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Nonostante libera, copertina

Nonostante libera: quando il racconto è un atto terapeutico anche per il lettore

Affido alla scrittura la grande responsabilità di avere una funzione catartica. È il mio atto terapeutico. 

Si apre così il libro di Bruna Orlandi, Nonostante, libera uscito per Giraldi editore e che avrò il piacere di presentare alla Feltrinelli di piazza Ravegnana il 30 gennaio alle 18. 

Bruna soffre di vulvodinia  [sito dell’associazione per info] dal 2010: la sua è una patologia dolorosa che invalida la vita quotidiana (Bruna ironizza sul fatto che le scappi da “pisciare” molto spesso e che quindi abbia la mappa di tutti i cessi di Bologna) e anche quella sessuale e la conoscenza della malattia è talmente poco diffusa che lei ci ha messo un buon numero di mesi per capire cosa le stesse succedendo, cosa ci fosse alla base dei suoi dolori.

Tirata da una parte all’altra di pareri medici non sempre pazienti, di fronte a dolori e disagi che non vengono facilmente identificati e che hanno a che fare con la nostra identità più profonda, la Orlandi si è trovata a fare i conti con pregiudizi e luoghi comuni e con la terribile e frustrante affermazione: “È psicosomatico!” che anche io ho sentito tante volte portare come diagnosi, quando nessuno capiva quale fosse la mia patologia immunitaria, mentre io continuavo a stare malissimo.  Continua a leggere

Sono a due passi dalla meta e voglio stare sempre qui

I libri esistono davvero nel momento in cui qualcuno inizia a leggerli. Sono i lettori a decidere se i libri avranno vita lunga o breve. Chi scrive li mette nel mondo, ma non ha idea della strada che faranno. Io sto per mettere nel mondo il mio terzo libro e oggi voglio fare un regalo a tutti i lettori di questo blog. Continua a leggere

Napoli mi ha stregata, come una storia ben raccontata

Sono stata a Napoli a presentare 102 chili sull’anima al Teatro Diana ed è stata un’esperienza straordinaria da tanti punti di vista, ma soprattutto a livello umano.

Napoli è una città che strega, un luogo così diverso dai luoghi a cui sono abituata, che mi ha invasa di colori, profumi e umanità. Per chi ama raccogliere storie, questa città è un vero e proprio laboratorio: basta salire in funicolare e prestare orecchio ai discorsi delle persone per sentire pulsare in sé mille vite diverse. I napoletani poi accolgono con un calore particolare, fatto di gesti, movimenti del viso e parole. A Napoli raccontarsi non mette paura o disagio e se entri in connessione con chi hai di fronte, senti l’energia narrativa e relazionale scorrere. Deve essere per questo che a Napoli le persone continuano ad andare a teatro e in ogni angolo puoi trovare luoghi pieni di fascino e storie. Deve essere per questo che mi sono sentita subito coccolata, non appena ho messo piede al Teatro Diana per la presentazione del mio libro.

Con me c’era Fabiana Sera, speaker radiofonica, attrice e doppiatrice: una voce calda e avvolgente che ha saputo dare la sua personale interpretazione a quello che ho scritto. Mi aveva letta a Roma, a novembre, e mi si erano riempiti gli occhi di lacrime, la stessa magia è tornata sabato, a Napoli.

Pierluigi, del teatro, mi ha riempita di attenzione e entusiasmo, per non parlare della Libreria Raffaello, che mi ha chiesto perfino, una copia autografata del libro.

Poi c’erano le tante persone che sono venute ad ascoltarmi. Quando presenti un libro, la parte più bella (almeno per me) accade dopo che hai concluso, quando chi è intervenuto arriva con la sua copia per fartela firmare.

Forse perché io ho scritto di me, forse perché la mia storia è comune a tanti, succede sempre che in quei pochi minuti in cui sto con le persone a tu per tu, mentre penso a una dedica per loro, ecco mi arrivino un mucchio di storie diverse: storie di riscatto, storie di cambiamento, delle volte storie di grande sofferenza.

Mi capita di accogliere le lacrime di qualcuno, i pensieri sparsi di altri e il sorriso di qualche lettrice. Non è sempre facile, non lo è stato in questi mesi, anche quando ho ricevuto alcune mail: ti senti addosso i sentimenti degli altri e non sempre si riesce a dire la parola giusta, non sempre ci si sente all’altezza della situazione. Sai che qualcuno ha letto il tuo libro e come fai anche tu, quando leggi qualcosa che ti tocca, ti ha scelto. In qualche modo ti ha preso per mano e tu hai preso per mano lui. Ma se sbagliassi il tocco? Se dicessi proprio quella frase inutile che non è per nulla indicata al momento?

Io scelgo sempre la spontaneità, ma sono certa di avere commesso anche qualche errore.

Eppure, quando esco da queste esperienze, mi sento sempre più ricca, più viva, sento sempre molta più connessione con il mondo e con gli altri. Scrivere e leggere sono un modo per uscire dal proprio e entrare nel mondo degli altri, un mondo che normalmente non ci è dato, ma che attraverso la narrazione viene condiviso e diventa patrimonio di due persone: chi scrive, chi legge.

Di questi 2 giorni napoletani porto nel cuore la mia casa editrice Giraldi Editore, prima di tutto, che ha facilitato questa trasferta. Porto nel cuore Rossella Bianco, la mia editrice che sono felice di avere incontrato lungo il mio cammino. Solo una settimana fa ho firmato il contratto per il nuovo libro e devo ammettere che l’idea di iniziare questo nuovo percorso insieme, mi mette un po’ paura, ma soprattutto tanto entusiasmo. Sono una persona davvero fortunata.

Di questi 2 giorni porto nel cuore Pierluigi e il Teatro Diana, che mi hanno invitata e accolta. Poi c’è Attico Partenopeo, lo splendido B&B dove ho dormito e Stefania che lo gestisce: a un tiro di schioppo da qualsiasi punto del centro di Napoli, con una terrazza meravigliosa e un’accoglienza perfetta.

Di questi 2 giorni sono felice per avere rivisto la mia amica d’infanzia Federica: vive a Ischia e ha guadato il mare per venirmi ad ascoltare. Poi c’è, come vi dicevo, Fabiana, una persona che ho avuto l’onore di conoscere e con cui spero di accompagnarmi ancora, magari anche per progetti professionali insieme.

E poi ci sono le persone che sono venute ad ascoltarmi: con i loro chili persi, le piccole sfide quotidiane, alcune tragedie, molti inceppi. Tante vite così vicine alla mia.

C’è la mia famiglia, mia figlia che mi dice che vuole dare, anche lei, un nome alla sua anima nera. C’è il primo spettacolo teatrale “da grandi” che ha visto Frollina, sabato sera, al Teatro Diana insieme a noi: il Decamerone di Baliani, con Stefano Accorsi. Uno spettacolo divertente e insieme molto attuale, che se passa per la tua città, te lo consiglio vivamente.

Voglio ricordarmi anche del fatto che la mia Dexter è sempre lì, in agguato e – per esempio – mi hanno proposto di conoscere Stefano Accorsi, al termine dello spettacolo e io ho detto “Non importa”, quando invece mi sarebbe importato un sacco.

C’è il caffè Gambrinus  – in questi due giorni – e la sua gentile accoglienza. C’è il commissario Ricciardi, che mi è parso di vederlo passare almeno 2 volte, lì davanti.

C’è il Cristo Velato: il pezzo di marmo più leggero che io abbia mai visto in vita mia. C’è Spaccanapoli con i suoi vicoli, gli odori smorzati in una pioggia torrenziale.

In questi due giorni ci sono molte cose, molta curiosità, grande desiderio di buttarmi, a falcate, nel futuro, consapevole che ci arriverò solo a piccoli passi.

 

 

 

102 chili sull’anima: la presentazione a Bologna il 18 giugno alle 18

Sono giorni molto particolari per me.

Si avvicina il momento in cui il mio libro 102 chili sull’anima, la storia di una donna e della sua muta per uscire dall’obesità, edito da Giraldi, sarà in libreria.

E si avvicina la prima presentazione ufficiale.

 

Che si terrà il 18 giugno 2015 alle 18 presso la Libreria Feltrinelli di Piazza Ravegnana a Bologna. Avete presente le 2 Torri? Ecco, la libreria proprio lì sotto, o meglio lì di fronte, nella piazzetta che trovate all’incrocio con via Zamboni.

E questo è lo splendido invito che ha preparato la mia casa editrice:

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Sono emozionata come una bambina e felice che la scrittrice Francesca Mazzucato abbia deciso di accompagnarmi in questa avventura (lei è abituata, io mica tanto ;-).

Venite vero????

Ho bisogno del calore di tutte le persone che in questi anni mi hanno accompagnata con il loro sostegno, commenti e storie. Ho bisogno dei miei lettori. Ho bisogno di VOI. Di ciascuno di voi.

Prometto un sorriso per tutti e avrete il privilegio di sentirmi la voce tremula e la faccia tirata in tutto lo splendore delle mie rughe 😉

Rispetto all’arrivo in libreria di #102chili mi sento come una che sta per saltare un fosso, una che sta per andare al supermercato in mutande, una che sta per partire per le Maldive e non c’è mai stata, una che l’hanno invitata a una festa e all’ultimo momento scopre che è una festa a sorpresa, una che si è messa la maglia a rovescio e se ne accorge durante il primo colloquio di lavoro, una che, insomma, si sente un po’ nel vortice di qualcosa che non conosce e non sa mica bene come gestirlo.

Potrebbe essere un grande flop. Potrebbe essere un grande momento. Potrebbe tutto. Potrei essere invasa da commenti negativi, potrei essere abbracciata da mille energie.

Perché il punto è che questo libro sintetizza il perché HO SCELTO di cambiare, come mi sono accorta di VOLERE CAMBIARE e come ho fatto. Non è un manuale dietetico, non è nemmeno un manuale di motivazione: è – semplicemente – la mia storia. 

Non invita ad affidarsi a cure miracolose per stare bene ma solo a se stessi, alla nostra capacità di metterci in gioco.

Non parla solo del periodo in cui sono dimagrita ma cerca di riflettere soprattutto sul perché sono ingrassata.

Ed è dedicato a tutte le anime nere del mondo e a loro voglio proprio dire, su tutte, una cosa: non sei sola, siamo in tanti, siamo una moltitudine silenziosa di paure, ma proprio per questo devi imparare ad accettarti e a non farti schiacciare dalla paura, perché FA PARTE DELLA VITA.

Se avrete voglia di leggerlo (non c’è niente dentro che abbiate letto qui, per scelta il libro e il blog sono due cose diverse) e dirmi cosa ne pensate, fatelo usando l’hashtag #102chili pubblicamente o scrivendomi in pvt.

Se lavorate in una libreria e avete voglia di presentarlo lì, scrivetemi a panzallaria73@gmail.com per informazioni. Se avete un locale in Romagna vista mare e vi va di organizzare una presentazione, o avete un locale in qualsiasi altra parte d’Italia, con qualsiasi vista, scrivetemi anche voi.

 

 

Eventi

Carta Canta, scrivi con i tarocchi al #SanLabookfestival e molte altre cose

Il comune di San Lazzaro, insieme alla casa editrice (con cui collaboro) Giraldi editore  organizza, il 16 e 17 settembre 2017, la prima edizione del San Lazzaro Book Festival nella corte interna e lungo i portici adiacenti il Comune, in Piazza Bracci, a San Lazzaro di Savena, Bologna.

All’interno della rassegna puoi incontrare autori, parlare di libri e ascoltare tanti punti di vista sul mondo e sulle storie. 

Io sarò presente in due diverse occasioni.

  • Sabato 16 settembre 2017 alle 10 propongo un gioco creativo con i tarocchi, per stimolare la scrittura di sé (tranquilla, non ti leggo il futuro, ma ti aiuto a scrivere del tuo passato in maniera giocosa, se vorrai!). Porta carta e penna! 
  • Domenica 17 settembre 2017 alle 16 sarò con l’autrice Cecilia Cuoghi che ha recentemente dato alle stampe il suo Mi chiedo scusa, per dialogare di corpo, disturbi alimentari, accettazione di sé e rinascita. 

Perché i tarocchi?

Sto sperimentando come gli archetipi degli Arcani Maggiori agiscono visivamente sulla nostra capacità di dare nomi e trovare punti di vista sui ricordi, durante i miei laboratori di scrittura autobiografica e voglio condividere con te le mie scoperte. 

Perché continuo a voler parlare di corpo, movimento e accettazione di sé? 

Ogni giorno scopro nuove emozioni intorno alla mia percezione del corpo e più parlo con le persone, più mi rendo conto che per molti quello del corpo è un tema scottante, irrisolto o intorno cui si agglomerano paure e inadeguatezze nella relazione con se stessi e con gli altri.   

Scarica il programma completo in pdf

Segui, partecipa e racconta l’evento con #sanlabookfest

 

A due passi dalla meta, presentazione in anteprima a Bologna il 20 ottobre 2016

Il mio nuovo libro: A due passi dalla meta, Come uscire dalla sedentarietà, mantenersi in forma e nutrire la propria creatività esce il 20 ottobre 2016 in tutte le librerie di Italia.

Proprio quel giorno, A due passi dalla meta debutterà in anteprima con una presentazione presso la libreria Feltrinelli di Piazza Ravegnana a Bologna, alle 18. 

Sarò felice di incontrarvi in quell’occasione. E per voi che mi seguite anche online, ecco l’introduzione del mio nuovo libro, dedicato a chi vive in perenne equilibrismo sulla vita.

Introduzione

 Ero una persona sedentaria nel corpo che negli anni aveva accumulato peso e a causa della sua obesità aveva smesso di muoversi, peggiorando ulteriormente la situazione.

Ero una persona sedentaria nella mente, che per le sue paure aveva deciso di ancorarsi alla propria zona di comfort. Non mi mettevo alla prova e mi raccontavo come “fallita”, “non capace”, “non adatta” e fuori tempo massimo per cambiare.

Un giorno ho capito che potevo scegliere e ho scelto di sopravvivere: sono dimagrita 40 chili, ho ritrovato il movimento e ho usato la scrittura per cambiare la narrazione che facevo di me. Le cose straordinarie che ho imparato da quella che ho chiamato “muta” le ho messe in pratica anche nella fase di mantenimento del peso e per vivere nell’equilibrismo costante della vita quotidiana. Ecco come ho scoperto che uscire dalla sedentarietà e ritrovare il mio corpo è stato l’interruttore per attivare creatività, rendermi più efficace, energica e assertiva, sia nella vita privata che sul lavoro.

Ecco come ho scoperto che la sedentarietà può uccidere le idee, mentre una moderata attività fisica regolare può attivare pensieri generativi e cambiare la prospettiva con cui ci riveliamo a noi stessi e al mondo.

Ecco come ho scoperto che dopo un grande cambiamento bisogna consolidare le fondamenta per dare significato a quello che si è fatto e non vanificarlo.

Oggi io cerco di gestire la mia tossicità, le paure e il senso di inadeguatezza grazie allo sport, alla scrittura e a una ritrovata armonia tra il corpo e la mente: so che non esiste l’equilibrio ma solo la speranza di rimanere in bilico su un filo teso, senza schiantarsi a terra.

In tanti hanno pensato che perdere 40 chili, scrivere libri e ritrovare il proprio benessere sia stato il mio lieto fine ma io preferisco essere sempre a due passi dalla meta perché credo nel movimento, non nei punti d’arrivo, anche se lieti. Per questo riesco ad affrontare le sfide quotidiane con una giusta dose di energia, coraggio e incoscienza. Quello che ho imparato correndo lo metto in pratica ogni giorno e quello che mi ha insegnato fare la muta e affrontare il cambiamento è la mappa con cui leggo il territorio.

Ho scritto questo libro per chi si è costretto alla sedentarietà del corpo e della mente come avevo fatto io, per testimoniare la possibilità di cambiare il proprio stile di vita e trovare la fonte creativa per realizzarsi. Ho scritto questo libro per quelli che pensano sia troppo tardi per prendere in mano il proprio destino, considerandolo già segnato: ho imparato che non esiste nulla di segnato, se non da noi.

Ho scritto questo libro perché penso che ci sia bisogno di tante piccole storie comuni, com’è la mia, per credere nella capacità di potere cambiare.

Ho scritto questo libro perché nell’immobilità non può esserci la vita e quello che ti offre il tuo divano è infinitamente meno interessante di quello che potrai trovare infilando un paio di scarpe e uscendo nel mondo, credimi!

Non sono una psicologa né una terapista, non mi occupo di alimentazione: questo libro non ha la pretesa di essere un manuale ma ci assomiglia un po’ perché è frutto dell’esperienza che ho fatto su di me, ecco perché ho voluto mettere nero su bianco oltre che le scoperte anche le strategie e gli esercizi che ho fatto per agevolare il mio cambiamento.

In questo libro, molto semplicemente, racconto come uscire dalla sedentarietà a 40 anni sia stato il più bel regalo che mi sia mai fatta: per il corpo, per la mente e per l’anima.

Su per San Luca, 3 consigli per affrontare le salite della vita

Potevo non partecipare al San Locca Day il 9 ottobre 2016?

Chi mi conosce o ha letto il mio libro sa bene quanto il portico di San Luca, a Bologna, rappresenti per me e per la mia storia. Chi leggerà il prossimo libro (in uscita il 15 ottobre 2016) potrà anche scoprire in che modo, per la me di oggi, San Luca è diventato paradigma per affrontare la vita.

Ma se vuoi un’anticipazione o cerchi qualche suggestione per affrontare l’autunno che ci aspetta, ecco che domenica 9 ottobre 2016 alle 16.30, presso lo stand Giraldi (circa a metà della salita) mi troverai con:

3 consigli per affrontare le salite della vita

San Luca e i suoi gradini: il modo in cui si affronta quella salita può diventare metafora e allenamento per affrontare la vita, con le sue difficoltà e sfide.
Sarà Francesca Sanzo, che lungo la salita di San Luca “ha perso” 40 chili e lo ha voluto raccontare in “102 chili sull’anima” Giraldi Editore, a condividere 3 consigli per affrontare le salite della vita. L’autrice condividerà con i partecipanti qualcosa di ciò che ha imparato grazie alla salita di San Luca e che tuttora usa per il proprio benessere e creatività.
Un’occasione per motivarsi al cambiamento positivo, al contrasto della sedentarietà fisica e mentale e per mettere in connessione il corpo con la mente e l’anima. Francesca, al termine della breve presentazione, firmerà copie di “102 chili sull’anima”.