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E’ più bello o intelligente? A voi l’ardua sentenza

Finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di dirlo. Finalmente abbiamo SDOGANATO quello che per tutti era il segreto di Pulcinella. Bando ai MORALISMI, BIGOTTISMI, FILOSOFISMI, FEMMINISMI.

Insomma, mi sembra chiaro che il nostro Parlamento è popolato di GENTE BELLA perché la BELLEZZA è un VALORE FONDAMENTALE anche in ambiti in cui – sembra strano – ma a nessuno sarebbe venuto in mente di ritenerla tale.

Essere belli e belle  in politica PAGA.  Anche vendersi, in politica, paga.

L’onorevole Stra qualcosa lo ha detto ieri chiaramente:

“Se anche una deputata o un deputato facessero coming out e ammettessero di essersi venduti per fare carriera o per un posto in lizza – insiste Stracquadanio – non sarebbe una ragione sufficiente per lasciare la Camera o il Senato”. (fonte Repubblica)

Ma insomma, chi non si è mai venduto per un posto in lizza alzi la mano, scagli la prima pietra. Suvvia, che male c’è? Che cosa importa?

In quanti – superdotati maschioni, scosciatissime femminucce – non hanno mai valorizzato al massimo le proprie competenze politiche facendo, come dire, un regalino a qualcuno di potente?

Poi – è chiaro – trattandosi tutta di gente bella, non ci vedo nemmeno niente di male, che poi viene naturali alle poche donne brutte in Parlamento farci su un caso nazionale, ricamarci e alzare il dito: l’invidia è pervasiva e ci vuole coraggio a darla via in cambio di una poltrona.

I brutti dovrebbero stare a casa.

Perché come dice sempre Stra-qualcosa, vi sembra davvero opportuno insozzare con volti deturpati dalla vecchiaia e dall’acne o imperfetti nelle loro fattezze i dibattiti televisivi?

L’italiano è esteta e in quanto esteta ha bisogno di essere governato da bella gente, per dire un Gasparri, un La Russa, uomini piacenti, donne sensuali.

Perché diciamolo, la par condicio, le stesse regole valgono per entrambi i sessi, come risulta evidente dalle bellezze parlamentari al femminile e al maschile.

Comunque.

L’onorevole Stra-qualcosa parla a ragione veduta quando sostiene che:

“La bellezza conta e tanto. E non mi riferisco solo alle donne, ma anche agli uomini. Non è forse vero che noi tutti ci rasiamo e andiamo dal barbiere per essere più piacenti” fonte Corriere della sera

Qualche anno fa, dobbiamo ammetterlo, ci mandò un suo curriculum in cui, oltre a dilungarsi su centimetri di rilievo e durata da campionato, allego una foto che a pubblicarla, siamo ancora emozionati.

E’ proprio il caso di dirlo:

Nel suo caso vale l’ormai celeberrimo detto

E’ più bello che intelligente!

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Un Vespaio al Premio Letterario: diamo una mano a Bruno

Non capisco il vespaio sollevato dalle dichiarazioni del Sig. Vespa al Premio Campiello.

In fondo non è colpa sua, sono le tette della Avallone ad essere presenzialiste!

Lui voleva solo fare dei complimenti.

Garbati.

Da uomo di altri tempi.

Con un nome così – poi –  l’esimia scrittrice cosa si dovrebbe aspettare se non complimenti a prova di dossi?

Le buone maniere e  il gusto per la battuta ronzata nelle orecchie appartengono alle corde del celebre conduttore fin dagli inizi della carriera, quando – giovane ancor men – si occupava di “Porto al Porto“,  la trasmissione dedicata all’ittologia della Rete Ammiraglia.

Allora, in tantissime abboccavano all’amo.

Il Signor Vespa, d’altronde, non fa nascondimento di adulare parimenti donne e uomini (ma solo di cul-tura) e a sostegno della tesi della par condicio, dell’equo trattamento, cerca sempre di valorizzare tutte le doti (sia intellettuali che estetiche) delle persone.

Noi, per soccorrerlo in tempi in cui femministe oltranziste, giornalisti moralisti, bruttine stagionate e grilli canterini si uniscono al tavolo dei talebani del buon gusto accusandolo di svilire le donne, stiamo fortemente dalla sua parte.

Leggere l’incipit di questo post ci ha fatto venire in mente di possedere un documento prezioso che può mettere fine a questo vespaio e che vi invitiamo a diffondere il più possibile.

DIAMO UNA MANO A BRUNO!!!!!

La televisione è sguardo e il guardone  vuole la sua parte no?

Articoli  interessanti sul tema:

Il caso Barbara Contini: le donne parlano solo per invidia di altre donne?

tacchi_spillo160_logoLeggere questo articolo di Italia chiama Italia (quotidiano on line degli italiani all’estero) apre a un vastissimo numero di riflessioni.  Potrebbe essere usato come esercizio di stile critico e non nascondo che forse sarà così.

Il fatto:

Barbara Contini – senatrice Pdl – rilascia un’intervista a KlausCondicio in cui afferma che:

“Nel PdL, non vedo donne che possano confrontarsi con il Presidente in modo franco e dialettico, in modo diretto. Nel Pdl non amano le donne forti, in gamba, le donne con idee. Ne hanno paura. E questo è colpa di uomini piccoli” e che “Oltre a un declino del peso internazionale dell’Italia, dobbiamo purtroppo registrare un decadimento del nostro sistema paese certificato anche da tutte le recenti statistiche, alle quali, per gravi responsabilità politiche, non è stato posto freno.

Il nostro processo di decadimento è grave, siamo obsoleti, vecchi e con forti necessità di integrazione, ma non siamo stati in grado di reagire. Siamo un Paese pieno di problemi ma anche di enormi potenzialità e risorse. A differenza della Germania o della Spagna, però, non siamo stati in grado di utilizzare a pieno le nostre risorse. In politica hanno prevalso logiche individualistiche, invidia, meschinità, ed ecco i risultati”.

Le reazioni politiche:

Le donne del Pdl ovviamente si indignano. Si sentono offese nel personale. Non hanno alcuna intenzione di andare oltre il personalismo e guardare al sugo di dichiarazioni che vanno ben oltre il loro partito. Fanno QUADRATO attorno a quegli uomini che le hanno scelte, candidate, volute fortemente in Parlamento. Alcune di loro rilasciano dichiarazioni strettamente politiche, rivendicando la propria preparazione e professionalità, altre usano il modello che io chiamo “Uomini e donne”, per parafrasare la famosa trasmissione della De Filippi, giocata sulla dinamica dell’umiliazione reciproca e del chi urla più forte.

Daniela Santanché dice che “i tacchi logorano chi non ce li ha” e ancora che ci vuole equilibrio e coraggio per portarli e che “L’atteggiamento della senatrice Contini è il frutto, sostiene il sottosegretario, di ”un po’ di invidia, di gelosia ma anche di stupidità”.”

Ma ora passiamo all’articolista. Tale Gabriele Polizzi.

L’articolo si apre in questo modo:

Barbara Contini, senatrice del Popolo della Libertà alla sua prima legislatura, probabilmente avrebbe fatto meglio a stare zitta. O almeno, a non cercare di assomigliare così tanto a quelle donne dell’opposizione – vedi Rosi Bindi, ad esempio – che proprio non riescono a mandar giù il fatto di essere un po’ “bruttine”, per usare un eufemismo, e quindi invidiano le loro colleghe, quelle belle, alte e con le curve al posto giusto; e che possono permettersi di indossare un bel paio di tacchi a spillo senza provocare grasse risate in chi le guarda.

NON RIESCONO A MANDARE GIU’ IL FATTO DI ESSERE BRUTTINE

INVIDIANO LE COLLEGHE CON LE CURVE AL POSTO GIUSTO

E si chiude così:

Quanti manifesti ha attaccato la signora Contini, quanti gazebo ha montato, quanti volantini ha distribuito, quanti comizi ha tenuto, quante delibere ha scritto, quante piazze ha affrontato e convinto, quanti voti prende?”, ha spiegato Corsaro. Domande retoriche, naturalmente: Barbara Contini non ha mai fatto nulla di tutto questo. “È proprio vero che in politica le peggiori nemiche delle donne sono alcune donne, quelle che vengono catapultate in politica senza alcuna formazione – conclude Corsaro -. Torni a fare il suo mestiere originario questa signora, era più apprezzata e soprattutto si teneva lontana dall’Italia”. Amen.

Noi non possiamo che offrire tutta la nostra solidarietà alla Senatrice Contini. Come persone e donne. Perché fino a quando ogni affermazione femminile critica verrà filtrata attraverso l’aspetto fisico di chi la dice, smontando discorsi sensatissimi e che richiedono solo un confronto puntando tutto sull’etica del tacco a spillo

siamo ben lungi dal considerarci un Paese civile.

L’articolo è da leggere. Davvero.

Per inciso, ci piacerebbe ricordare all’articolista come è andata la vicenda Bindi:  fu Berlusconi – il 7/10/2009 a tentare di sminuirla attaccandosi al suo aspetto fisico con una battuta degna di un cabarettista (forse parte di un antico repertorio?) «Ravviso che lei è sempre più bella che intelligente»  e lei rispose in un modo che tutto fa pensare, tranne che a qualche invidia:

Non sono una donna a sua disposizione e ritengo molto gravi le sue affermazioni

Mi pare che una risposta di questo genere presupponga un uscire dalle logiche del sistema che l’ha provocata che tutto fa pensare, tranne che si tratti di invidia.

Ma come spesso accade, prevale lo stereotipo, ovvero se una donna ha il coraggio di affermare idee contrarie alla maggioranza lo fa

per invidia della bellezza altrui

Perché noi donne, in televisione come in politica abbiamo un’unica libertà: sminuire le altre per prevalere. Ma se siamo brutte dobbiamo tacere.

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Par condicio nell’uso del corpo

All’ APT di Massa Carrara devono aver pensato che per la par condicio, ritrarre uomini e donne in costume da bagno avrebbe messo a tacere qualunque critica di sessismo, accontentando occhi e “palati” maschili e femminili.

Aver scovato – grazie a Silvia – la versione “maschile” della campagna di cui abbiamo già parlato, ci sembra invece solo l’ennesima caduta di stile.

  1. avete notato che mentre del bellissimo ragazzo si vede la faccia, pur presumendo che abbia anche una schiena assai fotogenica, di lei vediamo solo un SEDERE?
  2. il dubbio che mi viene è che BORGHI e CASTELLI di cui si scrive, NON ESISTANO.  Altrimenti – se mi metto nei panni di un turista, magari straniero – mi viene da dire, che bisogno ci sarebbe di ritrarre bei ragazzi?

All'APT di Massa Carrara piace usare corpi per pubblicizzare borghi e castelli

A Massa Carrara serve veramente usare il lato B di una donna per pubblicizzare il proprio territorio?

A Massa Carrara serve veramente usare il lato B di una donna per pubblicizzare il proprio territorio?