Quella volta che “e se prendessimo un cane?”

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Nelle prossime settimane, darò spazio a una nuova autrice che collaborerà con me a Panzallaria. La chiameremo Isabella Bird e ci racconterà la sua esperienza con la ICSI (iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi). Sono convinta che solo sentendo la viva voce di chi ci passa in mezzo possiamo decidere bene cosa o non cosa pensare riguardo alle scelte altrui, o decidere di astenerci, che alle volte anche quello è sano.

Perché Isabella Bird?

Isabella Bird, una delle più grandi esploratrici vittoriane. Una che avevano praticamente dato per spacciata perché stava sempre male, finché un giorno l’hanno messa su una nave come ultima speranza, la nave ha incontrato una tempesta e lei non solo si è ripresa ma ha aiutato tutti gli altri. Da quel momento non ha mai smesso di viaggiare,e gli unici momenti in cui stava male erano quando era costretta a stare ferma. Jim Nuggent è una leggenda del far west che incontrò in mezzo ai boschi e con cui ebbe un grande amore.

E adesso il primo post, dal prossimo sarà Isabella Bird a raccontarne direttamente!

Il problema fondamentale è che non abbiamo un giardino, e le bestie in appartamento si sa che soffrono.

Quindi abbiamo ripiegato sull’avere un figlio. O meglio sul provarci.

Il punto è che quando si ha la fortuna di prendere questa decisione con cognizione di causa, dopo aver fatto bene i conti e stabilito che no, purtroppo un mutuo per una casa con giardino è davvero troppo impegnativo, accade che si ecceda un filo in ottimismo.

Soprattutto se per indole e professione si è abituati a elaborare pianificazioni anche complesse, può succedere che ci si metta un attimo a capire che questo atteggiamento non è applicabile a tutti gli ambiti della vita.

Questo è il diagramma che io e il mio compagno Jim Nuggent (che si chiama così perché era il moroso di Isabella Bird e ogni tanto vorrebbe anche lui rifugiarsi nei boschi) abbiamo elaborato per affrontare serenamente la cosa:

Schermata 2016-03-21 alle 20.57.22

Lo so, è estremamente semplificato, ma ci siamo detti che non era il caso di diventare ossessivi.

Quello che è successo è che… non è successo niente. Purtroppo la natura del progetto non permette di mettere lavorazioni in parallelo. Né è possibile recuperare eventuali ritardi aumentando le risorse investite.

 

Insomma l’ipotesi cane stava riguadagnando terreno. Poi ci siamo seduti sul divano delle grandi decisioni, detto così perché talmente scomodo da rendere impossibile rilassarsi e quindi molto adatto a discettare grandi temi spinosi. Ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti: “Siamo due grandi esploratori. Proviamo a capire se ci sono altre strade”.

 

La prima cosa  che abbiamo fatto è stata comprare un divano nuovo. La seconda è stata iniziare un percorso che ci avrebbe portato a una procedura che si chiama come un talent show, e già questo avrebbe dovuto darci qualche indizio. Ma di come siamo arrivati alla Icsi vi racconterò la prossima volta.

Isabella Bird

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13 commenti
  1. Vincenza
    Vincenza dice:

    Mi ricordi me, quando un mese prima del matrimonio abbiamo iniziato ad avere rapporti liberi, e mi immaginavo in chiesavcon le nausee. Quante speranze, quanti sogni, “e che ci vorrà mai? ‘, in fondo è natura, un po’ di pazienza e avremo ciò che vogliamo. Solo dopo ho capito che la natura non è benigna, ottimista, ma è oggettiva, indifferente, va perla sua strada. 32 cicli dopo, due interventi – avevo le tube chiuse e parecchie aderenze e cisti disseminate a caso – rapporti mirati, il miracolo è avvenuto. Il termine “miracolo” non lo intendo in senso religioso, ma come evento straordinario, che nessuno credeva potesse accadere. Leggerò con piacere la tua storia.

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  2. isabella bird
    isabella bird dice:

    Grazie Vincenza, lungo la strada mi sto imbattendo in molte storie, ognuna “miracolosa” a modo suo, ed è sempre un piacere perché ognuno ha il suo percorso e le sue motivazioni ma c’è sempre qualche elemento comune

    Tipo il divano

    Rispondi
  3. Antonella
    Antonella dice:

    Sono mamma grazie all’IMSI, leggerò con emozione la tua storia e segnalerò il blog alle amiche di ormone

    Rispondi
  4. Laura
    Laura dice:

    Ciao, dopo un paio di tentativi fivet abbiamo deciso che potevamo rinunciare ad avere un bambino. È proprio vero che se non lo vivi non puoi capire che cosa significa passare attraverso il percorso che spesso è infruttoso. Mi sento molto fortunata per il fatto di riuscire ogni giorno a non soffrire della mancanza di figli, sebbene circondata da amici con famiglie numerose. L’altra fortuna è avere un compagno di vita che mi ama comunque anche senza figli; magari in futuro ne avrà. …chi può dirlo?! Da una paio di settimane abbiamo una cucciola di cane e mi piace molto prendermi cura di lei. Evidentemente la nostra coppia non ha potuto fare a meno di crescere assieme un esserino, di qualsiasi natura esso sia!! Aspetto la prossima puntata di Bird ????

    Rispondi
  5. Sara
    Sara dice:

    È buffo, perché anch’io sto pensando all’adozione di un cane, dato che sono molto scettica sull’arrivo di un bebè (io e il mio fidanzato siamo datati, anagraficamente parlando), e anche noi abbiamo lo stesso problema: tre terrazzini striminziti e niente giardino.
    Sono curiosa.

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  6. Aliko
    Aliko dice:

    Leggere delle storie vere è sempre molto coinvolgente ed affascinante. Grazie per questo preziosissimo racconto di vita vissuta. Diventare genitori non è per tutti così scontato come lo è per molti. Siamo vicini a tutte quelle persone che si trovano a vivere questi momenti così angoscianti e difficili. Un abbraccio

    Rispondi
  7. Emanuela
    Emanuela dice:

    Icsi una profonda cicatrice, potevo avere accanto a me due gemellini, dopo tempo solo ora riesco a parlarne e a sorridere, c e ancora la possibilita che arrivi naturalmente.
    Informiamoci bene donne su questo percorso, dove nulla e certo.
    Un abbraccio

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  8. Stefania
    Stefania dice:

    Due gatte(Lilly e Tigre),una cagnolina(Leonie), un piccolo appartamento con un terrazzino ed un fazzolletto di giardino….mio marito,il più bel miracolo che la vita mi abbia donato…tanto amore in 4 mura ,ma purtroppo il figlio tanto desiderato non è mai arrivato. Tante cure che hanno solo devastato il corpo e lacerato l’anima….alla soglia dei 38 anni ho bisogno di capire se ho ancora qualche speranza oppure se dovrò chiudere definitivamente il capitolo “maternità”.Solo chi attraversa questo percorso può capire…la mia nn vuole essere arroganza,anzi rispetto tutte le donne che restano incinta dopo il primo ciclo utile dopo aver smesso la pillola o coloro che “sai non l’abbiamo cercato,e’ capitato”….non so se diventare Madre mi avrebbe reso migliore o più felice,però di sicuro dopo tutte queste sofferenze sono diventata una donna con una consapevolezza diversa e forse questo mi permetterà di essere comunque una persona serena,o almeno lo spero e lo auguro a tutte coloro che vogliono affrontare questo cammino.

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    • anna maccabruni
      anna maccabruni dice:

      Cara Stefania,ho letto casualmente il tuo messaggio e voglio scriverti perchè,come donna e come medico,mi sono commossa alle tue parole. Sono SICURA che alla tua età puoi ancora tentare di avere un bambino,magari affiodandoti a Centri che si occupano esclusivamente di questo problema,anche all’estero.Ho avuto pazienti in situazioni veramente disperate (per l’età,per menopausa precoce,per assenza totale di ovulazione ecc.) che hanno avuto il coraggio di andare all’estero e,in molti casi,sono riuscite a realizzare il loro desiderio di maternità (si può ricorrere anche all’ovodonazione,anche se non in Italia).La scelta di percorrere certe strade fino in fondo dipende da molti fattori e richiede molto coraggio.E’fondamentale comprendere fino a che punto il desiderio di un figlio sia essenziale nella nostra vita.Possiamo parlarne ancora,se lo desideri. Un abbraccio.e…non perderti d’animo. Anna

      Rispondi
      • Stefania
        Stefania dice:

        Carissima dottoressa Anna,le tue parole mi hanno veramente scaldato il cuore…il tempo e la vita mi hanno insegnato che i sogni non sempre si avverano e che la medicina può fare miracoli ma credo che il miracolo più grande resti la nascita. Ho impiegato anni per metabolizzare il lutto della mia parte materna e questa privazione mi ha lasciato un vuoto enorme che con le parole non sono in grado di descrivere…però nelle parti più recondite del mio cuore la fiammella del desiderio di un figlio non si è mai spenta,sebbene la razionalità e la consapevolezza di tante problematiche fisiche hanno prevalso in questi anni.Sono combattuta e più passa il tempo e più ho paura e più soffro…. Non so cosa mi riserverà il destino ,però sono sicura che in qualche parte dell’universo c’è un bimbo che mi vuole e che ha bisogno di me ,devo solo avere pazienza….ma non importa se non ci abbracceremo mai ,vorrà dire che potrò tenerlo per sempre dentro il mio cuore ed in tutti i miei sogni e sarò eternamente una mamma nell’anima.
        Grazie ancora Anna se ti capiterà di leggere la mia risposta e ti auguro ogni bene x il tuo lavoro ed i tuoi sogni….un caro saluto.Stefania

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  9. Clara
    Clara dice:

    Scrivo mentre nella mia pancia a qualcuno dà fastidio la mia posizione a gambe accavallate e me lo dice dandomi dei bei calcioni.
    E’ la mia bambina, che nascerà tra qualche mese e che é qui grazie ad una Icsi.
    La mia storia é talmente comune che é quasi banale: tube chiuse, aderenze da precedente infezione mai diagnosticata né curata.
    Anni di tentativi a vuoto, qualche medico insensibile, qualcuno incompetente, un intervento per rimuovere una tuba ed infine la presa di coscienza della Pma come l’unica via percorribile.
    La mia Icsi é stata un’esperienza sorprendentemente positiva, vissuta intensamente e con amore da parte di entrambi, lui ed io, per quanto amore ci possa essere in un atto estremamente medicalizzato. La scelta del centro é stata cruciale e la tutela della nostra privacy, specie rispetto ad una platea di gente prontissima a giudicare, l’aspetto essenziale per mantenersi calmi e centrati.
    Non é una strada impossibile, va vissuta per momenti senza lasciarsi trascinare in facili ragionamenti pessimisti sul poi e sul dopo e cercando, anche in modo anonimo se può aiutare, il confronto ed il conforto di chi ci é già passato. Scoprirai un modo straordinario, fatto di donne forti, ottimiste, positive, coppie solide, medici in gamba e tante belle storie che accendono la speranza. Una é proprio la mia.

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    • Stefania
      Stefania dice:

      Cara Clara,le tue parole danno speranza e coraggio a tutte le donne che nonostante tutto ,sono passate attraverso anni di delusioni e fallimenti….sono percorsi fisici e psicologici devastanti ,che solo chi li prova ne respira la vera essenza e sono convinta che i figli “dell’amore” cresceranno con dei genitori Speciali,proprio come voi.
      Auguri per la vostra vita e per tutti i tuoi sogni.

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