Io delle volte emigro con il pensiero: disquisizioni poco filosofiche e molto personali su questa Italia in miniatura

Io delle volte mi chiedo se ha senso che c’abbia tutta sta fiducia in questo Paese. Davvero. Lo dico abbastanza serenamente. Io delle volte mi viene da domandarmi se non sia più sensato farmi la mia micragnosa vita, magari provare a emigrare altrove, smetterla di cercare di fare delle cose, di denunciarne delle altre.

Davvero.

Non è che io faccia molto, anzi è davvero troppo poco, ma qualcosina si, del mio tempo, ce la metto, in un impegno che per me è molto più politico che se fossi iscritta a un partito o fossi in un fottuto Parlamento.

E in questo Paese di persone che fanno ce ne sono.  Alcune sono davvero propositive e sono loro che a me piacciono, di solito, perché non penso che con gli intellettualismi, con il disfattismo e lo snobismo possiamo davvero arrivare da qualche parte.

All’Italia, lo dicevamo ieri sera con la mia amica e socia “pensante” Silvia Cavalieri, è un momento che servono chiarezza, semplicità e condivisione. Mica pipponi filosofici.

E questo, si badi bene, non vuole dire, dal mio modestissimo punto di vista, che dobbiamo tutti diventare dei qualunquisti e tirare fuori la rabbia di pancia, come fanno alcuni.

Assolutamente no.

Cercare di esercitare il proprio spirito critico, leggere  – anche di filosofia – e promuovere il valore culturale delle cose e delle azioni sono la base della civilizzazione, secondo me.

Mica pizza e fichi.

Però sarebbe giunto il momento delle azioni. Che sono poi quelle che cambiano le cose. Mica tanti blablabla. Che ne abbiamo un sacco di posti dove fare blablabla e non è di quello, certo, che sentiamo la carenza.

Sarebbe giunto il momento che noi Terziario-superacculturato -precario- trentenne muovessimo il culo.  E anche muovere il culo, per me c’ha connotazioni che non sono così scontate. Che non si dica: quella Panzallaria vuole far le sassaiole.

Io le sassaiole le vorrei fare non violente, con il potere delle parole, delle narrazioni vere, della condivisione del personale in un collettivo che pensi un po’ oltre la propria vita di tutti i giorni. Le sassaiole io le vorrei fare con il rispetto dell’altro, del diverso, dello straniero a noi.

Le sassaiole le vorrei fare nei parchi giochi dei bambini. Tra le mamme che fanno la gara a chi ha il figlio più bravo, ricordando a ognuna di loro che se il sistema scolastico e educativo di questo Paese non cambia, i nostri saranno i primi veri ASINI che l’Italia ricordi.

Le sassaiole le vorrei fare davanti agli stadi. Dove la gente si picchia per un fottuto goal.  Dovrebbero essere sassaiole del pensiero. Ricordarci che sono solo 11 ragazzi in pantaloncini corti e ben pagati che corrono dietro a una palla, mica roba da farti ammazzare qualcuno!

Son ottimista, mi dice qualche amico che guarda alle mie ingenue dichiarazioni che autoprofesso “pensanti”.

Delle volte io, con queste persone, che disfattano e distruggono, mi viene da essere un po’ acida. Che la logica del “lasciamo perdere, tanto nulla cambierà” mi sembra spesso un’operazione un po’ furbetta, di quelli che sono pigri e si mascherano bene dietro a queste dichiarazioni.

Poi delle volte, vorrei andare a casa di queste persone e dirci che forse hanno ragione loro. Che sarebbe meglio rimanere tutti a letto a dormire, o al massimo andare a lavorare, tornare a casa e guardare la tele. Che adesso, specie nelle tele a pagamento, fanno tanti di quei bei telefilm che non si capisce mica perché uno debba anche sbattersi a fare delle cose, magari uscire sotto la neve.

Perché ci sono delle volte che sono proprio scoraggiata. Che c’è delbono nel mio frigo, ci sono la pro(stitu)zione civile, c’è il nano malefico, ci sono quelli che fanno la gara sia meglio trombare a pagamento un trans o trombare a pagamento una escort, che non capisco nemmeno questa nuova moda di chiamarle così, le zoccole, che è tutto molto asettico e anche un po’ esotico e chiamarle con nomi diversi, che nobilitano le cose, le cose poi finisce che si nobilitano davvero.

Ci sono delle volte che mi chiedo davvero che differenza ci sia tra il politico/imprenditore corrotto che ride a pensare agli appalti del terremoto e il mafioso che sa fare bene il suo lavoro.

La cosa pubblica che diventa cosa privata e si trasforma in cosa nostra.

Delle volte poi, come stamattina che uno dei nostri fottuti vicini (del palazzo di fronte) ha chiamato il carro attrezzi alle 6 del mattino perché venisse a prelevare la nostra auto nel cortile condominiale (dove però possono mettersi solo quelli che hanno il posto auto, tutti gli altri sono degli abusivi), dopo che ieri sera siamo rientrati alle 11  e per via del teatro in zona non c’era nemmeno un posto libero e la frollina aveva la febbre, ecco delle volte come oggi, che si assiste alla gratuità di certe azioni, che un essere umano fa a un altro essere umano, giusto così per divertirsi un poco – e a volte sono molto peggio del carroattrezzi, che mica mi lamento eh? – mi viene da dire che quello dell’Italia è proprio un problema gravemente culturale che abbiamo iscritto nel dna.

Che non c’è riscatto. Non c’è partita.

Che a leggere i giornali e guardare questi vecchi babbioni che abitano nelle case popolari e inveiscono razzisti contro i vicini stranieri e fanno portare via le macchine a quelli che cercano di ricordargli che forse – a inveire contro gli stranieri – non è che andiamo poi da molte parti, mi viene quel senso di nausea e di vomito che delle volte,

io vorrei rimanere solo tappata in casa a guardare la televisione, che tanto contro la genetica non è che si può molto e siamo tutti un poco geneticamente italiani.

Per fortuna sono solo delle volte e i dvd li guardo sul computer.

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17 commenti
  1. supermambanana dice:

    guarda non so che e’ oggi, l’argomento sembra filtrare in molti blog, forse un rigurgito del caso bertolaso (ma e’ un “caso”? lo hanno fatto vedere in TV o me lo sono solo beccato perche’ era sui giornali on-line?).

    che proprio mi stavo chiedendo in questo preciso momento ma che cazzo sto facendo io, che cosa cazzo mi apro ogni santa mattina repubblica unita e tutti gli annessi e connessi, invece di cominciare col guardian e l’independent, ma che cosa e’ questa cazza di curiosita/attaccamento/morbosita per le sorti di questo posto che non e’ casa mia dal 1996 e non sono tre giorni, ma perche’ non li mando tutti a fare in culo e mi occupo dei miei bambini che sono nati qui e che vedono l’italia solo come il posto delle vacanze. Quasi quasi sciopero di internet, mi metto in silenzio per qualche giorno e non leggo una parola una in italiano e vediamo come va.

    (ha senso cio’ che ho detto? che spedisco di botto e non ho tempo di controllare il mio italiano da emigrante)

  2. sononera dice:

    Io sto in fase schifata..lo sono sempre stata…
    Non è che non lotti..la mia è una lotta molto silenziosa insieme alle solite lotte quotidiane di far quadrare i conti, gli orari, la salute che se ne va, il matrimonio, la voglia di un figlio, le molte cose ancora da realizzare, la casa che non c’è e per me non ci sarà mai..

    Lotto perchè la mia vita sia di esempio…

    Alle future generazioni..so che è una lotta impari, so che è poco efficace, ma è l’unica lotta che mi sento di affrontare..
    Alle elezioni regionali del lazio votero Bonino…non so se faccio bene, ma per me anche questo può essere un modo di lottare..ti abbraccio e tieni duro, che tu sei una Grande Donna e farai grandi cose…
    Lo schifo rimane, ma a me di avere lac

  3. Mammafelice dice:

    Io non ce la faccio più. Non sono nemmeno più solo delusa o schifata. Sono svuotata.
    Non so più a cosa credere… che palle, Frò, che due stracavolo di maroni questo paese.

  4. mammaemigrata dice:

    fino a poco tempo fa avevo lo stesso pensiero che supermambanana, e poi ho smesso davvero di aprire repubblica/corriere/espressi ecc. Perchè tanto aprirli solo per vedere certe cose tipo “white christmas” mi fa solo rabbrividire e poi finisco sempre per pensare che ho fatto bene a partire, e che non ci tornerei nemmeno se mi dessero un quintale d’oro per ogni grammo che peso. Certo, in tutti i Paesi che vai ti sentirai prima o poi dire “straniero che vieni a rubarci il lavoro”, ma non è uguale. Perchè GLI ALTRI governi non supportano, perchè non ci sono LEGHE a inculcarti l’idea che certe frasi hanno diritto di esistere sulla tua bocca, perchè i capi degli altri governi si fanno tirare le sassate (non solo dall’opposizione, ma anche dai cittadini che li hanno votati) se solo OSANO insinuare che gli stranieri sono “meno” degli altri. Un Paese civile com’è la Francia, la volta che rischiò di trovarsi un fascista al governo, riuscì a coalizzarsi tutta intera per votare CONTRO. Certo, fu colpa loro se riuscì ad arrivare al testa a testa finale, ma LORO, rendendosi conto della cazzata fatta, cercarono di rimediare. In Italia no, si fa la cazzata di votare Berlusconi una volta, gli si pesta contro per tutta la durata del mandato, e poi lo si rivota, poi gli si ripesta contro, e poi lo si rivota… ad libitum…

  5. lorenza dice:

    Proprio ieri riflettevo con una “collega” olandese sul fatto che qui mancano le coordinate minime della convivenza civile, ormai. Io, quando penso ai miei figli, vorrei essermene andata da qui sette anni fa – e mi fa molto male, dirlo

  6. Papà Alto dice:

    “Sarebbe giunto il momento che noi Terziario-superacculturato -precario- trentenne muovessimo il culo”. Mi trovi d’accordissimo.
    La nostra generazione non sta davvero facendo nulla, hanno fatto di più i ventenni con l’onda che non noi. Basta lamentarci, basta dire che “In italia è così”. Mi domando cosa dirò un domani a mia famiglia quando mi chiederà: “Ma voi accettavate tutto questo senza muovere un dito?”

  7. Panzallaria dice:

    @papà alto: proprio pensando a questo noi si è fondato “donne pensanti”. Vieni anche tu. stiamo cercando di fare delle cose e un po’ ci sta riuscendo. ma c’è bisogno di molte donne e uomini che abbiano voglia di impegnarsi: http://donnepensanti.ning.com

  8. martino sacchi dice:

    scusate, voi avete ragione ma io non riesco a essere così pessimista. Sarà che essendo cattolico no ho mai avuto poi così fiducia nello stato; sarà che pensando alla frase di Pavese “Qualcuno ci ha forse promesso qualcosa?” ho sempre pensato di dovermi rimboccare le maniche; sarà che all’età di dieci anni circa ho letto su un libriccino che raccoglieva massime giapponesi questa frase: Volevo cambiare il mondo; ho cominciato col cambiare me stesso; sarà che sono sposato da quasi 23 anni con la stessa donna (e qualcuno magari dirà: e come hai fatto? Semplice: nessuno mi obbligava a farlo, se l’ho fatto è perchè l’amavo, e poi sono rimasto fedele a quella promessa); sarà che i miei due figli, dopo averci fatto vedere i sorci verdi tra i 12 e 16 anni, sono usciti o stanno uscendo dall’adolescenza dimostrando di avere energia, umanità e senso di responsabilità; sarà che insegno in un piccolo liceo fuori milano, a Melzo, e riesco ancora a vedere gli studenti, anno dopo anno, entrare bambinoni in terza e uscire dalla quinta giovani uomini e giovani donne; sarà che con molti sono rimasto in contatto e ho visto le cose meravigliose che hanno fatto o stanno facendo (se volete l’elenco, chiedete pure!); sarà che a scuola i ragazzi mi prendono (bonariamente) in giro perché la mia frase preferita è “Siamo uomini o quacquaraquà?”; sarà per tutte queste cose e molte altre, ma io non riesco a essere pessimista. Detto questo, lo ripeto, concordo con quasi tutto quello che avete scritto; ma riesco a lasciarmi prendere dallo sconforto. Non leggo il Guardian ma Le Monde: le schifezze ci sono anche in Francia, o in Germania, o in America. E allora? Il mondo perfetto non esiste. Come diceva sant’Ambrogio: “Se i tempi sono cupi, cominciate a vivere meglio, e i tempi cambieranno”
    con stima

    martino

  9. Panzallaria dice:

    @martino: e io sono felice! perché in realtà manco io sono pessimista e anche io penso che ci voglia una responsabilità individuale che spinga verso il civile. ciò non toglie che sono tempi bui e pure la sottoscritta, ingenuamente ideologica utopista, a volte si fa prender dallo scoraggino…

    però sono felice di quello che mi dici. soprattutto per quanto riguarda i figli. un caro saluto e grazie mille di aver lasciato la tua testimonianza

  10. FrancescaV dice:

    sì Francesca, credo che sia proprio un grave problema culturale, che questi mascalzoni utilizzano per distruggere il nostro paese e riempire i loro conti bancari.

  11. LGO dice:

    Io oscillo. So che ci sono tante persone per bene, le vedo tutti i giorni, ma le persone per bene, essendo per bene, non hanno ansie da sopraffazione e non emergono, non sgomitano per apparire. Come siano sopravvissute è un po’ un mistero 😉
    E sono loro che mandano avanti la baracca.
    I figli, però, ora come ora, vorrei che se ne andassero da questo paese, perché per loro vorrei una vita serena.

  12. Mammamsterdam dice:

    Qualcuno mi spiega perché essere cattolici toglie la fiducia nello stato?perché se penso ai grandi uomini politici cattolici che abbiamo avuto in Italia, penso ad Aldo Moro, non ad Andreotti, a me non sembra che il senso dello stato gli mancasse. E io l’anno prossimo sto da ventanni con un ateo e non è che mi costringa nessuno anche a me.

    Io ho fiducia nelle strutture statali e nei suoi anticorpi naturali. Non ho fiducia in quei politici che per proprio tornaconto stanno attaccando questi anticorpi.

    Ho fiducia nell’uomo con tutto il buono e il cattivo che ha. Credo che la vita ci pone delle scelte e credo anche che in questo momento della vita del nostro paese siamo chiamati tutti ed individualmente a fare delle scelte.

    Quindi in fondo stiamo dicendo tutti quanti a stessa cosa. e allora perché la vedo così buia?

  13. supermambanana dice:

    e vabbe, lo abbiamo capito, lo sappiamo tutti che le schifezze ci sono in america in inghilterra e anche nella perfetta svezia, dappertutto, non e’ questo il punto, nessuno sta affermando di vivere in paradiso. Ma per favore potete crederci sulla fiducia che vista dall’esterno l’italia sembra VERAMENTE un’anomalia, una cosa strana, aliena? Non e’ che non ve lo senta dire, a tutti, quando scendo, ma non vedo ancora nel barlume dei vostri occhi quel moto di rabbia e di scandalo che mi fa capire che si sta pensando SERIAMENTE di fare qualcosa. “Si, e’ un’anomalia, che ci vuoi fare, ma ci sono persone per bene, sai? Mica puoi generalizzare. L’importante e’ che essere a posto con la propria coscienza”. E poi: “tu non vivi qua che ne puoi sapere”. E ti fanno spallucce. A me vedere questo, sentire questo, fa molto piu’ male che qualsiasi ennesima notizia sull’ennesima corruzione dell’ennesimo politico.

  14. LGO dice:

    @supermambanana: io ci credo che da fuori sembriamo davvero un’anomalia, perché (di rado) fuori ci vado, e cerco di andarci con gli occhi aperti.
    E ti chiedo allora: ma tu, seriamente, cosa faresti se fossi qui? Perché io vorrei, seriamente, fare qualcosa. E’ il “cosa” che mi sfugge.

  15. supermambanana dice:

    toglietevi di dosso questo cinismo, questo prendere in giro chiunque abbia un moto di entusiasmo, questo sarcasmo idiota, queste spallucce che tanto non c’e’ niente da fare, questo vostro non cogliere la contraddizione quando dite con nonchalance nella stessa frase “l’italia sta andando in malora – oh, che conosci qualcuno in questura che mi serve il passaporto entro tre giorni?” informatevi, SEMPRE, sappiate a memoria i vostri diritti, conoscete la legge, chiedete di applicarla, fate domande, FATE DOMANDE sempre, pretendete risposte, preferibilmente per iscritto, insegnate ai vostri figli il dibattito critico, vigilate….

  16. Manu dice:

    viviamo in Finlandia da due anni ormai. Sembra tutto perfetto ed organizzato quì, ma non è così: non è tutt’oro quel che luccica. In tutti i Paesi c’è qualcosa che funziona e qualcosa no, sono daccordo anch’io. Ma per esempio la Francia ha dei modelli di politica per l’infanzia e la casa che stà incentivando le nascite (almeno per quello che ho potuto vedere su Report e Presa diretta)….ma com’è che in Italia si va a pescare il modello francese proprio quello che non va: la privatizzazione dell’acqua?
    Io ho capito che abbiamo speso troppo fino ad adesso e che bisogna tagliare, ma stiamo mettendo una seria ipoteca sulla vita dei nostri figli: tagli, tagli e ancora tagli soprattutto sulle scuole, ricerca e sviluppo, ecc. Ho visto ieri sera la puntata di Presa diretta sui tagli alla scuola e mi è venuto il magone. Certo non è tutto così e l’entusiasmo di Martino Sacchi lo dimostra per fortuna.
    Facciamo quel che possiamo nel nostro piccolo: per l’ambiente, per la nostra cultura (abbiamo buttato la tele e cerchiamo di vedere solo quello che ci interessa perchè ormai anche il giornalismo è divenuto un novella 2000 permanente), per i nostri figli li educhiamo al pensiero critico come dice supermambanana e cerchiamo di informarci sulle leggi (anche se col casino delle leggi italiane non basterebbe nemmeno una laurea in legge)….insomma io e mio marito facciamo quel che possiamo, ma perchè allora ho la sensazione che sia solo una goccia nell’oceano? e come mai se esistono persone fantastiche come Fro e tante altre continuiamo ad avere un Governo come questo? E sono daccordo con Fro anche su questo: in politica si vedono solo vecchi parrucconi che pensano solo alle proprie tasche e non mollano la poltrona oppure i ventenni del movimento….e noi? quelli di mezzo dove siamo? E’ solo colpa dei nostri genitori che ci hanno educato a strafregarcene oppure abbiamo la nostra responsabilità anche noi?

    nonostante tutto anch’io sono ottimista e ho messo al mondo due figli con la speranza che le cose possano cambiare e non vedo l’ora di rientrare in Italia

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