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Perché correre fa bene alla mia creatività

L’arte di correre è un libro di Haruki Murakami, scrittore giapponese affermato (e che io amo molto) in cui racconta il legame tra la sua dimensione creativa e la corsa. L’ho letto quando ancora camminavo e ci ho ritrovato molto di quello che poi accenno anche nel mio libro: fare sport ha a che fare con “l’immergersi in sé stessi” per tirare fuori qualcosa di nuovo, inaspettato, utile, generativo, ovvero ha a che fare con la creatività.

La corsa, in questo anno e mezzo che la pratico regolarmente, è diventata per me una dimensione fondamentale: oggi non potrei farne più a meno e soprattutto non potrei più fare a meno della combinazione “nuoto + corsa”.  Continua a leggere

Hai letto 102 chili sull’anima? Lascia la tua recensione

Ti è piaciuto il mio libro 102 chili sull’anima, la storia di una donna e della sua muta per uscire dall’obesità?

Non ti è paciuto?

Hai voglia di raccontarmi perché e cosa ti ha colpito?

Fallo usando i commenti a questo post!

Sono pubblici.

Dal 2002 a oggi: come si è evoluto il mio personal storytelling online?

La settimana scorsa sono stata ospite al corso di Comunicazione web di Francesco De Nobili all’Università di Bologna [Lettere e Filosofia] e ho portato la mia testimonianza su come è evoluto il mio modo di narrarmi online da quando ho iniziato a usare attivamente il web.

Ho raccontato anche di come – durante gli anni di formazione (mi sono laureata in Lettere e Filosofia anche io) – ho scoperto Internet e dei motivi che me ne hanno fatto innamorare. Continua a leggere

9 mesi dopo avere perso 40 chili: cos’è cambiato?

Sono passati 9 mesi da quando ho finito la mia dieta.

Era maggio e avevo perso 30 chili. La nutrizionista mi ha dato il piano di mantenimento e ci siamo salutate. Da allora fino a settembre ho perso altri 10 chili.

Che cosa è successo in questi mesi? In che modo la dieta e la mia muta hanno cambiato RADICALMENTE la mia vita?

IL PESO

Innanzitutto mi preme dire che per il momento il mio peso è stabile da settembre: oscillo tra i 60 e i 61 chili a seconda del mio stato fisico, dello stress e del momento della giornata.

Ho toccato anche i 59 chili, ma evidentemente il mio corpo per il momento vuole stare a 60 perché quando è successo mi sono sentita debole e ho avuto bisogno di mangiare un po’ di più per tornare a 60 chili. Sono alta 1,68 cm perciò, secondo le tabelle, potrei anche pesare 58 chili ma faccio anche molto sport ed evidentemente il peso giusto per me è proprio questo.

LO STILE DI VITA

Mangio in maniera equilibrata (né troppo, né troppo poco) e – salvo eccezioni – faccio a meno dei latticini e la pasta la mangio solo durante pranzi di famiglia o quando esco. Da circa un mese ho deciso di diventare una “vegetariana liberale”: mangio la carne solo se vado a cena da altri. Durante la settimana integro le proteine con una maggiore varietà di legumi e ho introdotto il seitan.

Faccio sport in maniera costante ma tutto sommato moderata: 2 ore di nuoto a settimana (mi sono iscritta a un corso per avere un appuntamento fisso e un allenatore che mi segua) e 1/2 ore di corsa disperse nel resto dei 7 giorni. Per chi mi legge per la prima volta mi preme chiarire che sono arrivata a questa tabella di allenamento non all’improvviso ma nel corso di un anno, in maniera graduale, partendo da camminate di mezz’ora, tre volte a settimana. Impossibile fare altrimenti, visto che prima gli unici muscoli che usavo attivamente erano quelli delle mandibole 😉 (che poi forse non sono nemmeno muscoli).

Cammino tutte le volte che ci riesco e i miei spostamenti sono o a piedi o in bicicletta.

LA MUTA RADICALE

La mia vita non è più la stessa. Non credo di riuscire a dire in un unico post su quanti fronti questa esperienza mi abbia modificata. Proverò a iniziare ma spero di trovare le parole. Innanzitutto ci ho messo un po’ ad abituarmi al mio nuovo corpo. Ho perso il 40% del mio peso corporeo e ancora oggi, quando mi osservo nuda allo specchio, ci sono momenti in cui faccio fatica a riconoscermi. E’ stata dura per me e lo è stato anche per gli altri: per alcuni mesi ho dovuto ripresentarmi a chiunque incontrassi, persino mia zia ha stentato a riconoscermi. In famiglia è subentrata una nuova percezione della sottoscritta: mia figlia e Tino hanno cominciato a vedermi andare a correre, in piscina e fare attenzione al cibo. E’ stato graduale, ma non significa che abbia cambiato alcuni equilibri nella relazione. Chi conosco oggi e non sa del mio percorso (ed è una gioia essere una persona “nuova”) se ci si trova a parlare di sport, mi fa capire che mi percepisce come una persona molto in forma e molto energica e forte.

Frollina l’altro giorno, in un tema in cui parlava anche di me ha scritto: “Mia mamma è molto forte e corre veloce”. Mi ha commosso molto questo suo nuovo sguardo sulla sottoscritta.

Ma la muta, quella vera, è avvenuta nella mia testa e non riguarda solo le relazioni personali ma anche il mio approccio al mondo e al lavoro.

Sono centrata, che per me significa che ho capito finalmente qual è il mio posto nel mondo, dove voglio arrivare e cosa posso dare, in quale ambito. Ho allontanato le persone tossiche della mia vita e non credo che sia un caso se non mi capiti più di incontrarle. Tengo a distanza anche chi vorrebbe succhiarmi energie: chiamatela cattiveria o cinismo, per me è pura sopravvivenza e mancanza di tempo da perdere. Chi ha un po’ di visibilità nel suo piccolo ambito, anche se è l’ombelico del mondo, attrae su di sé energie positive ma anche un sacco di “zecche”: io prima non sapevo riconoscerle e mi sono fatta succhiare il sangue, ora le naso e le tengo a distanza.

Serenamente.

Durante il 2014 sono stata totalmente concentrata sulla dieta e sulla muta e ho perso un po’ di vista il lavoro, i miei obiettivi e dove voglio arrivare. A settembre mi sono resa conto che dovevo riprendere in mano la situazione e l’ho fatto. Malgrado il panico (una lavoratrice autonoma come me guadagna se produce, se no non ha uno stipendio) mi sono messa a testa bassa. L’ho fatto partendo da una consapevolezza: “Se sono stata in grado di perdere 42 chili, sarò in grado di focalizzarmi sul lavoro!”.

Ho scritto un libro (e l’ho fatto prevalentemente di notte) in cui ho messo dentro quello che ho imparato in tanti anni come professionista e poi ho ridefinito i miei obiettivi professionali e ho tentato di comunicarli in maniera efficace.

Perché?

Perché prima non ero convinta di valere e questa mancanza di convinzione, questa paura di essere inadeguata al mio ruolo, mi faceva anche essere poco convincente con gli altri. Non me ne rendevo conto, scambiavo la mia insicurezza per modestia e così non arrivavo davvero da nessuna parte. Ho tante frecce (professionali) al mio arco, ma le sparavo a caso.

Ho preso carta, penna e testa e mi sono messa a scrivere parole, a pensare a dove voglio arrivare da qui ai prossimi 5 anni. SENZA PAURA. Ho tagliato tutte quelle parti del mio lavoro che producono troppi sforzi e raggiungono pochi risultati (in termini anche economici) e ho puntato solo su alcune cose, che sono il VALORE PERCEPITO dagli altri rispetto alle mie competenze e ho fatto in modo che questo valore andasse a braccetto con i REALI BISOGNI e dunque con la possibilità di compiere investimenti da parte delle AZIENDE.

Ho anche messo nero su bianco gli elementi di debolezza da migliorare e ho investito tempo e soldi per iscrivermi a corsi di formazione per farlo.

Dopo avere usato molti fogli, avere fatto molte mappe mentali, ho preso il mio portatile e ho costruito un piano (forse è un vero e proprio business plan, ma io preferisco chiamarlo “il mio piano”). Ho anche fatto una lista delle competenze su cui voglio investire e le ho trasformate in parole chiave. Ho fatto pure un “listino prezzi” chiaro e lineare e – come se io fossi un’azienda – un’ipotesi di guadagni per il 2015 che è il mio obiettivo.

Poi a dicembre è stato pubblicato il libro Narrarsi online: come fare personal storytelling e  – inaspettatamente – ha avuto subito un successo che non avrei mai immaginato. Ma perché non lo avrei mai immaginato? (si torna al paragrafo “insicurezza” che fa rima con “anima nera”). Sono rimasta in apnea per 2 settimane, dopo la pubblicazione, fino a quando i primi commenti positivi non sono cominciati ad arrivare. E quando anche Luisa Carrada (che è un po’ la mia maestra e potrei annoverarla in quello che io chiamo “retroterra culturale” della sottoscritta) mi ha fatto i complimenti con un tweet, dopo avere pensato che forse le avevano hackerato il profilo, ecco io mi sono sentita davvero contenta, ma poi mi sono sentita anche un po’ sciocca: conosco il mio lavoro, mi hanno chiesto di scrivere un libro, dovevo essere più consapevole del fatto che – al di là che si può sempre migliorare – forse non stavo per pubblicare un’enorme cacca puzzolente come invece, in certi momenti, avevo immaginato.

Da una settimana il mio libro è il 1 più venduto in Internet e Industria e studi di settore su Amazon e ovviamente gongolo molto per questo (e ringrazio chi lo ha acquistato!).

Diventerò ricca grazie a questo libro? No. Non l’ho scritto per diventare ricca ma per:

  • contribuire con quello che so ad argomenti che hanno a che fare con il mio lavoro e la mia esperienza di personal storytelling
  • organizzare e riordinare contenuti sparsi che uso quando faccio formazione
  • aumentare la mia autorevolezza riguardo a quello che faccio, ovvero marketing narrativo grazie allo storytelling

Sta funzionando? Alla grande! Il libro + il nuovo sito + la mia testa bassa e la rifocalizzazione degli obiettivi mi stanno consentendo di puntare a poche cose ma ben definite, di dire no a offerte che non sono in focus con la mia strategia di crescita e dire si a proposte interessanti che sono arrivate ANCHE grazie il libro.

Ah e rispetto al tema “Diventerò ricca?” se un tempo vivevo come debolezza il desiderio di alcuni di esserlo, oggi rispondo che IO SPERO DI DIVENTARE RICCA ma non perché voglio costruirmi la piscina ma perché sono BRAVA NEL MIO LAVORO dunque sarebbe il giusto compenso per quello che produco.

Non sono più la stessa di prima e le persone lo vedono. Non mi sento più in colpa se non rispondo alla decina di mail quotidiane che mi arrivano da parte di persone che vorrebbero che gli “regalassi” le mie competenze, per questo falso mito che se una ha un blog e scrive molte cose, ne può regalare ancora di più.

Non sono io.

Quello che metto a disposizione (ed è tantissimo) è qui e sul mio sito professionale, il resto è consulenza e come tale va pagata. Se a qualcuno non va bene, amen, non credo più di dovermi nutrire dell’amore incondizionato di chiunque 😉

Soffro anche meno di ansia, sono molto più futile, mi piace fare shopping e non ho più quella rabbia nei confronti delle cose del mondo che non vanno che avevo prima: so che non posso cambiare tutto e che posso fare poco, ma quel poco lo faccio, volentieri, ogni giorno, nel mio piccolo.

Certe persone forse le ho perse insieme ai 40 chili, ma era fisiologico che capitasse e a 41 anni ho ben capito che insieme agli altri (chiunque) facciamo solo dei pezzi di strada: c’è chi ci sta accanto per più tempo e chi per meno, ma a volte le strade non sono le stesse ed è onesto e affettuoso nei confronti gli uni degli altri rispettare le singole scelte.

Io ora ho la mia strada, condivisa con poche e selezionatissime persone nel privato, con tante e interessanti persone nel pubblico.

E per la prima volta nella vita so qual è quella strada.

Non ho più piombi ai piedi, ho imparato a correre e a essere leggera e sono certa che – malgrado zone dissestate che ci saranno sicuramente – saprò percorrerla.

[foto in anteprima di @Federico Borella]

Tante novità che riguardano me e questo blog

Come qualcuno avrà sicuramente notato, ultimamente su questo blog parlo soprattutto di muta e cambiamento. In questo ultimo anno la mia vita è cambiata radicalmente e ho fatto un percorso che mi ha resa più lucida non solo riguardo al mio stile di vita, a quello che posso fare per cercare di stare bene, ma anche riguardo al mio approccio al mondo e al mio lavoro.

Questo percorso mi ha portata a una visione generale di quello che faccio di quanto sia efficace e di quello che voglio fare specialmente online, gestendo al meglio un legame – per chi fa il mio lavoro indissolubile – tra personale e professionale e tra personale/pubblico e personale/privato.

Negli ultimi mesi ho scritto un libro che riguarda la mia muta, un testo che io definisco autobiografico e per nulla manualistico, che ho spedito a qualche grossa casa editrice per il momento senza nessun esito positivo, ma su cui ho ricevuto molti riscontri interessanti da parte di chi l’ha letto e dunque sul quale rimetterò mano prossimamente con l’obiettivo (e la speranza) di pubblicarlo entro il 2015. Ci tengo e credo che potrebbe essere un buono spunto per quanti abbiano difficoltà ad uscire da una situazione di disagio fisico e mentale legata alla propria vita.

Oltre a questo ho anche scritto un libro per la casa editrice digitale Area 51 Publishing che si chiama Narrarsi online: come fare personal storytelling che è un manuale non tecnico ma di suggerimenti e suggestioni per chi desidera iniziare un percorso consapevole di narrazione online professionale. E’ stato pubblicato il 20 dicembre 2014 e devo dire che sta avendo ottimi riscontri di vendita e critica. Avevo una certa ansia inizialmente, sono sincera: mettere nero su bianco parole che riguardano pratiche professionali non è sempre facile e mette in gioco anche la percezione che si ha di sé, la fiducia nella propria capacità di sapere raccontare ciò che si fa e di saperlo fare in maniera efficace. Se avete voglia di acquistarlo, leggerlo e dirmi cosa ne pensate, ne sarò felicissima. Nell’ultimo capitolo parlo di come ho narrato il mio percorso di muta, partendo proprio da questo blog.

Contemporaneamente alla stesura del libro, come ho raccontato anche in questo post , ho fatto molte riflessioni legate alla mia VISION professionale e agli obiettivi per l’anno che è appena iniziato e ho deciso di spiegare con maggiore chiarezza cosa faccio per aziende e professionisti sul mio sito personale francescasanzo.net che è tutto nuovo sia nell’architettura dei contenuti che nella grafica e nel quale ho inserito le bellissime foto che mi ha scattato Federico Borella (tra cui quella in anteprima qui).

Vi piace?

Ci troverete tante news che riguardano l’uso strategico della narrazione online, dello storytelling, dei social media e della comunicazione e che si rivolgono a aziende, professionisti e famiglie (per quanto riguarda la digital education) e offre la possibilità di rimanere aggiornati sui miei corsi. Se vi interessa avere un report completo di tutte le novità, una volta al mese (o quando parte un corso) invio una newsletter a cui potete iscrivervi per avere informazioni legate a questi temi.

Anche Panzallaria vedrà nei prossimi mesi un decisivo restyling sia grafico che di architettura, con l’obiettivo di diventare un luogo accogliente per tutti quelli che hanno voglia di intraprendere un percorso di cambiamento del proprio stile di vita e di condividere tutti gli aspetti (psicologici, personali, fisici) del mio modo nuovo di volermi bene: si parlerà di stili di vita consapevoli, vita da camper, essere ciclisti in città, dieta intesa come muta, cibo sano, sport (ma nella modalità “for dummies”, ovvero con l’obiettivo di raccontare come tutti noi, anche senza particolari doti fisiche, possiamo fare attività fisica moderata che ci faccia stare bene). Probabilmente ospiterò anche interviste e forse qualche guest post.

La progettazione è in corso quindi non voglio sbilanciarmi troppo 😉

Il punto di vista sarà sempre il mio – ovvero quello di una persona “normale” che a un certo punto della vita ha avuto voglia di cambiare e ha iniziato a farlo – e ci saranno anche post “off topic” dedicati a temi liminari che riguardano la mia vita, ma saranno sempre meno.

Mia figlia Frollina ha compiuto 8 anni e proprio recentemente ha espresso il desiderio che io le chieda sempre il permesso prima di pubblicare foto o aneddoti che la riguardano. Ha ragione, è una persona che cresce ed è più che giusto che scelga in che modo narrarsi online. Nei prossimi mesi cancellerò molte foto sue che sono qui e che sono sui miei profili digitali, credo che sia un gesto importante che posso fare per lei e per la sua libertà di auto espressione. Non ho più nemmeno tanta voglia di raccontare troppe cose che la riguardano pubblicamente (e qui la mia riflessione circa la sostanziale differenza che passa tra personale/pubblico, ovvero cose che ho voglia di scrivere anche se non riguardano strettamente il lavoro o la mia immagine online e personale/privato, ovvero cose che voglio tenere gelosamente per me e per la ristrettissima cerchia delle persone con cui condivido la quotidianità) e dunque questo blog spero verrà presto cancellato dai “troppi” database di spammer professionisti che mi scrivono iniziando con il “Cara mamma blogger” che ho tollerato per pochissimo tempo e ora trovo davvero insopportabile 😉

Forse qualcuno si sentirà un po’ spaesato prossimamente per i cambiamenti che vedrà qui, d’altronde sono quasi 10 anni che Panzallaria vive e lotta insieme a me, tante cose sono successe e io non sono più la stessa persona di allora, come è giusto che sia. Cambia il blog con me e cambia anche il mio rapporto con il blog. Forse prima questo posto ero io, ora questo posto è mio: differenza sottile ma che segna il passo con quello che sono diventata oggi.

Spero comunque che tutti possiate continuare a sentirvi davvero a vostro agio, anche perché ho in serbo tante novità e mi auguro di dare nuova linfa a questa mia casa digitale: perché – dico la verità – ultimamente l’ho un po’ trascurata per i tanti impegni professionali e per l’esigenza di una quadratura lavorativa che ho faticato molto a trovare.

Vi auguro davvero un meraviglioso 2015: io posso chiedere al destino solo di darmi ancora più lucidità, meno pigrizia e tanta, tanta voglia di imparare. Che imparare è l’unico proposito che ho, anche per quest’anno!

 

 

 

 

Il valore non percepito nell’economia della conoscenza digitale

Sei blogger diciamo da 9 anni.

Non vuole dire niente: aprirsi un blog è molto più facile ed economico che cambiare pettinatura quindi potenzialmente possiamo essere tutti blogger.

Sei blogger diciamo da 9 anni, lavori nel web diciamo da 12 anni, hai una laurea diciamo in Lettere Moderne e un Master diciamo in Comunicazione e Informatica. Continua a leggere

Contribuisci a scrivere un decalogo per l’uso di web e social media in famiglia

Il 7 e 8 maggio 2014, alle 17, sono previsti gli ultimi due incontri del Laboratorio 1 di Generazioni Internet, finalizzato a co-costruire un patto intergenerazionale per l’uso consapevole e efficace di Web attraverso Tablet e Smartphone. Continua a leggere

Dimagrire molto: suggerimenti alimentari e mentali

Intraprendere una dieta quando i chili da perdere sono più di 10, è una scelta impegnativa e che deve essere fatta a 360 gradi.

Io non sono un medico ma oggi voglio raccontarvi come ho proceduto, cosa ho mangiato (non entrerò nello specifico) e come ho gestito un processo che sapevo, sarebbe stato lungo.

  1. Mi sono presa un po’ di tempo per valutare seriamente quello che volevo e mi sono data degli obiettivi interni ma anche molto concreti (da lì a un anno desideravo essere in grado di andare agilmente in giro in bici e a piedi e sfruttare al massimo le potenzialità delle nostre vacanze in camper). Scegliere un obiettivo concreto e anche molto futile, unendolo a tutto quello che stavo elaborando di molto più profondo, complicato e difficile, è stato un modo per rendere la mia decisione fortemente “operativa” e procedere con leggerezza, passo dopo passo. Quando si è obesi è necessario avere questo duplice approccio, a mio avviso, per riuscire ad affrontare al meglio il percorso che ci aspetta.
  2. Ho scelto accuratamente la nutrizionista a cui rivolgermi: mi fidavo perché in passato ero già stata da lei e ha un approccio olistico e non convenzionale che mi piaceva. Ho comunque deciso di “testarla”, mandandole una mail in cui già raccontavo il mio rapporto con il cibo e andando al primo appuntamento da “tabula rasa”. Mi sono trovata subito a mio agio e così ho deciso di proseguire con lei. Si chiama Laura Paesano e riceve a Bologna, in zona Massarenti.
  3. Durante il primo mese di dieta NON ho fatto sgarri: ero molto convinta e sapevo che se avessi sgarrato anche solo una volta, mi sarei sentita in colpa e avrei rischiato di mollare. Ho preferito non trovarmi in quella situazione. Durante il primo mese NON ho iniziato alcuno sport. Ero molto pesante e non avrebbe avuto senso mettere troppa carne al fuoco (nel vero senso della parola ;-).
  4. Dopo avere perso i primi 5/6 chili ho cominciato a camminare molto. Mi ero data dei micro obiettivi e sapevo che iniziare con uno sport intenso sarebbe stato controproducente, per me che per così tanti anni non mi ero mossa se non con le mandibole.
  5. Non mi sono data obiettivi di peso irraggiungibili. Il primo obiettivo erano 10 chili, che poi sono diventati 20 e successivamente 30. Passo dopo passo. Non ho mai guardato tutta la scala, ma solo il gradino successivo. A testa bassa e concentrata.
  6. Ho scelto di condividere il mio cambiamento perché penso che una cosa, se la racconti, acquista una forma meno spaventosa, perché credo che le mie sensazioni siano comuni a molte persone (e non solo obese) che hanno deciso di mettere in atto un qualsiasi cambiamento di percezione della realtà o di stile di vita.
  7. Sono scesa a patti con la mia anima nera: ognuno di noi ha un lato oscuro, una vocina che fa da cornice alle nostre azioni, ci spinge a essere pigri o semplicemente a compatirci. Darle un nome (la mia si chiama Dexter) è stato FONDAMENTALE per svuotarla di quel peso atavico che ha sempre avuto. Ora, quando mi tenta e mi invoglia a mangiare qualcosa che so mi farà male, io e Dexter ci consultiamo, a volte non le do quello che vuole, a volte si. Questo vuole dire “scendere a patti” 😉
  8. Dopo 6 mesi di allenamento intenso con la camminata e dopo 26 chili, ho cominciato a correre. Piano, piano, in maniera del tutto nuova per me. Corro 3 volte alla settimana, sono partita con un massimo di 10 minuti continuativi per salire con il tempo. NON vado a correre tutti i giorni perché la mia dietologa mi ha detto chiaramente che non servirebbe a nulla, il rischio è solo quello di infiammare l’edema e io non sono Mennea ma una persona che vuole tenersi in forma.  La dietologa mi ha dato una dieta specifica per quando vado a correre, in modo da farlo in maniera totalmente equilibrata.
  9. Fin dal primo giorno della dieta ho tenuto un diario personale e privato, in cui appunto le sensazioni che provo quando penso al cibo, quando ho voglia di mangiare, quando sono triste e quando sono felice. Mi ha aiutata tanto.

Ma cosa mangio?

Mangio di tutto tranne i latticini (abbiamo reintrodotto la ricotta da poco). I carboidrati sono stati un po’ sacrificati e la pasta (rigorosamente di kamut) la mangio solo una volta alla settimana. Ma ci sono i cereali, i legumi, il riso…

Scelgo verdure di stagione, condisco moderatamente e la frutta la mangio solo fuori pasto (privilegiando quella meno zuccherina). Non zucchero più nulla e ho imparato a godermi i sapori delle cose. Dove non serve, non metto sale.

Forse vi aspettavate dati specifici sul mio schema alimentare, ma non sarebbe per nulla serio da parte mia, non solo perché non sono una dietista, ma anche perché la mia dieta è tarata sulle mie esigenze, sulle mie intolleranze e sul mio corpo.

Se si decide di affidarsi a uno specialista (e quando si deve dimagrire molto è – a mio avviso – l’unica strada sensata), sarà lui a dirci cosa ci fa bene e male.

Oggi NON seguo rigorosamente lo schema alimentare: dopo un po’ che fai una dieta impari cosa puoi associare, le quantità a spanne che puoi mangiare e cosa ti fa male. Imparare ad ascoltare il proprio corpo è davvero una delle cose belle che succedono quando ci si comincia a prendere cura di sé.

Durante il giorno bevo un litro e mezzo di acqua Sant’Anna con dentro un limone spremuto. Al mattino, quando mi alzo, la prima cosa che faccio è bere un bicchiere d’acqua con dentro mezzo limone. Il limone disinfetta e tiene in equilibrio intestino e fegato. E’ un ottimo modo per stare bene, a prescindere dal nostro peso.

Quanto peso, come sono dimagrita

Faccio una premessa: fino a poco tempo fa NESSUNO (e dico nessuno, a parte la dietologa) sapeva quanto pesassi. E’ sempre stato un mio tabu, fin da quando ero ragazzina. Credo che invertire anche questo mio meccanismo mentale, che fa parte di un modo disfunzionale di relazionarsi con il cibo e ciò che rappresenta per il mio corpo, sia parte di questa mia muta, quindi sto per scrivere pubblicamente quanto pesavo, quanto peso, eccetera.

L’11 settembre 2013 sono andata alla prima visita dalla dietologa.

Pesavo 102 chili esatti e il mio giro vita era 110 cm.

Oggi peso 73 chili. Ho un giro vita di 88 cm, la mia massa magra è pari al 42% e grazie a una dieta sana e equilibrata, a qualche sgarro e un po’ di movimento fisico, non ho perso massa magra, mi sono aumentati i muscoli e il mio corpo – pur avendo perso tanti chili a 40 anni – è  tonico.

Un giorno, un medico da cui andai per farmi fare una visita dermatologica, dopo che avevo acquistato un coupon online, mi propose l’intervento per mettere un anello nello stomaco perché sosteneva che ormai ero davvero troppo grassa per riuscire a sostenere una dieta e che la mia unica speranza di dimagrire era questo anello.

A lui e a tutte le persone che pensano che a volte il cambiamento è impossibile, ci tengo a dire con il cuore che agire il cambiamento comporta un grandissimo sforzo ma che è il regalo più bello che possiamo fare a noi stessi. Mettere un anello mi avrebbe costretta a uno stile di vita diverso, ma lo avrebbe fatto artificialmente: sono convinta che per persone come me – che non hanno problemi fisici e/o metabolici che gli impediscano di dimagrire, il modo migliore di farlo sia quello che passa attraverso sacrifici, cambiamento, diversa percezione di sé.

Oggi spero di non tornare più quella di prima, di sapermi fermare in tempo, di continuare con il mio circolo virtuoso, fatto di movimento e cibi sani. Oggi spero di dimagrire altri 4-5 chili ma non mi sono data un tempo in cui farlo: per molte persone non ho ancora raggiunto un peso che mi possa definire “magra” e stando alle tabelle, per la mia altezza, dovrei pesare 10 chili di meno. Io però mi piaccio e nei miei 73 chili mi sento una farfallina.

Avevo un piombo attaccato ai piedi che non mi consentiva di volare dove avrei voluto, oggi quel piombo non c’è più, non ho ancora usato per bene le ali, ma sto cercando di imparare.

Perché anche a quarant’anni possiamo imparare ancora delle cose. Perché quando si ha dei figli, io credo, è fondamentale insegnare loro che si può sempre cambiare, che ci si può sempre mettere in discussione e che anche quando si fanno degli errori (di qualsiasi tipo), bisogna essere abbastanza umili da accettarli, farli propri, correggerli.

 

Non ditelo ai grandi che la letteratura per l’infanzia è “irregolare”

Quest’anno ho avuto il piacere di essere nel Team Social della Fiera del libro per ragazzi di Bologna e in particolare ho curato la Settimana del libro e della cultura per ragazzi, un nuovo format per le famiglie che si è affiancato alla fiera – destinata tradizionalmente agli operatori del settore.

L’occasione è stata propizia, dal momento che amo la letteratura per l’infanzia, per raccogliere moltissimi spunti da alcuni ospiti di grande rilievo, intervenuti a #nonditeloaigrandi e che hanno condiviso i loro “ferri del mestiere” e ciò che li ha portati a diventare autori e lettori eccezionali.

Mafalda ha compiuto 50 anni e per l’occasione Concita De Gregorio ha intervistato Vanna Vinci, autrice de La bambina filosofica: insieme hanno tracciato un bellissimo ritratto di questi due personaggi e più in generale hanno colto la specificità dei bambini, quella che li porta a “potere tutto”, a una creatività che spesso si perde con il tempo.

I bambini sono “irregolari” e dobbiamo preservare questa loro irregolarità, coltivarla per fare emergere le loro differenze e specificità creative.

Media Specialist su Twitter: anche Panzallaria in classifica

Stamattina la mia migliore amica mi scrive e mi dice “Potevi dirmelo che sei in classifica!” e io faccio “Ma quale classifica?” E scopro che niente, sono in una classifica, una classifica dei Media Specialist su Twitter.

Onoratissima, perché vengo subito dopo alcuni mostri sacri.

La classifica è qui ed è stata redatta da Data Media Hub  Continua a leggere

Eventi

Scrittura autobiografica nella natura con Vivisostenibile

Per l’11 febbraio 2017, in collaborazione con il team di Destinazione Umana (e dell’associazione Vivisostenibile), ho organizzato il primo workshop di scrittura autobiografica nella natura

È un esperimento, un’idea che coltivo da qualche tempo e che risponde al desiderio di condividere quello che ho imparato io stessa intorno alla creatività e alla scrittura, camminando immersa nella natura. 

Tutte le informazioni sul programma del workshop, iscrizioni e costi le trovate nella pagina di Vivisostenibile

Staremo insieme un’intera giornata, per camminare, leggere, scrivere e condividere la nostra esperienza. Il costo è di 109 € (pranzo compreso) ma se hai voglia di vivere l’avventura fino in fondo, puoi acquistare l’intero pacchetto creative week end tramite Destinazione Umana.  

Info e costi

La pagina del workshop

Prezzo a persona € 109,00 / comprensivo del workshop e del pranzo

Per informazioni e prenotazioni / entro il 31 gennaio 2017

inviare una mail a silvia.bernardi@vivisostenibile.net

 

Francesca Sanzo e Francesca Mazzucato presentano i loro libri a Bologna, insieme

mazzucato-sanzoCi sono persone che quando le incontri ti fulminano. Ci sono scrittori che quando li leggi, ti fulminano. Di solito non si ha la fortuna di essere fulminati da uno scrittore che poi diventa anche “persona” con cui parlare, confrontarti, passare una bella serata o condividere idee e progetti. E non sempre, dopo che hai letto uno scrittore che ti fulmina, poi lo conosci e ti senti affine anche alla persona: delle volte la scrittura tocca corde che non necessariamente hanno a che fare con un’affinità in carne ed ossa. 

Per quanto riguarda Francesca Mazzucato, che leggevo prima di scrivere libri a mia volta e stimavo molto come scrittrice, ecco io ho avuto la fortuna di rimanere fulminata dal suo stile e dai suoi libri, di esserlo altrettanto da lei come persona e di avere voglia di fare un sacco di cose insieme. 

Quindi capirete la GIOIA pura nel sapere che l’11 dicembre 2017 presenteremo INSIEME i nostri ultimi libri: A due passi dalla meta e Il corpo grande (entrambi editi da Giraldi) in un modo speciale, cioè “intervistandoci” a vicenda e chiacchierando insieme. 

Venite ad ascoltarci?

Avverrà tutto nell’ambito della manifestazione “Regali a Palazzo”, in Piazza Nettuno, a Bologna, l’11 dicembre 2016. 

E ci piacerebbe che anche voi portaste le vostre domande e la voglia di confrontarci su un tema che ci sta molto caro: il corpo. 

 

Il 14 gennaio scrittura autobiografica sbarca a Vicenza

Abiti a Vicenza e vuoi metterti in gioco con la scrittura autobiografica a mano per trovare la tua storia, imparare a raccontarla e focalizzarti su quanto comunicarti efficacemente con le parole può migliorare la qualità delle tue giornate? 

Questo è il workshop che fa per te! 

Un’intera giornata dedicata alla scrittura autobiografica a mano con me. 

Per chi?

Persone e/o professionisti che hanno voglia di recuperare un rapporto con il proprio modo di raccontarsi a se stessi e agli altri e che vogliono cogliere l’opportunità di comunicare meglio sia per lavoro che nel personale. I partecipanti al corso devono avere tanta voglia di leggere, mettersi in gioco e lavorare su di sé.

Chi sono? 

Mi chiamo Francesca Sanzo, sono autrice di libri autobiografici, come 102 chili sull’anima (bestseller) e A due passi dalla meta, Giraldi editore e Narrarsi online: come fare personal storytelling, mi occupo di comunicazione web. Insegno alle persone e alle aziende a narrarsi online attraverso blog e social media. Motivo al cambiamento attraverso il movimento e la scrittura. 

La giornata

Il workshop dura dalle 10 alle 18 con la pausa pranzo [libera, ma se vuoi, di solito, si pranza tutti insieme in un bar!] dalle 13 alle 14.

Come sempre, i corsi di scrittura autobiografica si tengono in luoghi intimi, connotati dalla passione e in assenza di computer e slide.

 A Vicenza ci ospita Manuela Zorzi, Psicologa, Counsellor, Formatrice, [psicologia positiva e benessere], nel suo studio in via Pecori Giraldi 60. 

Contenuti

  1. Trovare la storia
  2. Scrivere di sé per se stessi. Scrivere di sé per farsi conoscere e comunicare.
  3. Costruire il plot (sviluppo narrativo).
  4. Riflettere sulle parole (parole piombo/parole finestre).
  5. Fare scrittura autobiografica online.

 Come si svolge? 

Lettura libri, romanzi autobiografici, esercizi in classe e/o a casa, lettura dei propri lavori. Nel corso non entrano slide e si scrive a mano, muniti di quaderno e penna.

Cosa ti porti a casa a fine corso?

  • Un testo autobiografico che si fa leggere.
  • Molte riflessioni da sviluppare sulle parole che usi per raccontarti
  • Uno strumento in più per progettare il tuo stile di comunicazione (nella vita di ogni giorno e nella tua comunicazione digitale).

Chi vuole, potrà acquistare direttamente da me il mio ultimo libro, A due passi dalla meta: come uscire dalla sedentarietà, mantenersi in forma e nutrire la propria creatività, Giraldi editore 2016, a un prezzo scontato.

Come si raggiunge lo studio di Vicenza

  • Se arrivi in treno: dalla stazione dei treni di Vicenza si arriva a piedi in circa 20 minuti oppure con autobus di linea n° 5 scendendo in via Legione Antonini e proseguendo a piedi su Via Pecori Giraldi.
  • Se arrivi in auto: dall’autostrada A4 uscita Vicenza Ovest. In zona parcheggi liberi. 

Costi e iscrizioni

106 € (tutto compreso)

Il numero massimo di partecipanti nella giornata è 9. 

Compila il form di contatto sottostante per iscriverti o per chiedere informazioni, specificando che vuoi partecipare al corso di Vicenza, entro e NON OLTRE il 30/12/2016. 

Al raggiungimento del numero minimo di partecipanti, ti verrà confermato il corso entro il 7 gennaio 2017 e inviata fattura proforma per il pagamento della quota che dovrà poi essere versata con bonifico, entro il 10 gennaio 2017.

Contattami

  • Questo campo serve per la convalida e dovrebbe essere lasciato inalterato.

 

II edizione di Scrittura autobiografica base a Bologna, il corso

Dopo il successo della prima edizione del corso di scrittura autobiografica a mano a Bologna, da gennaio parte la II edizione: hai voglia di metterti in gioco, esplorare il tuo pensiero autobiografico, trasformarlo in una storia e imparare a comunicarlo efficacemente? 

I temi del corso

Il titolo del corso è “Scrivere di sé e farsi leggere“.

Durante l’edizione BASE (subito dopo partirà quella AVANZATA, per chi ha partecipato alle prime due edizioni del Base e vuole proseguire l’avventura insieme) esploreremo:  

Le parole con cui ti racconti, a te e agli altri

 Contenuti

  1. Trovare la storia
  2. Scrivere di sé per se stessi. Scrivere di sé per farsi conoscere e comunicare.
  3. Costruire il plot (sviluppo narrativo).
  4. Riflettere sulle parole (parole piombo/parole finestre).
  5. Fare scrittura autobiografica online.

Per chi?

Persone e/o professionisti che hanno voglia di recuperare un rapporto con il proprio modo di raccontarsi a se stessi e agli altri e che vogliono cogliere l’opportunità di comunicare meglio sia per lavoro che nel personale. I partecipanti al corso devono avere tanta voglia di leggere, mettersi in gioco e lavorare su di sé.

Come si svolge? 

Lettura libri, romanzi autobiografici, esercizi in classe e/o a casa, lettura dei propri lavori. Nel corso non entrano slide e si scrive a mano, muniti di quaderno e penna.

Cosa ti porti a casa a fine corso? 

  • Un testo autobiografico che si fa leggere.
  • Molte riflessioni da sviluppare sulle parole che usi per raccontarti
  • Uno strumento in più per progettare il tuo stile di comunicazione (nella vita di ogni giorno e nella tua comunicazione digitale).

Se partecipi al corso, potrai acquistare il mio ultimo libro A due passi dalla meta: come uscire dalla sedentarietà, mantenersi in forma e nutrire la propria creatività, Giraldi editore, 2016 a un prezzo scontato. 

Struttura

  • 5 incontri da 2.30 ciascuno dalle 19 alle 21.30

Calendario

  • Mercoledì 11 , 18, 25 gennaio 2017 [dalle 19 alle 21.30]
  • Mercoledì 1 e 8 febbraio 2017 [dalle 19 alle 21.30]

Costi

125 € + 8 € (tesseramento AICS)

Posti disponibili 

Il corso si rivolge a un numero limitato di persone per assicurare l’efficacia del percorso (12 persone massimo). 

Iscrizioni

Per informazioni e iscrizioni inviare una mail a:
risalto.bologna@gmail.com
o telefonare al 3477163932

Se vuoi leggere qualche testimonianza di chi ha partecipato al primo corso base, leggi i commenti nella pagina scrittura autobiografica a mano

Mut-Azioni a Bologna: il cambiamento personale e professionale

sanzobologna1-2Dopo la fantastica esperienza milanese dell’8 marzo 2016, Mut-Azioni arriva a Bologna sempre insieme a Work Wide Women.

Se sei donna, senti il cambiamento come un’esigenza personale e professionale ma hai bisogno di motivazione per iniziare ad agirlo, questo workshop fa per te.

Una giornata insieme, durante la quale ti porterò la mia testimonianza, di come ho affrontato la muta e cosa ho imparato dall’agire il cambiamento che mi ha trasformato come persona e professionista.

Se pensi che sia arrivato il momento di prendere in mano la tua vita e provare a trasformarla in qualcosa che ti assomigli, se hai un progetto professionale e vuoi realizzarlo in maniera efficace, se semplicemente hai deciso di lasciarti ispirare dalla mia muta:

questo workshop fa per te!

In questo video ti racconto perché.

Fatti un regalo di Natale: il 16 dicembre mi trovi a Bologna, per un’intera giornata insieme.

Informazioni e iscrizioni su Work Wide W0men [prezzo scontato fino al 15 novembre!]

 

A due passi dalla meta, presentazione in anteprima a Bologna il 20 ottobre 2016

Il mio nuovo libro: A due passi dalla meta, Come uscire dalla sedentarietà, mantenersi in forma e nutrire la propria creatività esce il 20 ottobre 2016 in tutte le librerie di Italia.

Proprio quel giorno, A due passi dalla meta debutterà in anteprima con una presentazione presso la libreria Feltrinelli di Piazza Ravegnana a Bologna, alle 18. 

Sarò felice di incontrarvi in quell’occasione. E per voi che mi seguite anche online, ecco l’introduzione del mio nuovo libro, dedicato a chi vive in perenne equilibrismo sulla vita.

Introduzione

 Ero una persona sedentaria nel corpo che negli anni aveva accumulato peso e a causa della sua obesità aveva smesso di muoversi, peggiorando ulteriormente la situazione.

Ero una persona sedentaria nella mente, che per le sue paure aveva deciso di ancorarsi alla propria zona di comfort. Non mi mettevo alla prova e mi raccontavo come “fallita”, “non capace”, “non adatta” e fuori tempo massimo per cambiare.

Un giorno ho capito che potevo scegliere e ho scelto di sopravvivere: sono dimagrita 40 chili, ho ritrovato il movimento e ho usato la scrittura per cambiare la narrazione che facevo di me. Le cose straordinarie che ho imparato da quella che ho chiamato “muta” le ho messe in pratica anche nella fase di mantenimento del peso e per vivere nell’equilibrismo costante della vita quotidiana. Ecco come ho scoperto che uscire dalla sedentarietà e ritrovare il mio corpo è stato l’interruttore per attivare creatività, rendermi più efficace, energica e assertiva, sia nella vita privata che sul lavoro.

Ecco come ho scoperto che la sedentarietà può uccidere le idee, mentre una moderata attività fisica regolare può attivare pensieri generativi e cambiare la prospettiva con cui ci riveliamo a noi stessi e al mondo.

Ecco come ho scoperto che dopo un grande cambiamento bisogna consolidare le fondamenta per dare significato a quello che si è fatto e non vanificarlo.

Oggi io cerco di gestire la mia tossicità, le paure e il senso di inadeguatezza grazie allo sport, alla scrittura e a una ritrovata armonia tra il corpo e la mente: so che non esiste l’equilibrio ma solo la speranza di rimanere in bilico su un filo teso, senza schiantarsi a terra.

In tanti hanno pensato che perdere 40 chili, scrivere libri e ritrovare il proprio benessere sia stato il mio lieto fine ma io preferisco essere sempre a due passi dalla meta perché credo nel movimento, non nei punti d’arrivo, anche se lieti. Per questo riesco ad affrontare le sfide quotidiane con una giusta dose di energia, coraggio e incoscienza. Quello che ho imparato correndo lo metto in pratica ogni giorno e quello che mi ha insegnato fare la muta e affrontare il cambiamento è la mappa con cui leggo il territorio.

Ho scritto questo libro per chi si è costretto alla sedentarietà del corpo e della mente come avevo fatto io, per testimoniare la possibilità di cambiare il proprio stile di vita e trovare la fonte creativa per realizzarsi. Ho scritto questo libro per quelli che pensano sia troppo tardi per prendere in mano il proprio destino, considerandolo già segnato: ho imparato che non esiste nulla di segnato, se non da noi.

Ho scritto questo libro perché penso che ci sia bisogno di tante piccole storie comuni, com’è la mia, per credere nella capacità di potere cambiare.

Ho scritto questo libro perché nell’immobilità non può esserci la vita e quello che ti offre il tuo divano è infinitamente meno interessante di quello che potrai trovare infilando un paio di scarpe e uscendo nel mondo, credimi!

Non sono una psicologa né una terapista, non mi occupo di alimentazione: questo libro non ha la pretesa di essere un manuale ma ci assomiglia un po’ perché è frutto dell’esperienza che ho fatto su di me, ecco perché ho voluto mettere nero su bianco oltre che le scoperte anche le strategie e gli esercizi che ho fatto per agevolare il mio cambiamento.

In questo libro, molto semplicemente, racconto come uscire dalla sedentarietà a 40 anni sia stato il più bel regalo che mi sia mai fatta: per il corpo, per la mente e per l’anima.

Su per San Luca, 3 consigli per affrontare le salite della vita

Potevo non partecipare al San Locca Day il 9 ottobre 2016?

Chi mi conosce o ha letto il mio libro sa bene quanto il portico di San Luca, a Bologna, rappresenti per me e per la mia storia. Chi leggerà il prossimo libro (in uscita il 15 ottobre 2016) potrà anche scoprire in che modo, per la me di oggi, San Luca è diventato paradigma per affrontare la vita.

Ma se vuoi un’anticipazione o cerchi qualche suggestione per affrontare l’autunno che ci aspetta, ecco che domenica 9 ottobre 2016 alle 16.30, presso lo stand Giraldi (circa a metà della salita) mi troverai con:

3 consigli per affrontare le salite della vita

San Luca e i suoi gradini: il modo in cui si affronta quella salita può diventare metafora e allenamento per affrontare la vita, con le sue difficoltà e sfide.
Sarà Francesca Sanzo, che lungo la salita di San Luca “ha perso” 40 chili e lo ha voluto raccontare in “102 chili sull’anima” Giraldi Editore, a condividere 3 consigli per affrontare le salite della vita. L’autrice condividerà con i partecipanti qualcosa di ciò che ha imparato grazie alla salita di San Luca e che tuttora usa per il proprio benessere e creatività.
Un’occasione per motivarsi al cambiamento positivo, al contrasto della sedentarietà fisica e mentale e per mettere in connessione il corpo con la mente e l’anima. Francesca, al termine della breve presentazione, firmerà copie di “102 chili sull’anima”.

Workshop di scrittura autobiografica a Rovato (Lombardia)

Il mio workshop di scrittura autobiografica  arriva in Lombardia, sabato 19 novembre 2016: a Rovato, per la precisione, capitale della Franciacorta grazie alla collaborazione con Lucilla Rizzini  [sito web] che si occupa di coaching e training e mette a disposizione il suo studio, in C0rso Bonomelli 23 a Rovato (BS). 

La giornata

Il workshop dura dalle 10 alle 18 con la pausa pranzo dalle 13 alle 14.

Come sempre, i corsi di scrittura autobiografica si tengono in luoghi intimi, connotati dalla passione e in assenza di computer e slide 😉

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Contenuti del corso di scrittura autobiografica

Contenuti

  1. Trovare la storia
  2. Scrivere di sé per se stessi. Scrivere di sé per farsi conoscere e comunicare.
  3. Costruire il plot (sviluppo narrativo).
  4. Riflettere sulle parole (parole piombo/parole finestre).
  5. Fare scrittura autobiografica online.

Per chi?

Persone e/o professionisti che hanno voglia di recuperare un rapporto con il proprio modo di raccontarsi a se stessi e agli altri e che vogliono cogliere l’opportunità di comunicare meglio sia per lavoro che nel personale. I partecipanti al corso devono avere tanta voglia di leggere, mettersi in gioco e lavorare su di sé.

Come si svolge? 

Lettura libri, romanzi autobiografici, esercizi in classe e/o a casa, lettura dei propri lavori. Nel corso non entrano slide e si scrive a mano, muniti di quaderno e penna.

Cosa ti porti a casa a fine corso? 

  • Un testo autobiografico che si fa leggere.
  • Molte riflessioni da sviluppare sulle parole che usi per raccontarti
  • Uno strumento in più per progettare il tuo stile di comunicazione (nella vita di ogni giorno e nella tua comunicazione digitale).

Come si raggiunge Rovato

In treno è raggiungibile da Milano, Brescia, Bergamo e Verona: la sede del workshop si trova a 10 minuti a piedi dalla stazione, sul corso principale del paese. In autostrada, l’uscita di Rovato si trova sulla A4, oppure puoi prendere la Brebemi A35 uscita Rovato. 

Costi e iscrizioni

106 € (tutto compreso)

Il numero massimo di partecipanti nella giornata è 8. Compila il form di contatto sottostante per iscriverti o per chiedere informazioni, specificando che vuoi partecipare al corso di Rovato, entro e NON OLTRE il 30/10/2016. 

Al raggiungimento del numero minimo di partecipanti, ti verrà confermato il corso entro il 5 novembre 2016 e inviata fattura proforma per il pagamento della quota che dovrà poi essere versata con bonifico, entro il 10 novembre 2016.

Contattami

Hai domande, lavori o altro da sottopormi? Mandami una richiesta con questo form.
  • Questo campo serve per la convalida e dovrebbe essere lasciato inalterato.

“102 chili” a CondiMenti Festival – Castelmaggiore, Bologna

Il 17 settembre 2016 sarò a CondiMenti Festival, Festival di cibo e letteratura, a Castelmaggiore (Bologna) a presentare 102 chili sull’anima.

Il focus sarà sulla relazione tra cibo e paura e sul rapporto disfunzionale tra se stessi e il proprio corpo.

La cornice è quella della splendida Villa Salina e mi troverete al Palco del Giardino, alle 11.45 del mattino.

Modera la giornalista Luciana Apicella.

Venite?

 

Corso di scrittura autobiografica – Saper scrivere, saper fare – PADOVA

Il mio corso di scrittura autobiografica arriva a Padova, alla Libreria delle donne: non farti però ingannare dal nome, il corso è APERTO A TUTTI!

Sarò a Padova sabato 22 ottobre 2016 per una giornata full immersion dalle 10 alle 18. 

Il laboratorio, della durata di una giornata, costa 100,00 euro.

Per partecipare è necessario possedere la tessera dell’Associazione Virginia Woolf, che ha sede in libreria. Il costo della tessera, valida fino a fine 2016, è di 10,00 euro. Il laboratorio partirà raggiunta una quota minima di iscrizioni. Le iscrizioni sono aperte fino al 15 ottobre.

Per informazioni e iscrizioni: libreriadelledonnepadova@gmail.com

Contenuti del corso di scrittura autobiografica

Con quali parole ti narri a te stesso e agli altri?
Devi focalizzare i tuoi obiettivi ma non riesci a raccontarli?
Vuoi imparare a scrivere la tua storia per poterla trasformare in un’opportunità?

Se riesci a trasformare i tuoi valori e i tuoi obiettivi in una narrazione coerente e coinvolgente, il modo in cui ti racconti agli altri può diventare un’importante leva per essere assertivo, farti conoscere e essere valutato per quello che sei e sai fare.

Imparare a scrivere di sé oggi è utile per:

  • comunicare efficacemente online sui tuoi profili sociali
  • riflettere sui tuoi obiettivi e sulla coerente costruzione del tuo progetto professionale e personale
  • sviluppare creatività

Il corso prevede letture di testi, strategie per analizzare le proprie parole, i propri obiettivi narrativi e trovare il cuore della storia che vogliamo raccontare (la nostra) e esercitazioni pratiche. Al termine del corso avrai un testo “Chi ero, chi sono, chi voglio diventare e cosa posso fare nel mondo oggi!” che ti sarà di ispirazione per il tuo presente e futuro professionale e personale.

Per il corso servono 1 quaderno e la tua penna preferita: ci metteremo in gioco, tutti insieme, per riflettere sulle parole che si scelgono per raccontare la propria storia e trovare quelle che possono diventare opportunità per valorizzare i tuoi obiettivi personali e professionali

 

costo

100€ + tessera Associazione Virgina Woolf.

Il corso verrà attivato al raggiungimento del numero minimo di iscritti ( 10 persone).

Per iscriversi: libreriadelledonnepadova@gmail.com
Termine ultimo per iscriversi 15 ottobre 2016.