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Arriva a Molinella “La rivincita del calzino spaiato”, lo spettacolo tratto dal blog Panzallaria

Siamo ormai giunti alla trentesima replica dello spettacolo che scrissi qualche anno fa (tratto da questo blog) e che Alessandra Frabetti e Anita Giovannini hanno sapientemente messo in scena. Il calzino spaiato, come me e come la regista e l’attrice, è cresciuto nel tempo, integrando nuove chicche e prendendo sempre più la sua strada, ormai indipendente da questo stesso blog.

Come vi ho raccontato più volte, La rivincita del calzino spaiato è uno spettacolo totalmente autoprodotto, così abbiamo bisogno di tutti per promuoverlo. Per questo motivo, se ne avete voglia, condividete per favore questo post.

Sabato 12 gennaio 2013 saremo infatti a Molinella (Bo) al Teatro Auditorium e siamo sicure che se vorrete essere dei nostri, vi divertirete un sacco! Si può già prenotare. Ci sarò anche io, per cui se qualcuno dei lettori di questo blog sarà presente, non esitate a venirmi a salutare, mi farebbe davvero piacere.

Copio il comunicato stampa con tutte le informazioni per prenotare e venire. Incrocio le dita, in attesa di sabato!

Arriva a Molinella “La rivincita del calzino spaiato”, lo spettacolo tratto dal blog Panzallaria

Sabato 12 gennaio 2013 arriva a Molinella, presso il Teatro Auditorium, La rivincita del calzino spaiato: pensieri di una mamma post moderna, lo spettacolo scritto dalla bolognese Francesca Sanzo adattando per il teatro contenuti nati sul suo blog Panzallaria.

Lo spettacolo, quasi alla trentesima replica, nasce dalla collaborazione con Alessandra Frabetti (nota regista, attrice e insegnante di recitazione) che ne ha curato la regia e Anita Giovannini, attrice emergente che unisce alla capacità recitativa grande doti acrobatiche.

La sinergia tra le tre donne ha dato vita a uno spettacolo divertente, continuamente in progress che si evolve – data dopo data – anche grazie alle esperienze professionali e di vita delle protagoniste.

La rivincita del calzino spaiato è un inno alla non perfettibilità della vita, alla levità dotata di peso di certe piccole e grandi riflessioni al femminile e affianca aneddoti ironici ad altri  in cui domina un pungente e riflessivo sarcasmo.

Francesca Sanzo ha scritto lo spettacolo nei mesi successivi al parto, per sconfiggere una incipiente depressione e per esorcizzare quel senso di inadeguatezza tipico di tante persone alle prime armi con la genitorialità.

Alle disavventure di Panzallaria, che non è certo una mamma perfetta, si alterna una visione scanzonata della vita che è l’opinabile punto di vista di una trentenne precaria nel lavoro ma anche nei sentimenti e nelle scelte. Così dal tragicomico brodino di verdure per la figlia in zona svezzamento, si passa a offrire qualche lezione di coppia, per insegnare a “far venire sensi di colpa in 4 semplici mosse”, senza dimenticare i tic che caratterizzano gli uomini rimasti single a quell’età.

Indossare calzini spaiati è per Francesca Sanzo, autrice dello spettacolo e del blog, una precisa scelta di vita perché prendere la vita a panzallaria non significa vivere superficialmente ma con ironia e leggerezza per cercare il lato buono delle cose, l’aspetto comico delle situazioni e uscire meno sgualciti dalle nevrosi quotidiane.

 Quando e dove

Sabato 12 gennaio 2013 , ore 21,  presso Teatro Auditorium, Molinella (Bologna) Via Mazzini, 90, 40062, Molinella (BO)tel. 051 6906821 – www.comune.molinella.bo.it

Auditorium Stagione di prosa 2012/2013.
Direzione artistica: Gianna Dirani.
Biglietti.
€ 15 intero – € 13 ridotto

Prevendite

Tutti i giovedì dal 18 ottobre fino alla fine della stagione dalle ore 10 alle 12 c/o Torre Civica, Via Mazzini ed il giorno dello spettacolo dalle ore 14 presso l’Auditorium.
Informazioni: tel. 348. 2652283, e-mail: giovani90@alice.it

Info sullo spettacolo

https://www.francescasanzo.net/calzino-spaiato/

Youtube: http://www.youtube.com/playlist?list=PLF43B54BAFECD7537

La rivincita del Calzino spaiato – recensioni

Ecco un paio di recensioni dello spettacolo tratto da questo blog dopo la rappresentazione romana.

Da TrullArt

E a coronare e far brillare nelle ultime serate lo sfondo buio del teatro è stato un singolare spettacolo di cui già il titolo è un ironico aperitivo: ‘La rivincita del calzino spaiato’ di Francesca Sanzo, con Anita Giovannini e Alessandra Frabetti anche regista.
Uno spettacolo che ha affiancato al teatro una contenuta, ma sfavillante danza artistica-circense che ha fatto rabbrividire per la sua eccezionalità ed inaspettata raffigurazione.

Lo spettacolo è un cannocchiale rivolto alla sfera femminile che zoomma in più occasioni facendo emergere i divertenti, tragicomici SOS femminili, specie nel momento in cui una donna diviene mamma e cambia la sua vita, non tralasciando però i vari ed ampi momenti di ‘follie’ femminile e silenti richieste di attenzioni e comprensioni.
Una giostra di isterie e pensieri al femminile che fanno riflettere e divertire insieme per la reale comicità proiettata e riportata sulla scena prendendo spunto da ‘vignette’ di vita…Ma non è forse questo il bello delle donne?
E a maggiorare l’effetto scenico sono state le sfumature musicali-artistiche della performance: tra ritornelli canterini e piroette circensi che meritano attenzione e sono in grado di calamitare gli sguardi anche di un pubblico adulto come quelli di un bambino, insieme alle raffigurazioni pittoriche esposte in sala di Beatrice Bertaccini (Bologna) che ha colorato ancor di più le mura del Fanfulla.

Da RecenSito

Nell’epoca del 3.0, della comunicazione social, e di tanti altri termini non completamente chiari a tutti, molti sono i tentativi di usare e sperimentare la scrittura sul web. Lo spettacolo “La rivincita del calzino spaiato”, fa un procedimento opposto o, se vogliamo, un passaggio ulteriore: dall’esperienza reale di Francesca Sanzo, mamma blogger nota sul web come Panzallaria, nasce il suo personal storytellin in progress (tanto per continuare con “termini tecnici”); dal blog, testo depositato sull’etere, nasce in un secondo momento lo spettacolo. Dunque attraverso la finzione teatrale viene riportato nella realtà ciò che sembrava aver preso la via immateriale del web.

Posto che si tratta di un’operazione assolutamente attuale e di per sé interessante, c’è anche da riconoscere che il risultato in termini di performance teatrale è altrettanto soddisfacente. Lo si deve al felice incontro tra Francesca Sanzo e la regista Alessandra Frabetti. Quest’ultima è anche in scena, ironica e divertente, nel ruolo della madre di Panzallaria, interpretata da una vulcanica Anita Giovannini. Lo spettacolo ci porta dentro la vita di questa mamma: la gravidanza, i primi pasti della piccola frollina, la sindrome preM. (premestruale per i meno intellettuali), sono solo alcuni dei temi toccati. Ma non si tratta di uno spettacolo per sole donne: Panzallaria rappresenta un universo che inevitabilmente riguarda anche, e non meno, il sesso maschile. Il livello di coinvolgimento è altissimo sia per gli uomini che per le donne. Risate sentitamente sincere sono assicurate. La scelta registica di una rappresentazione che si serve dell’ausilio di molti oggetti scenici contribuisce a catturare l’attenzione del pubblico, ma è innegabile che le grandi doti (recitative ed atletiche) di Anita Giovannini sono le principali responsabili del coinvolgimento degli astanti.

Da MArte Magazine

Il 24, 25 e 26 maggio sul palco del Forte Fanfulla di Roma si sono esibite Anita GiovanniniAlessandra Frabetti, le quali grazie alla regia di quest’ultima, hanno divertito il pubblico con la storia di una donna, interpretata dalla Giovannini, alle prese con la sua vita quotidiana da mamma impreparata. Una combinazione deliziosamente farcita da pensieri un po’ femministi e un po’ vittime dell’età contemporanea.
Mamme che state leggendo questo articolo sapete di cosa sto parlando. Detto così potrebbe sembrare un normale spettacolo su poppate, nottate in bianco, pannolini da cambiare e denti che nascono, in realtà c’è qualcosa di più eccitante e divertente.
Con La rivincita del calzino spaiato per la prima volta in Italia viene portato a teatro una storia costruita su post lasciati in rete, poiché lo spettacolo infatti nasce dall’idea di portare in scena le avventure di una madre leggermente anticonformista e molto impacciata raccontate nel blog PANZALLARIA di Francesca Sanzo nato nel 2005.

Ed ecco una gallery di foto dalla data romana:

 

 

Il calzino spaiato a Roma

Lo spettacolo tratto da questo blog raggiunge la capitale!

Lettori romani, salvatevi la data!!!!!

Per la rassegna PARABOLE FRA I SANPIETRINI # 10

Giovedì 24, Venerdì 25 eSabato 26 Maggio

Roma, Forte Fanfulla, ore 21.30

Tessera ARCI obbligatoria

La rivincita del calzino spaiato: pensieri di una mamma post-moderna

Di: Francesca Sanzo

Regia: Alessandra Frabetti

Con: Anita Giovannini, Alessandra Frabetti

info e programma completo:

www.offrome.comwww.parabolefraisanpietrini.blogspot.com

OffRome

info@offrome.com

Mobile: +39.339.8142317

Venerdì e sabato al Teatro San Salvatore, Bologna

Torna lo spettacolo tratto da questo blog.

Per chi non ne sapesse niente può leggere la trama e guardare i video alla pagina dedicata: La rivincita del calzino spaiato: pensieri di una mamma post moderna

Quando

venerdì 2 marzo 2012 – ore 21.30, sabato 3 marzo 2012 – ore 21.30

Dove

Bologna, Teatro San Salvatore

via del Volto Santo 1 (mappa)

Prenotazioni

Prenotazione: 334.3440177 – teatrosansalvatore@libero. it
Ingresso: 13 €

 



Torna La rivincita del calzino spaiato: vi va di raccontarmi il vostro calzino?


Chi mi legge da molto tempo lo sa: da qualche anno è in giro lo spettacolo teatrale tratto da alcuni post di questo blog.

Si chiama La rivincita del calzino spaiato  e riunisce una serie di post – riadattati per il teatro –  in cui racconto alcuni aneddoti, in particolare dei primi anni in cui ero mamma e mi sentivo tanto, tanto inadeguata e fuori posto.

E’ uno spettacolo divertente e che vuole essere liberatorio. Alessandra Frabetti che ne è regista e Anita Giovannini che recita sono talmente brave che sono riuscite a conferire al testo uno spessore inaspettato anche per me.

La stagione 2012

Lo spettacolo per la terza stagione consecutiva è a Bologna.

Il 2 e 3 marzo 2012 sarà al Teatro San Salvatore

via del Volto Santo 1, Bologna

ore 21.30

E’ possibile e consigliato prenotare per poterlo vedere ai numeri:  334/3440177 e  339/8780700

Biglietto: 12 €    

In occasione dell’inizio della nuova stagione, che passerà da Noceto (Parma) il 10 marzo 2012 e  Roma ho deciso di coinvolgervi in un racconto condiviso.

In molti infatti vengono allo spettacolo chiedendosi perché non c’è nemmeno un calzino nel testo.

Io a tutti rispondo che quella del calzino spaiato è una mia metafora per sottolineare che non importa essere sempre perfetti o super adeguati per fare bene le cose e che spesso fare parallelismi con gli altri ci costringe a rimanere fermi, impalati nel nostro angolino perché non ci sentiamo all’altezza.

Mentre per ognuno il metro dovrebbe essere un po’ diverso.

Lo storytelling del calzino: raccontami il tuo spaiato

Lancio quindi agli amanti della scrittura una proposta: inviatemi un testo di massimo 800 battute in cui raccontate “quella volta che è andata bene proprio perché non era tutto perfetto”.

Non devono esserci per forza di mezzo figli, non deve essere solo una cosa di donne. Inviatemi un breve racconto [il tuo storytelling spaiato] legato alla vostra esperienza in casa, al lavoro, con gli amici, in vacanza. Dove volete. Se volete potete allegare anche una foto o un’illustrazione.

Naturalmente sarà apprezzatissima la scelta ironica e/o comica, ma non è normativa. Mi piacerebbe comporre un puzzle di calzini spaiati, che se siamo in tanti, ci sentiamo meno soli.

Da qui al 2 marzo (giorno dell’anteprima bolognese) pubblicherò 2 “calzini spaiati” alla settimana e  fino a fine marzo uno a settimana.

Scrivetemi i vostri calzini a panzallaria73@gmail.com.

Per gli amanti della concisione e di twitter è possibile partecipare anche lì, usando l’hashtag #calzinospaiato e rassodando la storia in 140 caratteri.

Se abitate a Bologna, cominciate a prenotarvi per una delle 2 serate dello spettacolo, e se potete, aiutatemi a fare passaparola.

E’ uno spettacolo autoprodotto, non abbiamo sponsor ne’ partnership di alcun genere, per ciò qualsiasi aiuto promozionale ci viene dato, non possiamo che esserne grate!

Venite numerosi: stasera e domani

14, 15 aprile 2011

Teatro di San Salvatore

via Volto Santo 1, Bologna

ore 21,15

€ 12,00

La rivincita del calzino spaiato: pensieri di una mamma post moderna.

Tratto dal blog Panzallaria. Scritto da Francesca Sanzo

Con Anita Giovannini e Alessandra Frabetti

Regia: Alessandra Frabetti

Per info e prenotazioni (prenotazione NON obbligatoria): 334/3440177

Vi aspettiamo numerosi, anche se non avete presentato, so che ci sono ancora posti, per ciò ci trovate lì, per farvi passare un’ora in ironia e leggerezza, senza passare per cretine 😉

Le mie scarpette rosse: laboratorio di storytelling a Bologna e nuove date spettacolo del Calzino

Cos’è lo storytelling? Ne avevate mai sentito parlare? Io ho cominciato ad interessarmi dell’argomento recentemente, mi sono poi accorta di praticarlo – inconsapevolmente – proprio grazie a questo blog. E ho capito perché è una disciplina che può essere considerata catartica, curativa, proficua per uscire da momenti faticosi ma anche per avere un po’ di lucidità nella vita. Wikipedia ne parla in questo modo:

Storytelling è una metodologia e disciplina che usando i principi della retorica e della narratologia crea racconti influenzanti in cui vari pubblici possono riconoscersi. Lo storytelling è oggi massicciamente usato dal mondo dell’impresa, dal mondo politico, e da quello economico storytelling management per promuovere e posizionare meglio valori, idee, iniziative, prodotti, consumi.

E se partiamo dal presupposto che anche noi siamo prima di tutto l’idea che veicoliamo di noi stessi, ecco che lo storytelling – fuori dal marketing – è uno strumento prezioso di conoscenza personale e di immagine per noi stessi e di noi stessi che trasmettiamo anche agli altri.

Ho sentito molto parlare di storytelling quando ho conosciuto la mia amica Alice. E visto che ho trovato veramente interessante il suo progetto – lo abbiamo fatto tutte noi del consiglio direttivo di Donne Pensanti quando ce lo ha raccontato – mi fa piacere parlarvi del Laboratorio dedicato alle donne che sta per far partire e che, sono convinta, può essere uno strumento prezioso e un’avventura importante per molte persone. Il Laboratorio si chiama Scarpette rosse (come la fiaba) e questi sono i suoi obiettivi:

Il Laboratorio di Story – Telling è rivolto a Donne di qualsiasi età desiderose di raccontarsi e riscoprirsi in nuove vesti e nuove storie. “C’era una volta una povera orfana che non aveva scarpe. La bimba conservava tutti gli stracci che riusciva a trovare finché un bel giorno riuscì a confezionarsi un paio di scarpette rosse. Erano rozze, ma le piacevano. La facevano sentire ricca nonostante trascorresse, fino a sera inoltrata, le sue giornate a cercare cibo nei boschi….”

Ho chiesto ad Alice di raccontarmelo in maniera informale, di spiegarmi perché ci crede così tanto e di presentarsi per le lettrici (ma anche i lettori) di Panzallaria. Perché il Laboratorio sta per partire, le iscrizioni sono ancora aperte ma è il momento di affrettarsi per poter partecipare a questa bella esperienza che inizierà a Bologna il 19 aprile 2011.

E Alice ha scritto questo guest post per me.

Ho sempre amato le fiabe, le storie, il raccontare storie, forse proprio per questo ho scelto di fare l’attrice. Scarpette Rosse è una fiaba che mi ha sempre colpito, perturbante è il termine che meglio la descrive.

Ricordo che da bambina non capivo il perché di tante punizioni inflitte a una bambina che voleva solo delle belle scarpette…forse perchè ho sempre avuto un debole per le scarpe. Per molti anni l’avevo quasi dimenticata, poi, anni fa, mi capitò di nuovo tra le mani, mentre sfogliavo il libro di Clarissa Pinkola Estès “ Donne che corrono coi lupi”.

Era un periodo buio della vita, e rileggere quella fiaba mi ha tormentato – lo devo ammettere – per non poche notti. E così le scarpette sono finite di nuovo in soffitta. Ma l’immagine della vecchia signora in carrozza continuava a tormentarmi…finalmente mi decisi a leggere “la spiega” della Pinkola…e mi si è aperto un mondo. Le favole vanno a toccare dei nodi inconsci, archetipici e spesso quando le leggiamo o le ascoltiamo, non cogliamo subito i tanti livelli di significati che contengono, ma molte volte questi messaggi fanno capolino dal nostro inconscio nei sogni. Sono ormai diversi anni che lavoro con le fiabe, con i miti, sia nei miei spettacoli sia con i bambini cui insegno teatro e mi sono accorta sempre più del potere che si nasconde dietro un semplice “C’era una volta…” Due anni fa, inoltre, ho conosciuto Francesca – Panzallaria e il suo bellissimo progetto Donne Pensanti.

Ho seguito con curiosità e interesse il lavoro sull’immagine della Donna, del corpo femminile usurpato nelle pubblicità e una notte – saranno state le 2.00 – un pensiero ha fatto capolino dal dormiveglia: Scarpette Rosse. Sono un genio! così ho esordito! Il mio compagno mi ha guardato e ha detto Perchè? Perchè ho avuto un’idea geniale per un laboratorio! Più o meno è così che è nata l’idea di “Le mie Scarpette Rosse!”. Ora ovviamente sapete il perchè del titolo: Scarpette Rosse è stata la fiaba che mi ha rappresentato per molta parte della vita, finchè un bel giorno mi sono detta: Io non ci penso lontanamente a tagliarmi i piedi! Io voglio bene ai miei bei piedini!

Voglio riscriverla questa storia! Voglio un’altro finale per la mia storia. E’ questa la potenza della favola: a volte si annida in un angolino della nostra Anima e lì resta, nel suo cantuccio, poi, quando meno ce lo aspettiamo, fa capolino e ci riporta a noi stesse. C’è, inoltre, un qualcosa che lega le favole al femminile: il racconto. La fiaba, a differenza del testo teatrale, ha radici antiche, si perde nel tempo in cui ci si trovava in cerchio, magari davanti al fuoco ricamando o pelando patate, a raccontarsi le storie, o la sera, quando le storie venivano raccontate non solo ai bambini, ma tutto il clan. Non vi ricorda qualcosa? Magari quelle serate tra amiche, passate a “ciacarèr”, a raccontarsi.

La favola ha la stessa capacità di creare reti, relazioni che hanno le Donne…o forse è il contrario 😉 Purtroppo negli anni le fiabe hanno perso, credo, il loro potere di relazionare, insegnare e sostenere una comunità perchè sono state allontanate dal loro contesto, e per questo, mi spiace, dobbiamo ringraziare Walt Disney! Provate ad andare a leggere la Cenerentola originale dei fratelli Grimm! Altro che fata madrina! Forse da adulti perdiamo di vista alcune cose, ci focalizziamo sul ruolo che la Donna ha all’interno delle storie…eppure a me da bambina del principe non me ne fregava più di tanto, quello che m’interessava era che “I sogno son desideri…” Io non ce l’ho con le fiabe classiche, con Biancaneve, Cenerentola o Raperonzolo, perchè ognuna di queste fiabe rappresenta un percorso dell’Anima. Certo, se noi le guardiamo come una cronistoria, non possiamo che concludere: Ma è scema? Ma se invece guardiamo ai personaggi come a diverse parti di noi stesse?

In questo caso, non abbiamo bisogno di alcun principe che ci venga a salvare: ci salviamo da sole! Di tutte queste e di tante altre cose vorrei parlare in questo Laboratorio, vorrei poter ritrovare, insieme a voi, quella capacità di raccontare storie e di creare vita che ci appartiene da secoli e secoli, ma che, a volte, ci dimentichiamo.

Larga la foglia, stretta la via, dite la vostra che io ho detto la mia.

Mi piace questa cosa della favola che crea reti e posso confermare  che è così: le favole, gli aneddoti, le storie raccontate e che escono da te diventano sfondo e dallo sfondo ti puoi distaccare ironicamente, criticamente, puoi evolvere. Mi succede quando rileggo certi post e anche subito dopo averli scritti.

Mi succede quando vado a teatro a vedere il mio spettacolo “La rivincita del calzino spaiato” che altro non è che un laboratorio di storytelling. Un po’ come quello di Alice. A tal proposito c’è una bella corrispondenza.

Il 14 e 15 aprile 2011 il mio spettacolo torna a Bologna, al Teatro di San Salvatore alle 21.15 (prenotazioni: 334 34 40 177 e 339 87 80 700) e proprio nello stesso posto inizierà qualche giorno dopo il laboratorio di Alice.

Info e Iscrizioni al Laboratorio “Le mie scarpette rosse”

Hecate – Associazione Culturale

hecate@fastwebnet.it

http://associazionehecate.wordpress.com

 

 

 

 

 

Grazie

La rivincita del calzino spaiato - foto di scena

Grazie a quelli che c’erano, a quelli che ridevano, a quelli che si complimentavano, a quelli che mi hanno salutata, a quelli che mi hanno sopportata. Grazie soprattutto a Anita Giovannini e Alessandra Frabetti che hanno messo mirabilmente in scena il mio testo, che hanno saputo dare profondità teatrale alle mie parole.

Un grazie speciale al LETTINO da CAMPEGGIO, protagonista di una parte dello spettacolo, che – per non tradire il suo personaggio – ci ha fatto saraccare come scaricatori di porto prima dell’inizio dello spettacolo, sabato. Tino e la sottoscritta stavano per avere l’ennesima crisi di nervi provocata dalla frustrazione di essere battuti sul terreno da quel malefico aggeggio.

A me il trucco ha cominciato a colare (insieme al moccolo, che mi sono ammalata, nel frattempo!) e avevo le scalmane come se fossi in menopausa.

Ma alla fine, proprio sul fil di rasoio, abbiamo avuto la meglio e lui si è messo in posizione, pronto per entrare in scena così come avrebbe dovuto.

400 spettatori circa hanno visto La rivincita del calzino spaiato, in questi 3 giorni e una parte erano lettori di questo blog, amici, persone che non vedevo anche da tempo.

Grazie al Teatro San Salvatore di Bologna che ci ha dato spazio, nella nostra città.

L’overdose di socialità mi ha inebetita ma anche infelicita molto anche se oggi forse anche per la troppa movida, mi ritrovo umida e sfranta come il moccio, prima di essere strizzato.

#Bologna #eventi dal 25 al 27 febbraio 2011

Visioni italiane - Cineteca di Bologna

I casi della vita.

Capita che in questo fine settimana in cui arriverà nella mia città lo spettacolo che ho scritto e che Alessandra Frabetti e Anita Giovannini mettono in scena magistralmente, ci sia anche l’anteprima del film di un caro amico (che per altro si è pure occupato di montare il trailer del Calzino Spaiato).

Old Cinema – Bologna Melodrama è il film di Davide Rizzo che verrà presentato al cinema Lumiere sabato alle 16.45 nell’ambito della rassegna di film indipendenti “Visioni italiane“.

Com’erano i cinema  bolognesi? Chi frequentava le tante sale ormai dismesse e in decadenza?

OLD CINEMA – BOLOGNA MELODRAMA (Italia/2010) di Davide Rizzo (60′)

Un film sul legame che intercorre tuttora tra l’arte cinematografica e la comunità più anziana della città, testimone degli eventi più importanti del XX secolo. Oggi i racconti di tanti ragazzi di allora ci riportano a quell’epoca in cui il cinema entrava nelle città italiane. La storia di Bologna dal dopoguerra ad oggi è fatta anche della storia delle sue sale.

E quindi ecco le due SEGNALAZIONI per questo fine settimana (che per me sarà veramente ricchissimo di eventi come da quando non avevo 20 anni!):

dal 25 al 27 febbraio 2011

La rivincita del calzino spaiato

scritto da Francesca Sanzo

con Anita Giovannini, Alessandra Frabetti

regia di Alessandra Frabetti

Teatro San Salvatore Via Volto Santo, 1 Bologna

ven,sab: ore 21.15, domenica ore 16.30

Prenotazione: 334.3440177 – teatrosansalvatore@libero.it

Ingresso: 12 euro

e

26 febbraio 2011

Anteprima di OLD CINEMA – BOLOGNA MELODRAMA (Italia/2010) di Davide Rizzo (60′)

ore 16.45, Cineteca di Bologna

In onore di Davide – persona deliziosa e ottimo regista – vi saluto rilanciando un post scritto ormai 4 anni   fa e dedicato al Cinema Apollo, al posto del quale oggi sorge un supermercato.

E incrocio le dita per tutti noi, perché sia un fine settimana bellissimo e in cui possiamo stare bene. Che già avere il lusso di poter presentare un proprio lavoro alle persone è una di quelle fortune che non capitano tutti i giorni…

Prati, pratesi, gite e microteatro

E’ stato un fine settimana bellissimo. Venerdì abbiamo caricato la frollina in auto, all’uscita da scuola e siamo partiti alle volte della Toscana, destinazione casa degli zii.

La frollina sembrava una radiolina accesa: non ha smesso di parlare fin quando non abbiamo spento il motore. Era allegra, canterina, piena di verve. Si inventava canzoni tipo “Il pulcino puzzone” e “Mamma ho la cacca” evidentemente in piena ansia da prestazione sanremese.

Io ero contenta e emozionata: quella sera a Prato ci sarebbe stata l’anteprima della Rivincita del calzino spaiato e speravo davvero che andasse tutto bene. Lo spettacolo rappresentava anche “la scusa” per la nostra fuga dalla città.

Gli zii ci hanno coccolato e Frollina ha trovato subito di che divertirsi, con tutti intorno a vezzeggiarla. Si è mangiata una bistecca altra 20 centimetri e dopo cena ha aiutato lo zio ad accendere il camino, scoprendosi una fochista nata.

Ora le è presa questa fissa che lei ed io dobbiamo scrivere un libro di favole della strega Rantolina: fa i disegni e accanto io devo metterci le parole.

Sto diventando una produttrice industriale di favole. Lei, come ogni buon bambino, mi fornisce il canovaccio, che deve sempre essere identico a se stesso, io con gli ingredienti ci devo tirare fuori qualcosa che sia meno trito del pesto e avvincente come una soap opera.

Siamo perfino riuscite a inserire nella storia un “Berlusconi” a cui la frollina ha rubato i tacchi, dopo che era stato “defenestrato” dal mondo da Pegasa, la sua cavalla magica, e zampettava a gambe all’aria, con la testa incastrata in un cratere lunare!.

Frollina imita la statua

Sabato era una giornata bellissima e ce ne siamo andati in giro con gli zii che non vedevamo da tempo.

Si è camminato così tanto che alla fine pensavo che la bambina sarebbe morta, mentre in realtà quella che boccheggiava ero io.

Tra la sindrome premestruale e l’emozione da spettacolo, ero talmente nervosa che – pur essendoci 20 gradi – rincorrevo Frollina perché indossasse la cuffia di lana “che se poi MI piglia freddo…”. Ho fatto venire l’orchite perfino a me stessa!.

Quando Anita Giovannini (la protagonista del Calzino) mi ha mandato un sms per dirmi che venerdì sera lo spettacolo era stato un grande successo, mi è salito un pizzicorino che non vedevo l’ora di essere a Prato!

Siamo andati gli zii ed io, mentre Tino è rimasto con la piccola Duracell a casa loro. Anita e Alessandra erano carichissime e io fibrillavo, nella speranza di vedere arrivare un po’ di gente.

Qualche minuto prima dell'inizio...

C’era qualche faccia amica, come quella di Nathan e la Francese che hanno scritto della nostra esperienza di “microteatroqui e una lettrice di Panz che speravo di conoscere da tempo. C’erano molte facce sconosciute – benissimo! – e alla fine il microteatrino era pieno.

Il Direttore era contento e ha fatto grandi complimenti al nostro spettacolo, autoprodotto e in cui crediamo molto. Qualcuno non ci credeva che la maggior parte degli elementi di scena sono realmente miei, che il lettino da campeggio, le forbicine da unghie, la spazzola, sono tutti oggetti che usavo realmente, quando frollina era piccola.

Perfino il vestito che indossa Anita è quello che mettevo quando ero gravida ;-).

Dopo lo spettacolo – con risate e applausi – siamo stati a mangiare insieme al direttore di teatro. Ho bevuto, riso, scherzato: una serata davvero GGIOVANE, tanto che ho accusato, e non poco, la nanna alle 3.20 del mattino 😉

Tra giri in mezzo alle campagne toscane,  sonnecchiosi pisolini sul divano e passeggiate in coppia con Tino, mentre la frollina giocava alla nipote ideale, il mio cervello ha staccato un bel po’, pronto ad affrontare una settimana intensa, da tanti punti di vista.

E per bene iniziare vi segnalo le prossime date del Calzino, invitandovi a prenotare se volete venire a Bologna e l’iniziativa legata all’8 marzo che con Donne Pensanti abbiamo organizzato in sinergia con Poetry Attack.

Gli attacchi poetici per fare la rivoluzione culturale!