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Cari genitori, la cultura digitale ci riguarda tutti!

In questo periodo sto girando molto per scuole, con i miei progetti dedicati alla diffusione tra ragazzi, genitori e professori di consapevolezza nell’uso dei Social Media e cultura digitale.

Alcune note

I ragazzi sono molto interessati all’argomento, fanno domande, partecipano al dibattito (la mia non è una lezione convenzionale, penso che sia FONDAMENTALE che siano proprio loro ad arrivare alle risposte, quelle che più si confanno alla loro sensibilità).

Parliamo di cultura digitale, ma parliamo soprattutto di empatia: credo infatti che l’empatia sia il cuore della consapevolezza nella gestione delle relazioni online.

“Mettersi nelle braghe degli altri” è il mio invito agli adolescenti: dietro a un avatar, a una foto, a una carta d’identità digitale, si cela l'”altro”, un essere umano pulsante di emozioni e vita.

Gli insegnanti cominciano a essere davvero interessati al tema, hanno bisogno di fare il punto su una serie di fenomeni che faticano a comprendere e codificare (cyberbullismo, gestione della socialità online, uso di device mobili da parte dei loro studenti) e il mio invito è quello di smettere di parlare di “nuovi media” perché di “nuovo” non c’è più niente e questa etichetta contiene un rischio, ovvero credere che rappresentino un futuro che può anche non riguardarci, mentre sono il presente di tutti.

I genitori rappresentano – per quello che vedo – un capitolo a parte. A fronte di un ristretto gruppo di persone fortemente interessate al tema, per capire come regolarsi con i figli adolescenti, aperti alla messa in discussione o anche semplicemente spaventati ma comunque desiderosi di imparare, la maggioranza di noi crede che quello della cultura digitale non sia un tema abbastanza importante.

O almeno questo posso desumere dal ristretto numero di persone che partecipano, per lo più, ai miei incontri.

Ecco allora un invito, che si rivolge specialmente a questa categoria:

Se sei genitore e vivi a Bologna

vieni il 10 aprile 2014 in Urban Center, alle 17, per l’incontro dedicato a cyberbullismo e legalità online, con Letizia Atti, previsto dal programma Generazioni Internet.

L’incontro è gratuito, grazie al finanziamento del Comune di Bologna.

E secondo me può essere una occasione importante.

 

 

 

Il punto di vista di un Liceo sul diritto in Rete

Si chiama Diritto in Rete ed è il blog creato da alcuni ragazzi e professori del Liceo Leonardo da Vinci di Casalecchio di Reno (Bologna).

Quest’inverno – nell’ambito di una collaborazione con Corecom Emilia Romagna – sono stata al Liceo Da Vinci per un percorso di orientamento all’uso consapevole di web e social media [le mie proposte formative per adulti e adolescenti sono disponibili sul sito dedicato al progetto Tessere la Rete]. Il nostro incontro era inserito in un progetto più ampio che la scuola ha voluto fortemente, realizzato grazie al programma Lucilla che coniuga diritti e web, la scuola ha fatto quindi un percorso articolato su questi temi insieme a Letizia Atti – psicopedagogista e formatrice  – con cui mi auguro di poter collaborare in futuro per le numerose affinità.

Diritto in Rete è un blog interessantissimo perché esprime il punto di vista sulla Rete e sull’uso della Rete dei ragazzi che oggi frequentano la scuola superiore. Ecco come loro stessi presentano il proprio lavoro:

DIRITTO IN RETE perché oggi per i nativi digitali è naturale comunicare e diffondere le loro immagini, esperienze, sensazioni condividendole direttamente sulla rete o trovarsi, anche contro la loro volontà, scaraventati in rete.

Ma DIRITTO IN RETE ci ricorda anche che, anche se siamo in un “luogo virtuale”, questo non ci esenta dal dovere rispettare il diritto degli altri (alla privacy, alla riservatezza, alla propria reputazione, all’immagine etc.) e dalla giusta pretesa di vedere rispettati i nostri diritti.

Durante i miei percorsi in classe e anche con i genitori sostengo che il blog è ancora una forma felice di appartenenza alla Rete che rispetto ai social network attiva possibilità più articolate, mettendo in gioco creatività, ricerca, abitudine a una scrittura pubblica e capacità di definire un filo rosso, un’identità editoriale che ci aiuta a capire meglio come gestire il nostro profilo digitale. Perché – come scrivono giustamente i ragazzi – ormai essere in un “luogo virtuale” presuppone diritti e doveri analoghi ai luoghi “reali”. La distinzione tra virtuale e reale è infatti obsoleta e ha perso completamente di senso: il noi digitale non è che una parte del noi/tutto con cui viviamo il mondo oggi.

I temi della Rete sono trattati con estrema competenza su questo blog e analizzati con gli occhi di chi vuole capire. Ci sono post – come per esempio quello dedicato al furto d’identità online – che offrono una panoramica e una casistica articolata e in cui viene messo a disposizione anche un glossario.

Progetti come questo sono un buon punto di partenza, quotidiano e in costante evoluzione, per ridurre quel digital divide intergenerazionale abbattuto il quale – ne sono sempre più convinta – si potrà dare un’enorme spinta in termini di innovazione al nostro Paese e al suo sviluppo.