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#Artcity: San Giorgio in Poggiale e Casa Morandi. A spasso per Bologna

Oggi mi sto regalando una giornata da dedicare a me stessa, a fare la turista nella mia città. L’occasione di ArteFiera e dei tanti eventi connessi a Art City è stata l’opportunità per una mattina a spasso per Bologna.

A San Giorgio in Poggiale ho scoperto un luogo davvero incantato, dove la scultura di Claudio Parmeggiani troneggia tra i libri e anche su i libri.

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Bellissima la mostra dedicata ad Alfonso Rubbiani e agli anni (inizio 900) in cui Bologna cambiò faccia, con un piano regolatore che aveva l’intenzione di recuperare l’architettura medievale ma che – di fatto – cancellò pezzi della storia della città. Ho scoperto, per esempio, che le altre 3 torri costruite in fondo all’attuale via Rizzoli, vicino alla Garisenda e all’Asinelli, furono distrutte per dare respiro a Strada Maggiore.

Da via Nazario Sauro – complice lo sciopero degli autobus – mi sono diretta a piedi verso Casa Morandi, in via Fondazza 36, aperta al pubblico (e a ingresso gratuito come pure San Giorgio in Poggiale), in occasione di Art City.

Dopo una sosta caffè per consultare la mappa degli eventi Art City  ho cercato di girare a testa in su ed è così che, finalmente, mi sono goduta con un po’ di calma la meraviglia di San Colombano, restaurato davvero bene, nella stretta Via Parigi.

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Sotto una pioggerellina fitta, nel giro di poco (nel centro di Bologna, oltre a non perdersi nemmeno un bambino, si riesce a passeggiare con gusto e velocemente a piedi) sono arrivata al Museo- Casa Morandi. Purtroppo gli interni non si possono fotografare ma ho cercato di riempirmi gli occhi dell’atmosfera magica che si respira nello studio e abitazione del pittore Giorgio Morandi .

Mi ha colpito molto il ripostiglio con gli oggetti collezionati da Morandi e che, in diverse fasi, ha dipinto. Come per esempio le conchiglie che hanno posato per lui.

Nello studio sembra di vederlo ancora, usare i pennelli e i colori conservati nelle scatole di biscotti e in sala da pranzo si può ammirare perfino la “ricetta dei maccheroni” che la mamma diede in dono alle sorelle, con una dedica affettuosa e piena d’amore.

C’è poi una finestra che fa entrare luce dal giardino sottostante, dove si può ammirare ancora lo stesso ulivo che ispirava Morandi. Un tipico “cortile interno” alla bolognese, di quelli che caratterizzano i palazzi del centro, da fuori non te li immagini e poi ti ritrovi immerso in un piccolo bosco e sembra quasi di essere altrove.

Ed ecco le scale che scendeva e saliva per immergersi nelle strette strade del suo quartiere, dove ancora i commercianti offrono stuzzichini ai bambini che entrano con le mamme e nei bar puoi trovare gruppi di anziani che si conoscono da una vita.

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Tra poco più di un’ora andrò ad ArteFiera a visitare i padiglioni e domani al Mast e al Mambo, con Frollina, per Art City Children. Parteciperemo a un laboratorio dedicato alla mostra La Grande Magia.

Artefiera a Bologna: eventi diffusi anche per bambini

Bologna sta per essere invasa dall’arte e da un sacco di eventi succosi sparsi per tutta la città con l’arrivo di Artefiera dal 24 al 27 gennaio 2014. 

Quest’anno ho deciso di immergermi e raccontarla il più possibile perché mi sembra un’ottima opportunità per vedere le cose e i luoghi da altri punti di vista.

ArteFiera è la fiera dell’arte moderna e contemporanea e nel tempo ha cominciato ad attrarre in città eventi collaterali non necessariamente negli spazi fieristici: basta girare per il centro per accorgersi delle tantissime iniziative, a volte anche molto piccole, ma assolutamente preziose con cui è possibile costruire un tour alternativo e complementare al classico giro del centro storico.

IN FIERA

In fiera saranno i padiglioni 25 e  26 ad essere invasi dalle collezioni: leggo sul sito che la scelta dipende dalla tipologia di questi spazi che, grazie alle grandi vetrate, permettono alla luce naturale di esaltare al massimo le opere esposte.

Special Focus Section di quest’anno sono dedicati all’Europa Orientale, al Tardo Ottocento, alla fotografia e alla Cina

IN  CITTA’

La città sarà animata grazie al progetto Art City Bologna e a Art City White Night, nella sera di sabato 25 gennaio 2014.

Io mi sono costruita il mio tour – per conciliare gusto personale e esigenze familiari – grazie al programma tematico completo di Art City Bologna.

Mi prenderò il tempo, per esempio, per andare a visitare la mostra Cattedrale e Campo de’Fiori a San Giorgio in Poggiale (luogo che amo molto, in pieno centro) e Casa Morandi, in cui da tantissimo volevo andare.

Sabato mattina, insieme a Frollina e Tino andremo al MAST , la “manifattura di arti, sperimentazioni e tecnologia a vedere la mostra sulla fotografia industriale .

Il MAST nasce da un grande gruppo industriale bolognese come fondazione per valorizzare l’impresa (la manifattura) e creare un ponte tra essa e la città: Bologna – in pochi lo sanno – è costituita prevalentemente da aziende meccaniche che si occupano di packaging e aziende motoristiche o di subfornitura motoristica. Queste cose le ho imparate quando lavoravo al Museo del Patrimonio Industriale  e ha cominciato a interessarmi molto il modo in cui una certa impresa ha definito anche i parametri culturali e il carattere della mia città.

Poi Frollina sarà entusiasta del MAST che è davvero un luogo suggestivo.

Art City Children – l’arte per bambini

Sabato pomeriggio ho scelto di partecipare a un laboratorio al Mambo con la bambina di 7 anni.

Ed ecco la parte che può interessare maggiormente chi ha figli e vuole coinvolgerli in questo weekend d’arte attraverso l’offerta di Art City Children che – se posso permettermi una proposta – spero davvero si ampli nelle prossime edizioni, perché lo sguardo dei piccoli sull’arte moderna e contemporanea è davvero stupefacente e sanno appassionarsi, giocando con le immagini e le suggestioni.

Ecco tutte le info sul laboratorio e sulla cena in programma:

ART CITY Children – Weekend al MAMbo

Un Weekend al MAMbo in occasione di ART CITY 2014. Nei giorni in cui Bologna diventa protagonista
dell’arte, il MAMbo dedica uno spazio ai giovanissimi con laboratori, letture, giochi e visite animate per
muovere i primi passi verso l’arte contemporanea e i suoi luoghi.
Le attività saranno dedicate alla mostra La Grande Magia e alla mostra – laboratorio a cura di Flavia
Mastrella Sculture in tasca. L’esaltazione dell’insignificante. Per bambini dai 5 ai 12 anni.
Prenotazione obbligatoria.
Orari
mattina: h 9.30 – 13.00
pomeriggio: h 14.00 – 18.30
Ingresso
€ 15,00 ogni mattina e ogni pomeriggio
ART CITY Children White Night
atmosfere suggestive, immagini, letture, musiche per celebrare la notte dell’arte con una cena al museo e una speciale serata sabato h 19 – 23 costo € 35,00 (cena inclusa) per bambini da 5 a 12 anni prenotazione obbligatoria entro mercoledì 22 al tel. 051 6496628 | mamboedu@comune.bologna.it

Per seguire la narrazione su Arte Fiera potete usare twitter.

L’account è @artefiera e gli hashtag #artefiera, #artcity e #artcitywhitenight e ci sarò anche io!!!

 

 

Un contest fotografico dedicato a Bologna e all’acqua al Bologna Water Design

Ho deciso di aderire come Media Partner a una bellissima iniziativa che ha come oggetto Bologna, ll’acqua e il digitale: 3 passioni della mia vita.

Si tratta di un Contest fotografico a cui sarà possibile partecipare dal 24 agosto al 12 settembre con foto di luoghi e parole che abbiano come tema l’acqua coniugata alla città. Per partecipare bisogna usare l’hashtag #Bolognawater che dovrà accompagnare gli scatti su Instagram e in tutti i post sui Social.

Può partecipare chiunque, a patto che abbia voglia di tirare fuori l’ispirazione fotografica e poetica che ricava dai luoghi e monumenti di Bologna. Le migliori foto (scelte da una giuria) saranno esposte – in concomitanza con il Fuori Cersaie – in una mostra durante la kermesse Bologna Water Design e saranno coloro che la visiteranno a decretare i vincitori dell’iniziativa.

Per presentare il contest e l’evento ho intervistato Francesca Nanni del network Face Creative Link.

Affilate macchine digitali, creatività narrativa e poetica, profili di Instagram e entusiasmo: le migliori opere saranno esposte in una vera mostra all’interno della suggestiva cornice dell’ex ospedale dei Bastardini.

Bologna Water Design: in che contesto nasce?

Bologna Water Design è una manifestazione dedicata al design dell’acqua che nasce come kermesse “fuori fiera” del Cersaie, il Salone internazionale della Ceramica.

Dal 23 al 28 settembre prossimi negli spazi dell’ Ex-Ospedale dei Bastardini di Via d’Azeglio e quest’anno, anche nei chiostri dell’adiacente ex Maternità, che per la prima volta vengono aperti al pubblico, saranno ambientati i progetti di architetti e designer di fama internazionale che interpreteranno il tema dell’acqua in modo unico grazie anche alla collaborazione con alcune aziende leader del settore.

La manifestazione è un’importante occasione di incontro fra città, design, cultura e impresa. Il programma, infatti, propone iniziative rivolte non solo agli addetti ai lavori, ma anche ad un pubblico trasversale di persone interessate al design e al contributo che il design può dare al miglioramento della qualità della vita contemporanea.

L’edizione del 2012 è stata visitata da oltre 10.000 persone, fra cui moltissimi bolognesi, il che dimostra non solo il successo della manifestazione ma anche l’attenzione e l’interesse dell’intera città per questo tipo di iniziative

Un evento territoriale ma anche digital: come si svolgerà?

#bolognawater è il nome del contest creativo che invita a postare foto e parole-fotografate a tema “acqua” su Instagram.
Il concorso si svolge dal 24 agosto al 12 settembre prossimi sul social network Instagram e prosegue dal 23 al 28 settembre con una mostra fotografica all’interno della manifestazione Bologna Water Design.

Nasce, quindi, come evento digital, on line, per diventare, con la mostra, un evento off line vero e proprio. Anche la scelta dei vincitori finali seguirà un percorso differente dal consueto perché saranno i visitatori della manifestazione a decretare con i loro “like” espressi in diretta le foto e le parole-fotografate migliori tra quelle presenti in mostra.

Cosa si intende per parole fotografate?

La principale novità del concorso è che si richiede ai partecipanti di postare, oltre alle foto, anche le parole-fotografate, intendendo con questa espressione pensieri, frasi, poesie scritte e poi fotografate. Instagram nasce come social network dedicato alle immagini ma in questo contesto, mi interessava anche recuperare e far rientrare le parole, i pensieri, la poesia che un elemento come l’acqua può ispirare.

Chi può partecipare al concorso #BolognaWater e che visibilità avranno i contenuti?

Il concorso è aperto a tutti e non ci sono limiti al numero di scatti (sia per le immagini che per le parole fotografate) che ogni concorrente potrà taggare all’hashtag #bolognawater.

I contenuti saranno visibili, oltre che su Instagram, anche sul blog e sulla pagina Facebook di Face Creative Link, mentre altro spazio sarà dedicato dai canali social e dal sito ufficiale della manifestazione Bologna Water Design.

Nell’ottica di valorizzare Bologna, quali obiettivi si pone il Contest?

Il contest propone il tema dell’acqua non solo per ricondursi al concept dell’evento Bologna Water Design, ma anche per richiamare e rimarcare quella che è stata una risorsa di fondamentale importanza nella storia della città di Bologna, che non solo ne ha fortemente caratterizzato l’ambiente urbano, ma è stata per secoli fonte di vita e di lavoro. Ad esempio, non tutti sanno che Bologna, nel Medioevo, era uno dei maggiori porti fluviali italiani.

In questo senso, speriamo che la partecipazione sia soprattutto volta a valorizzare Bologna e le sue sfaccettate correlazioni con l’acqua, dai canali, ai monumenti, dal centro alle periferie.

Inoltre, proprio per rimarcare il legame che questo contest ha con la città, per la selezione delle immagini e delle parole-fotografate, della giuria faranno parte anche due importanti realtà bolognesi: il team di Igersbologna, attivo su tutta la community degli instagramers della città e il Centro di Poesia Contemporanea dell’Università degli Studi di Bologna, un’istituzione molto innovativa e dinamica

Cos’è Face Creative Link?

Face è un network di comunicazione multidisciplinare. Un sistema vitale in continua espansione, costituito da persone con esperienze, visioni e sensibilità creative differenti tra loro. Si occupa di eventi, comunicazione, video arte, design e creatività.
Il suo obiettivo è promuovere nuove idee, stimolando e moltiplicando opportunità per creare scambi culturali e sociali.

Per informazioni:
http://facecreativelink.tumblr.com
info@facecreativelink.com
www.facecreativelink.com
facebook: Face Creative Link

Io adotto la cultura e sto con i lavoratori dell’Arena del Sole! #aperticomunque #Bologna

Come blogger ho deciso di adottare la sera del 10 luglio 2013.  Ho deciso di farlo perché credo nella cultura. Ho deciso di farlo perché amo Bologna e Bologna senza i luoghi della cultura NON è niente. Ho deciso di farlo perché il teatro è una delle forme più popolari di cultura e perché la cultura – secondo me – dovrebbe essere ad accesso popolare. Poi uno decide. Può anche scegliere che non gli importa niente della cultura. Ma la cultura ci emancipa. La cultura ci rende liberi. La cultura ci apre le menti e se chiude uno dei luoghi naturalmente deputati all’arte e alla cultura, per me è un vero disastro.

Ora vi spiego.

Mi sono offerta volontaria, come blogger, di raccontare sui social network, il 10 luglio 2013,  la prima di una serie di serate che si chiama Aperti comunque e che è un’iniziativa autogestita dei lavoratori dell‘Arena del Sole, teatro stabile della città, attualmente in cassa integrazione e a rischio del posto di lavoro. Il programma lo trovate sul blog Il Sole dell’Arena. Sarà una settimana fitta di iniziative e artisti che hanno messo a disposizione il proprio talento a favore di questa iniziativa. Tra gli altri, Bergonzoni e Moni Ovadia.

La sera del 10 luglio saranno sul palco Alessandro Bergonzoni e suonerà l’amico Daniele Dall’Omo.

Si inizia alle 19 con una visita guidata nei luoghi del Teatro normalmente non visitabili.

Sarebbe bello che noi che ci occupiamo di web e digitale aiutassimo questa bella iniziativa autogestita: io il 10 ci sarò e farò liveblogging, ma le serate in programma sono tante, che ne dite di adottarne una anche voi? 

L’hashtag per raccontare tutti gli eventi e il progetto è #aperticomunque

Ma cosa sta succedendo all’Arena del Sole?

Ho voluto che me lo raccontasse una dei protagonisti di questa vicenda, una cara amica che lavora proprio in questo teatro. Insieme ai colleghi ha risposto ad alcune delle mie domande a proposito della vicenda.

Ecco qua l’intervista.

Com’è nata e perché l’iniziativa Aperti comunque?

Aperti Comunque è il risultato della condivisione delle riflessioni, delle incertezze delle  domande sul nostro futuro e sul futuro del ‘nostro’ teatro. È un’idea di quelle che capita di lanciare per scherzo, magari in pausa pranzo, ma che si rivela ben presto una scintilla: possiamo dire che è nata dall’incontro di un gruppo di lavoratori (amministrativi, tecnici, portieri, addetti stampa e sala dell’Arena del Sole) che si sono guardati negli occhi e si sono detti ‘perché no?! Possiamo e dobbiamo farlo!’.

Così come noi avvertivamo il bisogno di risposte, di orizzonti possibili, di conferme del valore del nostro lavoro, allo stesso modo abbiamo voluto dare un segno ai cittadini bolognesi che fruiscono di un bene comune quale è il teatro stabile pubblico. ‘Aperti Comunque’ ci sembrava un nome che ben potesse caratterizzare lo spirito dell’iniziativa: la flessibilità del nostro lavoro, la ricerca di sinergie con diverse realtà culturali della città, la solidarietà; nove serate in cui lo storico e suggestivo chiostro del teatro ospita, in un clima informale, artisti, pubblico ed operatori che condividono cultura!

Una volta chiesto ed ottenuto l’avvallo alla nostra dirigenza, è cominciato un periodo di lavoro intenso e frenetico, che tuttora ci vede impegnati a pieno ritmo. L’iniziativa ha carattere completamente volontario, il che significa che tutte le riunioni organizzative preparatorie si sono svolte quasi interamente fuori dall’orario lavorativo; allo stesso modo, la nostra presenza operativa nelle serate programmate non prevederà la timbratura del cartellino.

Credo che il lavoro di gruppo, all’interno del quale ognuno di noi ha provato a cimentarsi con nuovi ruoli e competenze, sia stato un utile e prezioso esercizio professionale ed umano.

E, devo dire, nonostante gli ostacoli, la fatica, le buone notizie che tardano ad arrivare, il nostro entusiasmo ci ha sempre sostenuto!

Come hanno reagito gli artisti che avete coinvolto a questa chiamata per il teatro principale della città?

Ecco, questo è stato un altro grande punto di forza. Dopo le prime 3 o 4 telefonate in cui gli artisti coinvolti hanno manifestato la loro disponibilità senza indugi né pretese alcune, abbiamo capito di essere compresi e sostenuti anche da coloro che il teatro lo vivono dal palcoscenico. Con alcuni di questi artisti, scrittori, musicisti non non abbiamo mai avuto il piacere di lavorare ma questo non ha costituito in alcun modo un deterrente, anzi! Coloro poi che, per impegni già presi o altre indisponibilità non hanno potuto confermare la loro presenza (tra questi Paolo Fresu, Ascanio Celestini, Valerio Mastandrea, Cristina Zavalloni), ci hanno comunque ampiamente dimostrato solidarietà ed affetto. Sentiamo, quindi, di rappresentare con il nostro impegno anche un po’ la loro voce.

Cosa succederà, da settembre, al teatro Arena del Sole

Al momento siamo in attesa del parere della Corte dei Conti in merito alla costituzione della Fondazione (deadline prevista per la fine del mese di agosto).

Nel frattempo è al vaglio la fattibilità e le modalità di attuazione di ipotesi alternative.

Noi, nel frattempo, continuiamo a lavorare!

 

Lucia Zanfi si è diplomata alla Scuola Interpreti e Traduttori nel 1999. Da Gennaio del 2000, comincia la sua esperienza in Nuova Scena: dapprima come collaboratrice dell’ufficio stampa e, successivamente, all’interno dell’ufficio organizzativo occupandosi dell’ospitalità delle compagnie.  Da sette anni a fianco di un altro collega, segue principalmente l’attività di produzione spettacoli.

 In futuro, spera di poter continuare a raccontare ai suoi bimbi che ogni mattina si reca al lavoro al ‘teatro grande che sta nel centro della città’!

Invasioni digitali a Bologna: Museo del Patrimonio Industriale – 27 aprile 2013

Invasioni digitali è un bellissimo progetto che ho scoperto circa una settimana fa grazie a lei. Mi ha entusiasmato subito e lo sapete io sono un’entusiasta seriale e compulsiva. A volte prendo dei gran abbagli ma a volte – come questa – ci becco.

Invasioni digitali nasce grazie a Fabrizio Todisco che di mestiere si occupa di comunicazione e turismo, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale italiano attraverso la Rete e le conversazioni sociali, per farlo uscire dalla naftalina e tornare alle persone [questo lo dico io]. Il manifesto dell’iniziativa dice:

Crediamo in nuove forme di conversazione e divulgazione del patrimonio artistico non più autoritarie, conservatrici, ma aperte, libere, accoglienti ed innovative.

Crediamo in un nuovo rapporto fra il museo e il visitatore basato sulla partecipazione di quest’ultimo alla produzione, creazione e valorizzazione della cultura.

Crediamo che le piattaforme che mettono in connessione fra loro visitatori, esperti, studiosi, appassionati, che permettono all’utenza di collaborare all’offerta museale tramite contenuti personali UGC (User Generated Content), possano favorire processi co-creativi di valore culturale.
Crediamo in nuove esperienze di visita dei siti culturali, non più passive, ma attive, dove la conoscenza non viene solo trasmessa ma anche costruita, dove il visitatore è coinvolto ed è in grado di produrre egli stesso forme d’arte.
Crediamo che internet ed i social media siano una grande opportunità per la comunicazione culturale, un modo per coinvolgere nuovi soggetti, abbattere ogni tipo di barriere, e favorire ulteriormente la creazione, la condivisione, la diffusione e valorizzazione del nostro patrimonio artistico.
Crediamo che Internet sia in grado di innescare nuove modalità di gestione, conservazione, tutela, comunicazione e valorizzazione delle nostre risorse.
Io ho deciso di contribuire organizzando un’iniziativa al Museo del Patrimonio Industriale di Bologna, sabato 27 aprile 2013, alle 15.30. La responsabile del Museo, Maura Grandi, effettuerà una visita completamente gratuita per raccontare la Bologna delle acque e della seta. I 30 partecipanti potranno a loro volta narrare online, grazie a telefoni e tablet, il percorso, il Museo e tutto quello che fa da corollario all’esperienza per uno storytelling condiviso che sarà reso disponibile in licenza CC (accessibile a tutti). Basterà usare gli hashtag #invasionidigitali e #liberiamolacultura uniti a quello specifico della visita #museopat

Perché il Museo del Patrimonio Industriale?

Ho lavorato al museo molti anni fa. Diciamo la verità: questo blog è stato aperto – per gioco – un pomeriggio che ancora lavoravo al Museo, presso un’associazione che ha sede lì.

Maura è stata per me fondamentale nel percorso professionale che ho fatto e la sua disciplina applicata all’organizzazione degli eventi, per esempio, è rimasta per me un must.E’ stata un’esperienza molto arricchente dal punto di vista professionale, anche se a un certo punto ho deciso di andarmene perché volevo ricominciare a lavorare in maniera verticale su progetti web.

Ricordo con affetto quel periodo della mia vita (ha sancito il mio rientro a Bologna dopo anni di pendolarismo su medie e brevi tratte) e da tempo pensavo di ricontattare i vecchi colleghi. Ho sempre pensato che il Museo del Patrimonio Industriale è un posto bellissimo e che in troppe poche persone, a Bologna, lo conoscono. Racconta la storia industriale della città, una storia poco conosciuta come quella di quando Bologna era la capitale della seta e i corsi d’acqua erano molto più di quelli che vediamo oggi.

Maura è stata subito entusiasta dell’iniziativa, a testimonianza che da parte dei nostri Musei c’è tantissima voglia di instaurare un dialogo con i fruitori e con la Rete.

La mia non è la sola iniziativa a Bologna (ne ho censite per il momento 4): si inizia il 20 aprile 2013  con la visita della Certosa alle 15.30 (e io ci sarò con tutta la famiglia!) organizzata dalla bravissima @antogasp che è anche un’amica. Ci sono ancora dei posti disponibili! Alla stessa ora, nello stesso giorno è stato organizzato anche un tour delle Torri di Bologna. Il 28 aprile alle 15.30 sarà la volta del Museo Archeologico.

Per non sovrappormi con la Certosa (che è un’esperienza che da tantissimo volevo fare) ho deciso di organizzare la mia invasione il fine settimana del ponte del 25 aprile per tutti quelli che rimarranno in città o per quelli che da qui passeranno durante la vacanza.

In Italia sono ormai più di 200 gli eventi organizzati. E’ possibile seguirli in diretta sulla pagina facebook di Invasioni digitali , vedere come continuano a moltiplicarsi mi sta commuovendo molto: c’è davvero un sacco di gente che ha voglia di impegnarsi per il nostro Patrimonio artistico.

Proprio oggi ho scoperto – con grande sconcerto – che il Ministero ha annullato la consueta settimana della cultura – che si teneva ogni anno in questo periodo: Invasioni digitali è un’ottima risposta al gradimento delle persone nei confronti di iniziative che coinvolgano tutti in una narrazione condivisa di ciò che di più bello e prezioso ha questo Paese.

Io parteciperò a:

Un piccolo consiglio green: se non siamo troppo lontani possiamo arrivare all’appuntamento in bicicletta. Bologna ha delle bellissime piste ciclabili e sia la Certosa che via della Beverara sono raggiungibili su due ruote!

Eventi

Francesca Sanzo e Francesca Mazzucato presentano i loro libri a Bologna, insieme

mazzucato-sanzoCi sono persone che quando le incontri ti fulminano. Ci sono scrittori che quando li leggi, ti fulminano. Di solito non si ha la fortuna di essere fulminati da uno scrittore che poi diventa anche “persona” con cui parlare, confrontarti, passare una bella serata o condividere idee e progetti. E non sempre, dopo che hai letto uno scrittore che ti fulmina, poi lo conosci e ti senti affine anche alla persona: delle volte la scrittura tocca corde che non necessariamente hanno a che fare con un’affinità in carne ed ossa. 

Per quanto riguarda Francesca Mazzucato, che leggevo prima di scrivere libri a mia volta e stimavo molto come scrittrice, ecco io ho avuto la fortuna di rimanere fulminata dal suo stile e dai suoi libri, di esserlo altrettanto da lei come persona e di avere voglia di fare un sacco di cose insieme. 

Quindi capirete la GIOIA pura nel sapere che l’11 dicembre 2017 presenteremo INSIEME i nostri ultimi libri: A due passi dalla meta e Il corpo grande (entrambi editi da Giraldi) in un modo speciale, cioè “intervistandoci” a vicenda e chiacchierando insieme. 

Venite ad ascoltarci?

Avverrà tutto nell’ambito della manifestazione “Regali a Palazzo”, in Piazza Nettuno, a Bologna, l’11 dicembre 2016. 

E ci piacerebbe che anche voi portaste le vostre domande e la voglia di confrontarci su un tema che ci sta molto caro: il corpo.