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Panzallaria e Francesca Sanzo: dopo 11 anni nello stesso posto

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Ho rimandato a lungo la decisione, poi mi sono resa conto che era inevitabile: due presidi digitali stavano diventando davvero ingombranti. Ecco allora che – senza abbandonare il dominio Panzallaria.com che mi è carissimo – ho deciso di ridirigerlo alla sezione blog di questo, ormai mio unico sito dove ne sono confluiti tutti i post, anche quelli dedicati a dieta, movimento e creatività. 

Perché questa decisione?

Ecco alcuni dei motivi e la storia di come Panzallaria mi ha affiancato in questi 11 (cazzo, davvero?) anni.  Continua a leggere

Rimanere in forma sotto Natale: ecco la mia strategia

 

É il terzo Natale che attraverso in regime di nuovo stile di vita: il primo (2013) ero a dieta, quindi ho cercato di trattenermi il più possibile, mentre nel 2014 avevo appena perso 40 chili e l’obiettivo era “mantenere”, oggi è un anno che ho raggiunto il peso giusto per me e l’obiettivo è sempre quello di non sforare troppo dal peso che ho addosso, stare bene, mangiare cose buone ma non ritrovarmi con 5 chili sul groppone a gennaio.

Un po’ forse l’obiettivo di molti.

Ecco allora che ho elaborato una strategia che metterò in pratica in queste due settimane di pranzi, cene, ritrovi con gli amici e doni alimentari che girano per casa.

Ho piacere di condividerla con te: magari ti vuoi unire e a gennaio poi ci confrontiamo per capire come è andata!

(E se va come spero, il prossimo anno replichiamo!) e la chiamerò la “Strategia Natale a Panzallaria” (per modo di dire).

Pranzi e cene in compagnia: cosa fare?

Natale arriva una volta all’anno e anche le vacanze non sono un evento così scontato: tanta la voglia di ritmi tranquilli, di stare con chi amiamo e passare giornate in allegria. Fioccano gli inviti a cene, la suocera da una settimana sta preparando il pranzo del 25 dicembre e proprio ieri sera siamo stati da amici per una cena tematica davvero simpatica: perché dovrei farne a meno????

La risposta è “No, non voglio farne a meno!”.

Voglio godere, davvero, di quanto le persone prepareranno per me, del piatto speciale e del momento di condivisione. Certo, questo non significa che mi strafogherò, ma può essere che arrivi a fine mangiata satolla e con qualche peccato di gola a cui non ho saputo resistere.

AMEN!

La vita è anche questo e voglio viverla bene, dato che si tratta di un periodo di eccezioni.

E per mantenermi in forma?

Per mantenermi in forma e tornare al mio peso in un tempo accettabile (fine gennaio) ecco quali sono le cose che farò:

  • 1 ora di sport tutti i giorni (di solito la faccio a giorni alterni o – minimo – 3 volte a settimana)
  • eviterò di mangiare “fuori pasto” e cercherò di trattenermi rispetto ai (troppi) dolciumi che circolano in casa
  • quando non ho appuntamenti sociali (pranzi o cene), i miei pasti saranno costituiti prevalentemente da verdure cotte e crude, proteine e un carico minimo di carboidrati complessi, in modo da equilibrare il carico che farò nelle occasioni di festa.

Ma che tipo di sport?

Io amo correre e nuotare, questo faccio regolarmente e questo farò durante le vacanze: secondo la possibilità e i tempi a disposizione, alternerò nuoto e corsa, per un’ora al giorno. Se tu che leggi non ami questi sport, puoi anche scegliere di camminare tutti i giorni 1 ora, magari in salita e a passo veloce, funziona benissimo lo stesso!

Ovviamente se non sei allenato, evita eroismi: fai qualcosa alla tua portata, incrementandolo un po’, perché quello che ti serve non è ucciderti o punirti, ma stare bene, mantenere attivo il metabolismo e goderti le vacanze!

Il peso

Il mio peso normale (da 1 anno e mezzo a questa parte, dopo che sono dimagrita 42 chili, uscendo dall’obesità) è 60,5 kg per 1 metro e 68 di altezza. Così mi sento benissimo, sono scattante, respiro bene, ho un po’ di ciccia nei punti giusti ma sono tendenzialmente molto asciutta e tonica. Questo quindi è il peso che mi rappresenta (e non ha nulla a che fare con tabelle, ecc) e il peso che voglio mantenere più a lungo, consapevole delle oscillazioni naturali, sia sul mese che sul ciclo biologico di una donna di 42 anni.

Il mio obiettivo è riuscire a stare in queste due settimane in un intervallo di peso che va dai 60,5 kg ai 62 kg massimo e poi scendere e tornare a 60,5 kg entro fine gennaio.

Io sono convinta che con la mia strategia ce la farò e se hai voglia di metterti alla prova con me, poi nei commenti a questo post mi racconti come è andata!

[25-09-2014 bologna – Ritratti di Francesca Sanzo dimagrita di 41 chili in un anno. Foto credits: Borella Federico]

 

Piccole storie di 10 anni, un regalo

Presa da troppe cose, quest’anno mi sono dimenticata di un evento fondamentale nella mia esistenza di blogger: Panzallaria, a fine novembre, ha compiuto 10 anni.

A parte la ragionevole consapevolezza di quanto io sia “matura” e del fatto che questo blog è cresciuto con me, dal dì in cui ho scritto quel primo post – convinta che l’esperimento si sarebbe presto interrotto – mi sono chiesta come potevo celebrare degnamente questo anniversario, che lo so, non gliene frega niente a nessuno, ma io sono un po’ fissata con gli anniversari.

Pensa e ripensa, ho deciso di aspettare il Natale (che invece a quello siamo tutti affezionati) e fare un regalo a chi mi legge. Ho preso alcuni dei racconti che sono comparsi, negli anni, su Panzallaria in forma di post e li ho raccolti in un pdf che vi voglio regalare. 

In alcuni casi, si tratta di storie ispirate ai racconti di mio suocero e a quelli del mio amato barista (paceallanimasua), in altri di storie che mi sono inventata e che nascono da emozioni o scenari immaginari che circolano nella mia testa.

Non aspettatevi un capolavoro: sono piccole storie che insieme a me e Panzallaria, compiono 10 anni.

Da leggere durante le vacanze di Natale, buone per accendere il camino o anche solo per condividere  un momento.

Sono semplicemente un modo per dire GRAZIE a chi mi segue da poco o da tanto e si è sorbito una bella fetta di cazzi miei in questo decennio. Volevo allegare anche qualche favola, ma per il momento il tempo è stato tiranno: arriveranno prossimamente anche le “Storie piccole”, per chi ha bambini.

E con questo voglio anche farvi gli auguri, prendeteli per quello che preferite: Natale, anno nuovo, nuovo lavoro, dieta, casa, fidanzati.

Il pdf lo trovate qui sotto. Scaricatelo, leggetelo sul tablet, stampatelo: come vi pare! 😉

Piccole Storie – una raccolta di racconti

Come trasformare lo storytelling in obiettivi: digital strategy e scrittura

Scrivere online è fondamentale se vogliamo farci conoscere, posizionarci e convincere le persone della bontà del nostro prodotto.

Ma COSA fa la differenza tra scrittura professionale, in grado di convertire una storia in azione e storytelling d’intrattenimento e relazione? Continua a leggere

Dal 2002 a oggi: come si è evoluto il mio personal storytelling online?

La settimana scorsa sono stata ospite al corso di Comunicazione web di Francesco De Nobili all’Università di Bologna [Lettere e Filosofia] e ho portato la mia testimonianza su come è evoluto il mio modo di narrarmi online da quando ho iniziato a usare attivamente il web.

Ho raccontato anche di come – durante gli anni di formazione (mi sono laureata in Lettere e Filosofia anche io) – ho scoperto Internet e dei motivi che me ne hanno fatto innamorare. Continua a leggere

Quasi 9 anni di Panzallaria: vi racconto come è nato in un AUDIO

Mi è venuta voglia di fare un esperimento. Oggi parlo invece di scrivere. E ci sono anche dei colpi di tosse. 😉

 

Dimagrire molto: suggerimenti alimentari e mentali

Intraprendere una dieta quando i chili da perdere sono più di 10, è una scelta impegnativa e che deve essere fatta a 360 gradi.

Io non sono un medico ma oggi voglio raccontarvi come ho proceduto, cosa ho mangiato (non entrerò nello specifico) e come ho gestito un processo che sapevo, sarebbe stato lungo.

  1. Mi sono presa un po’ di tempo per valutare seriamente quello che volevo e mi sono data degli obiettivi interni ma anche molto concreti (da lì a un anno desideravo essere in grado di andare agilmente in giro in bici e a piedi e sfruttare al massimo le potenzialità delle nostre vacanze in camper). Scegliere un obiettivo concreto e anche molto futile, unendolo a tutto quello che stavo elaborando di molto più profondo, complicato e difficile, è stato un modo per rendere la mia decisione fortemente “operativa” e procedere con leggerezza, passo dopo passo. Quando si è obesi è necessario avere questo duplice approccio, a mio avviso, per riuscire ad affrontare al meglio il percorso che ci aspetta.
  2. Ho scelto accuratamente la nutrizionista a cui rivolgermi: mi fidavo perché in passato ero già stata da lei e ha un approccio olistico e non convenzionale che mi piaceva. Ho comunque deciso di “testarla”, mandandole una mail in cui già raccontavo il mio rapporto con il cibo e andando al primo appuntamento da “tabula rasa”. Mi sono trovata subito a mio agio e così ho deciso di proseguire con lei. Si chiama Laura Paesano e riceve a Bologna, in zona Massarenti.
  3. Durante il primo mese di dieta NON ho fatto sgarri: ero molto convinta e sapevo che se avessi sgarrato anche solo una volta, mi sarei sentita in colpa e avrei rischiato di mollare. Ho preferito non trovarmi in quella situazione. Durante il primo mese NON ho iniziato alcuno sport. Ero molto pesante e non avrebbe avuto senso mettere troppa carne al fuoco (nel vero senso della parola ;-).
  4. Dopo avere perso i primi 5/6 chili ho cominciato a camminare molto. Mi ero data dei micro obiettivi e sapevo che iniziare con uno sport intenso sarebbe stato controproducente, per me che per così tanti anni non mi ero mossa se non con le mandibole.
  5. Non mi sono data obiettivi di peso irraggiungibili. Il primo obiettivo erano 10 chili, che poi sono diventati 20 e successivamente 30. Passo dopo passo. Non ho mai guardato tutta la scala, ma solo il gradino successivo. A testa bassa e concentrata.
  6. Ho scelto di condividere il mio cambiamento perché penso che una cosa, se la racconti, acquista una forma meno spaventosa, perché credo che le mie sensazioni siano comuni a molte persone (e non solo obese) che hanno deciso di mettere in atto un qualsiasi cambiamento di percezione della realtà o di stile di vita.
  7. Sono scesa a patti con la mia anima nera: ognuno di noi ha un lato oscuro, una vocina che fa da cornice alle nostre azioni, ci spinge a essere pigri o semplicemente a compatirci. Darle un nome (la mia si chiama Dexter) è stato FONDAMENTALE per svuotarla di quel peso atavico che ha sempre avuto. Ora, quando mi tenta e mi invoglia a mangiare qualcosa che so mi farà male, io e Dexter ci consultiamo, a volte non le do quello che vuole, a volte si. Questo vuole dire “scendere a patti” 😉
  8. Dopo 6 mesi di allenamento intenso con la camminata e dopo 26 chili, ho cominciato a correre. Piano, piano, in maniera del tutto nuova per me. Corro 3 volte alla settimana, sono partita con un massimo di 10 minuti continuativi per salire con il tempo. NON vado a correre tutti i giorni perché la mia dietologa mi ha detto chiaramente che non servirebbe a nulla, il rischio è solo quello di infiammare l’edema e io non sono Mennea ma una persona che vuole tenersi in forma.  La dietologa mi ha dato una dieta specifica per quando vado a correre, in modo da farlo in maniera totalmente equilibrata.
  9. Fin dal primo giorno della dieta ho tenuto un diario personale e privato, in cui appunto le sensazioni che provo quando penso al cibo, quando ho voglia di mangiare, quando sono triste e quando sono felice. Mi ha aiutata tanto.

Ma cosa mangio?

Mangio di tutto tranne i latticini (abbiamo reintrodotto la ricotta da poco). I carboidrati sono stati un po’ sacrificati e la pasta (rigorosamente di kamut) la mangio solo una volta alla settimana. Ma ci sono i cereali, i legumi, il riso…

Scelgo verdure di stagione, condisco moderatamente e la frutta la mangio solo fuori pasto (privilegiando quella meno zuccherina). Non zucchero più nulla e ho imparato a godermi i sapori delle cose. Dove non serve, non metto sale.

Forse vi aspettavate dati specifici sul mio schema alimentare, ma non sarebbe per nulla serio da parte mia, non solo perché non sono una dietista, ma anche perché la mia dieta è tarata sulle mie esigenze, sulle mie intolleranze e sul mio corpo.

Se si decide di affidarsi a uno specialista (e quando si deve dimagrire molto è – a mio avviso – l’unica strada sensata), sarà lui a dirci cosa ci fa bene e male.

Oggi NON seguo rigorosamente lo schema alimentare: dopo un po’ che fai una dieta impari cosa puoi associare, le quantità a spanne che puoi mangiare e cosa ti fa male. Imparare ad ascoltare il proprio corpo è davvero una delle cose belle che succedono quando ci si comincia a prendere cura di sé.

Durante il giorno bevo un litro e mezzo di acqua Sant’Anna con dentro un limone spremuto. Al mattino, quando mi alzo, la prima cosa che faccio è bere un bicchiere d’acqua con dentro mezzo limone. Il limone disinfetta e tiene in equilibrio intestino e fegato. E’ un ottimo modo per stare bene, a prescindere dal nostro peso.

Quanto peso, come sono dimagrita

Faccio una premessa: fino a poco tempo fa NESSUNO (e dico nessuno, a parte la dietologa) sapeva quanto pesassi. E’ sempre stato un mio tabu, fin da quando ero ragazzina. Credo che invertire anche questo mio meccanismo mentale, che fa parte di un modo disfunzionale di relazionarsi con il cibo e ciò che rappresenta per il mio corpo, sia parte di questa mia muta, quindi sto per scrivere pubblicamente quanto pesavo, quanto peso, eccetera.

L’11 settembre 2013 sono andata alla prima visita dalla dietologa.

Pesavo 102 chili esatti e il mio giro vita era 110 cm.

Oggi peso 73 chili. Ho un giro vita di 88 cm, la mia massa magra è pari al 42% e grazie a una dieta sana e equilibrata, a qualche sgarro e un po’ di movimento fisico, non ho perso massa magra, mi sono aumentati i muscoli e il mio corpo – pur avendo perso tanti chili a 40 anni – è  tonico.

Un giorno, un medico da cui andai per farmi fare una visita dermatologica, dopo che avevo acquistato un coupon online, mi propose l’intervento per mettere un anello nello stomaco perché sosteneva che ormai ero davvero troppo grassa per riuscire a sostenere una dieta e che la mia unica speranza di dimagrire era questo anello.

A lui e a tutte le persone che pensano che a volte il cambiamento è impossibile, ci tengo a dire con il cuore che agire il cambiamento comporta un grandissimo sforzo ma che è il regalo più bello che possiamo fare a noi stessi. Mettere un anello mi avrebbe costretta a uno stile di vita diverso, ma lo avrebbe fatto artificialmente: sono convinta che per persone come me – che non hanno problemi fisici e/o metabolici che gli impediscano di dimagrire, il modo migliore di farlo sia quello che passa attraverso sacrifici, cambiamento, diversa percezione di sé.

Oggi spero di non tornare più quella di prima, di sapermi fermare in tempo, di continuare con il mio circolo virtuoso, fatto di movimento e cibi sani. Oggi spero di dimagrire altri 4-5 chili ma non mi sono data un tempo in cui farlo: per molte persone non ho ancora raggiunto un peso che mi possa definire “magra” e stando alle tabelle, per la mia altezza, dovrei pesare 10 chili di meno. Io però mi piaccio e nei miei 73 chili mi sento una farfallina.

Avevo un piombo attaccato ai piedi che non mi consentiva di volare dove avrei voluto, oggi quel piombo non c’è più, non ho ancora usato per bene le ali, ma sto cercando di imparare.

Perché anche a quarant’anni possiamo imparare ancora delle cose. Perché quando si ha dei figli, io credo, è fondamentale insegnare loro che si può sempre cambiare, che ci si può sempre mettere in discussione e che anche quando si fanno degli errori (di qualsiasi tipo), bisogna essere abbastanza umili da accettarli, farli propri, correggerli.

 

Tra la via Emilia e il web: alcuni corsi nei prossimi mesi

Per me, da qualche mese, è iniziato un periodo molto intenso di lavoro, specialmente per una serie di progetti di formazione e consulenza.

Condivido volentieri alcuni appuntamenti aperti a tutti a cui siete invitati ad iscrivervi e partecipare!

Generazioni Internet

Bologna: fino al 24 aprile, una volta alla settimana

Un percorso formativo gratuito (grazie al contributo di Agenda Digitale del Comune di Bologna) che si rivolge a genitori, insegnanti e adolescenti per capire come gestire al meglio i social media, i device mobili e il tempo che dedichiamo alla Rete. Per saperne di più vi invito a collegarvi al sito del progetto, nato in collaborazione con Studio Lost e ancora aperto alla partecipazione – gratuita – di tutti.  Un’occasione anche per me, per sperimentare la formazione intergenerazionale e costruire qualcosa insieme ai diretti interessati!

Diventa blogger

Cavriago: Sabato 29 marzo, 5 e 12 aprile 2014, dalle ore 10.00 alle 12.00

Ti piacerebbe diventare blogger? Hai un progetto editoriale e ti serve la spinta giusta – e un buon piano d’azione – per partire? Ti interessa l’universo blog e vuoi capirlo meglio?

Alla faccia di quelli che pensano che i blog siano morti (mentre stanno vivendo una seconda adolescenza), terrò a Cavriago di Reggio Emilia un corso, aperto a tutti,  per capire come si progetta, apre e gestisce un blog. L’iscrizione è obbligatoria qui.

Narrare un evento e una notizia online

Reggio Emilia: Sabato 3 maggio dalle 10 alle 18

L’ufficio stampa diventa sempre più “digital”: quali strumenti sono utili a promuovere e raccontare eventi e notizie? Ne parleremo durante il mio workshop Digital Refresh. Per iscrizioni contatta gli organizzatori qui.

15 chili: cosa sto imparando

Ero dimagrita altre volte nella vita. Per esempio quando ho aperto questo blog. Era sempre stata una gara. Dovevo perdere peso. Volevo rientrare in una vecchia, agognata, taglia 42. Volevo sentirmi apprezzata. Dagli altri, prevalentemente.

La gara la vincevo quasi sempre. Dimagrivo e raggiungevo la meta.

Poi mi fermavo. Mi godevo i risultati E ricominciavo a mangiare, che il cibo ed io abbiamo sempre avuto un rapporto particolare. Mi piace mangiare. Mi piace quando sono felice. Mi consola quando sono triste.

E così passava il tempo e io tornavo – esattamente – a fare quello che facevo prima. Per un po’ non succedeva niente, che pensavo addirittura che mi fosse cambiato il metabolismo, che finalmente cominciavo anche io a far parte di quelli un po’ golosi che però non ingrassano.

Poi mettevo la bilancia in cantina. Non ne avevo bisogno, mi dicevo, tanto ormai ero “magra”. E dopo qualche mese pesavo come prima, mi deprimevo, pensavo che non ne valesse la pena, tutti quegli sforzi, dimenticavo di avere fatto una dieta e prendevo su il doppio dei chili della volta precedente.

Più mi vedevo gonfia, più mi sentivo brutta, più pensavo che però, cavoli, se la gente mi guardava male per questo era un problema della gente, non mio, che avrei riconosciuto le persone speciali proprio dal fatto che andavano oltre il mio peso.

E poi era così bello pigiamarsi sul divano con una bella fetta di pane e nutella a leggere un libro! Io non avevo bisogno di quelle stupide conferme che cercano gli altri, mi dicevo, non avevo bisogno nemmeno di essere in forma, di avere tante persone intorno, di vestirmi carina: chi mi ama va oltre la bruttezza!

Che, diciamolo pure, era un modo per dirmi che mi facevo schifo e volevo che il mondo lo sapesse, che volevo trovare quelle rare perle di persone che vanno oltre, che ti apprezzano per quel che sei anche quando sei tu la prima a non apprezzarti.

E per la verità, di gente così ne ho pure trovata, quindi – diciamocelo – sono stata fin troppo fortunata per essere una che si odiava in maniera seriale.

Oggi ho perso 15 chili.

Sono 3 mesi e mezzo che ho iniziato la dieta. Ma è una cosa nuova. Un modo nuovo di dimagrire. Un modo nuovo di vivere.

Intanto non dimagrisco più per gli altri o per essere apprezzata dagli altri. Dimagrisco per me, perché me lo merito, mi merito di stare bene, di correre, camminare senza ansimare, di fare tutte le cose che voglio fare. Avere 40 anni significa anche questo, prendersi il lusso di guardare alla vita senza troppe fisime ma con la certezza che non è infinita. Che la salute conta più di ogni altra cosa, perché con la salute possiamo fare le cose, senza è più difficile.

Poi non ho più bisogno di questo zainetto di chili. Mi è sicuramente servito quando sono entrata nel tunnel dell’autodistruzione (che lo so, sono brava, in pochi se ne sono accorti, ma ci ero entrata con tutte e due le scarpe in un certo periodo della mia vita), ma ora non mi serve più. Non ho più bisogno del mio scudo di zuccheri e grasso.

Non più.

Voglio stare bene. E così, prima di tutto, è la testa che sto cercando di cambiare. Con la consapevolezza che il mio nuovo stile di vita non è a termine. Una cicciona come me rimarrà sempre una cicciona dentro.

Dovrò sempre tenere presente che ho una debolezza, che appena qualcosa gira storto io mi butto sulla cioccolata.

E comportarmi di conseguenza.

Cioé, questa volta la dieta non finisce. Arriverò a raggiungere i 25/30 chili che mi sono data come obiettivo, ma quel giorno dovrò iniziare un percorso di mantenimento che porterò avanti per sempre.

Perché sto bene. Sto bene con il mio corpo che sente tutto, che risponde ai comandi, che comincia a snellirsi e quando mi guardo, con tutte le rughe, con la cellulite e il seno che non ha più 20 anni, sta cominciando comunque a diventare un corpo sano, che mi piace.

Le spalle, sotto il grasso ho ritrovato le mie spalle larghe e agili di nuotatrice.

E tutto sommato rinunciare ai cibi di cui ero drogata (cioccolato, pizza, snack…) non è così difficile e non pensiate che vado alle feste e mangio gallette al niente. Capita, capita che faccia eccezioni, che mangi qualcosa che non dovrei. Ma poi mi rimetto in carreggiata, bilancio, faccio una camminata in più. Senza sensi di colpa, senza ambire a diventare una tardona che sogna di essere anoressica.

Questo cambiamento è un cambiamento dentro. A cui nessuno vi può costringere. Che un giorno arriva, siete pronti e allora bisogna abbracciarlo, ma se non arriva, lascia le mie parole, le parole dei tanti che ci sono passati in una sorta di limbo delle opportunità di cui si stenta a capire il nocciolo, di cui si legge solo la teoria.

Quindi se avete amici con problemi alimentari, se voi stessi avete problemi alimentari , dimenticate le diete last minute, quelle che vi fanno dimagrire 20 chili in due settimane, per intenderci e non spingete altri a fare queste piccole prove di forza. La vera prova è cambiare testa, ricominciare ad accorgerci dei messaggi che lancia il nostro corpo e – soprattutto – ricominciare ad ascoltarli.

La vera prova è iniziare un cambiamento e capire che non deve essere momentaneo.

La vera prova è ricordarsi che il bene che ci vogliamo passa anche da quello che mangiamo, da ciò che concediamo al nostro corpo. Che non vale meno della nostra meravigliosa anima.

Anche se ci piace credere il contrario.

 

 

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