Dieta, movimento e creatività: il racconto di come sono uscita dalla sedentarietà e ho ritrovato il mio focus. Una rubrica per chi vuole motivarsi al cambiamento fisico e mentale insieme a Panzallaria.

La mia via degli Dei: ecco cosa significa per me e dove potrete seguirmi

Tra 14 giorni starò camminando sulla Via degli Dei, anzi, probabilmente all’ora in cui scrivo (le 18) sarò già arrivata alla prima tappa del mio viaggio a piedi, insieme ad altre Dee come me.

Il 29 settembre raggiungeremo piazza della Signoria a Firenze dopo 5 giorni di viandanza. 

Parto con Destinazione Umana e avrò il ruolo di “Dea narrante”, cioè di colei che racconterà il cammino. Continua a leggere

Le amiche geniali: il viaggio motivazionale con me a Pantelleria

Ero in pieno trasloco: dipingere la nuova casa, fare scatoloni, incastrare appuntamenti burocratici e acquisto mobili, prestiti e conti che non sempre tornano. Ero lì tutta presa dalle rivoluzioni, quando mi ha chiamato Silvia di Destinazione Umana e mi ha chiesto se avevo voglia di accompagnare un gruppo di donne a Pantelleria, dal 15 al 22 giugno 2019. 

Ho detto subito di sì, malgrado l’aereo, malgrado gli incastri lavorativi e familiari, malgrado tutto. 

Ho detto di sì perché se sono riuscita ad affrontare l’ultimo anno e mezzo e in qualche modo sto trovando una nuova dimensione, posso anche prendere un aereo e farcela ad affrontare una delle mie più grandi paure, quella di volare.

Ho detto di sì perché la proposta è gustosissima: mare, natura, camminare e un corso di scrittura creativa dove potrò dare aria alle mie idee.  

Ho detto di sì perché sarà il mio primo viaggio da sola di questa nuova era e in qualche modo mi sembra una buona preparazione al cammino che farò a settembre: la via delle dee.

Il viaggio

Un corso di scrittura creativa a Pantelleria che unisce l’esperienza del viaggio all’emozione della scrittura, dedicato alle donne che vogliono conoscere delle amiche geniali e insieme vivere un’esperienza indimenticabile.

Un viaggio nella magnifica Pantelleria, l’isola dei sogni nel cuore del Mediterraneo che si trasforma per una settimana in un rifugio creativo dove sperimentare le tecniche di scrittura creativa, utili alla scoperta di sè e alla propria crescita personale e professionale. Una settimana al femminile da vivere intensamente immerse tra creatività, natura intensa e nuove amicizie. [fonte Destinazione Umana

Il mio ruolo

Per una volta, al corso di scrittura creativa farò la partecipante (e che gioia, mi piace sempre imparare e mettere in gioco la mia creatività) ma ho pensato di dare un tocco personale coinvolgendo chi sarà nel mio gruppo in un percorso di lettura condivisa de Il segreto del bosco vecchio di Dino Buzzati. Leggeremo insieme e individualmente il libro e sarà divertente scoprire i diversi punti di vista e assaporare la magia della lingua di Buzzati. 

La vacanza

Non solo libri e scrittura, ma anche natura, mare, cammino e quel che vorrai: una settimana per chi ha voglia di mettersi alla prova in un viaggio in solitaria dove potrà (ma solo se vorrà) condividere tempo e emozioni con nuove amiche di vacanza. Una settimana per te, per puntellarti nel mondo e lasciarti ispirare da tutto quello che – inaspettatamente – arriverà. 

Ti ho quasi convinta ma hai bisogno di saperne di più?

Il pacchetto Le amiche geniali è un’idea di Destinazione Umana: ti consiglio di approfondire i termini e costi del viaggio e contattare PRESTISSIMO l’agenzia perché i posti sono super limitati. 

Puoi partire con me ma anche in altri periodi con: Fraintesa (partenza 22 giugno), Io parlo da sola (20 luglio), Viaggio da sola perché (7 settembre). 

 

 

Parti con me per la Via degli Dei, anzi la via delle Dee

Le cose non accadono mai a caso e non è un caso che io abbia intercettato qualche post, su Facebook, in cui Milena di Bimbi e Viaggi dichiarava di voler fare la Via degli Dei e le rispondeva Silvia di Destinazione Umana

Due amiche, due donne straordinarie e un’idea da cui mi sono fatta immediatamente acchiappare. Perché in questi ultimi anni camminare è stata la mia salvezza, perché in questi mesi molto duri andare in mezzo alla natura è il modo migliore per stare nel mondo, in equilibrio precario ma resistente.  Continua a leggere

Alla scoperta dei colli di Bologna con me: il sentiero 906 da Gaibola a Parco Cavaioni

Come ormai faccio da quando ho dovuto smettere di correre, anche in questo sabato di aprile sono partita in esplorazione dei colli bolognesi [zona colline di San Luca] sopra casa mia.

L’esplorazione come parte della scoperta di sé (e dei colli di Bologna)

L’esplorazione è diventata per me una dimensione esistenziale in questo periodo: sono in una fase di profonda evoluzione e credo che con il problema alla schiena e al piriforme, il mio corpo abbia voluto dirmi che era necessario rallentare il passo e che correre non era più “funzionale” alla scoperta di me: dovevo stare nella quiete dell’ascolto, guardare i luoghi (interiori e non) con più calma.

Ho pianto moltissimo quando il fisioterapista mi ha confermato che NON potevo correre e che sarebbe stato così per molti mesi, mi sono sentita persa, ho pensato che sarei morta, che AVEVO BISOGNO di macinare chilometri e calorie.

Poi ho capito.

Ho capito che avevo bisogno di perdermi camminando.

Se vivi a Bologna o se vieni per turismo, chissà che non ti venga voglia di esplorare lo stesso bosco e trovare qualcosa che non pensavi di cercare: ecco perché sto per raccontarti la mia avventura, con qualche dato pratico per ritrovare i luoghi di cui parlo.   Continua a leggere

Il metodo alimentare che sta sistemando il mio intestino (e intanto mi rimetto in forma)

Quando la dottoressa Annapaola mi ha proposto di avvicinarmi al metodo alimentare kousmine per rimettere a posto il mio intestino sballato dall’avere smesso di fumare e ricominciare a stare meglio (il colon irritabile cominciava a diventare invalidante per dolori acuti che mi prendevano, subito dopo pranzo e non mi abbandonavano fino a sera), all’inizio ero un po’ scettica. 

Al di là della chiarezza dello schema (tante verdure crude e cotte, carboidrati e proteine sia a pranzo che a cena), mi sembrava davvero faticoso dover disporre e preparare verdure crude e cotte a ogni pasto. Poi c’era questa cosa della crema Budwig per la colazione: una pappetta da preparare ogni giorno, improponibile per una come me che al mattino fatica a fare 2+2.  Continua a leggere

Ingrassare dopo avere smesso di fumare

Oggi ti racconto come sono ingrassata dopo avere smesso di fumare e come sto prendendo il diavolo per le corna, grazie a una dottoressa e a un regime alimentare ispirato al metodo Kousmine! Ti racconto anche perché COMUNQUE vale la pena smettere di fumare e liberarsi da una schiavitù.

Sette mesi di purgatorio: non trovo definizione altrettanto efficace per raccontare questo periodo della mia vita se lo guardo dal punto di vista del corpo e della relazione tra questo e la mia mente. Continua a leggere

La sosta definisce il viaggio, anche quando si parla di vita. L’arte di vagare

È un periodo intenso: lavoro molto, spesso in giro per l’Italia e sento tanti input che mi attraversano il cervello. Dovrei scrivere. Dovrei studiare. Dovrei promuovere quel corso. Dovrei costruire quel progetto. Dovrei accompagnare più spesso mia figlia a karate. Dovrei mangiare meglio. Dovrei, dovrei, dovrei.

Lo so, non sono l’unica. Forse non sono l’unica, nemmeno, che sta attraversando una fase di distacco dai social network, uno di quei periodi che non ci si augura capitino a gente come me che grazie ai social racconta il suo lavoro, i suoi libri e ha conosciuto molte persone interessanti che l’hanno ispirata e che insomma – lo sa – quanto deve essere grata a quei posti lì. Continua a leggere

Tornare a Torino: di libri e memoria

 

A TORINO, I MIEI APPUNTAMENTI PUBBLICI

Dieta, movimento e salute: sabato pomeriggio

Sabato 21 gennaio 2017 mi hanno invitata a Torino, in Corso Francia 19 bis/f, Istituto di Medicina integrata per partecipare a un incontro gratuito e aperto a tutti: DIETA, MOVIMENTO E SALUTE: RIPARTIAMO ALLA GRANDEdalle 16 alle 18,30. Oltre a me, all’evento partecipano la dottoressa Paola Lusardi, cardiologa, con un intervento dal titolo “I consigli di un cardiologo ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, orientandosi tra scienza, realtà e bugie”, la dottoressa Marta Pareschi, nutrizionista: “Una sana alimentazione per un corretto stile di vita”.  Continua a leggere

La sedentarietà mentale: ecco la vera nemica

 

piscina

Mi sono ammalata.

In una delle settimane più impegnative dell’ultimo periodo, ovviamente, mi sono beccata l’influenza. La constatazione di non stare bene, di sentire il fuoco nel petto e il moccolo quasi ovunque, non ha cambiato il fatto che ho dovuto prendere molti treni, svegliarmi molto prima dell’alba (4.30), tenere il workshop di scrittura autobiografica a mano e presentare A due passi dalla meta, il mio ultimo libro.

Il mio corpo ha retto il colpo e per evitare di prendere la febbre, non me la sono mai provata: lontano dall’ascella, lontano dai pensieri!

Lunedì scorso, prima di partire per questo tour de force che si è concluso domenica, sono andata dalla mia naturopata/farmacista e le ho chiesto di spacciarmi tutte le bombe omeopatiche intelligenti che poteva contenere il suo negozio: a fine giornata ero più speziata di un tacchino ripieno.

Ovviamente non ho fatto sport.

A malapena riuscivo a reggermi sulle gambe. Tutte le energie erano convogliate a cercare di usare la voce, comunque, anche se tosse e raffreddore mi avevano resa afona. Fare lezione per 8 ore e essere afona: una sfida per vere super eroine moderne.

I giorni sono passati. Veloci se ci penso ora, lentissimi mentre li vivevo. La presentazione di A due passi dalla meta, benché 8 minuti prima di iniziare mi trovassi già in stazione, pronta a partire per qualche posto lontano, è stata una grande emozione e c’erano tante persone (Tino ne ha contate 102, non scherzo!) e niente, ero molto orgogliosa di questo bambino che ora è in tutte le librerie. Ero poi felice dell’affetto delle persone e di quello di Francesca Mazzucato, che era arrivata apposta, per presentare me.

Dicevo che non ho fatto sport.

Ho cominciato a sentirne davvero la mancanza domenica: prima ero davvero troppo debole. Domenica, ancora mocciolosa, una parte di me si sentiva un leone in gabbia. Da quando ho fatto la muta credo sia la seconda volta appena che mi capita di non fare movimento così a lungo: un’intera settimana mi è sembrata un’eternità.

Eppure, con questo clima, con tutto che ero molto stanca, una piccola parte di me stava cominciando a sedersi, a considerare un gran privilegio poter rimanere spanzata sul divano (malgrado si sia trattato di un attimo fuggente domenicale).

Una parte di me ha rivissuto, pari – pari, la sensazione pre muta, quel senso di appagata pesantezza del corpo che cerca solo il pigiama e che non ha nessuna voglia di uscire all’umido dell’autunno.

Mi sono ricordata tutte le mattine della mia vita passata, quando – dopo avere accompagnato Frollina all’asilo e a scuola -tornavo a casa, infilavo la mia tuta e mi mettevo al computer: un po’ di lavoro, un po’ di facebook, un po’ di scrittura, un po’ di cazzeggio.

Ogni tanto mi dicevo che avrei potuto uscire a fare una passeggiata, ma c’era sempre troppo lavoro, c’era sempre un impegno familiare, c’era sempre troppo freddo.

Mi svegliavo al mattino, esattamente come è successo oggi, con la schiena rigida, i muscoli molli e un senso diffuso di estraneità al mio corpo. Ma andava bene così, non riuscivo a intravedere nessuna soluzione.

Oggi sono andata in piscina. Oggi sono tornata all’acqua. Ho ancora un po’ di raffreddore, ma ormai conosco abbastanza il mio corpo da sapere che in questa fase la piscina mi fa bene.

Non ne avevo molta voglia, mi sono forzata. Non ne avevo molta voglia perché era freddo, io avevo da lavorare e oggi pomeriggio devo pure andare dal dentista: se non ce la faccio a fare tutto? È proprio necessario infilarci in mezzo anche un “diversivo” come la piscina?

Stava già parlando il fantasma della vecchia me, quella sedentaria, quella che trovava mille giustificazioni. “Ci andrai domani!” mi diceva.

Ma io non sono più così, ho impresso nelle gambe e nel cervello il piacere che provo durante e dopo lo sport. Come un automa ho silenziato la vecchia voce stanca che mi chiamava dal divano e ho preparato il mio borsone, accompagnato mia figlia, preso il caffè con la mia amica e poi mi sono diretta verso la piscina olimpionica.

Come un automa ho infilato il costume, chiuso l’armadietto, messo cuffia e occhialini e fatto la doccia.

Poi.

Poi sono arrivata in vasca. Un’enorme vasca. Dieci corsie da 50 metri l’una. Un’enorme vasca da dieci corsie, completamente vuota. Tutti al lavoro, io lì.

Ho sentito l’odore del cloro. Il cloro mi ha aperto i pori, specie quelli della mente. Il cloro: il compagno dell’adolescenza, l’amico dei quarant’anni.

In un attimo ero in acqua. I muscoli erano un po’ intorpiditi da una settimana di inattività, le prime 10 vasche hanno cercato spazio e tempo per riprendersi. Sentivo i peli sulle gambe e sulle braccia, sentivo la pelle pizzicare, il sangue scorrere, la potenza dei lombi.

Sentivo tutta quanta me. Ho nuotato, nuotato e nuotato. Ho fatto stile libero, dorso, rana e perfino delfino. Solo braccia. Solo gambe. Silenzio d’ovatta intorno, azzurro sopra, sotto e dentro. Colore liquido del pensiero, idee che si immergono, riemergono, tornano giù. Silenzio. Rumore. Silenzio. Fischio. Attutito.

Il libro, il corso, nuovi clienti, l’idea che mi è venuta, le piscine, il 1992, la spesa, non ho verdura, dentista, devo perdere questi tre chili, ma va là che sto poi bene, che voglia di fermarmi, che voglia di partire, una poesia, un racconto, un libro da finire, quel cliente, l’appuntamento, la telefonata, la mappa per il 2017, sta crescendo, mamma mia se sta crescendo, il sorriso, compleanno, anni che passano, autunno come ti amo, gambe, catarro, che figa che sono che ho smesso di fumare, bello il libro di Catalano, cavoli quante cose nella leggerezza, la curiosità, l’agilità, ora faccio braccia, no adesso gambe, come sto bene, chissà perché mi fa male il braccio, guarda come sguscio sicura, l’acqua, mamma, padre, Paolo, Roberto, le ere, i sogni.

Ok, ne ho fatte 44 di vasche, possono bastare.

Risalgo.

Muscoli nuovi, cervello nuovo, una nuova voglia di fare, scrivere, andare.

Dritta come un fuso, andare. Verso il prossimo momento della mia vita.

No. Non sarà più come prima, fin quando potrò.

No, io sono una che si muove, specialmente con la testa.

Inizia a fare attività fisica per la tua creatività mentale

Quando ero sedentaria e non mi muovevo se non per pura necessità, mi ero completamente dimenticata del mio corpo: non era solo il fatto di essere obesa, non sentivo più di avere due braccia e due gambe, non mi chiedevo nemmeno più a cosa servissero. Continua a leggere