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Di Estevill, modi di fare la nanna e punti di vista

Ricordo ancora quando decisi di scrivere – candidamente e senza sapere cosa mi avrebbe aspettato – che avevamo iniziato  a usare il Metodo Estevill con la Frollina. Succedeva circa un anno fa. Si scatenò il finimondo. Discussioni in calce al post: fui perfino accusata di essere una mamma nazista.

Capii in quella occasione – poi è successo mille altre volte – quanto la gente che legga blog a volte possa diventare cattiva, acida, giudicante. Perché di fronte ad una persona che ti sta intrattenendo e sta condividendo la sua esperienza, trovo che sia veramente brutto partire in quarta tagliandola a fette come si farebbe con il prosciutto. Spesso poi perché si è voluto trovare in un post quello che stavamo cercando: quello che ci aiuta a far uscire la rabbia. Che è poi più facile arrabbiarsi e offendere la panzallariaditurno che prendersela con il proprio capo, con la moglie che tradisce o con il marito che non ti tromba.

Comunque.

Passato un anno ho deciso di scrivere un articolo sulla nanna per Liquida Magazine e girovagando per la blogomammasfera ho trovato reazioni analoghe a chiunque si sia attentato anche solo di nominarlo l’Estevill. Anche alla riunione dell’asilo nido della frolla, per dire, ad un certo punto una maestra ha tirato fuori l’argomento ed è come se noi mamme fossimo passate dal trovarci rannicchiate sulle seggioline da nani a parlare di inserimento e cazzimazzi d’asilo, direttamente in un’arena. Due fazioni. Continua a leggere

I bimbi delle soap opera

In questi giorni che è piovuto da Diolamanda proprio sui miei panni appena stesi e sulla mia terrazza appena lavata e sulla sabbia caccosa dei gatti appena cambiata nella lettiera che – con i suoi orridi schizzetti – ha prodotto l’effetto spiaggia della Riviera dopo che si è arenata una comunità di cozze marcilente e puzzone. Continua a leggere