Tag Archivio per: milano

La bellezza delle parole: un convegno sulla scrittura

Sabato 30 novembre e domenica 1 dicembre 2019, a Milano c’è La bellezza delle parole, il convegno ideato da Nicoletta Cinotti: il 30 novembre si parlerà di scrittura come viaggio interiore e il 1 dicembre, invece, il focus sarà sull’importanza delle parole scritte come strumento professionale

Non conosco Nicoletta di persona ma tantissime donne che stimo la ritengono una ottima professionista e così quando Silvia di Destinazione Umana (partner dell’iniziativa) mi ha raccontato l’evento e Nicoletta poi mi ha invitata a partecipare con un intervento e un workshop, ho subito accettato con entusiasmo. Io quindi ci sarò e parlerò di scrittura autobiografica al mattino, mentre al pomeriggio terrò un mini workshop che sto preparando, studiato appositamente per l’occasione. 

L’ho fatto ancora prima di sapere che si trattava anche di una bella occasione di incontrare tanti colleghi e di formarmi, ascoltando chi – come me e da altri punti di vista – lavora con la scrittura. Continua a leggere

CoderDojo arriva a Milano: piccoli smanettoni crescono!

Un progetto del genere non poteva che intrigarmi parecchio: credo molto nella tecnologia come opportunità creativa e sono convinta che valorizzare questo aspetto anche con i bambini sia abilitante per un loro uso consapevole della Rete e del digitale in generale. Il mio motto è: raccontiamo gli usi creativi e stimoliamoli per sviluppare anticorpi a un uso negativo del mezzo e favorire la vera innovazione culturale di questo Paese. 

Ecco allora Coder Dojo, un progetto internazionale che è sbarcato anche in Italia e che avvicina i bambini dai 7 anni alla programmazione. Per la serie “baby smanettoni del mondo unitevi!”, un’idea senza scopo di lucro e completamente volontaria a cui anche i Media tradizionali stanno riservando grande attenzione. Ho avuto l’onore di poter intervistare i fondatori dell’iniziativa milanese. Ecco cosa mi hanno raccontato.

Il progetto CoderDojo in breve

Direttamente dal sito www.coderdojo.com: “A global collaboration providing free and open learning to young people, especially in programming technology”.

 Quando e perché avete deciso di portarlo a Milano e chi siete?

Un giorno nostro figlio David di 11 anni ha chiesto al papà: “Ho in testa un videogioco e vorrei realizzarlo, mi insegni a programmare?”. Angelo, mio marito, parlando per caso con un suo ex-collega e carissimo amico, con cui condivide gli interessi per la programmazione, è venuto a conoscenza di questa iniziativa e insieme hanno deciso di portarla a Milano. In generale crediamo che la programmazione sia un ottimo strumento per consentire ai bambini di esprimere la propria creatività. Chi siamo: adulti di età variabile tra i 25 e i 43 anni che condividono la passione per la programmazione e/o la convinzione che occorre dare ai bambini dei validi strumenti per esprimere la propria creatività.

 Bambini e bambine: sono più i programmatori maschi o femmine?

Per ora sono di più i bambini 80% ma ci sono tutti i presupposti per pensare che il divario si assottigli.In ogni caso sia bambini che bambine senza alcuna distinzione si divertono tantissimo, creano giochi strepitosi e sono concentratissimi! A volte non vogliono fare nemmeno la pausa merenda!

A parte la nostra pedagogista, ovvero io!, non abbiamo mentor donne, ma già dal prossimo appuntamento ci potrebbero essere novità in questo senso.

I genitori che accompagnano i figli: che reazioni e domande hanno di fronte al progetto?

I genitori, nessuno escluso, sono entusiasti almeno quanto i figli. Qualcuno si è già spinto oltre e si è reso disponibile per pubblicizzare l’iniziativa all’interno della propria azienda, qualcun altro ci sta già aiutando a promuoverci, anche sui social network. Spesso, mentre i figli creano, approfittano per fare domande o chiedere come possono aiutare i figli ad usare responsabilmente le nuove tecnologie.

Il messaggio che noi vorremmo fare arrivare è che programmare è cool, mentre il cyberbullismo non lo è. Si dice che “Prevenire è meglio che curare”, ma per noi è meglio ancora promuovere. Quindi desideriamo far sperimentare ai bambini le risorse sorprendenti della rete e delle nuove tecnologie e renderli protagonisti e responsabili.

 Che consigli vi sentireste di dare a qualcuno che volesse replicare il progetto in un’altra città? Quali sono le criticità oggi?

Il consiglio è di non pensarci troppo e di buttarsi nell’iniziativa: uno spazio dove stare, anche provvisorio, all’inizio si trova sempre. La generosità delle persone che si vogliono mettere in gioco per insegnare ai bambini è tanta. Le criticità: l’unico rischio è che la cosa diventi virale e gli spazi non bastino più e occorre trovare altri volontari, ma è un rischio che si corre volentieri ;-). Ora che stiamo crescendo un po’ avremmo bisogno di qualche soldo che cercheremo di ottenere attraverso sponsorizzazioni ma all’inizio è davvero a costo zero.

 CoderDojo e istituzioni: è possibile pensare a un coinvolgimento delle istituzioni locali secondo la vostra esperienza o snaturerebbe il progetto?

No, è auspicato. Noi abbiamo contattato il Comune di Milano, dove abbiamo trovato persone che ci hanno ascoltato e hanno dimostrato interesse per CoderDojo; lavoreremo in futuro per ottenere un patrocinio che ci aiuti nella promozione dell’iniziativa.

 I canali social del gruppo di Milano

 

Il turista della democrazia: settalogo di una partecipazione sentita

 

  1. Il turista della democrazia si ciuccia bene il dito medio, lo alza al cielo e si muove verso dove spira il vento del cambiamento
  2. Il turista della democrazia organizza riunioni di lavoro a Milano il 30 maggio. Non dice nulla ma spera di poter chiudere la giornata con qualche evento storico memorabile.
  3. Il turista della democrazia non inquina: se abita in città vicine parcheggia in periferia e prende il tram per arrivare in piazza Duomo. Fa sedere i vecchietti e se non ce ne sono, se li procura alla fermata dell’autobus, per dimostrare di essere persona sensibile e gentile
  4. Il turista della democrazia si nutre “a chilometri zero”: compra un hamburger ammericano in autogrill e se lo mangia – di nascosto – mentre la macchina si dirige verso la sua meta. Un recente studio del Qualunquesis dimostra che mangiare un hamburger ammericano in auto è il modo più ecologico di viaggiare, la macchina poi può procedere utilizzando la forza motrice dei tuoi rutti.
  5. Il turista della democrazia fa molte foto: lui davanti alla folla festante che canta Bella ciao, lui che brinda e lui in mezzo alla festa democratica insieme agli amici turisti della democrazia. Fa SEMPRE attenzione che sullo sfondo compaia un monumento o una madonnina, segnale inconfondibile perché gli amici invidiosi non possano dire: “Hai ritoccato con Photoshop!”
  6. Il turista della democrazia se distribuiscono gadget è in prima fila: indosserà la maglietta di Pisapia (8 taglie più grandi o più piccole della sua) per i 15 anni a venire e dopo averla usurata ben bene, la trasformerà in un pigiama; ogni volta, racconterà a chi lo incontra con indosso il gadget, di essere stato là, quel giorno. L'”io c’ero” darà sempre, al turista della democrazia, una spinta propulsiva alla speranza del futuro (più dell’hamburger ammericano, per intenderci!)
  7. Il turista della democrazia, giunto nella piazza principale, riconosce entro i primi 5 minuti la bandiera sarda coi mori (vero simbolo dei turisti della democrazia), quella di democrazia proletaria (tirata fuori dal nonno nostalgico e che puzza ancora di naftalina) e canta almeno 4 versioni diverse di Bella ciao.

Il giorno 30 maggio 2011 – grazie a una riunione a MilanoIO IN PIAZZA DUOMO C’ERO. E lo racconto bene sul Fatto