Il mio personal storytelling: scrittura autobiografica dal 2005, nata con il progetto Panzallaria.com

Se al posto delle gambe c’avessi i ruotini…

Ho cambiato dietologo, mi sono decisa ad ammettere – amaramente – che quello della Mutua c’aveva i suoi svantaggi: insomma, diciamoci la verità, la prima visita non era andata benissimo e ne sono uscita con il morale a pezzi e senza una vera dieta.

Un po’ come in una catena di montaggio, m’avevano prescritto esami assurdi (manco fossi una 60enne) e prospettato scenari in grado di abbacchiare l’umore di Berlusconi…esaminata come un fenomeno da baraccone, medicuncoli e assistentone se ne sono andati in giro per il mio corpo cercando peli strani e osservando il mio timido adipe come se esso stesso fosse arrivato lì da solo, noncuranti dell’animuccia delicata di Panzallaria e di tutti noi ciccioni.

Per sentirmi dire che per il momento mi avrebbero dato solo delle indicazioni alimentari (un foglio fotocopiato di quelli che si danno ai ragazzini della scuola durante l’ora di educazione stradale;-)) e che ci saremmo rivisti dopo 3 mesi.

Detto questo, Panzallaria si è messa d’impegno e in realtà i suoi 6 kiletti li ha persi, recuperando una vecchia dieta ottenuta nel 1993!!!.

Per farla breve: oggi, andando contro a tutti i miei principi (per cui la sanità dovrebbe essere uguale per tutti e la mia coerenza stava nel fatto di avvalermi del nazionalSistema), sono andata da una dietista naturista privata.

Giovane, meravigliosa, dolcissima, cara creatura… ha conversato con i miei cuscinetti per ben 1.48 minuti, coccolandoli e dandogli la spinta giusta per proseguire.

Anima di rara sensibilità, non mi ha fatto per nulla sentire una minorata a causa del culone, mi ha spronata e ha cercato di trovare la bellezza del mio corpo. Sto meditando di diventare lesbica (che più volte ci ho fatto un pensierino) e tradire Tino con la mia dottoressa, che di sicuro mi terebbe in forma!!!.

A conti fatti mi ha tolto ogni cibo preferito (non potrò ingerire carboidrati da qui a 20 giorni) e per la pizza non se ne parla neanche, ma lo ha fatto in un modo così delicato e dolce e meraviglioso che – se mi avesse messa a pane e acqua – sarei uscita lo stesso dall’ambulatorio felice come una Pasqua!!! … Certo, ho speso di più che con la Mutua, ma ne valeva la pena: ora ho una dieta e una dottoressa che mi ha detto di telefonarle se ho dubbi o altro e, quasi quasi, stasera la chiamo per un cinema! 😉

Tra due settimane mi sottoporrà anche alle intolleranze alimentari: questo per capire se ci sono connessioni tra la mia ciccia, le mie allergie e i cibi che ingerisco.
Perché dovete sapere che se al posto delle gambe avessi dei ruotini, Tino potrebbe senza problemi avvalersi di qualche incentivo per rottamarmi e assicurarsi un futuro migliore: sono un catorcio!!!.

Soffro d’asma da settembre, dopo un violento attacco allergico causatomi da una medicina che, per poco, non ci lasciavo le penne.

Avevo preso questa pasticchetta diabolica per un’infiammazione e poi me ne sono andata tranquillamente a cena da amici con Tino.
Mentre stavamo mangiando ho cominciato a sentire il mio respiro farsi pesante, fino a quando non sembravo un mantice in azione.

Ogni inspirazione mi costava una fatica infernale e probabilmente non mi arrivava abbastanza ossigeno al cervello perché, come una vera Lady inglese, invece di dire “Aò, qua si crepa!” cercavo di dissimulare ai nostri ospiti e al mio moroso il mio stato, improvvisando conversazioni brachiologiche in cui dovevo solo assentire col capo.

Quando la cosa si è fatta seria che non riuscivo più a proferir verbo, Tino mi ha convinta che forse non erano le 4 paglie fumate durante la giornata e che era meglio andare verso l’ospedale.

Sempre per il poco ossigeno a scaldare i mie 2 neuroni, sono riuscita, con doti di Cleopatra, a convincerlo a passare da casa per controllare il bugiardino della medicina e capire se poteva essere stata lei.

E in effetti sul foglietto si diceva che in qualche caso si potevano creare crisi respiratorie.

E invece di andare all’ospedale subito – non so cosa avessi nella testa – ho convinto Tino a telefonare alla guardia medica, la quale – a Tino che diceva che poteva portarmi lui all’ospedale – gli ha dato una risposta che rimarrà nei miei personali annali: “e se le muore in macchina????”.

Tino dopo essersi toccato i gioiellini, facendo finta si trattasse di una maschia grattatina per non angosciare la morosa asfittica, ha risposto “Ok, aspettiamo l’ambulanza”.

Quando l’ambulanza è arrivata e sono saliti in casa 4 fustacchioni, in preda a delirio da assenza di fiato, sono riuscita persino a chiedere scusa per averli disturbati.

In tutta risposta, gli amici del cortisone mi hanno fatta sedere sul divano e come Gesù in croce hanno cominciato ad accanirsi sulle mie venuzze per farmi una flebo che avrebbe stroncato anche un cavallo.
Non la trovavano la vena i succhiasangue, e, mentre io lottavo con i miei polmoni, per rassicurarmi continuavano a ripetere che mi avrebbero fatto male ma che era l’unico modo per iniettarmi la benefica droga. Tino – che di solito sviene alla vista del sangue (anche quello delle fiorentine!) – si aggirava intanto nervosamente per la stanza, parlando per distrarmi, ma senza il coraggio di guardarmi.

Gli amici di una sera non hanno voluto sentire ragioni e mi hanno voluta caricare sulla barella per arrivare all’ambulanza e partire a tutto gas verso l’ospedale. Glielo dicevo io che ero pesante, ma non c’era verso di convincerli che avevo problemi respiratori e non di deambulazione!!!

Che scena terribile: la barella che sbanda per il peso, loro che in quattro non riescono a trasportarmi. Credo che sia stato quello l’istante in cui ho capito che dovevo mettermi a dieta se fossi sopravvissuta al mio respiro, perché già ti senti una cogliona su quel coso a rotelle, ma sembrare pure un maritozzo ansimante è il top dell’umiliazione.

Come potete constatare ce l’ho fatta e sono giunta a voi viva e vegeta per raccontar codesta avventura e per intraprendere codesta dieta che, la prossima volta che mi piglia l’enfisema allergico, col culo che mi faccio trovare senza autoreggente!!!!

La Fernanda e il Matriarcato


Oggi ho deciso di farmi portatrice di un racconto di vita vissuta di una mia assidua lettrice che -timidamente – mi ha scritto una mail personale: la Signora Fernanda.

Sarò quindi unicamente la cornice boccacciesca di una novella in cui, probabilmente, molti di voi si riconosceranno.

La Signora Fernanda lavora in un Museo, in una parte d’Italia non specificata.
E’ stata assunta per occuparsi di una piccola associazione culturare privata che aiuta questo Museo – piccolo e poco conosciuto – a sopravvivere.

Il museo è naturalmente comunale e come tale vi ci lavorano una schiera di impiegati assunti con regolare concorso.

Mi sono convinta a prendere spunto dalla lettera della Fernanda e descrivere i caratteri dei suoi colleghi, perché mi sembra un bel e varipinto zoo di varia umanità e mi piace sempre constatare che il mondo, tanto rumoroso e movimentato, è proprio un posto meraviglioso, dove ogni giorno possono capitare piccole e grandi cose.

A tal proposito, sollecito chi leggerà questo post, a mandarmi mail o commenti su situazioni lavorative o variamente personali divertenti, da pubblicare come faccio con la Fernanda.

Il Museo della Fernanda sembra la riproduzione di E-R Medici in prima linea perché c’è sempre un’emergenza; ogni istante è carico di fibbrillazione quasi si stesse per operare a cuore aperto.

Questo stato di cose è per lo più dovuto al fatto che tutti gli impiegati sono donne: la Fernanda stessa, pur essendo una gentile fanciulla, sostiene che la continua sindrome pre-emme delle colleghe sta cominciando davvero a spazientirla e vorrebbe tanto che arrivasse un forte, rude, semplice uomo.

La direttrice, tale Brigida (che fa inquietantemente rima con Frigida…) è la regina della Dietrologia: pare che ogni azione di un suo sottoposto venga passata allo scanner dai suoi ormoni e spesso giudicata impropria.

Si narra che riesca a leggere nel pensiero – o almeno così pare – perché ancor prima che qualcuno abbia proferito verbo lei risponde per le rime, certa che la persona in questione stia complottando qualcosa a suo danno o stia per fare un errore che costerà la vita a qualcuno, oltre che la sua reputazione personale.

Si accanisce in particolare su Lovetarget, l’esperta in comunicazione di questo museo, la quale è in cura da uno psichiatra per i danni all’autostima prodotti da tale comportamento.

Trattandosi di un museo comunale, tutto è coordinato da incartamenti e pratiche burocratiche e le gerarchie devono essere assolutamente rispettate, anche se spesso -così racconta Fernanda – non si capisce bene che tipo di gerarchie si seguano.

La più potente è naturalmente Brigida; a seguire però i sottoposti sono organizzati:

  • per anzianità di servizio???
  • per periodo mestruale???
  • per amore e dedizione alla burocrazia????

non si capisce e pare che ogni giorno sia diverso: di sicuro non sono organizzati per meritocrazia, ma d’altra parte siamo in Italia ed è GIUSTO così…

La preferita della Brigida e la Kafkina: un personaggio uscito direttamente dall’ufficio del catasto.
La Kafkina nutre profondo rispetto per la Brigida, tanto da aver deciso di lasciare i propri neuroni sottospirito e di appaltare (quasi come un’organismo unicellulare) quelli della sua amatissima Kapa.

La Kafkina guarda con sospetto chiunque ragioni con la propria testa e non apponga timbri e numeri di protocollo su ogni genere di corrispondenza, articolo o prodotto che esca da quei polverosi uffici.

Essa, inoltre, ha da tempo scoperte le magagne del digitale diabolico sopprimitore dei tanto amati “faldoni”, quindi ne fa volentieri a meno.

Si farebbe uccidere piuttosto che mandarti via mail una lista di appuntamenti: ti telefona e te li detta uno a uno così poi, se li devi fare avere a qualcuno via mail, te li devi SOLO riscrivere tutti.
La Kafkina è stata programmata per eseguire ordini e lo fa con piacere, anche se, vedendola operare con tanta sollecitudine, da subito ti rendi conto ( e non perché lei te lo ripeta 100 volte al giorno) che il suo è un lavoro com-pli-ca-ti-ssi-mooooo e che in pochi posti al mondo si lavora tanto quanto nel Museo dei balocchi.

Ad occuparsi di contabilità è la Beghina: una jovine signorina, zitella di 34 anni, che pare ne dimostri il doppio; forse quella che sta più simpatica alla Fernanda, Beghina ha sostituito il proprio cervello con una calcolatrice e alterna salmi a calcoli e progetti contabili.

Quando Beghina chiama Fernanda è fondamentalmente per riscuotere fondi: rapprensenta il tubino e la Associazione per cui lavora Fernanda è la flebo.

Ma torniamo alla meravigliosa LoveTarget… lei è il personaggio più misterioso.
Probabilmente ha studiato da Ghescia e ama compiacere in modo totalmente masochistico Brigida. Si fa frustare, pugnalare alle spalle, trattare come uno zerbino, sputare in faccia e su ogni parte del corpo; ma si illumina ad un sorriso della sua Kapitana. Ti si apre il cuore quando Brigida – all’uscita dalla messa natalizia – le tira una monetina nel cappello, perché è come se le si fosse palesato il creatore.

LoveTarget è così attenta al target che non si è resa conto che il target non è Brigida; LoveTarget fa così bene il suo lavoro di promotermarketingufficiostampa da non riuscire a fare 2 cose contemporaneamente: infatti o lavora o pensa.

Taccio sulla approfondita descrizione che fa Fernanda della “donna più noiosa del mondo” che non è un eroe Marvel ma l’addetta alle visite guidate di suddetto museo.

Prese singolarmente le colleghe di Fernanda sembrano davvero dei personaggi da zoo, ma tutte insieme – ci assicura la Fernanda – costituiscono la base ideale per la creazione di un manicomio.

L’insicurezza di Brigida è tanta che, non fidandosi abbastanza di nessuno che sia cerebrodotato, dà lo stesso ordine a8 persone diverse, facendo credere ad ognuno di essere il Project Manager del momento, così che si realizzi l’auspicato snellimento burocratico tanto declamato dagli amministratori comunali!!.

Ma d’altra parte dirigenti, medici, giornalisti e imprenditori mai potranno capire quanto lavoro e quanta complicazione risieda nell’essere IMPIEGATI COMUNALI e quindi è comprensibile che le giornate siano piene di insidie e nervosismo…

Cara Fernanda, che dire: ognuno ha il mestiere che si merita o quello che gli capita in sorte. Se fossi in te me ne andrei, che mi sembri una persona brillante e rischi di spegnerti in quella gabbia di matti. Ti chiedo un’unico favore, prima di mandare tutti a quel paese: raccontaci qualche altra gustosa avventura da sputtanamento comunale!!!!!

Cari lettori, se avete voglia di sfogarti attraverso Panzallaria, certi che nomi, cognomi e pseudonimi verranno creati ad hoc per evitarvi mobbing e casini: SCRIVETE!!!!!!!!!!!!!!

    Cronache dalla Grande Mela

    E’ iniziato il nuovo anno; entro nei 33, anno tondo e rotondo come me.
    Tino è a letto ammalato, reso completamente afono dall’influenza che tarda a passare. I giorni milanesi sono stati belli e la festa con-sessuale è andata benone, a parte la quantità di cibo che ho ingerito, ultimo strascico della moratoria alimentare che mi sono concessa durante queste feste.

    C’era tanta gente al festino, la maggior parte non la conoscevo ma mi sono divertita. La casa di LL è un vero spettacolo (dentro ce ne stanno 3 come la mia 😉 ed è un orgasmo per tutti gli amanti dei libri.

    Eravamo 22 e ognuno aveva cucinato qualcosa, così siamo stati sommersi da una quantità esagerata di cibo per 22 moltiplicato per 22!!!

    Adele era a pezzi per il raffreddore ma supergnoccolona nella sua gonna nera, LL era splendida, con il nuovo taglio di Toni e Broke aveva delle scarpe da impazzire, tanto erano belle.

    Tino – che eroicamente è voluto partire pur non stando affatto bene – parlava come se fosse ancora in piena crisi puberale, alternando bassi ad acuti da signorina.

    Io ero abbastanza contenta. Anche perché, oltre le amiche del Con-sesso, con noi c’erano Pinaccapì e la Vale che sono 2 miei ex compagni di Master e che vivono nella casa dove ho vissuto anche io.

    In più, a parte il fatto che c’ho messo 30 minuti a trovare la via di casa, ero molto orgogliona perché non mi sono persa (più di tanto) e mi sentivo molto dentro lo spirito della Grande Mela.

    Abbiamo giocato a Trivial e io, come mio solito, sono riuscita ad affossare la squadra in cui militavo: non so perché, ma quando si gioca a Trivial, tutti gli anni che mamma e papà hanno speso per darmi una cultura vengono spazzati via da un panico irrazionale. Consapevole del valore sociale di questo gioco infernale, che porta tutti quanti a mostrare la propria erudizione e a conquistarsi un posto tra gli intellettuali italiani, io rimango annichilita da me stessa e smetto persino di parlare in un italiano decente…

    Mi impappino e sistematicamente faccio sfoggio della mia ignoranza, portando i compagni di squadra ad odiarmi e tentare di sopprimermi o addormentarmi per il resto della serata, in modo da limitare i danni della comunità.

    Il compagno di Broke aveva preparato dei cornetti salati al prosciutto che all’antipasto ero già piena come un’otre. Per non parlare dell’erbazzone reggiano di cui ci ha fatto partecipi una simpatica coppia di emiliani.

    Tino ad un certo punto ha cominciato a parlare a gesti e Adele aveva la testa con il trapano, tanto da produrre solo un ringhio inconfondibile, sintomo della sua grande dolcezza 😉

    Un’amica di LL ci ha raccontato una storia che mi sono sentita una Suora in libera uscita e che mi ha fatto seriamente pensare che anche noi del Con-sesso abbiamo bisogno di un corso di aggiornamento. Questa era fidanzata da 2 mesi con uno che non è della sua città, il quale una sera le ha presentato il suo migliore amico. Lei, come ogni vera donna di classe, ha cercato di essere supersimpatica con l’amico, sapendo che l’uomo si cattura non solo con il cibo ma anche attraverso l’approvazione degli amici goliardi. Qualche giorno dopo l’amico l’ha chiamata per dirle che era dalle sue parti e per prendere un caffè insieme.

    Questa cosa si è ripetuta un paio di volte, dopo di che l’amico le ha giurato amore eterno, sostenendo che lei gli aveva cambiato la vita.

    Lei lo ha rifiutato ed è rimasta a meditare se dirlo o meno al fidanzato per qualche settimana. Quando ha deciso di farlo il fidanzato le ha detto che lo sapeva, che lo aveva mandato lui per controllare se lei era una ragazza seria.

    Naturalmente la ragazza seria in questione lo ha mandato a cagare e io non ho potuto che stringerle la mano, sostenendo che sicuramente l’omarello fa parte della categoria 30/40enne serial killer

    Quando ormai Tino non riusciva nemmeno più ad usare il linguaggio dei gesti, ci siamo diretti verso la casa di Pinaccapì e Vale. In auto a me è presa la sindrome del nuovo anno e ho cominciato a far la conta di tutte le cose che non ho fatto e che comincia a sgocciolare il tempo per fare: tipo avere un figlio, che ormai sono in preprepremenopausa!!!!

    Dal momento che Tino non poteva parlare e che considero la nostra una coppia bilanciata, ho preso io in mano la situazione, lanciandomi in una logorrea che si è esaurita solo quando Pin e Vale hanno cominciato a chiedere pietà in etrusco antico e a me si era seccata la lingua.

    Alle 5.30 sono andata a dormire, lasciando anche loro a riprendersi dal mio effluvio dialettico, felice e contenta perché se anche questo capodanno sono riuscita a fare tanto tardi, allora vuole dire di sicuro che sono ancora molto, molto, giovane.
    😉

    BUON ANNO A TUTTI!!!!!!!!!!!

    Capodanno con-sessuale


    Parto, domani vado a Milano per una toccata e fuga capodannesca. Facciamo una festicciola con le mie amiche del Con-sesso, i Con-sesso boy e i Con-sesso friends.

    Vedrò anche i miei amichetti del Master e dormirò nella casa dove, da barbona, ho vissuto per 6 mesi.

    Sorseggerò champagne e assaggierò tartine di caviale ammirando le lucine del capodanno della Grane-Mela;

    domani sera mi concedo l’ultima amnistia alimentare prima di tornare al rigore che mi sono imposta per tornare a splendere, stella sinuosa, nell’universo delle pin-up…

    Brindo alla vostra,
    perché il 2006 sia un anno buono e perché tutti quelli che conosco e che ultimamente c’hanno avuto un po’ di sfighe, trovino pace e serenità (sembro Papa-Razzi!!!)

    Brindo a tutte le megere, perché trovino la pace del pisello e si calmino un po’;
    brindo agli spocchiosi imprenditorialisti perché riescano a sentire un concerto di musica classica senza pensare che gli stia squillando il cellulare
    brindo a quelli che non ci sono più
    brindo a quelli che non riesco a togliermi dai piedi 😉
    brindo agli amici, a quelli veri e a quelli che mi usano per ridere
    brindo alla vita, alla dieta e al cioccolato
    brindo a Tino che da quando ha letto il post sulla Sindrome pre-emme non fa altro che ripetermi che sono meravigliosa…
    brindo a Panzallaria, perché abbia lunga vita e breve circonferenza!!!

    AUGURI

    Dottor giechil e Mister aid

    Stanotte non ho chiuso occhio: Tino si è preso un mal di gola e raffreddore pazzeschi e ha intonato un concerto di tamburi e gran cassa con il naso. Credo che anche i vicini rognosi di fronte lo abbiano sentito russare e deve essere per questo che, oggi, hanno tolto la bandiera della pace dal terrazzo!.

    Io mi sono aggirata come un fantasma per casa, valutando se trasferirmi sul divano, come la più esaurita delle mogli sull’orlo di una crisi di nervi, ma la mia pigrizia mi ha instupidito a letto: mi faceva troppa fatica alzarmi, aprire la cassapanca e prendere una coperta per non morire di freddo.

    Quando anche i gatti, che di solito dormono sul piumino ai nostri piedi, se ne sono andati e -giuro – li ho sentiti sbuffare ;-), ho capito che non ci sarebbero state speranze e che mi sarei avvoltolata nel piumino e nei pensieri/pippe notturne, cullata dalla dolce musica del mio fidanzato.

    Lui delirava, forse gli è venuta la febbre e a un certo punto ha cominciato a urlare “tu mi vuoi vendere al mercato degli schiavi usati e tenuti male!”. Mi sono seriamente chiesta se non fossimo su Candid Camera e se a un bel punto comparisse Jerry Scotti con le telecamere puntate sulle mie caccolette degli occhi!!! 😉

    Dopo qualche ora il mio rapporto sentimentale, saldo da quasi 5 anni è entrato in crisi: la sindrome pre-emme si è impossessata di me e ho cominciato a chiedermi se potevo reggere tutta una vita di gran cassa e se lo avrei mai perdonato per la notte in bianco.
    Pur essendo NO la risposta al quesito, ho deciso che cucina troppo bene e mi fa troppi bei regali per abbandonarlo così 😉

    e poi dopodomani è capodanno e avremo già tante cose per cui essere tristi e tante valutazioni sull’anno che sta finendo che non volevo trasformarmi in Crudelia sotto le feste.
    Inoltre devo dimagrire ancora qualche Kilo per tornare ad essere competitiva sul mercato dei single 😉

    Mi sono alzata presto e la gatta ha cominciato la sua quotidiana questua per il cibo, come se non gliene importasse molto dell’imminente divorzio di Panzallaria!. Senza occhiali mi sono diretta in bagno e ho tentato di agguantare spazzolino e dentifricio (avevo un alito, dopo la notte insonne, da stendere pure King Kong!) e nel rintronamento del mattino, non mi sono avveduta di aver perso la facoltà delle dita opponibili ( miliardi di anni di evoluzione spazzati via da Tino e da questa maledetta notte!): lo spazzolino da denti, quello elettrico, mi è caduto nel posto meno indicato: la lettiera dove i gatti esercitano i loro diritti fisiologici…

    Non potete capire quanto abbia imprecato sulla genia dei felini, quanto non abbia desiderato fare una strage e liberarmi, in un colpo solo, di compagno e animali domestici.

    Ahhh quanto ho compreso il mio vicino rognoso, ahhh quanto ho sperato che si compiesse un miracolo e non fossi costretta a ravanare nella cacca di gatto per recuperare uno spazzolino che, probabilmente non userò mai più.

    Dopo una notte del genere in Panzallaria si è compiuta una trasformazione e come dottor giechil e mister aid, ora anche io ho una doppia personalità:

    da una parte c’è la simpatica (almeno per me) Panzallaria: ridanciana, sorniona, ironica e anche un po’ imbranata, dall’altra c’è una seriosa laureata in lettere che – in un momento di possessione da parte di un dantesco demonio – ha aperto anche un altro blog, ingessato come pochi, con smanie erudite e sindrome da prof., su web writing e interconnessioni tra scienze umanistiche e informatica.

    Per i pochi interessati (il blog sta già ammuffendo), l’indirizzo è: Tessere la rete

    Per i molti che pensano che la rete sia solo siti porno e sproloqui senza senso…questo è il blog che fa per voi!!!

    Sindrome pre-emme


    Devo ringraziare la mia amica Adele, perché grazie a lei ho trovato un mucchio di plausibili giustifazioni ad una serie di comportarmente border line che altrimenti non avrei saputo spiegare.

    Dovete sapere che da un paio di anni a questa parte, molto spesso, quando altre motivazioni non sono plausibili, mi gioco la carta della Sindrome Pre-emme.

    Non sto parlando di qualche malattia futuristica, contraibile da androidi usciti da romanzi di Philiph Dick, ma di una sindrome seria e attestata da tutte le migliori case farmaceutiche, nota come “Sindrome premestruale” o “Sindrome Pre-emme” per le più puditabonde come me.

    Ve ne parlo perché è importante che conosciate questa piaga sociale; è importante che – uomini o donne che siate – sappiate come affrontarla.

    La sindrome pre-emme coglie in genere dolci fanciulle (ma ho visto a volte anche uomini in questo stato!) nei giorni immediatamente precedenti al Ciclo, causando crisi di pianto improvvise, attacchi di indecisione furente e messa in discussione di tutta la propria vita.

    Cosa si intenda per “giorni immediatamente precedenti” nessuno ancora l’ha capito, ne’ se ne ha una definizione scientifica. La bella e saggia Adele resta in sindrome pre-emme per 24 giorni prima delle meustrazioni (che durano in media 4, completando così il ciclo) ed è talmente saggia e automedicante, che ancor prima di avere una crisi te lo dice che è in sindrome, così potrai comprendere appieno i suoi comportarmenti assurdi 😉

    La sottoscritta oscilla dai 3 ai 4 giorni di sindrome, ma da quando conosce Adele si è convinta che in realtà non sia giusto castrarsi e che se vuoi fare una cosa assurda è sciocco darti lo stop: vuole semplicemente dire che sei in sindrome.

    Care ragazze all’ascolto: avete mai pianto per una pubblicità progresso? avete mai sperato che il vostro compagno facesse un piccolo errore per potergli rinfacciare che 4 anni fa, alla festa di Pippo, gli avete detto che eravate stanca e lui non ha smesso di giocare a Trivial con gli amici, invece di riportarvi subito a casa???

    Avete mai sentito una vocina dentro di voi che vi urla “sei una merda, nessuno ti vuole e nessuno ti ama, sei di un’antipatia unica??”. Se è accaduto, sappiate che quella è la vocina della sindrome, che in ognuna di noi prende forma e intonazione diversa (la mia parla in siciliano come mia nonna ;-)).

    Non spaventatevi se la voce vi chiede di piangere durante Beautiful, o se guardando la pubblicità dell’Enel vi identificate a tal punto da essere convinti che perché le cose migliorino, dovete cominciare a fare tutto con la testa…
    oooe voi, gioie dei nostri occhi, compagni delle nostre vite e sostegno per i nostri guai: un po’ di comprensione vi supplico!!!.

    Una tempesta ormonale si scatena nei nostri teneri corpi, il nostro cervello è tutto concentrato su sintomi da bomba atomica e abbiamo i nervi a fior di pelle.

    Un po’ di pazienza e comprensione non guasta, in certi momenti, e se magari vi sforzaste di essere anche un po’ piu’ accondiscendenti e servili, sono sicura che ne gioverebbe molto al nostro equilibrio psico-fisico.

    Non chiedeteci SEMPRE le ragioni intrinseche delle cose; a volte non c’è una vera ragione razionale, a volte è un imperativo categorico che ci spinge a farvi il muso e a diventare scostanti.

    Ci sentiamo abbandonate??? abbracciateci per favore, invece di guardarci come baccalà dal pescivondolo.
    Vi chiediamo di dirci che ci amate? ripetetelo 100 volte, fin quando non ci sentiremo più serene e capiremo che è davvero quello che sentite, invece di spararci pippone logico-esistenziali sul fatto che ce lo dimostrate ogni giorno con i vostri gesti e blablabla! …

    Ci mettiamo a piangere, come vitellini sgozzati, davanti all’ennesima puntata della nostra Soap preferita??? invece di ridere, domandateci cosa sta succedendo ad Angela e perché lei e Franco si sono lasciati e come ha fatto Roberto Ferri a diventare buono e dove vive ora che hanno ucciso Eleonora Palladini… dimostrate interesse per quel che ci piace e sarete premiati con la nostra abnegazione totale, almeno fino alla fine della giornata.

    Siamo convinte che il nostro capo ci guardi torvo perché ha capito che è stato il cugino della nostra migliore amica a scrivere oscenità sul muro di fronte al suo dentista??? Cominciate a considerare i nostri problemi e le nostre paure, perché sono serie e ci fanno stare tanto male…

    Cari compagni di una vita meravigliosa, eroi dei nostri pulsanti cuori, petti forzuti dove addormentarsi la sera, sicure come sull’acciaio: amate noi e la nostre sindrome, prendetevi cura delle nostre maree fisiologiche e del nostro animo puro ma tiramentoso.

    Scoprirete che un mondo meraviglioso scorre sotto la nostra apparenza di psicopatiche, anche in quei giorni. Scoprirete quanta bellezza risiede nel guardare insieme “Un posto al Sole” (Rai3 ore 20.30) e quanto gusto c’è a mandare a quel paese il passante che ti ha spintonato per correre a prendere l’autobus…

    E potrete ergervi a paladini della giustizia, stagliandovi sulle nuvole delle nostre insicurezze: basta un “Sei meravigliosa” e la vocina della sindrome verrà sconfitta, tornando dalle orride nebbie da cui è venuta…

    Ragazzi, ci vuole così poco per diventare i nostri eroi e salvatori, che giusto giusto dei maschi c’han bisogno che gli si spieghi proprio tutto!!!!!

    Dal decalogo del femminismo: Viva la sindrome premestruale, che ci lascia fare quel che ci pare!!!!

    Cronache della Nerchia, ovvero l’ultima perla della cinematografia americana

    Non aprire quell'armadio!!!!
    Ieri sera sono stata al cinema. Qualche giorno fa, alla cena degli aziendali di Tino, Nico – che è un suo collega e amico, appassionato di fantasy – ci ha chiesto di accompagnarlo a vedere il film di Walt Disney “Cronache di Narnia”.

    Ieri sera abbiamo bevuto l’amaro calice e con noi anche Yappy, il nostro amico tornato dalla laguna veneta.

    A me i fantasy piacciono abbastanza (per il “Signore degli Anelli” sono andata giù di testa e me lo sono guardata almeno 20 volte!) ma questo, davvero, sovverte ogni regola di cinematografia; Eizenstein si sta – sicuramente – rigirando nella tomba.

    Allora, prima di entrare in sala, la mia amica Blanche mi ha chiamata e mi ha detto che aveva letto un articolo su questo film e sul fatto che era stato fortemente voluto dai cristiani ortodossi americani che se la sono un po’ presa per l’andazzo delle ultime produzioni Disney, che non contemplano un buonismo tout coeur.

    Ma Panzallaria non ha preconcetti e sono entrata in sala con la serenità del giusto, di colui che pensa con la sua testa e non si fa ingannare da assurde categorizzazioni rock/lento.

    Questa volta avrei dovuto dare retta ai giornali.

    NON ANDATE A VEDERE QUEL FILM, è di una bruttezza sconcertante!!!!!

    Quattro orridi smorfiosetti che probabilmente sono stati ingaggiati per la parte al catechismo, durante la recita parrocchiale (recito meglio io!), entrano in un armadio e attraverso questo armadio in un magico mondo di effetti speciali: il mondo di Nerkia/Narnia.

    Fin da subito dimostrano purezza d’animo: il loro rapporto è fondato sui sensi di colpa e le responsabilità da consanguinei.

    Tra i quattro ce ne è anche uno, bastardo, che vuole diventare re di Narnia e tradisce gli altri. Tutto questo perché ce l’ha con il fratello che è un po’ rompicojoni e da ometto qual’è, si è calato nel ruolo del loro povero babbo che sta eroicamente combattendo in guerra.

    Qui dovreste cominciare a lacrimare…

    Le fanciulle, in 2 ore di film, spazzano via anni di lotte femministe e incarnano l’archetipo della donna tutta casachiesa sottomessa alla volontà del fratello maggiore. Lo guardano con un amore e una dedizione che lo spettatore non può non pensare che dietro le quinte abbiano organizzato una gang band di famiglia.

    L’unico pezzo forte del film per i miei ormoni è un fauno dal nome di pesce a cui ho tentato invano di intravedere i gioielli di famiglia e che viene pietrificato dopo 15 minuti.

    Il capo dei buoni, un leone dalla folta criniera e macrocefalo, ha un linguaggio retorico da omelia da diabete…e, se non bastasse la retorica buonista di ultima dei suoi discorsi, gli hanno appioppato una voce (in italiano) che lo fa sembrare un mafioso italo americano o una comparsa scampata ad “Ecceziunale veramente!”. A fine film noto che il prode condottiero è stato doppiato da Omar Sharif e ci rimango ancora peggio…

    In tutto il film, la morte dei buoni è sempre dotata di ressurezione, e non ce ne è uno che venga semplicemente sgozzato dall’orco di turno, dopo un po’ succede sempre qualcosa che lo fa tornare a vivere. Il leone si immola per il piccolo bastardo traditore reo confesso e penitente, viene ammazzato dalla strega cattiva, sottraendo alle nostre orecchie il disgusto di sentirlo proferir verbo, per poi ripigliarsi mentre le 2 fanciulle piangono sulla sua carcassa.

    La guerra buoni contro cattivi è condotta con la consapevolezza che bisogna attaccare i cattivi prima che distruggano il mondo di narnia e le cose buone come il natale, il che mi ha fatto venire in mente qualcosa che conosco ma mi sfugge…

    Per questo motivo, anche Babbo Natale regala ai 4 piccoli smorfiosi frecce, coltelli e medicinali da battaglia, invece che pupazzi e trenini elettrici e c’ha una faccia da avinazzato da far paura!!!.

    Durante la grande battaglia compaiono personaggi che non sono stati minimamente contestualizzati nell’arco di tutto il film ma che sembra abbiano un ruolo rilevante, anche se si sono dimenticati di presentarceli.

    Il piccolo bastardo traditore (che c’ha anche la faccia più da morto di seghe di tutti e 4!) rinsavito e divenuto un combattente modello, si immola sul campo per salvare il fratello e io ho un brivido di gioia, nutrendo la vana speranza che sia crepato. E invece arriva quella crocerossina della sorella minore, grande rompiballe piagnucolosa, che con la medicina di babbonatale lo fa tornare in forma e più mortodiseghe che mai!!!

    La produzione deve aver pure speso un fracco di soldi per gli effettoni speciali, non lesinando mostri improbabili e animali parlanti e giusti e pii ma si deve essere dimenticata di pagare uno sceneggiatore degno di questo nome, perché la storia sembra passata attraverso la santa inquisizione che ne ha dato una sua personale lettura.

    Quando speri che il film sia finito e che tu possa dirompere in una risata liberatoria, la loggorea cinematografica prorompe nuovamente e vorresti che passasse di lì il babbo natale avinazzato e ti regalasse una 34 magnum per abbattere il proiezionista e lasciarti fuggire…

    Yappy si è addormentato quasi subito, beato lui che c’aveva sonno…io e Tino ci siamo rigirati nella sedia, facendo gesti da pantomina napoletana e Nico era totalmente pietrificato, come il fauno senza nerchia, sulla sua poltrona. Lui, poverino, il libro lo ha anche letto e deve essersi sentito proprio male.

    Io non posso che tremare di fronte a queste operazioni subdolamente pervasive dei nostri amici di oltreoceano. La propaganda di Bush non è niente al confronto di queste smaccate operazioni che tendono a liceizzare guerre preventive e lotte buoni/cattivi.

    E tutto questo attraverso l’italosiculoamericano di Omar Sharif che ad un certo punto appella il ragazzino più grande (il re!) come “flagggelllo dei lupi” scatenando la generale ilarità in sala…

    Che dire: spero che a nessuno di voi venga voglia di vedere o affittare questo film, perché ci sono già tante cose brutte nel mondo che l’idea di aver pagato per vederlo, mi toglie il sonno.

    Prima di me li hanno impalati:
    Cinematografo

    gli evangelici dicono:
    Evangelici.net

    e facendo una rapida ricerca su Internet (peccato non averlo fatto ieri!) ne parlano solo Cristiani evangelisti, cattolici conservatori, riviste online parrocchiali, Avvenire e Panorama…sarà un caso???

    Invettiva Natalizia

    Panzallaria -cugino It

    Tutti che corrono come formichine impazzite per acquistare il ripieno dei tortellini e gli ultimi regali per parenti e amici.

    Tutti affannati a farsi venire un’idea per la vecchia zia – che vedono una volta all’anno – e scegliere cosa portarle come presente di natale: la bottiglia di Vecchia Romagna? il calendario ricamato?

    Senza pensare che magari la vecchia zia, c’ha le balle e la dispensa piena di Vecchia Romagna e che, considerando che tutto il resto dell’anno è sola, non sa proprio a chi offrirla l’orrida bevanda! Senza pensare che se è diventata un’alcolista è tutta colpa di questi imbecilli di nipoti e dei loro improbi acquisti dell’ultimo momento.

    La mail ti si intasa per le troppe cartoline natalizie da 1 mega, perché il cliente o il fornitore che hai contattato a gennaio dell’anno prima – per ricordarti che esiste – ti manda immagini surreali di Babbi Natale e gesugiuseppeemaria che partono per Miami…tutto, naturalmente, su sfondo viola!!!

    Al cinema danno solo film dal vago sapore buonista o tetteculi ormai tradizionali firmati Boldi-De Sica (quest’ultimo, considerando da che padre è venuto fuori, è quello che mi irrita più di tutti!!!).

    Berlusconi gongola alla sua conferenza stampa – che invece di un discorso di chiusura anno – sembra più una campagna elettorale per il suo partito, e la presenza massiccia su ogni rete mi fa sorgere un dubbio: -ma forse ricordo male – non era il Presidente della Repubblica a tenere il discorso alla nazione il 31 dicembre???

    Il tuo capo ti invita a stupide cene con i colleghi, dove tutti vi rompete sonoramente le palle ad ascoltarlo sproloquiare e l’unica cosa che vi ferma dall’abbatterlo è la consolazione che paghi lui.

    Tu vorresti farti una tranquilla passeggiata in centro, ma si trasforma in uno slalom tra borse, pacchi e persone in trans agonistico-buonista.

    Tu vorresti mantenere salda la tua dieta e tutti si ingozzano di dolci e marron glacèe…

    Tu vorresti silenzio e tutti ti urlano addosso, chiedendoti dove passerai capodanno, come se la cosa avesse una rilevanza sociale e la valutazione di amiciconoscenti dipendesse anche da questa pratica.

    Vai a fare la spesa – il 23 dicembre – in orari impossibili, sperando in un po’ di calma e invece trovi cavallette assatanate ovunque, che svaligiano negozi, fanno la fila dal pescivendolo e bestemmiano se gli passi sopra con il carrello.

    Per non parlare della Santa notte di Natale: la sfilata delle pellicce e dei visoni davanti alla chiesa più di tendenza in città per assistere alla Messa e dare un’occhiata ai trend della moda inverno 2005/2006.

    Quante anime pie e salve che si aggirano per la città in cerca della loro ostia natalizia; quanta bontà: se ne sente l’odore, mischiato a quello del dopobarba Armani e il piacevole rumore, tintinnio di cuori e braccialetti di brillanti.

    E, malgrado vorresti emanciparti da tutto questo – sono anni che ci provi – nemmeno tu, piccola e cattiva Panzallaria, sei in grado di rinunciare all’acquisto di un regalo per Tino e di qualche pensierino per quelli a cui vuoi bene.

    Malgrado siano stati tanti gli anni in cui hai odiato, con tutta te stessa, ogni genere di festività, per quello che ti tiravano addosso in termini di stress e depressione, anche tu hai acceso le lucine e hai fatto un presepe surreale, con obelischi da “Pianeta delle scimmie” e contadini indemoniati.

    IO LO ODIO il Natale; lo odio per quello che vedo e per quello che accade tra chi soffre e si sente ancora più solo che in tutto il resto dell’anno. Lo odio perché ci si riempie la bocca di parole come pace e serenità, mentre si bestemmia Dio perché il cretino di turno c’ha tagliata la strada e si votano partiti che leccano il culo a nazioni potenti e guerrafondaie.

    E quindi oggi, al contrario di tutto il resto dell’anno, trovo davvero poco da ridere e da raccontare di divertente.

    Forse tra qualche giorno sarà diverso; domani sera c’è la mia “cena degli sfigati” con gli amici che non festeggiano la vigilia e magari – data la fauna assortita che vi parteciperà – avrò qualche aneddoto divertente da raccontare.

    Ma oggi ho solo voglia di sferruzzare la mia sciarpa, che ieri ho comprato della lana proprio bella e di tenere il tutone rosa (che mi fa tanto Miss. Pig) e i calzini con le dita dei piedi.

    Oggi ho voglia di dormire e di farmi un’invena di Friends, pensando che tra 3 giorni, finalmente, è TUTTO finito…

    BUON NATALE A TUTTI, AMICI VICINI E LONTANI, PARENTI E SERPENTI, GIOIE E DOLORI, RICORDI E AMORI PRESENTI.

    FACCIAMO PACE E SERENITA’ – DAVVERO

    Babbo Natale e i pensierini sotto l’albero di Panzallaria

    Babbo Natale spiaccicato


    Compitino per i lettori:
    scrivete anche voi una letterina a Babbo Natale; io mi prendo l’incarico di spedirle tutte al Polo e di metterci una buona parola perché, non ci crederete, ma il Babbone e io andiamo dallo stesso dietologo!!!

    Intanto inizio io

    Caro Babbone,
    spero non ti dispiaccia se ti chiamo così – ma ormai sono un po’ di anni che mi vieni a trovare e si è creata una certa confidenza.

    Ti scrivo per farti alcune richieste per il Natale e per il 2006 nella speranza che tu mi possa esaudire, così non dovrò venire al Polo anche quest’anno a riempirti di botte. Che il biglietto per il Tettanic costa un fracco di soldi e poi mi viene anche l’acido lattico ai polpacci a furia di rincorrere le renne per dargliene di santa ragione.

    Insomma, per una volta, almeno tu, mantieni le promesse elettorali!!

    Sotto l’albero vorrei tanto trovare un grosso pacco con dentro un intero esercito di soldatini italiani che tornano dall’Iraq; inoltre – caro Babbone – mi piacerebbe trovare un bel cavalletto da macchina fotografica piombato e con un mirino veramente sofisticato e di precisione, che ho in programma di andare ad Arcore e non si sa mai.

    Babbone, sotto l’albero vorrei vedere anche qualche bel libro e qualche intellettuale italiano che dica – ma soprattutto faccia – qualcosa di Sinistra!!!! E mi piacerebbe trovare qualche consapevolezza dentro al Pandoro, qualche certezza che le cose andranno meglio e che saremo, tutti quanti, un po’ meno ciechi, un po’ meno avidi e un po’ meno ipocriti…

    Se poi le Vespe che girano in Italia smettessero di ronzare così forte da coprire di inutile rumore il senso delle cose circostanti e da intontire i nostri sensi catodicizzati, allora si che mi faresti felice. Data la tua stazza e la mia, potrei anche pensare ad un cornino al Tino, per ripagarti di tanta generosità!.

    Caro Babbone, lo so che lì al Polo è difficile da intuire, ma ti giuro che vivere in mezzo ai ladri e agli assassini legalizzati dallo Stato non è affatto facile; è vero, si tratta di tutte brave persone che vanno a Messa ogni Santa Domenica e invitano a pranzo il Cardinale, ma a noi, povere anime perse e peccatrici, alle volte viene su una nausea e una vergogna che poi è difficile parlare di “serenità, amore e pace per l’anno nuovo”.

    Caro Babbone, se proprio tutte queste cose sono impossibili da realizzare, fai almeno che possa perdere 20 Kg il prossimo anno, comprare un tanga, un paio di pantaloni attilati, vincere il Nobel per il migliore Blog dell’universo e fare qualche significativo intervento riguardo la presunta liposuzione della Marini a “Porta a Porta”, seduta a fianco della Melissa P. nazionale!!!

    Panzallaria

    E-Magnacciament




    A.A.A. cercasi Prestanome residente in Svizzera per avviare redditizia attività. Si richiedono propensione al silenzio e presenza di carta di credito per poter fare acquisti on line. Si promettono grossi guadagni!

    Ieri sera sono venuti a cena i colleghi di Tino. Tino lavora nel settore dell’informatica. Quando sono rientrata dall’inglese, i discorsi che si facevano, nell’attesa delle tagliatelle di mia suocera -ebbene si, ieri sera, per mano di mia suocera, ho mangiato come una buzzicona!- erano tutti centrati su Dot.net (che ho scoperto non essere un sito per ipocondriaci!) e Java (che non è l’assistente di Martyn MIstere!).

    Discorsi invero appassionanti, se non fosse stato che avevo avuto una giornata faticosa e che ero distratta dalla doppiapunta di un mio capello. 😉

    Per fortuna, subito dopo cena, tutti gli astanti sono stati convolti in discussioni molto più intellettuali e che hanno accattivato ben bene anche la mia attenzione.

    Dovete sapere che da poco, nell’agenzia in cui lavora Tino, è arrivato un nuovo collega dalla capitale, detto “Er Capoccia” che ha portato una ventata di aria fresca e di internazionalismo su tutti noi. Er Capoccia conosce il mondo, lui viene da una grande città – che se non sei spietato tu, lo è lei con te – e ci fa sentire tutti molto provinciali, aprendoci una finestra privilegiata sui segreti dell’informatica e del web.

    Constatando la durezza del Mercato e la pesantezza del rimanere dipendenti a vita, ieri sera Er Capoccia ci ha svelato un segreto per fare soldi facili e puliti, sfruttando ognuno le proprie capacità e mettendo veramente a frutto le professionalità acquisite in tanti anni di studio e lavoro.

    Un amicodelcugino der Capoccia, anni fa aveva creato un business veramente redditizio: faceva siti per le Escort. Quando ha cominciato a raccontare questa storia, pensavo che Er Capoccia si riferisse a qualche questione legata ai Mercati e alla globalizzazione: dato che si sente parlare tanto di competitività dei Cinesi, magari l’amicodisuocugino aveva fatto i soldi con qualche e-commerce legato all’Import-Escort…

    Ma poi mi hanno spiegato che è la Escort stessa che Import i soldi dei suoi raffinati clienti.

    Insomma, se si trova un prestanome (da cui l’annuncio di qui sopra) possiamo avviare un’attività che frutta almeno, almeno 3.000 € al mese e che mette in gioco gli skill specifici di ciascuno dei partecipanti alla cena aziendale di ieri sera.

    Dovete sapere che le Escort sono raffinate signorine che si prestano -naturalmente a pagamento – a diventare le Vostre accompagnatrici di fiducia quando volete fare proprio bella figura con parenti, amici e clienti. Sanno parlare un po’ di tutto e sono veramente persone di compagnia.
    Non avete un cane con cui passare la notte di Natale? dovete presiedere alla cena con il cliente giapponese tutto inchini ma noiosissimo? la vostra mamma vi continua ad assillare con domande del tipo “ma quand’è che metti la testa a posto e trovi una ragazza che sia alla tua altezza, io che ho speso tanti soldi per farti studiare e assicurarti una carriera?”: bene – le Escort, novelle crocerossine del nuovo millennio – sono qui per aiutarvi a risolvere questi problemi quotidiani, assicurando a voi e ai vostri ospiti una serata da ricordare!. E se avete perso le manette di pelo, fatelo presente perché ne hanno di certo per tutte le taglie!.

    Queste simpatiche e altruiste signorine, così raccontava Er Capoccia, spesso non sanno come fare a farsi rintracciare e a presentare il proprio curriculum vitae.

    Certo, ci sono gli annunci su tutte le più importanti testate giornalistiche nazionali, ma nell’era della comunicazione virtuale, chi non ha un proprio sito web è VERAMENTE out!!!

    Insomma, l’amicodelcugino der Capoccia ci ha campato per tre mesi su questa lucrosa attività, fino a quando la Polizia Postale non gli ha consigliato di smettere.

    Mi chiedo dove mai arriveremo, se ora anche i postini si mettono a fare i poliziotti!!!!

    Questo perché non c’era il prestanome in Svizzera, patria della cioccolata e della legalità (in Svizzera sta diventando vietato perfino fumare all’aperto!) ma dove i postini continuano a consegnare lettere, invece di incaponirsi su onesti cittadini che tirano a campare!!!.

    Naturalmente, noi che siamo navigati e professionisti, abbiamo pensato che -una volta trovato l’onesto cittadino della patria di Milka – la cosa da fare per avviare seriamente l’attività, fosse una bella analisi del mercato concorrente, e così ci siamo attaccati a Internet, dove Er Capoccia ci ha guidato in una navigazione tematica da cui, tutti noi poveri provinciali del tortellino, abbiamo imparato molto.

    Esistono siti-vetrina, filmati e blog veramente appassionanti!!! Le escort in questione, signore del trasformismo, utilizzano il web per diffondere la propria agenda degli spostamenti, per chiaccherare amabilmente con i potenziali clienti e per presentare il proprio curriculum e portfolio. Per non parlare delle raffinate gallerie fotografiche che, altro che Cartier-Bresson!.

    Ho imparato che cos’è una GANG BANG (che non ha nulla a che fare con la “gag” stile Panzallaria, ma secondo me unire le due cose potrebbe proprio essere un valore aggiunto!) e ho scoperto una cosa che potrebbe farmi allargare il settore di impiego: i testi dei siti di queste signorine sono tutt’altro che qualitativi.

    Credo che anche in questo modo, noi italianisti rivenduti all’informatica potremmo fare DAVVERO molto, migliorando la sintassi e il ritmo narrativo di queste zone erogene del web.

    Mi sono venute tante di quelle idee che vorrei davvero metterle a frutto. Per esempio, perché non raccontare – in forma aneddotica – la storia della vita delle nostre amiche Escort, per appassionare i potenziali, nuovi clienti???

    La Boccadirosa di turno potrebbe, sotto le nostre mani esperte della lingua (viene una facile battuta, che non farò per distinguermi) narrare della prima volta in cui, fulminata sulla via di Damasco, capì che la sua strada era quella di aiutare gli altri, la prima volta in cui -al corso di francese- le spiegarono cosa fosse il Bondage e decise di applicarcisi con impegno.

    Oppure potrebbero ricordare la prima Gang, e quando un cliente, come presente di Natale, regalò loro un anello di brillanti, ma non per le dita delle mani…

    Credo che ci sia spazio per lavorare anche per me, oltre che per i programmatori geniali, colleghi di Tino.

    Loro potrebbero inserire un bel database sul sito, per indicizzare i clienti (dalla migliore alla peggiore prestazione) e un bel form di contatti per evitare spamming inopportuno a signorine che hanno già tanto da lavorare da non avere certo tempo per perdersi in sciocchezze!!!

    Insomma, gente del web uniamoci, fondiamo una cooperativa sociale e usiamo i nostri mezzi per migliorare e potenziare le capacità della Rete!!!!

    So che in mezzo a voi c’è lo svizzero omertoso che fa al caso nostro, so che c’è qualcuno che vuole guadagnare 2 lire in più, so che ce la possiamo fare.

    GRAZIE Er Capoccia: dopo tanto studiare io pensavo ancora che il web fossero solo barbosi siti istituzionali, grigie testate giornalistiche on-line e blog sbrodolosi come il mio. Tu mi hai aperto un mondo e grazie all’amicodituocugino so che diventerò una donna migliore!