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Scrivere e creare grazie ai tarocchi e alle carte creative

Dopo 2 libri autobiografici e uno sul narrarsi online, 12 anni di blog in cui faccio personal storytelling e una montagna di post nomadi sui social media, ho deciso di trasformare quello ho imparato in un workshop e corso di scrittura autobiografica, per chi ha voglia di imparare a scrivere di sé per farsi leggere. La prima stagione, iniziata a ottobre scorso, l’ho dedicata alla scrittura narrativa a mano, alla struttura del racconto e il corso avanzato ha esplorato i racconti in condominio ma da un po’ coltivo un’idea che nasce da un’antica passione per i tarocchiContinua a leggere

Quando scrivi un racconto, hai sempre un messaggio

Tutte le storie contengono un messaggio, quasi fossero un biscotto della fortuna.

Ieri sera è partito il corso monografico di scrittura autobiografica, scrivere un racconto autobiografico che quest’anno ha come tema le Storie autobiografiche in condominio. 

Bello tornare in quel posto piccolo e accogliente che è la bottega Risalto, nel centro di Bologna, in mezzo agli oggetti creati dall’ingegno delle artigiane che fanno parte dell’associazione. Bello incontrare di nuovo alcune delle persone che hanno partecipato alle 3 edizioni del corso di scrittura autobiografica a mano di base e che – ancora una volta – hanno scelto di giocare con le storie, di scegliere parole, di leggere e di scrivere insieme.  Continua a leggere

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La teoria delle parole piene: un augurio per il 2017

L’augurio che faccio a me stessa, ma anche a te, per il 2017, è quello di sforzarmi di usare parole piene, parole che hanno significato e sono mie (e non di altri) e di lavorare su quelle vuote per cambiarle. Voglio accettare sempre il fatto che potrei non essere capita e il contesto in cui mi muovo. 2017 è un numero primo: un ottimo nuovo inizio per esercitarsi a migliorare!

Adesso ti racconto come è nata la mia teoria delle parole piene e come voglio applicarla. Continua a leggere

Mind decluttering: per uscire dalla sedentarietà e creare

Ho imparato che questi sono i mesi per svuotare e mettere in ordine la mente, anche grazie al movimento. Contro la sedentarietà fisica e mentale allora, un video corso su Work Wide Women della serie “Mut-Azioni”. Qui ti spiego perché!

Sedentarietà fisica e mentale

In estate il cervello è affaticato e l’obiettivo sembra essere solo quello delle vacanze: ho fatto così per anni, costringendomi alla sedentarietà mentale e fisica, anche nella mia vita di freelance. Continua a leggere

Il personal branding ha bisogno di scrittura autobiografica

Personal Branding

Luigi Centenaro, che lo ha portato in Italia, definisce il personal branding così:

Fare Personal Branding significa utilizzare le tecniche del Branding per le persone. In termini concreti significa impostare una strategia per individuare o definire i nostri punti di forza e comunicare in maniera efficace cosa sappiamo fare, come lo sappiamo fare e perché gli altri dovrebbero sceglierci.

Il web ha consentito a molti professionisti di praticarlo e di ottenere risultati efficaci per il proprio lavoro, trovando un posizionamento e un’autorevolezza di settore che ne ha rafforzato il mercato.

Dal Branding al Personal Storytelling

Io ho scelto di praticare il mio personal branding attraverso quello che in Narrarsi online chiamo personal storytelling.

Ho scelto il blog e i social media, ho scelto la scrittura per comunicare. Continua a leggere

Scrivere testi efficaci per promuovere la tua attività

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Oggi voglio raccontare una storia che ha a che fare con il matrimonio possibile tra scrittura creativa, scrivere online e web marketing: attività che devono sostenersi a vicenda. In questo post avevo dato qualche consiglio per trovare il tuo stile di scrittura  online, oggi mi concentro sulla struttura di un articolo perché sia cliccato e letto e su come scegliere le parole per scrivere un contenuto che funzioni.

Ieri sono stata da una cliente per la quale ho progettato un percorso di digital coaching  e che gestisce un’attività legata al benessere della persona: la sua idea nasce da un sogno, quello di aiutare le donne a sentirsi bene nel proprio corpo e quindi di favorirne la bellezza esteriore, ma solo quando davvero connessa con la consapevolezza interiore.

Mi ha chiesto di aiutarla a comunicare questo messaggio online, perché si è resa conto che finora si è concentrata su campagne di web marketing (invio di newsletter con promozioni, segnalazione sui social media e post sul proprio blog) ma sente che non rappresentano davvero il core business della sua attività. Continua a leggere

6 consigli per trovare il tuo stile di scrittura online

Quando scriviamo mettiamo dentro alla pagina qualcosa di noi: è importante ricordarlo sempre perché è proprio questa la variabile che fa di un contenuto, un contenuto efficace.

Nel nostro lavoro e nella narrazione che ne facciamo c’è la nostra storia, quello che siamo oggi, quello che eravamo ieri. Dentro alle pagine ci sono errori, successi, obiettivi, dentro alle pagine c’è il nostro stile, il nostro carattere, quello che ha reso la nostra esperienza un’esperienza unica. Continua a leggere

Di corsa. Scrivo.

E’ più di un mese che non scrivo. La buona notizia (almeno per me) è che non sono morta 😉

Sono andata via con Frollina. Al mare in camper. Poi ho scritto. Non sul blog.

Cioè, da un po’ avevo questa idea di mettere nero su bianco tutto quello che mi è accaduto negli ultimi mesi, la mia muta, come sono riuscita a perdere 38 chili (ebbene si, sono arrivata a quota 38, oggi peso 64 chili 😉 e di farlo con lo scopo di preparare un mini libercolo che non è un manuale, non è nemmeno un romanzo, ma ci assomiglia. La mia storia. La storia di come sono ingrassata e come sono dimagrita.

Ne è venuta fuori una prima bozza: 70 pagine da rivedere, correggere, aggiustare. 70 pagine che sono maturate in me in tutti questi mesi. Obiettivo? Lavorare di cesello, sistemare e poi provare a mandarlo a qualche casa editrice. Proverò prima con quelle che pubblicano libri di carta, che per una volta (e non solo per lavoro), vorrei uscire dal digitale. Poi se dopo averlo mandato in giro, fatto leggere, non piacerà a nessuno, bon, almeno ci ho provato.

Sono molto contenta, intanto, di avere fatto quello che volevo fare, ovvero scrivere. Che ne avevo urgenza.

Per il resto, quest’estate è molto diversa dalle ultime: prima di tutto perché il mio umore è molto migliore. Sono sempre stata soggetta ad attacchi di depressione in estate. Piccole cose, ma ho avuto giornate pesanti gli anni passati.

Questo 2014 sta andando decisamente meglio. Un po’ c’entra il sentirmi bene nel mio corpo, un po’ c’entra il camper che ci porta (e porterà) in giro, un po’ c’entra la muta – in generale, l’ufficio, una nuova lucidità professionale, tanti rami secchi che sono stati definitivamente tagliati.

Poi vedo un sacco di movimenti positivi tra le persone a cui voglio bene: piccole e grandi scelte, momenti decisivi. E in questo generale clima, mi sento molto fiduciosa e positiva.

C’entra anche la corsa. Correre è diventato il mio esercizio di igiene mentale. Non riesco più a farne a meno. Devo andare a correre almeno 3 volte alla settimana e non perché pensi che senza non potrei rimanere in forma fisicamente, ma soprattutto perché mi fa stare bene mentalmente. Cioé, correre mette in sesto il mio corpo e un corpo in sesto sostiene meglio una mente equilibrata.

Si corre per un sacco di motivi o per nessuno. Si corre pensando a un sacco di cose. O a nessuna. Io corro per la mia igiene mentale.

Corro preferibilmente al mattino, ma ci sono giorni, come ieri, che vado alla sera. E alla sera, per esempio, faccio tanta più fatica. A volte – come ieri – mi viene male alla milza, a un certo punto. Mi sembra di non riuscire a muovere un passo in più. E inizia la lotta per superare i miei limiti. Se sento qualche dolore (e capisco che non si tratta di qualcosa che mi obbliga a smettere), rallento ulteriormente il passo (da lumaca a pile passo allo stadio lumaca a vapore), cerco di sciogliere i muscoli del corpo e di coordinare al massimo la mia respirazione. Superare qualche piccolo limite ad ogni allenamento è il mio personale modo di mettermi alla prova, di valutare le mie forze e affrontare la PAURA, che nella vita mi ha sempre costretta con i piombi ai piedi, molto più di quanto avrei voluto.

Mentre corro, non sempre penso a qualcosa in particolare. I pensieri arrivano da soli, senza essere chiamati. Certe volte mi vengono in mente scampoli del mio passato (anche remoto), persone che non vedo da anni, di cui non so più nulla. Ci sono allenamenti che scrivo intere pagine di questo blog, nella mente. E lettere. E illuminazioni. E nuove idee per il lavoro.

Mentre corro è tutto molto intenso: la luce che mi colpisce la faccia, le lacrime di sudore che scendono lungo il collo, il mio respiro, i miei muscoli, i piedi, la strada come cambia.

Mentre corro mi ricavo uno spazio tutto per me. Ci sono momenti in cui l’unico pensiero è seguire il mio ritmo, aumentare intensità, aumentare distanza, aumentare durata e ci sono momenti che corro per svuotarmi di tutte le tossine e tornare nuova come un neonato.

Sto imparando molte cose di me, a correre. E queste cose non riguardano solo la corsa, ma la vita in generale, come la affronto. In fondo quando corri compi un percorso, un piccolo percorso lungo quello che è iniziato quando sei nata.

E quindi è interessante, per me, osservare il mio approccio all’allenamento, alla strada.

Ho corso anche in vacanza, ritagliando un po’ di tempo a Frollina.

Ed è stato bello sentire l’odore del mare così vicino, guardare l’azzurro mentre macinavo un chilometro in più, sentire l’endorfina spandersi per ogni parte del mio corpo, con quella scarica di gioia, di intenso entusiasmo che mi accompagna quando corro e sto bene.

Tra un po’ si riparte: tutti e tre insieme. Andremo a zonzo con il camper. Spero di fare molti bagni, di incontrare molte persone, di scoprire molte nuove cose.

E di correggere il mio libro.

Poi si vedrà. La vita è piena di occasioni e io ora so che voglio cercare di cogliere al meglio le mie.

Buona estate!

Lavorare con l’IPad: si può?

Lavorare con l’IPad: quando non si possiede un buon portatile come la sottoscritta, in certi momenti diventa un’esigenza. Io che di mestiere devo scrivere molto, sia per la mia attività di contenuti che di progettazione, ho perfezionato al massimo l’uso del tablet perché possa venire incontro alle mie esigenze. Pesa poco, sta in qualsiasi borsa (anche nel mio microzainetto) e me lo posso portare ovunque.

Ecco come.

Prima di tutto mi sono procurata una tastiera Bluetooth acquistata su Internet. Si chiama Mobile Bluetooth Kayboard for IPad 2 e attualmente su Amazon costa 38 Euro.

La mia è una tastiera americana per cui i caratteri speciali non corrispondono sempre ai caratteri digitati, ma poco male perché sono una scribacchina compulsiva e conosco la posizione a memoria.

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La tastiera funziona anche da Case e può essere una valida aiutante per il trasporto e protezione dell’IPad.

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Si monta con facilità e occupa pochissimo spazio:

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Il mio IPad non ha connessione 3G e così ho preso un router che mi costa 10 Euro al mese ma che trovo molto più utile perché permette la connessione simultanea (tramite wifi) di ben 8 dispositivi. Quando siamo insieme lo usiamo contemporaneamente sia io che il mio compagno.

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Ed ecco quali sono le APP che utilizzo per scrivere, gestire i miei blog e per recuperare e indicizzare fonti che mi sono utili.

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Pages e KeyNote mi servono per scrivere (anche quando non sono collegata alla Rete) e hanno il vantaggio di poter salvare i documenti in formato standard.

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In linea di massima per scrivere e gestire documenti (anche report di riunioni e fogli di calcolo) utilizzo Google Drive (la suite di Google) in modo da avere sempre il materiale allineato su tutti i dispositivi che utilizzo.

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Per censire fonti tematiche (un pezzo importante del mio lavoro di pianificazione editoriale) uso FlipBoard per monitorare la Rete: questa App compone una rivista personalizzata in base alle chiavi di ricerca immesse. I contenuti sono prelevati dal web oppure da Twitter o altri Social Media.

Tutto ciò che non ho il tempo di leggere immediatamente o che voglio tenere perché potrà servirmi per scrivere articoli in futuro o per ricerche approfondite, viene salvato su Instapaper e Evernote: entrambi molto validi e che utilizzo in maniera specifica.

Per poter gestire i canali social, uso le APP di ogni singolo social network. Con quella di Twitter mi trovo davvero molto bene, anche perché permette la gestione multiaccount contemporanea, con notifiche push. Quella di Facebook, lo sanno anche i bambini, è un po’ più faticosa e ogni tanto, per operazioni specifiche, apro il browser e mi connetto direttamente al sito.

Con l’Ipad in certe situazioni tendo a concentrarmi di più, perché paradossalmente, incentiva il monotasking. Non è possibile avere contemporaneamente aperte più finestre e la fatica di chiudere una APP per aprirne un’altra mentre lavoro disincentiva il passaggio, tenendomi più a lungo “sul pezzo”.

L’IPad (o qualsiasi Tablet) non è un sostituto di un buon portatile, ma in mancanza di altro, personalizzandone l’uso e procurandosi una tastiera, permette comunque di lavorare con una certa efficenza.

In questi giorni che sono spesso in giro e non devo lavorare 8 ore al giorno, ecco cosa mi porto dietro: IPad, tastiera, router mini, carica batteria per questi 3 oggetti e molta voglia di leggerezza!

Spero di avere condiviso informazioni utili per quanti fanno un lavoro simile al mio e come me, hanno a disposizione un tablet.

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