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Venezia piange quando Bologna è vuota

Alle ore 14 e diciotto il primo raggio di sole colpisce la mia terrazza ed è quello il momento che aspetto nella giornata: sposto la poltrona ikea (benedetto il giorno in cui l’ho comprata) fuori e lavoro, sonnecchio, faccio le chiacchiere con i vicini. 

Miss Tintarella, al piano di sopra, si stende con il suo lettino da mare: lei ha una casa a Rimini e così comincia a sentire la gara dell’abbronzatura farsi più pressante, man mano che la stagione avanza e alla casa al mare non ci può andare. 

La signora Luisa, di fianco, ogni tanto esce a stendere e ne approfitta per fare due chiacchiere, la signora Giulia – la veterana novantenne del palazzo – a quell’ora dorme ma poi si affaccia e approfitta di qualche boccone di compagnia. Continua a leggere

Le cronache di Starshollow sul Reno

Quando sono venuta a vivere qui tra l’acqua e le colline di Casalecchio di Reno, ho dovuto abituarmi a un nuovo modo di stare in casa.

Vivo in un interno di una strada interna e il mio appartamento affaccia su giardini confinanti di vecchie case basse, cortili che la gente vive e terrazze che si affacciano l’una sull’altra.

Per un po’ mi sono sentita “in piazza” perché è un continuo vociare, chiacchiere, giochi di carte e persone che vivono vicine da almeno 40 anni. Ricordo una sera dell’estate 2019 che stavo facendo le pulizie con la finestra spalancata, ho starnutito e miei vicini in cortile durante l’ennesima partita a Burraco tra di loro, mi hanno urlato un SALUTE! che temevo di trovarmeli in casa. Continua a leggere

Il punto di vista di un Liceo sul diritto in Rete

Si chiama Diritto in Rete ed è il blog creato da alcuni ragazzi e professori del Liceo Leonardo da Vinci di Casalecchio di Reno (Bologna).

Quest’inverno – nell’ambito di una collaborazione con Corecom Emilia Romagna – sono stata al Liceo Da Vinci per un percorso di orientamento all’uso consapevole di web e social media [le mie proposte formative per adulti e adolescenti sono disponibili sul sito dedicato al progetto Tessere la Rete]. Il nostro incontro era inserito in un progetto più ampio che la scuola ha voluto fortemente, realizzato grazie al programma Lucilla che coniuga diritti e web, la scuola ha fatto quindi un percorso articolato su questi temi insieme a Letizia Atti – psicopedagogista e formatrice  – con cui mi auguro di poter collaborare in futuro per le numerose affinità.

Diritto in Rete è un blog interessantissimo perché esprime il punto di vista sulla Rete e sull’uso della Rete dei ragazzi che oggi frequentano la scuola superiore. Ecco come loro stessi presentano il proprio lavoro:

DIRITTO IN RETE perché oggi per i nativi digitali è naturale comunicare e diffondere le loro immagini, esperienze, sensazioni condividendole direttamente sulla rete o trovarsi, anche contro la loro volontà, scaraventati in rete.

Ma DIRITTO IN RETE ci ricorda anche che, anche se siamo in un “luogo virtuale”, questo non ci esenta dal dovere rispettare il diritto degli altri (alla privacy, alla riservatezza, alla propria reputazione, all’immagine etc.) e dalla giusta pretesa di vedere rispettati i nostri diritti.

Durante i miei percorsi in classe e anche con i genitori sostengo che il blog è ancora una forma felice di appartenenza alla Rete che rispetto ai social network attiva possibilità più articolate, mettendo in gioco creatività, ricerca, abitudine a una scrittura pubblica e capacità di definire un filo rosso, un’identità editoriale che ci aiuta a capire meglio come gestire il nostro profilo digitale. Perché – come scrivono giustamente i ragazzi – ormai essere in un “luogo virtuale” presuppone diritti e doveri analoghi ai luoghi “reali”. La distinzione tra virtuale e reale è infatti obsoleta e ha perso completamente di senso: il noi digitale non è che una parte del noi/tutto con cui viviamo il mondo oggi.

I temi della Rete sono trattati con estrema competenza su questo blog e analizzati con gli occhi di chi vuole capire. Ci sono post – come per esempio quello dedicato al furto d’identità online – che offrono una panoramica e una casistica articolata e in cui viene messo a disposizione anche un glossario.

Progetti come questo sono un buon punto di partenza, quotidiano e in costante evoluzione, per ridurre quel digital divide intergenerazionale abbattuto il quale – ne sono sempre più convinta – si potrà dare un’enorme spinta in termini di innovazione al nostro Paese e al suo sviluppo.

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