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Il cinghiale e la nonna

Una volta sul giornale ho letto che un cinghiale era sceso in città dai colli. Sui colli c’era un’invasione di cinghiali e allora avevano dovuto fare una caccia selettiva – così la chiamavano i giornali – per evitare che si riproducessero e andassero nelle ville di quelli che abitano sui colli a mangiargli il giardino.

I giornali dicevano che quel cinghiale che – per la paura era riuscito ad arrivare in città, in una zona abitata e anche trafficata – lo avevano abbattuto sotto casa mia, dopo che aveva ferito un cacciatore.

Io ero rimasta molto colpita da questa notizia, perché quella mattina stavo lavorando a casa e non mi ero proprio accorta di niente. Ero andata al bar, qualche ora dopo, e in strada cercavo le tracce di una lotta con un cinghiale. Chissà se qualcuno aveva sentito gli spari o se il cinghiale si era messo a correre al semaforo, magari senza nemmeno rispettare le precedenze!

Doveva essere stato un bel colpo vedere arrivare un cinghiale in una zona dove di solito ci sono solo molte macchine e un gran baccano di motori e di stereo accesi a palla. Mi sono immaginata come sarebbe stato trovarmi per esempio in fila al semaforo, con quello sguardo fisso che abbiamo tutti al semaforo quando siamo in macchina che aspettiamo di passare e di fianco vedere sfrecciare un cinghiale. Mi è venuto in mente un film di fantascienza in cui c’è quell’attore molto bello e nero che rimane solo al mondo, dopo una epidemia che ha trasformato tutti gli umani in zombie e il suo unico amico è un cane. Loro per sopravvivere vanno a caccia di cervi tra i grattacieli di New York su di una macchina molto bella e sportiva.
Ecco ho pensato che anche la mia città, in particolare la mia via, a una persona ferma in macchina al semaforo, mentre di fianco passava il cinghiale, sarebbe dovuta sembrare un po’ un posto dopo che sei rimasto solo al mondo e la natura si sta riprendendo quello che noi umani le abbiamo portato via.

Comunque. Quando ero entrata al bar, stavano tutti parlando del cinghiale. La notizia era girata e c’era un signore con il cane che diceva che lui era un cacciatore e gli sembrava impossibile che nessuno avesse sentito niente. Diceva anche che i cinghiali non feriscono gli umani e questa cosa gli appariva ben strana.

Insomma, non ci credeva tanto alla notizia e diceva che poi andava a vedere sul giornale. Anzi, aveva fatto il gesto di aprire il Resto del Carlino lì al bar, dicendo che dentro non si parlava di nessun cinghiale e io gli ho detto che la cosa era avvenuta quella mattina e al massimo lo trovava su Internet l’articolo. Anzi, ho proprio tirato fuori il mio smartphone e ho fatto il gesto di cercare la notizia, solo che sullo smartphone non sono riuscita ad aprire la pagina e lui mi ha guardata come a dire: “Vedi, ci ho ragione, ve lo siete sognati tutti!”

Il barista si era molto eccitato e stava raccontando di una volta che lui aveva visto un daino (o era un cervo, non me lo ricordo) che era mattino molto presto, mentre buttava il rusco del bar. Il cervo lo aveva fissato ed era scappato via. Secondo il barista il cervo era sceso dal colle per mangiare perché di notte non c’è tanta gente in giro.

Io allora ho pensato ancora di più che la natura ci stava dicendo qualcosa e che era arrivato il momento di ascoltare tutti quei messaggi, forse dovevamo diventare più umili. Mi è anche dispiaciuto per quel cinghiale e ho avuto una certa impressione a immaginarmi che qualcuno era morto, in una sparatoria, proprio davanti al mio cancello.

Anche nel cortile condominiale qualcuno parlava del cinghiale e ci siamo scambiati qualche battuta, come da sopravvissuti a un’avventura che avremmo potuto raccontare ai nostri nipotini.

Poi sono tornata a casa e allora mi è venuta voglia di rileggerla quella notizia e purtroppo ho scoperto che era una bufala. Cioè, il cinghiale lo avevano ucciso veramente, solo sui colli. L’animale prima di morire aveva anche ferito per davvero un cacciatore che era poi venuto sotto casa mia per farsi medicare da un’ambulanza.

Il giornalista si scusava, la notizia non era una notizia, e io allora scrivevo una mail al mio vicino – che era quello che mi aveva detto di leggere il giornale -per via che c’era il nostro condominio in prima pagina.

Peccato: avrei potuto scriverci una storia! ho pensato.

Nel pomeriggio sono andata a scuola a fare una lezione di social media e internet a una classe e quel giorno, quando ho chiesto se i loro genitori usavano qualche sistema per farli stare meno su internet, come per esempio le applicazioni che a un certo momento bloccano l’accesso al wifi, una ragazza riccia e con la faccia luminosa aveva alzato la mano e ci aveva raccontato che i suoi genitori per lei non usavano un bel niente perché si fidavano ma che avevano dovuto mettere il controllo parentale per la nonna, perché se no tutti i mesi, quando arriva la pensione, lei va su Amazon e se la brucia in un attimo.

E io sono stata contenta lo stesso: il cinghiale non potevo infilarlo in una storia, ma la nonna dipendente dal commercio elettronico si, che era proprio una cosa molto divertente.

Torna le nuove professioni delle donne: 14 aprile 2012, Bologna

La rete, il web e il digitale possono diventare delle vere opportunità professionali?

In che modo le donne hanno incontrato e si sono messe in gioco grazie alle professioni legate all’ITC e alla comunicazione web? Ce lo racconteranno le relatrici di le nuove professioni delle donne per una testimonianza diretta a persone fisiche, associazioni e enti interessati a comprendere concretamente come si possa fare business e sviluppare idee imprenditoriali al femminile, grazie a questi mezzi.

Le relatrici invitate sono:

  • Lidia Marongiu: consulente nell’ambito della comunicazione e del marketing strategico
  • Annalisa Uccheddu: dopo la laurea, ha deciso di investire nella sua passione per i libri creando una casa editrice di e-book che si basa su progetti e contatti sviluppati online. Dall’editing, allo scouting, fino alla vendita, ha creato una vera e propria azienda
  • Alice Reina: attrice, storyteller e creativa grazie alla rete sviluppa idee per i prossimi laboratori e spettacoli di teatro sociale. Crea decorazioni personalizzate per torte e ne racconta su Bologna In Torta. I suoi sitiassociazionehecate.net + bolognaintorta.it
  • Lisa Ziri di Nemoris start-up al femminile nata nel 2011, ideatrice insieme a Silvia Parenti di ILexis, un software semantico di archiviazione automatica.

Vi aspettiamo a Bologna, sabato 14 aprile 2012, dalle 10 alle 13.30 in via Pietralata 60, Quartiere Saragozza.

Potete iscrivervi su Eventbrite.

L’evento fa parte del progetto No Digital Divide ed è organizzato in collaborazione tra

GGD Bologna, Articolo37 e Francesca Sanzo

Hashtag su Twitter: #NPDonne

Women in Digital: Bologna

[Come hanno gestito, le donne, le potenzialità offerte dal mondo digitale? ]

E’ questa la domanda da cui prende l’avvio il convegno che si terrà venerdì 20 gennaio 2012 al MamBOdi Bologna per una giornata dedicata alla scoperta del rapporto tra donne e tecnologia digitale. Io ci sarò e credo che si tratti di un appuntamento interessante, un punto di vista diverso e fondamentale per capire l’ecologia dell’innovazione italiana e le potenzialità dei nuovi paradigmi offerti dal digitale.

Se il web non è solo per uomini, O-one vuole, con ‘Women in Digital’, approfondire il tema di come le donne, in ambito lavorativo ma non solo, si avvicinano e utilizzino le tecnologie digitali, oggi sempre più diffuse e presenti nella vita quotidiana.

Mattina

Nel corso della mattinata, attraverso la presentazione di alcune case history, si darà la parola a donne che, grazie alla comunicazione digitale, hanno saputo produrre innovazione e connessione.

Pomeriggio

Nel pomeriggio l’evento si tramuterà in tavola rotonda per dare spazio a considerazioni, commenti ed esperienze sulla possibilità, con le tecnologie digitali, di investire in un futuro differente.

Interventi

All’evento patrocinato dal Comune e dalla Provincia di Bologna, saranno presenti quali relatrici nel corso della mattinata, Laura Pezzotta Brand Connection Nike Italy, Vittoria Michielotto Senior Product Manager GSK Consumer Healthcare, Sara Pupin Web Communication Manager Bricocenter, Roberta Barba FGA Web Marketing Manager, Francesca Musolino Global Digital Marketing Manager at New Holland. Interverranno invece nella tavola rotonda pomeridiana, moderata da Cecilia Pedroni Direttore e Client Manager di Dr.O-one e Linda Serra Digital Strategist di Dr.O-one: Micaela Calabresi Web Editor & Sales at Pde S.p.A. | Effe 2005, Leda Guidi Responsabile dei “Servizi di Comunicazione con i cittadini” del Comune di Bologna e Project Manager della rete civica Iperbole Anna Piacentini Presidente & Business Developer at People 3.0 e Manager Emilia IN, Lidia Marongiu, Consulente Studio Giaccardi &Associati e amministratore G&M Network Srl, Organizzatrice di Ravenna Future Lessons, Roberta Chinni Project Manager per Bologna Children’s Book Fair.

 Per iscriversi

L’evento è aperto al pubblico e per partecipare è necessario iscriversi a questo indirizzo http://womenindigital.eventbrite.com/ ; sarà comunque possibile partecipare registrandosi il giorno stesso al desk di accoglienza.

La parte dedicata alle case history avrà inizio alle ore 11, dopo una breve introduzione di Gianfranco Fornaciari (ore 10.30) CEO di O-one; sarà poi offerto un piccolo rinfresco ai partecipanti per proseguire con la tavola rotonda pomeridiana alle 14.30.

Sponsor dell’evento Bper (Banca Popolare dell’Emilia Romagna) e Smemoranda.

 

 

Gioco di squadra: orientamento ai genitori per l’uso consapevole della rete insieme agli adolescenti a Bologna

[I nostri figli per fare RETE hanno bisogno di un buon GIOCO DI SQUADRA!]

Ecco il progetto di formazione che propongo alle scuole medie di Bologna e provincia.

OBIETTIVI

Gioco di squadra è un progetto di formazione che si rivolge alle scuole medie e ai genitori di ragazzi (11-13 anni) per la riduzione del DIGITAL DIVIDE generazionale e l’accompagnamento a un buon uso del web e dei Social Media (Facebook, Twitter) da parte dei ragazzi.

I giovani devono entrare in Rete sapendo che hanno alle spalle una squadra affiatata e in grado di supportarli: quando un adolescente comincia a usare il web e i Social Media (Facebook, Twitter) in autonomia, i suoi genitori devono conoscere gli strumenti, i pericoli ma anche i VANTAGGI di un uso consapevole della Rete.

 DOCENTE

Gioco di squadra è un progetto di Francesca Sanzo, mamma e blogger molto attiva. Da free lance si occupa di comunicazione, Social Media marketing e contenuti per il web.

Con Studio Lost ha fondato il gruppo Sana e robusta comunicazione per promuovere una comunicazione che rispetti e valorizzi le persone. Insieme a Giorgia Vezzoli si occupa anche di comunicazione etica con il progetto Zerostereotipi.

IL PROGETTO

Gioco di Squadra si rivolge ai genitori e insegnanti di adolescenti di scuola media per la riduzione del divario generazionale nell’uso degli strumenti offerti dal web.

I temi del corso sono:

  •   La rete: pericoli e vantaggi;
  • Fare i compiti usando il web: differenze tra “copiare” e usare con consapevolezza le fonti;
  • Parental Control: cos’è? come funziona?;
  •  Facebook: che cos’è, come funziona, chi si incontra e come si gestisce in maniera sicura il proprio profilo;
  • Facebook: “diventare amici” dei propri figli senza essere scambiati per controllori;
  • La chat e telefonia on line (Facebook, Skype);
  •  Il blog come strumento di comunicazione (anche per la classe);
  • Una panoramica sui principali Social Network: Youtube, Twitter, My Space;
  • Dal virtuale al reale: come gestire la richiesta di incontrare amici virtuali.

 IL CORSO: gestione

Il progetto può essere gestito a moduli a seconda delle esigenze della scuola. Le opzioni praticabili sono due:

  •  MODULO BASE – 2 lezioni di 2,5 ore ciascuna (informazioni generali)
  • MODULO ESTESO – 4 lezioni di 2,5 ore ciascuna

ESIGENZE TECNICHE PER LA REALIZZAZIONE DEL CORSO

  •  Video proiettore
  • Collegamento a Internet (meglio in opzione Wi Fi)
  • Aula PC (con pc disponibili per i discenti) o aula con videoproiettore

Durante il corso verranno forniti materiali di approfondimento e segnalazioni bibliografiche.

 Per informazioni e contatti:

Mail: francesca.sanzo@gmail.com – Skype: francesca.sanzo

La nostra storia tra le vincitrici del Concorso Storytelling!

La frollina ed io abbiamo partecipato a un concorso di favole raccontate in famiglia promosso dal Comune di Bologna e indetto da RiEsco, Biblioteca Sala Borsa e Coop Adriatica. Lei ha fatto un disegno molto bello, l’anno scorso, che mi ha ispirato una storia. Succede spesso così: è lei che con i suoi racconti, fantasie, fa volare per aria le favole, io le acchiappo solamente e le incollo ai bit di Fabularia.

Ieri c’è stata la premiazione e indovinate un po’? La nostra storia è tra le 6 vincitrici! Non solo abbiamo avuto il piacere di leggerne un pezzetto durante la premiazione, ma farà parte di una pubblicazione a cura di Sala Borsa che girerà per le scuole della città.

Coop Adriatica ci ha regalato un buono da 50 € che spenderemo in libri alla Libreria Ambasciatori dove spesso passiamo intere giornate a leggere storie.

Siamo felicissime! Grazie a tutti quelli che ci hanno votato.

Ecco qua la storia.

Il Sole ha una malattia infettiva!

Una mattina il Sole si svegliò che si sentiva strano, come se avesse il torcicollo, come se avesse preso freddo. Gli sembrava di non riuscire a rotolare tanto bene nel cielo e aveva come l’impressione di avere un aspetto diverso.

Pensò che forse era stata quella birbantella di sua sorella Luna a fargli uno scherzo mentre dormiva.

Pensò che forse aveva solo sonno visto che si doveva sempre svegliare molto presto per lavorare.

Pensò che aveva proprio dormito male, che era più stanco di quando era andato a letto.

Come tutte le mattine, si guardò allo specchio per pettinarsi i lunghi raggi biondi.

“Ma, ma, ma cosa mi è successo???” esclamò a bocca aperta mentre osservava la sua faccia.

 

Gli occhi erano sempre lì.

Il naso rosso era ancora al suo posto.

I raggi erano spettinati come tutte le mattine, ma sciolti i nodi, sarebbero stati lunghi e fluenti come sempre.

 

Si stropicciò gli occhi due o tre volte.

 

Forse non aveva ancora bevuto il suo latte? Forse stava ancora sognando?

 

Era diventato QUADRATO!

Non tondo come una ciliegia.

Non tondo come una palla e nemmeno come sua cugina, la Signora Terra o sua sorella: quella dispettosa della Luna!

Era quadrato come uno steccato e dietro un giardino ben curato.

Era quadrato come un tombino in mezzo al prato.

Era quadrato come tante stanghette tutte uguali che fanno il girotondo.

 

Bisognava fare qualcosa, chiamare l’ambulanza, la guardia medica, i carabinieri a cavallo!

In tanti anni di attività non gli era mai capitata una cosa del genere.

Mai un giorno di malattia, mai un inconveniente!

Qualche volta sua sorella lo aveva fatto arrabbiare, avevano discusso un po’ e scatenato un’eclissi, ma poi, vedendo tante persone (i piccoli abitanti della Terra) a faccia in su e bocca spalancata, guardare la meraviglia della loro baruffa universale, avevano subito fatto pace per godersi lo spettacolo di quegli esserini pieni di stupore e meraviglia.

Una cosa così non se la sarebbe mai aspettata.

Che figura ci faceva di fronte le stelle?

 

Il dottore arrivò in fretta, perché la notizia aveva fatto il giro di tutta la galassia. Gli fece spalancare la bocca e tutto era a posto. Gli misurò la temperatura e il termometro si spaccò così che entrambi tirarono un sospiro di sollievo perché voleva dire che anche quella era normalmente altissima.

 

L’esimio professore, specialista in medicina universale, si grattò la testa senza capire cosa stava succedendo.

 

Dopo aver osservato la situazione e preso tutte le misure, confermò che i lati del sole erano uguali e chiamò in suo aiuto una famosa Stella del Cinema che oltre a recitare tutte le sere nel cielo, era anche una artista, molto conosciuta per i suoi quadri astrali.

L’artista e Stella del Cinema arrivò con il pennello, il cavalletto e la tela e dipinse lo strano fenomeno.

Il tempo passava e il Sole era molto in pena perché si vergognava a farsi vedere così da tutti i suoi amici.

L’artista si consultò con il medico e decisero di interpellare le 12 costellazioni dello Zodiaco che in quanto a stranezze erano quelle più abituate.

Lo Scorpione scosse la testa e disse:

“Sto valutando tutti i dati a nostra disposizione e mettendoli sulla Bilancia, a occhio e croce qui c’è di mezzo un piccolo umano!”

“Un piccolo umano?” chiese spaventato il Sole.

I Gemelli, che erano due marmocchi birichini, cominciarono a ridere e confermarono che entrambi si erano consultati anche con l’Ariete ed erano arrivati alla stessa conclusione.

Il Sagittario, esploratore dei mondi, andò a casa a prendere il cannocchiale e in effetti videro che sulla Terra c’era un Paese chiamato Italia dove c’era una regione chiamata Emilia Romagna dove c’era una città chiamata Bologna e una casa con le finestre verdi e dentro alle finestre verdi una stanza con i muri azzurri e tra quei muri azzurri un tavolino con sopra le figure e seduta su una seggiolina, appoggiata a quel tavolino, una bambina di nome Frollina che aveva disegnato un sole QUADRATO e poi aveva riposto il disegno nella sua scatola della fantasia e il disegno, per la magia della fantasia e il vento che alla notte soffiava forte, era volato nel cielo ed era arrivato in alto e aveva contagiato il Sole mentre dormiva.

Perché la fantasia può essere contagiosa più del morbillo!.

 

E così, ecco svelato il mistero: al Sole gli era presa la QUADRATERIA che era una malattia che i piccoli umani passano agli Astri e non esistono vaccini, bisogna solo aspettare che passi.

Nel frattempo ci si può sempre godere la vita che certe volte avere degli angoli aguzzi come quelli che ti escono fuori con la QUADRATERIA non è mica un peccato mortale e dopo tanti anni, cambiare forma aiuta a vedere le cose in modi nuovi e inaspettati!.

 

#Bologna – Concorso di storie per bambini e loro famiglie

C’è tempo fino al 30 maggio 2011 per inviare una storia scritta dai genitori di bambini dagli 0 ai 6 anni residenti a Bologna e partecipare al Concorso, indetto da RiEsco, Biblioteca Sala Borsa e Coop Adriatica

>>>>Story telling: Concorso di storie per bambini e loro famiglie

Noi ovviamente parteciperemo a questa bella iniziativa.

 

Nicoletta Costa, Giulio Coniglio e la creatività dei bambini


Grazie a Luigi Centenaro di Zero21 – con cui si è ormai instaurato un bel rapporto di amicizia virtuale – ho avuto la possibilità di conoscere e intervistare Nicoletta Costa alla Fiera del Libro per ragazzi di Bologna.

Con Mammafelice abbiamo prima partecipato a un workshop di presentazione del cartone animato che nascerà da Giulio Coniglio, uno dei personaggi più celebri della illustratrice triestina e poi ci siamo sedute al tavolo con lei, per qualche domanda.

Io, che da qualche mese sono in fase “riflessioni sulla creatività” e ho molta voglia di aiutare Silvietta a far emergere la propria, a non averne paura e a saperla valorizzare per andarne orgogliosa, le ho chiesto immediatamente se aveva qualche consiglio per i genitori, per contribuire allo sviluppo di quella dei propri figli.

Nicoletta – dalle mani affusolate e dal tratto incredibilmente semplice e poetico – mentre disegnava la Nuvola Olga per Silvietta, ci ha raccontato in che modo si possono aiutare i bambini a sviluppare la propria creatività artistica, declinata al disegno.

 

Fornire gli strumenti giusti, tanto spazio, carta bella e “preziosa”, matite con la punta sono gesti di cura fondamentali che valorizzano il lavoro e la passione dei bambini. Troppo spesso diamo ai nostri figli piccoli materiali di risulta, scadenti o tenuti in maniera approssimativa, nella convinzione che a fronte di scelte più impegnative, non saprebbero apprezzare la differenza.

I bambini hanno una creatività innata che va valorizzata affinché non si banalizzi, non diventi qualcosa di inutile o superfluo.

E’ sempre importante aiutare i piccoli ad avere strumenti e possibilità per concretizzare la propria fantasia, perché la frustrazione potrebbe generare l’abbandono e far avvizzire le idee.

E le mamme non si preoccupino se nelle scuole materne italiane si insegna a stare “dentro ai bordi” con il colore: pare che anche questo sia un modo per imparare la norma e poterla poi violare, davvero creativamente.

Nicoletta – che sembra un altissimo folletto delle favole, ha occhi lucenti e una voce calda come i colori dei suoi disegni – è stata tanto gentile da rispondere anche a una domanda  a cui tenevo molto, legata ai tanti stereotipi di genere che circolano in una certa letteratura per l’infanzia.

Gli illustratori e narratori migliori in Italia sanno che non sono utili ai bambini modelli stereotipati e ormai la vastità della scelta, sia in libreria che in biblioteca è tale, da poter trovare principesse che non sono principesse e principi meno altisonanti. Per parte mia ho fatto una riflessione sugli stereotipi con la lumaca Laura che dovrebbe essere lenta e spaventata e invece è la più coraggiosa di tutti, insegna agli altri molte cose e sfida di continuo i suoi limiti.

I personaggi del mondo di Giulio Coniglio sono fondamentalmente dei modelli positivi perché contengono alcuni tratti che accomunano molti bambini tra i 3 e i 6 anni ma sanno essere curiosi, rivoluzionari e imparano sempre dai propri errori, infondendo fiducia nei più piccoli.

Gli stereotipi sono “modelli negativi” nel senso che non riescono mai a uscire dalla loro gabbia concettuale e si ripresentano sempre identici, con la stessa carica di pregiudizi, preformando la realtà.

Nicoletta mi ha entusiasmato sia come consumatrice di favole illustrate che come mamma e persona creativa che ha scoperto tardi quanto possa andare fiera del proprio immaginario.

Mi piacerebbe invece che Frollina non si sentisse inadeguata di fronte alla fantasia e fin da subito capisse che ha un valore e non solo interiore ma anche pratico.

la creatività è popolare, rivoluzionaria e mette in gioco le persone.

Se ognuno di noi coltivasse la propria anche solo attraverso lo sguardo sul mondo, una visione laterale delle cose e delle situazioni, vivremmo tutti in modo migliore e non esisterebbe alcuna forma di dittatura.
Ma come succede a Silva che riannoda le storie di fronte alla libertà immensa che offre la fantasia, l’imprenditorialità creativa e la manualità del pensiero, il Potere avverte una minaccia allo status quo e si tenta sempre di sminuirla e distruggerla, farla a pezzi o denigrarla perché risulti qualcosa di cui vergognarsi.

Nicoletta Costa fa venire voglia di scrivere storie;  sembra facile farlo di fianco a lei che ne produce a ripetizione.

I suoi colori preferiti sono il blu e il rosso, meravigliosi colori che mi piace toccare quando compro la rivista di Giulio Coniglio.

Una curiosità: Giulio Coniglio è nato come “cugino” della Pimpa, proprio sulla rivista dedicata alla cagnolina, per poi diventare il protagonista di una rivista tutta sua, della Panini Editore. E’ una rivista bellissima che potete acquistare in edicola o a cui abbonarsi e ricevere a casa.

La domanda “più piccola”: Zoe che ha 8 anni mi ha fatto chiedere a Giulio Coniglio se ha imparato a nuotare.

Non ancora ma presto avrà un maestro di nuoto che proverà a fargli passare la paura dell’acqua!

Grazie Nicoletta.

Oggi compro una cornice per la Nuvola Olga e da domani, giuro, che non userò più la carta del salumiere per far disegnare la Silvietta/Frollina 😉

Per approfondimenti:

 

Donne, lavoro, discriminazione

Domani sera alle 22.30 circa sarò ospite, a Bologna, di Salotto Precario, alla Festa Provinciale dell’Unità del Parco Nord per affrontare il tema delle discriminazioni sul lavoro lette in chiave femminile:

VENERDÌ 10 SETTEMBRE, ore 23.00

DISCRIMINAZIONE: NEL LAVORO E NON SOLO

Salotto Precario sulle discriminazioni, con particolare riguardo al punto di vista precario e femminile

Con contributi di Daniela Bortolotti, Francesca Rossi, Francesca Sanzo (network Donne Pensanti) e tante altre.

E’ un’occasione di confronto e per riflettere su un tema complesso e stratificato. Io ho scelto di partire dalle testimonianze raccolte in community per cercare di individuare elementi comuni alle molte donne che hanno partecipato all’inchiesta. Con le socie fondatrici di Donne Pensanti e dialogando con Stefania Boleso abbiamo anche pensato a qualche proposta per le Istituzioni e per agire attivamente, come donne, sul problema.

Ma il contributo vero lo daranno tutti coloro che vorranno partecipare alla serata, con racconti, riflessioni, punti di vista.

Vi aspettiamo domani e ringrazio Daniela Bortolotti per avermi voluta invitare.

Colgo l’occasione per ringraziare anche Eloisa Morra che ha ritenuto interessante intervistarmi per Cronache Laiche. Ne è uscito un articolo che riassume obiettivi, presupposti e storia di Donne Pensanti. Grazie!

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