Dieta, movimento e creatività: il racconto di come sono uscita dalla sedentarietà e ho ritrovato il mio focus. Una rubrica per chi vuole motivarsi al cambiamento fisico e mentale insieme a Panzallaria.

Dieta: i conti dopo la pausa natalizia

Eccoci alla resa dei conti dopo i bagordi natalizi, vi racconto come è andata a me e come sto procedendo. Ve lo avevo scritto nel post Rimanere in forma sotto Natale: la mia strategia, ho tentato di mantenere un buon stile di vita senza rinunciare ai peccati di gola tipici di questo periodo. Sapevo infatti che c’erano alcune cene e pranzi programmati a cui non volevo rinunciare e che la mia vita sociale/gastronomica avrebbe avuto un’impennata.  Continua a leggere

Rimanere in forma sotto Natale: ecco la mia strategia

 

É il terzo Natale che attraverso in regime di nuovo stile di vita: il primo (2013) ero a dieta, quindi ho cercato di trattenermi il più possibile, mentre nel 2014 avevo appena perso 40 chili e l’obiettivo era “mantenere”, oggi è un anno che ho raggiunto il peso giusto per me e l’obiettivo è sempre quello di non sforare troppo dal peso che ho addosso, stare bene, mangiare cose buone ma non ritrovarmi con 5 chili sul groppone a gennaio.

Un po’ forse l’obiettivo di molti.

Ecco allora che ho elaborato una strategia che metterò in pratica in queste due settimane di pranzi, cene, ritrovi con gli amici e doni alimentari che girano per casa.

Ho piacere di condividerla con te: magari ti vuoi unire e a gennaio poi ci confrontiamo per capire come è andata!

(E se va come spero, il prossimo anno replichiamo!) e la chiamerò la “Strategia Natale a Panzallaria” (per modo di dire).

Pranzi e cene in compagnia: cosa fare?

Natale arriva una volta all’anno e anche le vacanze non sono un evento così scontato: tanta la voglia di ritmi tranquilli, di stare con chi amiamo e passare giornate in allegria. Fioccano gli inviti a cene, la suocera da una settimana sta preparando il pranzo del 25 dicembre e proprio ieri sera siamo stati da amici per una cena tematica davvero simpatica: perché dovrei farne a meno????

La risposta è “No, non voglio farne a meno!”.

Voglio godere, davvero, di quanto le persone prepareranno per me, del piatto speciale e del momento di condivisione. Certo, questo non significa che mi strafogherò, ma può essere che arrivi a fine mangiata satolla e con qualche peccato di gola a cui non ho saputo resistere.

AMEN!

La vita è anche questo e voglio viverla bene, dato che si tratta di un periodo di eccezioni.

E per mantenermi in forma?

Per mantenermi in forma e tornare al mio peso in un tempo accettabile (fine gennaio) ecco quali sono le cose che farò:

  • 1 ora di sport tutti i giorni (di solito la faccio a giorni alterni o – minimo – 3 volte a settimana)
  • eviterò di mangiare “fuori pasto” e cercherò di trattenermi rispetto ai (troppi) dolciumi che circolano in casa
  • quando non ho appuntamenti sociali (pranzi o cene), i miei pasti saranno costituiti prevalentemente da verdure cotte e crude, proteine e un carico minimo di carboidrati complessi, in modo da equilibrare il carico che farò nelle occasioni di festa.

Ma che tipo di sport?

Io amo correre e nuotare, questo faccio regolarmente e questo farò durante le vacanze: secondo la possibilità e i tempi a disposizione, alternerò nuoto e corsa, per un’ora al giorno. Se tu che leggi non ami questi sport, puoi anche scegliere di camminare tutti i giorni 1 ora, magari in salita e a passo veloce, funziona benissimo lo stesso!

Ovviamente se non sei allenato, evita eroismi: fai qualcosa alla tua portata, incrementandolo un po’, perché quello che ti serve non è ucciderti o punirti, ma stare bene, mantenere attivo il metabolismo e goderti le vacanze!

Il peso

Il mio peso normale (da 1 anno e mezzo a questa parte, dopo che sono dimagrita 42 chili, uscendo dall’obesità) è 60,5 kg per 1 metro e 68 di altezza. Così mi sento benissimo, sono scattante, respiro bene, ho un po’ di ciccia nei punti giusti ma sono tendenzialmente molto asciutta e tonica. Questo quindi è il peso che mi rappresenta (e non ha nulla a che fare con tabelle, ecc) e il peso che voglio mantenere più a lungo, consapevole delle oscillazioni naturali, sia sul mese che sul ciclo biologico di una donna di 42 anni.

Il mio obiettivo è riuscire a stare in queste due settimane in un intervallo di peso che va dai 60,5 kg ai 62 kg massimo e poi scendere e tornare a 60,5 kg entro fine gennaio.

Io sono convinta che con la mia strategia ce la farò e se hai voglia di metterti alla prova con me, poi nei commenti a questo post mi racconti come è andata!

[25-09-2014 bologna – Ritratti di Francesca Sanzo dimagrita di 41 chili in un anno. Foto credits: Borella Federico]

 

Tutto fa sport: movimento e vita quotidiana

Da un po’ di tempo sono sempre in giro per lavoro: treni, sveglie all’alba, corsi in giro per la città e oltre. Mi chiedete come faccio, se riesco a continuare a praticare sport regolarmente anche con questa vita quotidiana, così oggi ho deciso di raccontarvelo.

Prima di tutto: TANTA CALMA.

Ho avuto un periodo intenso, in cui nella stessa settimana sono passata da 4 città diverse e ho dovuto tenere 2 corsi impegnativi, il che significa anche prepararsi per.

Ora, quando si devono sostenere impegni di lavoro e questi impegni si accumulano (e se sei un consulente capita SEMPRE che ogni tanto si accumulino) bisogna scomporre le dead line, guardarle una per volta e non farsi prendere dal panico, se no si finisce per stancarsi il doppio, per produrre la metà e per dormire un terzo, che non fa mai bene se devi rimanere concentrata.

In periodi come questo capita che a persone come me, abituate ad avere un appuntamento con la piscina due volte alla settimana (impegno fisso poiché frequento un corso serale) e a correre nel tempo libero (quale? dove?), possa venire un po’ di ansia anche per quello che – pensano – non riusciranno a fare per stare fisicamente bene.

Ecco: TANTA CALMA e MOLTA LUCIDITÁ anche per quanto riguarda lo sport.

Prima di tutto, il segreto sta nel trasformare ogni spostamento previsto in un’occasione per fare un po’ di movimento: io per esempio ho scelto la bicicletta come mezzo di locomozione e posso assicurare che i 20 minuti per andare da casa alla stazione sono un’ottima opportunità per sciogliere i muscoli. E se al rientro, quando sai che potrai poi tirare via il sudore, aumenti il passo, ecco che il leggero movimento potrebbe trasformarsi anche in un po’ di sport e sciogliere la tensione di una giornata sedentaria.

Io mi sveglio di media alle 6 del mattino, faccio un’abbondante colazione, mi lavo e poi inforco la bici per andare alla stazione dei treni. É freddo e mi copro bene e devo dire che all’arrivo al parcheggio, mi sono svegliata che è una meraviglia.

Quando mi ricordo, porto sempre con me qualche spuntino energetico perché so che verso le 10 vorrei mangiare un toro e non dimentico mai di bere almeno 1 litro e mezzo di acqua al giorno: mi mantiene sgonfia, mi fa sentire energetica e digerisco meglio.

Se non mi ricordo lo spuntino e mi viene tanta fame, lo ammetto, prendo una brioche al bar: SENTIRE LA FAME è diverso che farsi prendere dalla pigra golosità di certi momenti, sapere distinguere le due cose è fondamentale per non arrivare a pranzo con un cratere al posto dello stomaco.

Di solito faccio in media 1 ora di treno, sia che vada a Milano che a Ravenna. Quando scendo, a seconda della destinazione definitiva, scelgo se andare a piedi o con i mezzi, ma anche quando a Milano la mia meta è irraggiungibile a piedi, cerco sempre di scendere una fermata prima dalla metro per camminare un po’.

A pranzo mi alzo sempre dalla sedia e mi faccio una piccola passeggiata digestiva: cerco di evitare i carboidrati complessi (pasta, piada, ecc) perché se no verso le 16 comincio a sentire un tamburo al posto della pancia e di solito le energie calano in fretta e cammino non solo per fare un po’ di moto, ma anche per guardarmi intorno, raccogliere qualche storia nell’aria e annusare città che non sono le mie.

I 2 giorni che vado a nuoto sono spesso a Ravenna per lavoro. Al mattino carico la borsa con il cambio in bici, ci infilo dentro anche la gavetta del pranzo e vado. Il treno arriva in stazione alle 19.10 e alle 19.30 devo essere in vasca. I km che separano la piscina dalla stazione sono circa 4 e io li percorro in bicicletta a gran velocità. Tutta salita, spesso una gran fatica, ma arrivo in vasca già calda e mi alleno nel caso da grande voglia fare il triathlon 😉

Nuotare poi sciacqua via la stanchezza della giornata e mi fa sempre piacere incontrare i miei compagni di corso, con i quali si parla di argomenti diversi dal lavoro. Arrivo a casa stanca ma contenta.

Durante il fine settimana vado a correre: cascasse il mondo, qualunque impegno io abbia, faccio almeno 2 ore di corsa (una al giorno). Se mi è concesso un week end senza presentazioni di libro o corsi, in cui posso godermi la mia famiglia, mi sveglio presto per non togliere tempo a loro e vado a farmi la mia corsa.

Anche se piove. Sebbene faccia freddo.

Non ho sempre voglia, ma mi sforzo: so che quando rientrerò, starò davvero bene e nel momento in cui la pigrizia mi tenta, sposto il pensiero al dopo, resisto e vado.

Poi finisce che non solo dopo sto meglio, ma nel frattempo mi diverto!

Perché l’altro segreto, per fare sport regolarmente, è questo: godersi ogni momento in cui lo fai, imparare ad ascoltare i muscoli e a guardarti intorno. Se lo sport equivale anche per te all’aria aperta, è veramente bello osservare le stagioni che cambiano, la temperatura che cala da una settimana all’altra e il cielo che ha colori diversi a seconda del momento dell’anno. E se corri da poco ti confido il mio piccolo momento di godimento: a un certo punto, dopo che ho corso circa 5 km e sono calda ma non ancora stanca, io aspetto di essere da sola e poi spalanco le braccia e mentre corro, imito gli uccelli, pratico i miei 3 minuti di volo libero, ridendo come una pazza e correndo velocissima.

Prova: ti assicuro che è qualcosa che vale davvero la pena! Poi, se come me, sei calato tanti chili, quello lì è il momento esatto in cui ti ricordi della tua leggerezza e non dai per scontato il fatto di potere “volare”.

Se per lavoro mi sposto a Bologna, cerco di non spaventarmi dalle lunghe distanze: la bicicletta è comunque un ottimo mezzo e basta prendersi il tempo a sufficienza per raggiungere la meta! E se temi che la bici ti porti a destinazione troppo sudato, ricorda di vestirti adeguatamente, senza esagerare  e opta per l’abbigliamento a cipolla (metti e togli).

Se gli spostamenti in città lo consentono, io vado spesso anche a piedi. Passeggiare è un’altra di quelle cose che non solo fanno benissimo al corpo, ma che ti consentono di avere un po’ di tempo per guardarti intorno, farti venire idee e rilassarti. E durante il percorso, puoi anche entrare in un bar carino sempre diverso e prendere un caffè: i bar, al mattino, sono uno dei posti migliori dove ascoltare storie e riappropriarsi di un senso di umanità collettiva.

E poi io sono stata “furba”: ho scelto attività fisiche che si possono fare ovunque, come correre e camminare. Se sto via per 2 giorni, mi porto dietro le scarpe da corsa e un parco dove fare qualche chilometro si trova quasi ovunque! 

Nell’ultimo mese, malgrado io stia mangiando parecchio perché ho SEMPRE fame, ho perso un chilo e credo dipenda perché mi muovo moltissimo: non sempre e solo per piacere, ma anche per lavoro, ma cerco di prendere tutto il positivo che ne viene.

Ho avuto giorni in cui l’ansia ha preso il sopravvento, non solo per i tanti (a volte troppi) impegni presi, ma anche perché ci sono settimane in cui il tempo che passo con la mia bimba è davvero scarso: esco al mattino che dorme, torno alla sera che sta per andare a letto.

Quei giorni lì li ho affrontati scomponendoli in particelle più piccole: il prossimo appuntamento, il prossimo treno, la pausa pranzo, le prossime 3 ore di corso. Sono quindi sempre tornata a casa con il sorriso, tanta stanchezza ma la voglia di leggere un libro con lei o giocare a Monopoli.

Che – come mi ha detto una persona che conosco e che è sempre allegra – delle volte ci stanchiamo al pensiero di quanto ci stancheremo e in quell’ansia di stancarci, davvero arriviamo a sera spappolati, se invece facciamo un respiro profondo e ci muoviamo solo da un punto A a un punto B e così via, diventa tutto più semplice. E se in quel movimento da una lettera all’altra dell’alfabeto, pensiamo al nostro corpo come un alleato, lui lo sarà e potremo aiutarlo a raccogliere energia attraverso il movimento!
Dunque se tu che stai leggendo hai giornate molto intense, in giro o nel tuo ufficio, ricorda: TROVA IL TEMPO per fare almeno 20 minuti di movimento leggero al giorno; alla fine della settimana, senza nemmeno accorgertene, avrai messo in moto regolarmente i muscoli.

Ed è questo l’unico segreto per rimanere in forma, specie se esci da una lunga dieta!

La mia “attrezzatura”

Da un po’ ho scelto di lasciare la borsa a tracolla a casa: viaggio con un comodissimo zaino porta computer nel quale, all’occorrenza, riesco a inserire anche un cambio se devo dormire fuori. Porto sempre con te uno spazzolino da denti, un dentifricio, un deodorante e le salviette umidificate. Se il cambio non ci sta nello zaino, me lo porto dietro in una bag con cerniera, piccola e comoda. Quando le giornate me lo consentono, mi porto una borsa supplementare che poi ripiego nello zaino con il cibo per il pranzo, un frutto e l’acqua. Lo zaino è molto comodo sia per viaggiare in bici, sia nel caso in cui io debba fare una corsa perché sto perdendo un treno.  Con me viene sempre anche il mio kindle per leggere o l’IPad quando scelgo di informarmi e studiare. Se non si percepisce il treno come uno “spazio morto”, diventa un’ottima occasione per fare auto formazione (e a volte, alla peggio, per lavorare).

 

 

 

 

 

Lavorare senza paura: il mio nuovo modo di affrontare gli impegni professionali

Fino a dicembre ho un periodo molto intenso di lavoro: tutti i giorni salgo su qualche treno che mi porta in un punto diverso dell’Italia (ciclicamente nello stesso, Ravenna, dove ho cominciato una collaborazione con loro) e macino chilometri. Poi spesso entro in un’aula per fare formazione, oppure mi metto a scrivere e a pensare strategie digitali, oppure incontro le persone. Non bastasse un’agenda professionalmente piena, sto continuando a presentare il mio libro e mi capita di essere un giorno a Roma, l’altro a Padova.

Luisa Carrada, io, Fabiana Sera alla presentazione di 102 chili sull’anima a Roma, Finestre sul cortile

Tutto questo rende la mia vita un po’ convulsa, tutta il contrario di quello che è stata (per mio volere) negli ultimi 9 anni.

Dopo essermi ammalata, nel 2008 e avere lungamente patito per il fastidio che mi creava la mia malattia immunitaria, avevo giurato a me stessa che avrei sempre scelto una vita slow, una vita lenta, giornate giocate sulla forza della prossimità. Lo facevo per me, lo facevo per essere sempre vicina a mia figlia nei primi anni della sua vita.

Lo facevo però anche per paura: la paura di non essere all’altezza di una situazione lavorativa stressante e competitiva. Allora ovviamente non lo sapevo, l’ho capito adesso che grazie al resto della mia storia, sono riuscita a trovare la chiave che tenevo nel taschino e con cui mi ero chiusa nella mia prigione di ansia e inadeguatezza.

É arrivata la muta e d’un tratto mi sono resa conto che tante cose me le ero impedite da sola e dato che solo su quelle posso lavorare, ho cominciato a farlo.

Ho iniziato a pensare un po’ più da “imprenditrice” e mi sono resa conto che nel lavoro che ho scelto non posso pensare di rimanere a vita dentro casa e che  – per quanto faccia una professione digitale – l’incontro con le persone è la chiave per fare prosperare progetti e per trasformare quello che so fare in una vera e propria impresa in grado di sostenermi in maniera continuativa.

Non è che oggi abbia meno paura o non mi tremino le gambe quando mi affaccio su una nuova avventura o mi si presentino 30 giornalisti a cui sto per fare lezione di digital storytelling, magari in un grosso gruppo editoriale: come in passato sento l’anima nera sussurrarmi frasi odiose che mi ricordano che probabilmente non ce la farò, ma a differenza del passato (anche abbastanza recente), oggi non mi si avviluppano più le budella e so riconoscere la coazione a ripetere del mio nucleo di insicurezza da quella che è la realtà intorno, una realtà di possibilità infinite.

E a un certo punto, in questo balletto costante che facciamo Dexter e io, decido di farla danzare un po’ ma poi l’accompagno a prendere un bicchiere di vino, la faccio sedere e io mi metto al lavoro, silenziando qualsiasi vibrazione negativa arrivi da parte sua, concentrata solo sul minuto esatto che sto vivendo, su quello che devo dire, su quello che so.

E quasi sempre le cose vanno abbastanza bene, perché mi immergo in me stessa e allo stesso tempo mi connetto con le persone che ho intorno.

Non sempre riesco a tenere la barra dritta: chi è insicuro è spesso anche molto ansioso e io, da vera tossica quale sono, sono un’ansiosa da campionato del mondo. Ogni tanto mi sveglio di notte avviluppata dal senso di colpa nei confronti di Frollina (ormai riesco ad accompagnarla e prenderla a scuola solo un giorno alla settimana), mi sento una madre snaturata e completamente assente. Comincio a pensare che non ho ancora mai visto la sua nuova maestra, che quando ricevo una mail dai genitori della classe non capisco nemmeno di cosa parlano e che è più o meno un mese che non sono io a fare la spesa.

Poi mi dico (e sapete cosa? Me lo ha detto anche mia figlia) che questo è il mio momento, che è questo l’attimo esatto in cui devo marciare, che ho faticato tanto per costruire delle potenzialità, per sviluppare delle idee e che ora è giunto il momento di raccogliere, mettendomi in gioco e che se io sorrido e mi sento soddisfatta, forse è un vantaggio anche per lei. Poi, diciamo la verità, anche se qualcuno pensa che io sia diventata ricca perché un giorno mi hanno fatto trucco e parrucco alla Rai, in realtà siamo una famiglia che si basa sul lavoro di due professionisti (uno c’ha pure un’azienda) ed è necessario che veleggiando verso i 50 anni, sia questo il momento per FARE e GUADAGNARE ciò che davvero ci meritiamo.

L’ansia arriva anche quando penso allo sport: il lunedì sera, quando scendo dal treno per Ravenna, alle 19.10 inforco velocissima la bicicletta, pedalo come non ci fosse domani e arrivo in vasca con 10 minuti di ritardo, ma arrivo. Non è sempre piacevole tutta questa corsa ma poi quando finisco l’allenamento, sto talmente bene che lo sforzo è ampiamente ripagato, è come se la mente si distendesse e gli avviluppi in cui si incastra si sciogliessero.

E così in questo periodo vado a nuoto due volte la settimana e quando non lavoro o non sono in giro per il libro il fine settimana, mentre la famiglia dorme, mi faccio una corsetta (come mi manca la corsa!).

E poi ho imparato a guardare il bicchiere mezzo pieno: tra corse per prendere treni, bicicletta verso la stazione (sono comunque 6 km da casa mia) e nuoto, alla fine faccio sport anche quando sono impegnata in altro e la fatica si trasforma, nella mia mente, in qualcosa di positivo che mi fa stare bene.

E così sono qui, giorno per giorno, momento dopo momento, cercando di non guardare se non all’impegno successivo, che come succede poi nelle mute importanti, se guardi all’obiettivo finale ne rimani travolto, mentre un passo per volta, si conquista il mondo!

Forse è solo una questione di come ci si narra, non so.

 

 

Perché correre fa bene alla mia creatività

L’arte di correre è un libro di Haruki Murakami, scrittore giapponese affermato (e che io amo molto) in cui racconta il legame tra la sua dimensione creativa e la corsa. L’ho letto quando ancora camminavo e ci ho ritrovato molto di quello che poi accenno anche nel mio libro: fare sport ha a che fare con “l’immergersi in sé stessi” per tirare fuori qualcosa di nuovo, inaspettato, utile, generativo, ovvero ha a che fare con la creatività.

La corsa, in questo anno e mezzo che la pratico regolarmente, è diventata per me una dimensione fondamentale: oggi non potrei farne più a meno e soprattutto non potrei più fare a meno della combinazione “nuoto + corsa”.  Continua a leggere

Dall’obesità alla mezza maratona: ecco cosa ho imparato alla Run Tune Up

E finalmente è arrivato il grande giorno. Come ho raccontato in questo post, il periodo precedente non è stato affatto facile.

Il mio amico F. veniva da Milano per correre con me la Run Tune Up di Bologna.

Lui corre regolarmente e ha già fatto altre gare e così mi ha fatto questo regalo bellissimo. Io per la prima volta affrontavo non solo la competizione podistica, ma anche la corsa corale visto che normalmente mi alleno da sola.

Ero agitatissima. La notte precedente non ho dormito e così sono partita con un grumo di angoscia nel petto e le gambe come pezzi di legno.  Continua a leggere

Essere pronti è “quasi” tutto

Mancano 4 giorni e correrò la mia prima mezza maratona.

Nel mese che ha preceduto questo momento ho alternato fasi in cui sono rimasta abbastanza serena (poche) a fasi in cui mi sono sentita in crisi.  Continua a leggere

Quel che ho imparato in vacanza: di ritmi

Per la prima volta da quando ero bambina, sono stata in vacanza per più di 20 giorni consecutivi. Merito del camper, che ci permette di economizzare al massimo perché non abbiamo bisogno di altro che di un parcheggio decente, volontà familiare ché avevamo molto bisogno di riconcilarci con ritmi fatti di noi.

Il nostro lunghissimo tour è iniziato in Toscana ed è finito in Puglia, ma non è di luoghi che voglio parlare ma di quello che ho imparato in questo periodo. Continua a leggere

Come ti cambia la vita pubblicare un libro

Il mio libro 102 chili sull’anima è in libreria da un mese circa e in questo periodo sono successe tantissime cose: il libro ha avuto un inaspettato (per me) successo, è entrato nella top 100 di Amazon (e per una settimana è rimasto perfino al secondo posto), è già stato ristampato, mi hanno intervistato i principali quotidiani e rotocalchi italiani (alcuni articoli di prossima uscita), sono stata due volte in televisione (e ci torno lunedì: quando mi hanno chiamato gli ho chiesto: “Ma siete sicuri? Non sono mica Raffaele Morelli eh?”), l’ho presentato 3 volte (e stasera con l’aperitivo con l’autore concludo la “stagione” estiva alle 20 a Bologna), ho ricevuto 400 nuove richieste d’amicizia su Facebook, il blog ha avuto un’impennata di accessi come non succedeva dai tempi delle mamme talebane che venivano a rompermi i coglioni perché leggevo “Fate la nanna”, ricevo circa 50 mail e messaggi privati al giorno e ogni tanto mi succede pure che qualcuno mi fermi per strada.

Io poi, che ho la memoria di un criceto ubriaco, quando succede, subito mi spunta una gran coda di paglia, penso che chissà dove ho incontrato quella persona e chissà che figura di merda sto facendo, ravano, ravano nella mia mente e quando questa persona mi sorride e mi dice che mi ha riconosciuta, tiro un sospiro così esplicito allontanando il senso di colpa, che secondo me mi viene una tale faccia da ebete che una bella figura, comunque, non la faccio.  Continua a leggere

Sei troppo grassa, sei troppo magra: tutti a parlare del corpo degli altri

Notizie sparse sul web e la mia esperienza, mi hanno portato a riflettere molto, ultimamente, su quanto – in generale – si sia inclini a giudicare senza mezzi termini il corpo degli altri mentre facciamo tanta fatica a guardare al nostro.

Durante la mia muta ho scoperto, alla tenera età di 40 anni, che ho le ossa piccole. Continua a leggere