendere spunto da un aneddoto condominiale.

I partecipanti, durante il laboratorio, avranno un doppio ruolo di autore e editor del proprio “compagno di viaggio” che verrà assegnato da Francesca Sanzo all’inizio della prima giornata. Come autore ci si concentra sulla struttura e costruzione del proprio racconto, come editor si deve leggere e offrire spunti generativi al proprio compagno. Il creare una coppia e metterla al lavoro insieme ha l’obiettivo di esercitare allo sguardo “dall’alto” su ciò che si scrive e allo stesso tempo serve ad allenarsi al lavoro di editing, non meno importante di quello di scrittura.

Contenuti

  • Costruire un racconto che funziona: trama, personaggi, descrizioni, dialoghi, pubblico
  • Il genere e gli stili
  • I tempi del racconto
  • Leggere, rileggere, fare gli editor di sé stessi e di altri

Come si svolge?

Lettura libri, romanzi autobiografici, esercizi in classe e/o a casa, lettura dei propri lavori. Durante il corso non entrano slide e si prendono appunti a mano. Durante l’edizione avanzata, chi vorrà, potrà scrivere il proprio racconto su supporti digitali.

Calendario

  • 5/3
  • 12/3
  • 19/3
  • 26/3
  • 9/4

Orario: 19 – 21.30

Dove

Burattinificio, via Paolo Martini 26, Bologna [zona Stadio, dopo le 18 parcheggio libero, bus 20, 21, 38. Pista ciclabile dal centro e da Casalecchio.]

La “maestra”

Francesca Sanzo

Sono autrice di libri autobiografici, come 102 chili sull’anima (bestseller) e A due passi dalla meta, Giraldi editore e Narrarsi online: come fare personal storytelling. A marzo 2018 uscirà la guida dedicata alla scrittura autobiografica: Tu sei la tua storia. Sono una digital & writing coach, aiuto le persone e le imprese a trovare la propria storia, narrarla per sé e per gli altri e raccontarsi online con contenuti e strategie sostenibili. Lavoro come formatrice e consulente per Enti, Università e Aziende.

Costi e iscrizioni

Costo a persona: 125 € + 4% rivalsa INPS

 

COMPILA IL FORM PER ISCRIVERTI: verrai contattato per finalizzare l’iscrizione.

  • Questo campo serve per la convalida e dovrebbe essere lasciato inalterato.

Storie autobiografiche in condominio: il corso a Bologna

L’edizione monografica e avanzata del corso di scrittura autobiografica quest’anno sposa un tema che mi sta molto a cuore, ovvero il condominio.

Quanti ricordi sono ambientati in una cornice condominiale? Hai mai pensato che potessero essere la base per una buona storia da raccontare, non solo durante le cene di famiglia, ma anche grazie alla scrittura?

Durante il corso ti eserciterai a scrivere un racconto autobiografico tematico. 

Chi ha partecipato al corso base di scrittura autobiografica a mano ha la priorità di iscrizione ma l’accesso è aperto anche a chi ancora non lo ha frequentato.

Struttura

Al termine del percorso ogni partecipante scriverà un racconto autobiografico che dovrà prendere spunto da un aneddoto condominiale.

I partecipanti, durante il laboratorio, avranno un doppio ruolo di autore e editor del proprio “compagno di viaggio” che verrà assegnato da Francesca Sanzo all’inizio della prima giornata. Come autore ci si concentra sulla struttura e costruzione del proprio racconto, come editor si deve leggere e offrire spunti generativi al proprio compagno. Il creare una coppia e metterla al lavoro insieme ha l’obiettivo di esercitare allo sguardo “dall’alto” su ciò che si scrive e allo stesso tempo serve ad allenarsi al lavoro di editing, non meno importante di quello di scrittura.

Il 17 maggio si terrà una serata di lettura pubblica dei racconti. I racconti più interessanti saranno selezionati per entrare in una raccolta tematica in pubblicazione nel 2018.

Contenuti

  • Costruire un racconto che funziona: trama, personaggi, descrizioni, dialoghi, pubblico
  • Il genere e gli stili
  • I tempi del racconto
  • Leggere, rileggere, fare gli editor di sé stessi e di altri

Come si svolge?

Lettura libri, romanzi autobiografici, esercizi in classe e/o a casa, lettura dei propri lavori. Durante il corso non entrano slide e si prendono appunti a mano. Durante l’edizione avanzata, chi vorrà, potrà scrivere il proprio racconto su supporti digitali.

Calendario

5/4, 13/4, 19/4, 26/4, 3/5
SERATA DI LETTURA PUBBLICA: 17/5
Orario: 19 – 21.30

Dove

Risalto Bottega Creativa, via Rialto 13/b, Bologna

Costi e iscrizioni

Costo a persona: 125 € + Tessera AICS

Mail: risalto.bologna@gmail.com 

Tel: 3477163932

Al momento dell’iscrizione occorre versare acconto di 50€ con saldo il primo giorno del corso.