Dimagrire sta facendo bene anche al mio lavoro: strategie e novità

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Il mio percorso di dieta e muta mi è stato utile non solo per stare meglio con me stessa e ritrovare il benessere ma anche per focalizzarmi professionalmente. Durante l’anno passato mi sono concentrata molto sul cambiamento d’approccio e fisico, sull’imparare uno stile di vita sano e sul ritrovare il mio benessere attraverso lo sport. Ho messo in secondo piano gli obiettivi professionali scegliendo di “vivacchiare” per non impegnare troppo il cervello in troppi ambiti. A settembre di quest’anno, a un anno esatto dalla muta e dopo avere perso più di 40 chili di peso, mi sono resa conto che avevo trascurato molte cose e che come professionista non me lo potevo permettere.

All’inizio ho avuto un attimo di scoraggiamento e tanti dubbi, poi ho deciso di applicare lo stesso metodo che ho usato per la dieta alla mia vita e credo che in questo momento sia la scelta più giusta che potessi fare.

Ecco cosa ho fatto.

ANALISI

  • Ho esaminato quello che stavo facendo, le collaborazioni in atto, la gestione dei clienti e dei progetti e ho fatto una cernita di quello che mi stava portando via più energia senza reali benefici economici o di avanzamento professionale e una lista dei progetti potenzialmente più importanti
  • Ho fatto i conti della serva: quanto ho guadagnato quest’anno? quanto vorrei guadagnare il prossimo? quali sono le spese vive e imprescindibili legate al mio lavoro?
  • Ho deciso di mettermi a nudo con me stessa, cercando di visualizzarmi a un anno di distanza da questo momento: cosa voglio fare? dove voglio essere? il posto (professionale) dove mi trovo oggi mi va bene o penso di potere spendere le mie competenze su altri ambiti?
  • Mi sono chiesta in che direzione sia più utile spingere il mio lavoro: cosa è più efficace? quali ambiti (tra i tanti che pratico) possono diventare davvero efficaci in un rapporto risorse spese/risorse ottenute?

OBIETTIVI

Mi sono resa conto che da troppo tempo avevo perso di vista gli obiettivi. Proprio come quando sono ingrassata fino a diventare obesa e durante il percorso non mi rendevo conto che stavo scivolando verso una cattiva gestione e cura del mio corpo, troppo presa a muovermi nella mia “comfort zone” vitale, sul lavoro avevo smesso di mettermi realmente in gioco. Non ho abbandonato sforzi, ho continuato a lavorare seriamente e per molte ore, ma con quali obiettivi? A quale scopo una narrazione di me efficace se poi non mi dò un obiettivo? Quale prodotto – come professionista – sono in grado di vendere? Quali idee possono trasformarsi in business?

Ho rimuginato parecchio intorno a questi temi, sbattendo la testa contro una gran confusione a volte, cercando di ridefinire a me stessa dove voglio andare come professionista e mi sono resa conto che molte cose devono cambiare. Ho preso carta e pennarelli – come faccio quando devo progettare qualcosa di NUOVO – e ho focalizzato le mie attività, le mie idee, la visione che ho del mio lavoro attraverso scritte e disegnini (rupestri).

RISULTATI

Grazie a una riflessione e tentativo di analisi di me stessa e dei miei obiettivi ho capito che devo essere orientata al RISULTATO. Questa parola sembra molto chiara ma se ci pensiamo bene, non lo è affatto: per ognuno il risultato è qualcosa di diverso, associamo a questa idea significati diversi anche a seconda dei momenti che stiamo vivendo.

Io dovevo trovare il significato più giusto per me. Proprio come ho dovuto trovare il significato più giusto per me per quella che tutti usano chiamare “dieta” e io invece ho chiamato “Muta”.

EFFETTI

L’effetto principale del lavoro degli ultimi mesi è stato:

  • rivedere gli obiettivi a medio e lungo termine in maniera definita e con la capacità di poterli misurare chiaramente
  • ridefinirmi come professionista prima di tutto con me stessa cercando parole non generiche, ambiti specifici e mettendo in primo e secondo piano le cose. Bisogna darsi delle priorità e non possono essere troppe.
  • rivedere la comunicazione verso l’esterno: processo che consiglio a tutte le aziende e i professionisti. Deve essere ciclico. Il web è cambiamento continuo, noi siamo cambiamento continuo e bisogna adattarsi a questo modello diventando flusso in costante progress. Nel concreto sto facendo un importante restyling del mio sito professionale francescasanzo.net (non ancora visibile), ho scelto foto professionali di me che mi rappresenteranno quando andrà online e ho assunto un orientamento finalizzato a esplicitare i servizi che offro, come e a chi. Dopo il sito personale toccherà anche a questo blog che verrà orientato ad alcuni temi più esplicitamente. A un certo punto si cresce, ci si evolve e dopo 10 anni tocca anche a Panzallaria.com
  • ho imparato a dire NO a lavori che non sono sostenibili economicamente: non mi interessa svendere la mia professionalità ma valorizzarla. Non faccio favori a meno che non mi diano indietro reali benefici o non me li chiedano i miei migliori amici (che sono pochi, sia chiaro ;-), in alcuni ambiti le energie che devo mettere per ottenere risultati di basso profilo sono troppe e quindi non ne vale la pena e se qualcuno mi chiede di lavorare per pochi spicci penso che piuttosto vado a farmi una corsa che ci guadagno in salute.
  • ho deciso di investire in formazione: mi sono iscritta ad alcuni corsi che mi sono utili per migliorare le competenze che mi servono per lavorare. Ho speso soldi ma credo (e spero) ne valga la pena. A volte ci nascondiamo dietro alla scusa dei “costa troppo” perché temiamo l’impegno che dovremo mettere nel fare. Ci sono passata per molto tempo scegliendo di NON rivolgermi a una specialista per dimagrire, so di cosa parlo: oggi credo che quelli spesi dalla nutrizionista siano stati i soldi meglio spesi nella mia vita.

La corsa, il nuoto e la costante attenzione che devo mettere nella gestione della mia anima nera (che c’è e ci sarà sempre e ogni tanto annida Sirene canterine nel frigorifero) mi hanno insegnato tantissimo in termini di disciplina, pazienza, capacità di guardare oltre all’oggi.

Sarei una sciocca se non applicassi ciò che ho imparato dall’avere perso 43 chili anche al lavoro, no?

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4 commenti
  1. sabrina antonelli
    sabrina antonelli dice:

    Ciao, sono sempre io, Sabrina, sono a dieta da circa un mese e mezzo ed ho perso 6 kg, è difficile, molto, e come tu stessa hai sempre detto c’è quella vocina, l’anima nera, che mi tenta ogni momento. Penso spesso a te e i tuoi 43 kg persi e mi faccio coraggio, io ne dovrei perdere poco più di 20, spero di farcela……..Ciao e a presto con i prossimi sviluppi
    Sabrina

    Rispondi
  2. Panzallaria
    Panzallaria dice:

    certo che ce la farai sabrina! tieni duro e vogliti bene. bisogna poi essere anche un po’ compassionevoli con sé stessi, ogni tanto le anime nere ne hanno bisogno 😉

    Rispondi
  3. FABRIZIO FRASSINETI
    FABRIZIO FRASSINETI dice:

    Per favore, se ho ben capito ha scritto dei resoconti del periodo di dieta che ha portato alla riduzione di peso. Dove posso leggerli? Grazie e saluti cordiali.
    Fabrizio

    Rispondi

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