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Tra la via Emilia e il web: alcuni corsi nei prossimi mesi

Per me, da qualche mese, è iniziato un periodo molto intenso di lavoro, specialmente per una serie di progetti di formazione e consulenza.

Condivido volentieri alcuni appuntamenti aperti a tutti a cui siete invitati ad iscrivervi e partecipare!

Generazioni Internet

Bologna: fino al 24 aprile, una volta alla settimana

Un percorso formativo gratuito (grazie al contributo di Agenda Digitale del Comune di Bologna) che si rivolge a genitori, insegnanti e adolescenti per capire come gestire al meglio i social media, i device mobili e il tempo che dedichiamo alla Rete. Per saperne di più vi invito a collegarvi al sito del progetto, nato in collaborazione con Studio Lost e ancora aperto alla partecipazione – gratuita – di tutti.  Un’occasione anche per me, per sperimentare la formazione intergenerazionale e costruire qualcosa insieme ai diretti interessati!

Diventa blogger

Cavriago: Sabato 29 marzo, 5 e 12 aprile 2014, dalle ore 10.00 alle 12.00

Ti piacerebbe diventare blogger? Hai un progetto editoriale e ti serve la spinta giusta – e un buon piano d’azione – per partire? Ti interessa l’universo blog e vuoi capirlo meglio?

Alla faccia di quelli che pensano che i blog siano morti (mentre stanno vivendo una seconda adolescenza), terrò a Cavriago di Reggio Emilia un corso, aperto a tutti,  per capire come si progetta, apre e gestisce un blog. L’iscrizione è obbligatoria qui.

Narrare un evento e una notizia online

Reggio Emilia: Sabato 3 maggio dalle 10 alle 18

L’ufficio stampa diventa sempre più “digital”: quali strumenti sono utili a promuovere e raccontare eventi e notizie? Ne parleremo durante il mio workshop Digital Refresh. Per iscrizioni contatta gli organizzatori qui.

Generazioni Internet: un corso gratuito per genitori, insegnanti, formatori e adolescenti.

Il 6 marzo 2014 parte il laboratorio 1 di Generazioni Internet, dedicato alla co-costruzione di un Decalogo per l’uso di Internet, tablet e smartphone in famiglia. Il corso è gratuito grazie al sostegno di Agenda Digitale del Comune di Bologna e nasce da una mia idea, in collaborazione con Studio Lost.

Il laboratorio si terrà in Urban Center, Sala Borsa di Bologna.

Le date degli 8 incontri le trovate tutte nella pagina dedicata.

Il laboratorio si rivolge alle famiglie (adulti e adolescenti), agli insegnanti e agli educatori.

Ecco le risposte a molte domande che ci sono arrivate.

Bisogna venire a tutti gli incontri?

Ci rendiamo conto che non tutti potranno partecipare agli 8 incontri e dunque abbiamo pensato ad appuntamenti monografici, alla fine dei quali raccoglieremo gli spunti dei partecipanti per la stesura del decalogo. Speriamo nella continuità, perché pensiamo che il percorso sia più efficace se completo, ma siamo genitori anche noi e sappiamo come sia difficile conciliare impegni diversi, personali e dei nostri figli 😉

I genitori possono darsi il cambio?

Assolutamente si. Anzi, in un’ottica di condivisione in famiglia di queste informazioni, potrebbe essere un’opportunità per attivare una discussione positiva anche dopo il corso.

E se non sono genitore posso venire?

Certo! Potresti essere un educatore e avere voglia di partecipare al dibattito sull’uso consapevole del web e social media da parte degli adolescenti e contemporaneamente volere migliorare la tua cultura digitale.

I 20 € per i materiali vanno versati a persona?

I 20 € vanno versati a famiglia: se siete in 3 e volete 1 sola copia dei materiali cartacei finali, vi basta versare 20 €.  Se non vi interessano i materiali non siete obbligati a versare nulla. 

Perché partecipare a un corso del genere?

  • (Adulto) Per sentirti più vicino ai tuoi figli quando iniziano a usare attivamente il web;
  • (Adolescente) Per fare capire ai tuoi genitori che usi responsabilmente il web e il tuo telefono;
  • Per conoscere meglio le opportunità offerte dalla Rete: non solo conversazione ma anche creatività e auto formazione a tutte  le età;
  • Per contribuire a stilare una serie di suggerimenti che potrebbero essere utili ad altre famiglie come la tua e che diventeranno un progetto in progress che continuerà a nutristi delle idee nate in Rete, grazie a un wiki sui cui quello che faremo durante il laboratorio verrà messo a disposizione per essere incrementato e modificato online.

Le iscrizioni sono ancora aperte. 

Genitori e figli, in tandem per decidere insieme le regole per l’uso dello smartphone e dei social media

Si chiama Generazioni Internet ed è un’idea che mi cresceva nella testa da un po’.

Poi l’anno scorso è arrivato il Bando Agenda Digitale del Comune di Bologna (#agendadigitaleBo) e insieme a Studio Lost abbiamo pensato di strutturarla e proporla.

E’ accaduto che la nostra idea è piaciuta e così grazie al sostegno di #agendadigitaleBo ora possiamo realizzare il primo laboratorio!

Di cosa si tratta?

Un laboratorio per adulti e adolescenti insieme (l’idea è coinvolgere persone dello stesso nucleo familiare) per co-creare regole condivise efficaci per l’uso di web e social media attraverso computer, tablet e smartphone e farle confluire in un Decalogo per l’uso di Internet, Tablet e Smartphone in famiglia che sarà pubblicato sul sito in licenza CC e reso disponibile perché possa evolversi ed essere adattato alle esigenze delle famiglie che vorranno usarlo.

Quando?

Il laboratorio parte il 6 marzo 2014, dalle 17 alle 19. Le lezioni sono 8 e questi sono i temi:

  • Il mio profilo online (privacy, diffusione dati e foto, gestione delle relazioni) sui social media
  • Uso del web per informarsi e coltivare le proprie passioni
  • Gestione del tempo online e offline
  • Cyberbullismo e legalità
  • Laboratorio di dialogo: aspettative/desideri reciproci nell’uso del Web • Co-creiamo un manifesto di regole condivise

Quanto costa?

Grazie al sostegno di Agenda Digitale, il corso è GRATUITO con un piccolo rimborso per la distribuzione dei materiali di 20 € a persona.

Come ci si iscrive?

Ci si iscrive online qui

 

La ragazza con l’orecchino di perla – anteprima a #Bologna

In un pomeriggio di pioggia battente sono stata baciata dalla fortuna dei blogger e mi hanno invitata ad un’occasione davvero speciale: l’anteprima della grande mostra che partirà a Bologna l’8 febbraio 2014 dedicata al famosissimo dipinto di Vermeer che tutti conosciamo come “La ragazza con l’orecchino di perla“.

Uno degli sponsor di questa mostra è infatti Segafredo Zanetti, azienda che produce caffè (e tè) e che è orgogliosamente “made in Bologna”.

Segafredo ha deciso di fare un bellissimo regalo ad alcuni blogger: ci ha offerto il pranzo da Zanarini per poi accompagnarci in una visita a porte chiuse a Palazzo Fava, per ammirare questa ed altre opere della Golden Age olandese.

Ero emozionata per molte ragioni:

  • non avevo ancora visto Palazzo Fava riaperto dopo il recente restauro, scrigno di alcuni affreschi dei Carracci; 
  • il tour della “ragazza con l’orecchino di perla” ha toccato alcune grandi città in Giappone e Usa e qui in Europa il quadro sarà esposto SOLO a Bologna, dimostrando l’eccezionalità di questo progetto, in coincidenza con i lavori di restauro del museo Mauritshuis;
  • amo Bologna e sono sempre molto orgogliosa quando viene valorizzata da operazioni di marketing culturale che contribuiscano a farla conoscere a livello nazionale e internazionale.

Poi era anche la prima volta che accettavo di partecipare a un evento del genere: in questi anni di blogging mi hanno invitata spesso a presentazioni, per lo più commerciali, e per mia policy avevo sempre detto di no, perché non mi piace fare post sponsorizzati.

Sto giro ho deciso di accettare perché questa iniziativa, voluta da un’azienda, mi sembra un modo virtuoso di promuovere il proprio lavoro. Come ci ha detto il direttore marketing di Segafredo durante il nostro pranzo a Zanarini, l’azienda attraverso la sponsorizzazione di questa mostra ha voluto “resistituire” alla città qualcosa, dal momento che qui è riuscita a prosperare.

E io in queste cose ci credo: la commistione di pubblico e privato, il networking tra tante realtà diverse non può che fare bene a tutti, alla cittadinanza, al commercio e al turismo di un luogo.

Oltretutto, diciamolo: chi – amando l’arte – rinuncerebbe a un’offerta del genere? 😉

La mostra è davvero bella anche per una profana come me (c’erano molti blogger di settore turismo e arte che sicuramente sapranno raccontare in maniera più professionale e specialistica quello che abbiamo visto).

Io sono stata decisamente colpita dall’illuminazione delle opere che sembrano irradiare luce e che vengono valorizzate al massimo e dal percorso espositivo, di cui “la ragazza con l’orecchino di perla” è solo l’apice. Noi che partecipavamo al blogger day abbiamo avuto poi una guida d’eccezione, Marco Goldin di Linea d’ombra, curatore della mostra.

E’ stato lui a raccontarci le scelte espositive delle 6 sale e i motivi che hanno condotto a questa mostra. Mi sono così immersa tra le vedute paesaggistiche del 600 olandese (lo sapevate che a quel tempo erano talmente in voga, in Olanda, le vedute che la maggior parte degli artisti era specializzata? C’erano i pittori di ponti, i pittori di animali, di mare, di campagna…).

Una delle sale è dedicata ai ritratti, non sempre di persone realmente vissute (e qui, qualcuno potrebbe avere una delusione nello scoprire che la ragazza dell’orecchino di perla, al contrario di quanto dicano libri o film, non è mai esistita) ma che hanno un potere carnale di rappresentazione talmente forte da risultare più veri del vero, emozionanti quasi come incontrare una persona che non vedi da tempo e che ti comunica molte emozioni.

Ho scoperto che nel ‘600 l’Olanda era il paese con il maggior numero di donne alfabetizzate e che questa era una nota di orgoglio e merito che anche i pittori celebravano attraverso i tanti ritratti di donne che scrivono lettere. Alla mostra se ne trova uno, bellissimo, di Gerard ter Borch   (foto mia)

Mi sono commossa di fronte ai Rembrant e alle vedute assolate dei campi pianeggianti, colpiti dai raggi del sole e dalle fughe d’ombra delle nubi in cieli enormi che riempiono lo sguardo.

E così, d’un tratto, ci siamo trovati nell’ultima stanza dell’esposizione. Entri e lei ti guarda da lontana. Dall’alto occhieggiano le scene bucoliche e mitologiche dei Carracci. In fondo, nella sua vetrina, c’è una donna con il capo voltato verso chi la guarda. Un attimo, solo un piccolo movimento per guardare te che la stai guardando. Ora si volterà, ora se ne andrà, ora tornerà alla sua vita. Ma prima ti sorride, bellissima di una bellezza morbida e invitante, con quello sguardo dolce di giovane che sta sbocciando alla vita.

Ti ricorda che anche tu, un tempo, hai avuto quella stessa incertezza, quella stessa voluttà e desiderio di vita, di cose che ancora non sai, di cose che ancora non conosci.

Ti ricorda che in fondo è tutto molto effimero. Che passa. Che fugge. Ma che rimane immutato nei ricordi.

E ti fermi a guardarla come presa da una magia. Con la consapevolezza che tra pochi giorni il suo sguardo sarà preso d’assalto e tu, lì, in quel pomeriggio di pioggia, hai il grande privilegio di poter tessere una specie di discorso privato, qualcosa per cui ti senti quasi in colpa.

Ma nulla può bloccare il flusso di emozioni. Ricordarti che l’arte può tutto, se solo ti lasci il tempo per farla entrare nei tuoi occhi.

Se non sei di Bologna ma verrai per la mostra

Se tu che leggi questo post non sei di Bologna ma verrai per ammirare questa mostra, ti ricordo di alzare gli occhi, tra una sala e l’altra, per guardare gli affreschi delle stanze di Palazzo Fava. Se vuoi saperne di più sull’opera dei Carracci leggi qua il ruolo fondamentale che hanno avuto per la diffusione della cultura barocca. Se stai programmando il tuo tour in città, ti consiglio un giro alla Pinacoteca di via delle Belle Arti dove potrai ammirare altre loro opere ma anche – per esempio – quella meraviglia tragica che è la strage degli innocenti di Guido Reni o le opere del Guercino. Fatti un giro per il centro città e scopri le tantissime torri che fanno oplà lungo il tuo cammino, come per esempio la Prendiparte.

Qualche opera


Se volete curiosare tra i tweet live che abbiamo postato ieri, usate l’hashtag #artandsegafredo 

Artefiera e Artcity 2014: qualche considerazione

Da venerdì a ieri mi sono immersa in questo week end fitto di eventi bolognesi dedicati all’arte. La giornata di venerdì – a spasso per Bologna – l’ho raccontata qui.

Dopo molti anni sono tornata anche a Artefiera dove ho trovato opere molto interessanti e il padiglione dedicato all’ 800 e 900 mi è piaciuto particolarmente. C’era tantissima gente (la kermesse si conclude oggi), le mie amiche mi hanno scattato pure una foto con Gianni Morandi e in generale ho potuto ammirare oggetti inusuali, ma anche opere di grandissimi artisti.

Rispetto a qualche anno fa, Artefiera mi è sembrata molto più a misura di spettatore, meno orientata in maniera esclusiva alla vendita e più alla fruizione dell’arte.

Sabato sono stata al Mast, il nuovo museo privato, inaugurato dietro all’azienda GD.

Un’opera architettonica imponente e una mostra di fotografia industriale che consente di vedere i cambiamenti nella percezione e tipologia del lavoro.

Interessantissimo il focus sugli utensili del lavoro e dell’industria e su come – oggi che la maggior parte di noi lavora in virtuale, utilizzando solo il computer – si sia persa la loro valenza e riconoscibilità simbolica. Belle le foto (datate 1985) dedicate ai ricercatori del MIT e al personal computer. Foto di persone che guardano lo schermo, con lo sguardo assente (e a tratti alienato) che ha ognuno di noi quando lavora. Fianco a fianco con quelle degli operai siderurgici di inizio ‘900.

Nel pomeriggio, insieme a Frollina siamo stata al Mambo, per il laboratorio Art City Children. Insieme all’artista Flavia Mastrella, i bambini hanno costruito sculture utilizzando pezzi di giochi. Flavia Mastrella da 20 anni recupera ciò che trova sulla spiaggia, oggetti levigati dal mare e dal tempo e crea piccole sculture affascinanti, in cortocircuito con la natura per cui quegli oggetti (per lo più giocattoli) erano nati.

Il laboratorio è piaciuto molto a Frollina, ma era molto lungo e ce ne siamo andate un’ora prima del previsto perché 4 ore e mezzo per lei erano davvero troppe.  Però mi sono divertita un sacco a vedere cosa creavano i bambini, con quanta fantasia ricomponevano teste, gambe, carri armati e come gli si illuminavano gli occhi quando potevano mettersi a giocare con le loro creazioni.

Per nulla in imbarazzo all’idea di trasformare oggetti che spesso riconoscevano (barbie, pupazzi, giochi di società, personaggi dei cartoni, ecc), dimostravano l’acutezza del pensiero creativo infantile, non ancora imbrigliato dalla razionalità.

Di questa esperienza del fine settimana ho apprezzato tantissimo la possibilità di vedere posti che altrimenti non sono aperti al pubblico (come per esempio il rifugio antiaereo di via Indipendenza), la quantità di gente che – mappa alla mano – se ne andava in giro estremamente motivata a costruirsi il proprio percorso artistico e l’idea di sentire più mia la mia città.

Ho veramente apprezzato l’interesse generale intorno all’iniziativa e mi ha fatto riflettere sul totale scollamento tra “offerta” e “richiesta”. Lo hanno già detto persone molto più esperte di me, ma in Italia se solo avessimo coraggio, potremmo uscire dalla crisi unicamente grazie al mercato della cultura e dell’arte, così ricco e così poco valorizzato. Non è vero che agli italiani non interessa fare i turisti nelle proprie città, conoscere cose nuove e poter accedere a luoghi d’arte, solo che troppo spesso la possibilità è limitata.

Al Mast mi ha messo un po’ a disagio la grande quantità di security, la fila per l’entrata (senza sapere bene quanto tempo avremmo dovuto aspettare, visto che si entrava a gruppi) e in generale una sensazione di “chiusura”, di paura di aprirsi davvero al pubblico che mi ha dato questo bellissimo posto. E’ un museo privato molto giovane, mi auguro possa crescere.

Del laboratorio per bambini mi ha lasciato perplessa la durata: non sono convinta infatti che un sabato pomeriggio, per un bambino che sta a scuola tutta la settimana, possa davvero durare 4 ore e mezzo di laboratorio 😉

Aggiungo poi una proposta/appunto (chissà mai che qualcuno degli organizzatori di Arte Fiera leggesse questo post) sempre relativo ai bambini: credo che articolare maggiormente l’offerta di Artcity Children (anche magari in Fiera) potrebbe davvero essere efficace. I piccoli amano l’arte molto più naturalmente di noi adulti, la sanno interpretare e ci trovano sempre degli spunti interessanti che li appassionano, differenziare l’offerta, creando percorsi in città dedicati a loro, secondo me aggiungerebbe ulteriore valore a un evento che ne ha già tantissimo e che quest’anno ha anche battuto precedenti record.

Artefiera e questo week end bolognese potrebbero diventare così davvero l’occasione per avvicinare tutta la famiglia all’arte, anche in maniera giocosa.

In generale il bilancio per me è molto positivo.

#Artcity: San Giorgio in Poggiale e Casa Morandi. A spasso per Bologna

Oggi mi sto regalando una giornata da dedicare a me stessa, a fare la turista nella mia città. L’occasione di ArteFiera e dei tanti eventi connessi a Art City è stata l’opportunità per una mattina a spasso per Bologna.

A San Giorgio in Poggiale ho scoperto un luogo davvero incantato, dove la scultura di Claudio Parmeggiani troneggia tra i libri e anche su i libri.

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Bellissima la mostra dedicata ad Alfonso Rubbiani e agli anni (inizio 900) in cui Bologna cambiò faccia, con un piano regolatore che aveva l’intenzione di recuperare l’architettura medievale ma che – di fatto – cancellò pezzi della storia della città. Ho scoperto, per esempio, che le altre 3 torri costruite in fondo all’attuale via Rizzoli, vicino alla Garisenda e all’Asinelli, furono distrutte per dare respiro a Strada Maggiore.

Da via Nazario Sauro – complice lo sciopero degli autobus – mi sono diretta a piedi verso Casa Morandi, in via Fondazza 36, aperta al pubblico (e a ingresso gratuito come pure San Giorgio in Poggiale), in occasione di Art City.

Dopo una sosta caffè per consultare la mappa degli eventi Art City  ho cercato di girare a testa in su ed è così che, finalmente, mi sono goduta con un po’ di calma la meraviglia di San Colombano, restaurato davvero bene, nella stretta Via Parigi.

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Sotto una pioggerellina fitta, nel giro di poco (nel centro di Bologna, oltre a non perdersi nemmeno un bambino, si riesce a passeggiare con gusto e velocemente a piedi) sono arrivata al Museo- Casa Morandi. Purtroppo gli interni non si possono fotografare ma ho cercato di riempirmi gli occhi dell’atmosfera magica che si respira nello studio e abitazione del pittore Giorgio Morandi .

Mi ha colpito molto il ripostiglio con gli oggetti collezionati da Morandi e che, in diverse fasi, ha dipinto. Come per esempio le conchiglie che hanno posato per lui.

Nello studio sembra di vederlo ancora, usare i pennelli e i colori conservati nelle scatole di biscotti e in sala da pranzo si può ammirare perfino la “ricetta dei maccheroni” che la mamma diede in dono alle sorelle, con una dedica affettuosa e piena d’amore.

C’è poi una finestra che fa entrare luce dal giardino sottostante, dove si può ammirare ancora lo stesso ulivo che ispirava Morandi. Un tipico “cortile interno” alla bolognese, di quelli che caratterizzano i palazzi del centro, da fuori non te li immagini e poi ti ritrovi immerso in un piccolo bosco e sembra quasi di essere altrove.

Ed ecco le scale che scendeva e saliva per immergersi nelle strette strade del suo quartiere, dove ancora i commercianti offrono stuzzichini ai bambini che entrano con le mamme e nei bar puoi trovare gruppi di anziani che si conoscono da una vita.

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Tra poco più di un’ora andrò ad ArteFiera a visitare i padiglioni e domani al Mast e al Mambo, con Frollina, per Art City Children. Parteciperemo a un laboratorio dedicato alla mostra La Grande Magia.

Artefiera a Bologna: eventi diffusi anche per bambini

Bologna sta per essere invasa dall’arte e da un sacco di eventi succosi sparsi per tutta la città con l’arrivo di Artefiera dal 24 al 27 gennaio 2014. 

Quest’anno ho deciso di immergermi e raccontarla il più possibile perché mi sembra un’ottima opportunità per vedere le cose e i luoghi da altri punti di vista.

ArteFiera è la fiera dell’arte moderna e contemporanea e nel tempo ha cominciato ad attrarre in città eventi collaterali non necessariamente negli spazi fieristici: basta girare per il centro per accorgersi delle tantissime iniziative, a volte anche molto piccole, ma assolutamente preziose con cui è possibile costruire un tour alternativo e complementare al classico giro del centro storico.

IN FIERA

In fiera saranno i padiglioni 25 e  26 ad essere invasi dalle collezioni: leggo sul sito che la scelta dipende dalla tipologia di questi spazi che, grazie alle grandi vetrate, permettono alla luce naturale di esaltare al massimo le opere esposte.

Special Focus Section di quest’anno sono dedicati all’Europa Orientale, al Tardo Ottocento, alla fotografia e alla Cina

IN  CITTA’

La città sarà animata grazie al progetto Art City Bologna e a Art City White Night, nella sera di sabato 25 gennaio 2014.

Io mi sono costruita il mio tour – per conciliare gusto personale e esigenze familiari – grazie al programma tematico completo di Art City Bologna.

Mi prenderò il tempo, per esempio, per andare a visitare la mostra Cattedrale e Campo de’Fiori a San Giorgio in Poggiale (luogo che amo molto, in pieno centro) e Casa Morandi, in cui da tantissimo volevo andare.

Sabato mattina, insieme a Frollina e Tino andremo al MAST , la “manifattura di arti, sperimentazioni e tecnologia a vedere la mostra sulla fotografia industriale .

Il MAST nasce da un grande gruppo industriale bolognese come fondazione per valorizzare l’impresa (la manifattura) e creare un ponte tra essa e la città: Bologna – in pochi lo sanno – è costituita prevalentemente da aziende meccaniche che si occupano di packaging e aziende motoristiche o di subfornitura motoristica. Queste cose le ho imparate quando lavoravo al Museo del Patrimonio Industriale  e ha cominciato a interessarmi molto il modo in cui una certa impresa ha definito anche i parametri culturali e il carattere della mia città.

Poi Frollina sarà entusiasta del MAST che è davvero un luogo suggestivo.

Art City Children – l’arte per bambini

Sabato pomeriggio ho scelto di partecipare a un laboratorio al Mambo con la bambina di 7 anni.

Ed ecco la parte che può interessare maggiormente chi ha figli e vuole coinvolgerli in questo weekend d’arte attraverso l’offerta di Art City Children che – se posso permettermi una proposta – spero davvero si ampli nelle prossime edizioni, perché lo sguardo dei piccoli sull’arte moderna e contemporanea è davvero stupefacente e sanno appassionarsi, giocando con le immagini e le suggestioni.

Ecco tutte le info sul laboratorio e sulla cena in programma:

ART CITY Children – Weekend al MAMbo

Un Weekend al MAMbo in occasione di ART CITY 2014. Nei giorni in cui Bologna diventa protagonista
dell’arte, il MAMbo dedica uno spazio ai giovanissimi con laboratori, letture, giochi e visite animate per
muovere i primi passi verso l’arte contemporanea e i suoi luoghi.
Le attività saranno dedicate alla mostra La Grande Magia e alla mostra – laboratorio a cura di Flavia
Mastrella Sculture in tasca. L’esaltazione dell’insignificante. Per bambini dai 5 ai 12 anni.
Prenotazione obbligatoria.
Orari
mattina: h 9.30 – 13.00
pomeriggio: h 14.00 – 18.30
Ingresso
€ 15,00 ogni mattina e ogni pomeriggio
ART CITY Children White Night
atmosfere suggestive, immagini, letture, musiche per celebrare la notte dell’arte con una cena al museo e una speciale serata sabato h 19 – 23 costo € 35,00 (cena inclusa) per bambini da 5 a 12 anni prenotazione obbligatoria entro mercoledì 22 al tel. 051 6496628 | mamboedu@comune.bologna.it

Per seguire la narrazione su Arte Fiera potete usare twitter.

L’account è @artefiera e gli hashtag #artefiera, #artcity e #artcitywhitenight e ci sarò anche io!!!

 

 

Quando sui muri di Bologna sono solo scarabocchi…

Si chiamano Thomas, Daniel, Cosmin, Luigi, Vasile, Concetta, Artur, Mauro, Vitali, Emanuele, Francesco, El Mostafa, Hajiba, Andrea e sono i componenti della “squadra” antigraffiti all’opera per ripulire dalle scritte i muri de il giardino 11 settembre a Bologna.

Scritte sui muri che nulla hanno a che vedere con l’arte di strada, quella per cui anche un bolognese, il bravissimo Blu, è entrato recentemente nella classifica dei migliori artisti di strada stilata da The Guardian.

Il progetto, voluto dal Comune di Bologna, mira a reinserire persone disoccupate o svantaggiate nel mondo del lavoro: prima un corso teorico e poi l’inizio dell’attività pratica, per ripulire i muri di Bologna.

Lo racconto perché la “maestra” di questo corso, colei che mi ha fatto conoscere questa bella iniziativa, è una mia amica. Fa la restauratrice, si chiama Michela e ha voluto insegnare a tutti i partecipanti all’iniziativa come si ripulisce un muro rispettandone le specificità e l’età anagrafica.

Non basta infatti una pennellata di colore per togliere le tracce di quanti hanno voluto lasciare una “firma” su muri e monumenti del centro città, non pensando che si tratta di spazi comuni che abbiamo tutti il diritto di guardare in maniera piena e naturale.

E’ un lavoro “di fino” quello che aspetta questi 12 operatori e ora che è anche freddo, sicuramente non “facile”. Però, come mi ha detto Hajiba mentre le scattavo una foto, si tratta di un “bell’esempio da dare ai nostri figli”.

C’è una grossa differenza tra la street art, che spesso riqualifica intere zone, le rende più belle all’occhio di chi guarda, e gli scarabocchi che qualcuno fa per lasciare un segno volatile, di non senso, ma duraturo, del proprio passaggio.

E se non sempre è facile  per noi profani capire cosa sia arte o meno, dove possa liberarsi l’ispirazione e dove è meglio lasciare spazio ai colori del mattone, di sicuro quello che stanno facendo questi ragazzi è qualcosa di importante, concreto e che oltre a valorizzare la mia città, offre anche a loro l’opportunità di imparare un mestiere.

Ecco qualche foto scattata ai giardini 11 settembre di Bologna.

Per tutte le informazioni istituzionali sul progetto e saperne di più, ecco l’articolo del Comune di Bologna 

 

 

Raccontare un evento con i Social Media

Sono stata a Bologna Water Design dove ho fatto un breve intervento dedicato al Raccontare un evento con i Social Media.  Ho provato a sintetizzare il flusso delle cose da fare e voglio condividerlo anche qui.

Premessa

Ogni evento fa storia a se’, non tutti gli eventi sono “adatti” ad essere raccontati nello stesso modo online e questo è un post estremamente generico che offre solo una scaletta delle domande da farsi, delle operazioni da impostare e degli strumenti che si possono usare per seguire e impostare la comunicazione di un evento online.

Ecco qua il mio elenco! (e se avete qualcosa da aggiungere, fatelo nei commenti, sarò felice di integrare con tutti i vostri suggerimenti!) Continua a leggere

Raccontare un evento con i Social Media. Save the date!

Sto collaborando con Face Creative Link nella promozione di un Contest (a cui chiunque può partecipare!) dedicato a Bologna e all’acqua e che si chiama #Bolognawater e che culminerà con una mostra durante la manifestazione Bologna Water Design.

Nell’ambito di questa iniziativa Face Creative Link mi ha proposto di tenere un piccolo speech in cui offrire qualche consiglio sui mezzi e i modi di seguire un evento con i Social Media.

Sono molto contenta di annunciare che sabato 28 settembre 2013, a Bologna presso i suggestivi chiostri dell’ex Maternità in via D’Azeglio  alle 17.30 sarà possibile partecipare al mio intervento [vedi programma in dettaglio].

Subito dopo di me sarà la volta di Giampiero Riva (“guru” di Instagram da cui spero di imparare qualcosa visto la mia scarsità come fotografa digitale ;-)) e a seguire l’attesa premiazione di #BolognaWater.

Ecco qui il dettaglio:

17:30
RACCONTARE UN EVENTO CON I SOCIAL MEDIA. Buone prassi per raccontare un evento social: twitter, facebook, il blog, gli hashtag, la rete degli Opinion Leader, l’aggregazione dei contenuti. Incontro, a cura di Face Creative Link, con Francesca Sanzo che si occupa di contenuti e strategie per web e social media e dal 2005 ha unblog dove fa storytelling e racconta la città e gli eventi più interessanti di Bologna.

18:00
FOTOGRAFIA E SMARTPHONE: COME STA CAMBIANDO LA FOTOGRAFIA.  Incontro, a cura di Face Creative Link, con Gianpiero Riva, ingegnere elettronico, uno degli italiani più seguiti su Instagram, autore del libro “Fotografia Smartphone – Scatta, elabora, condividi” e membro del Consiglio Direttivo dell’associazione nazionale Instagramers Italia; fondatore della startup JewelGram – trasforma la tua foto in un gioiello.

19:00
Premiazione PROGETTO CONTEST #bolognawater a cura di Face Creative Link.  Intervengono Instagram Bologna e il Centro di Poesia Contemporanea dell’Universita di Bologna.

A seguire, reading con il poeta Davide Rondoni.

21:00
FESTA DI CHIUSURA. Anteprima del festival roBOt dal titolo ‘digital vertigo’. Intervento progettuale di artisti sul tema dell’acqua.

 

Eventi

Coaching & Digital: individuare e comunicare vision e storytelling [focus digital sul #blogging]

A CHI SI RIVOLGE IL CORSO? 

  • Professionisti della comunicazione
  • Imprenditori
  • Commercianti
  • Formatori
  • Startupper
  • Consulenti

 PERCHE’ PARTECIPARE?

  • Desideri definire meglio la tua vision professionale?
  • Vuoi capire come la narrazione ti può essere utile per individuare obiettivi professionali di breve e medio periodo che rendano il tuo lavoro efficace e ti aiutino a focalizzare meglio i passi da compiere per il raggiungimento del risultato?
  • Stai progettando il tuo blog professionale e non sai da che parte iniziare per fare in modo che si trasformi in uno strumento in grado di darti autorevolezza e allo stesso tempo incrementare il tuo business?
  • Vuoi capire come gestire al meglio la tua narrazione online tra personale e professionale?

Se ti interessa approfondire tutti questi aspetti Coaching & Digital Prof è il percorso che fa per te.

OBIETTIVI

  • L’attività del processo di Coaching: dalla riflessione al piano di azione.
  • Come sostenere la definizione e la formazione degli Obiettivi professionali, la Vision e la Mission attraverso la tua Storia.
  • L’analisi del potenziale e nel cambiamento organizzativo: il   reinquadramento e la creatività.
  • “Raccontami una Storia”: il sensorialmente basato nel processo di Marketing, l’empowerment nell’uso della metafora.
  • Vision e storytelling come elementi per individuare la propria strategia di narrazione online

CONTENUTI

  • Il Milton Model: le Storie sono importanti e soprattutto costruiscono ponti di Comunicazione.
  • La capacità della gestione delle emozioni nel saper raccontare la Storia.
  • La Comunicazione Efficace: come costruire l’identità professionale.
  • La creazione di processi di motivazione e di committment nell’Organizzazione, attraverso la produzione della propria Immagine.
  • Il business model come strumento di comunicazione digitale
  • L’ascolto per imparare a narrarsi online
  • Nominare le proprie competenze in maniera efficace
  • Narrazioni nomadi digitali
  • Lo storytelling attraverso un blog professionale
  • BLOG PROFESSIONALE: obiettivi, contenuti, coinvolgimento, struttura di un post efficace
  • Cases Histories e esercitazioni pratiche

METODOLOGIA

 Edizione I: 8 h, sabato 21 febbraio 2015, dalle 9 alle 18

COSTI

Il costo della giornata è di 290 € + IVA [sono compresi pranzo e coffee break], i primi 5 iscritti hanno diritto a uno sconto e il costo sarà di 275 € + IVA.

NUMERO MASSIMO PARTECIPANTI

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Invia una mail a coachdigit@gmail.com per confermare la tua iscrizione entro il 31/1.

Per completare la tua iscrizione dal 01 Febbraio ti contatteremo via mail, per fornirti le informazioni necessarie per la modalità di pagamento, tramite bonifico bancario.

Coaching & Digital Tips – Workshop

Sei un professionista? Hai un’attività autonoma o commerciale? Stai per intraprendere un nuovo percorso di lavoro?

Se senti la necessità di focalizzare la tua identità professionale e capire come comunicarla questo workshop fa per te.

Ti metteremo a disposizione alcuni suggerimenti sullo storytelling come strumento efficace per individuare la tua identità professionale e narrarla su web e social media.

Chi siamo

  • Simona Pasquetti  [Trainer & ACC Coach -Associate Certificate Coach ICF- Executive & Corporate Coach at BOB Coaching]
  • Francesca Sanzo [Consulente per Strategie di Narrazione Digitale]

Perché una coach e una digital strategist insieme?

Perché il modo in cui ti auto rappresenti come professionista e ti comunichi per raccontare e promuovere il tuo lavoro ha molto a che fare con il modo in cui ti narri enoi aiutiamo i professionisti e le aziende e tessere la loro storia perconoscersi, migliorare e comunicare.

Il nostro hashtag: #CoachDigiTips

Per iscrizioni Eventbrite