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Il lavoro spiegato a e da Frollina


Frollina: Perché papà non c’è stamattina?

Panz: E’ andato a Roma. Per lavorare. E’ partito presto.

Frollina: Cos’è lavorare?

Panz: Lavorare è quella cosa che si fa per portare a casa dei soldini.

Frollina: Perché?

Panz: Allora. Tu fai qualcosa che serve a un’altra persona. Lei in cambio ti dà i soldini e tu ci compri la pappa, i giochi, i libri, i vestiti.

Così siete entrambi felici.

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Vi segnalo qualche blog e sito interessanti che ogni tanto ci vogliono e anche un racconto

un po’ di cose sparse in Rete. Che nelle mie gite web trovo robe interessanti e poi mi scorrono addosso e non mi dò mai il tempo di condividerle. E invece la forza dei blog è proprio questa.

  • Sui bambini prematuri
  • Su un nuovo blog che si chiama mercatino dei piccoli
  • Sull’iniziativa benefica Sostieni una mamma
  • Su un racconto bellissimo da leggere on line che merita, merita, merita

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FrignoMammy


Volevo raccontare tante cose. Di Senigallia. Del fine settimana. Di un bel film. Poi sono andata ad accompagnare la frollina al nido, per la prima volta dopo la scarlattina, e ora mi ritrovo frignona come solo una mamma commossa può essere.

Mi hanno consegnato i “gadget” di fine anno scolastico. Quelli che agli altri bimbi sono stati dati durante la festa che noi ci siamo persi causa streptococco e scarlattina.

E me ne sono tornata a casa per lavorare e alla fine mi sono messa a piagnuculare davanti ad un album di foto che testimonia l’anno trascorso. La mia bimba  che incolla, disegna (nell’album sono allegati tutti i lavori), mangia la pizza, salta, balla, ride con i suoi amici… Continua a leggere

Segnalatemi eventi per bambini a Bologna

Ho cominciato a collaborare con QuiMamme.

Si tratta di un piccolo contributo legato alla segnalazione di eventi, spettacoli, progetti dedicati ai bambini in quel di Bologna.

Ecco il link della sezione in cui scriverò: http://quimamme.leiweb.it/mamma/mamma-e-donna/articoli-2009/quimamme-croniste-20171579067.shtml

Se siete a conoscenza di cose carine da segnalare, legate ai genitori e ai bambini bolognesi, scrivetemi: panzallaria73@gmail.com per promuoverle lì. Si tratta del primo portale italiano dedicato al tema. Può essere una buona occasione per diffondere eventi di qualità!

grazie mille

Come una buona idea può trasformare un luogo: la giostra Sogni d’oro, i bambini d’Abruzzo e la speranza

Sabato pomeriggio ho portato un po’ di quaderni, penne, matite e colori alla giostra di piazza 11 settembre per l’arrivo dei ragazzi d’abruzzo.

Manifestazione sentita, autentica e molto spontanea. Temevo che il contributo della polizia potesse conferire al tutto un tono troppo pomposo e celebrativo e invece questi ragazzini erano allegri – roba che a me mi si è gonfiato davvero il cuore – e anche i poliziotti, nelle loro divise troppo pesanti per una giornata molto calda, erano assolutamente rilassati e poco pomposi e celebrativi.

La grande scoperta è stata la giostra di questo parco.

Merita un post.

Perché non si può sempre parlare solo di cose brutte e che vanno male nel Paese.

Dovete sapere che Parco 11 settembre – da tutti i bolognesi conosciuto come il Parco Manifattura Tabacchi – è in pieno centro, accanto alla Cineteca e al cinema Lumiere, in una zona che è stata recentemente riqualificata con un ottimo lavoro architettonico e di recupero. Si trattata di una delle aree più degradate della città, anche se in una zona storica molto importante, dove fino al 1700 sorgeva il PortoCanale di Tortellinicity che come una piccola Venezia aveva una fittissima rete di canali navigabili che portavano proprio alla grande Venezia passando attraverso le valli e al Po. Perché Bologna, in età moderna, grazie all’invenzione del mulino ad acqua che aveva velocizzato le imprese industriali, era diventata la prima produttrice di seta in Europa ed esportava nella maggioranza del mondo conosciuto. Continua a leggere

La scuola non trema – raccolta materiale proAbruzzo a Bologna da consegnare direttamente ai ragazzi di una scuola

E’ prevista per domani l’iniziativa La mia scuola non trema.

Si tratta di un evento a Bologna che prevede l’arrivo di un gruppo scuola dall’Abruzzo (Scuola San Demetrio di Villa Sant’Angelo – AQ).   Sono state organizzate molte cose ma in particolare una mi preme che venga promossa e diffusa. Continua a leggere

Incidenti casalinghi

Quando ero piccola – avrò avuto si e no 6 mesi – mentre giocavo sul letto con mia mamma, lei si è voltata un attimo e io ho tirato una testata contro l’anta di un armadio aperto. La genitrice narra che ho cominciato a fiottare sangue dalla fronte che sembrava la fontana di Trevi e lei si è spaventata a morte.  Con una folle corsa in taxi mi ha portata al pronto soccorso e dopo che mi hanno ripulita e medicata, si è resa conto che la situazione non era grave come si era immaginata a vedere tutto quel sangue.

A me è rimasta una cicatrice sul sopracciglio che nei giorni di maltempo diventa visibile e a lei il ricordo vivido della paura che si è presa.

Ieri, mentre io ero a fare la spesa, che c’avevamo il frigorifero più vuoto del cervello di Bush, è arrivata una vicina a casa.  Aveva bisogno di un libro. Tino e Frollina stavano giocando.

Tino è andato a prendere il libro e ha salutato la vicina che se ne tornava al suo appartamento. Mentre chiudeva la porta, la piccola peste si è infilata dietro allo stipite e ha messo un dito in mezzo ai cardini. Continua a leggere

La frollina ha tirato fuori le unghie (solo metaforicamente)

Sono giorni che tento di convincere Frollina a tagliarsi le unghie dei piedi che sembra di avere a che fare con un’aquila. C’ha degli arpioni a incorniciare quei simpatici piedini di duenne. Giorni che procrastina. E dire che fino a qualche tempo fa aveva imparato a farsele tagliare senza troppe storie.

Ieri sera sia Tino che io abbiamo tentato di imporci spiegandole che bisogna tagliare, che poi le unghie crescono all’insù, sfondano le scarpe, fanno male e se crescono troppo le graffiano le guance. Che mi ricordo ancora la foto del signore con le unghie più lunghe del mondo, sul Guinnes dei primati che c’aveva mio fratello, nel 1984. Continua a leggere

Caro Babbo Natale – Zoe – 5 anni e mezzo

Ecco da dove mi è venuta l’idea di raccogliere le letterine a Babbo Natale e pubblicarle (continuate a spedire, mi raccomando!).

Zoe ha 5 anni e mezzo e – sebbene la mamma abbia tentato di spiegarglielo in tutti i modi – non ha ancora capito che Babbo Natale non è il suo personal shopper! In compenso tante aziende di giocattoli potrebbero prendere spunto dalle sue fantasiose proposte per nuovi gadget!

Zoe, Torino, 5 anni e mezzo.

Se non leggete bene il testo, cliccate sull’immagine, vi si aprirà in nuova finestra e passandoci sopra avrete la possibilità di zoomare.

Continuate a mandarmi le letterine che i vostri bimbi scrivono (o vi dettano) a Babbo Natale. O in formato immagine come questa o copiate in mail: panzallaria73@gmail.com

Cercasi disperatamente Pia

Guardate la faccia di questa bimba. Questa bimba si chiama Giadabella e frequenta lo stesso asilo della frollina. Giadabella è una bimba solare, allegra e dolce. E’ molto affezionata a Pia che è quella che tiene in braccio in questa foto con la faccia da cucciolona.

Pia c’ha i capelli dritti, un sorriso a 42 denti e un ruolo molto importante. E’ più una supereroina che una bambola da compagnia. Perché Giadabella ci si è affezionata moltissimo, sembra quasi che la mamma di notte gliela abbia incollata alle dita con l’attak.

E invece io con la mamma ci ho parlato. Non ha incollato un bel niente e giadabella fa tutto lei da sola, che con questa bambola ci mangia, ci va al bagno, ci legge, ci gioca e ci dorme.

Ci viene anche all’asilo per questo. Tutte le volte che le viene un po’ di magone la va a prendere dentro al cassetto e se la coccola per bene.

Solo che c’è un problema.

Pia è unica e insostituibile e se Giadabella la perdesse (dato che la mamma non gliel’ha attaccata con l’attak) sarebbe un bel casotto.

Giadabella vagherebbe per tutta la città e oltre alla ricerca di Pia. Triste e disperata come una quindicenne che ha perduto il suo tamagoci.

Delusa come una cicciona che non può più mangiare cioccolata.

Affranta come un criceto a cui hanno tolto la ruota.

Insomma: sarebbe una tragedia.

E noi vogliamo davvero che una bimba di 3 anni vada da Raffaella Carrà o dalla sostituta di Castagna o – addirittura – dalla De Filippi? No perché sono cose serie. No perché parliamone, robe così ti possono traumatizzare a vita.

La mamma di Giada (con cui stiamo diventando proprio amiche, le amiche dell’asilo ;-)) mi ha chiesto di diffondere un comunicato per l’etere blogger e oltre.

Guardate con attenzione Pia.

Magari in uno dei vostri armadi dorme la sorella gemella (Pia è uscita dalla produzione, come la maggior parte dei supereroi) e voi non sapete che farne.

Potrebbe conferire a Pia il dono della riproducibilità e – nel caso in cui si perdesse la original Pia – potrebbe sostituirla come in un orrendo film di cloni sulla terra.

Pensateci. Guardate attentamente la bambola. Studiate nei meandri dei vostri armadi. O nei negozi delle vostre vie. Siamo disposte anche a prendere un aereo, che alla giada le piacciono molto gli aerei.

Ed eventualmente scrivetemi a panzallaria73@gmail.com

Se trovate Pia, prometto che scrivo una favola personalizzata per chi riuscirà a procurarcela!

graaaaaaaaazieeeeeeeee