Le mie competenze: scrittura autobiografica, comunicazione, copywriting, social media, competenze digitali.

Carrada - libri 2018

Esercitarsi a scrivere meglio anche online: le guide di Luisa Carrada, maestra di business writing

Carrada - libri 2018

Le piccole (ma solo per dimensioni) guide di Luisa Carrada che Zanichelli ha da poco pubblicato sono consigli di scritture digitali preziosi, anche per chi pratica il mestiere, oltre che per chi vuole avvicinarsi alla scrittura online. Chi partecipa ai miei workshop di scrittura autobiografica e gli studenti sanno che la considero la mia maestra: scherzando dico sempre che “da grande io voglio diventare Luisa Carrada”, anche se forse ho ormai perso il treno 😉 Continua a leggere

Il Natale di Amalia

 

Amalia oggi si sente particolarmente contenta: Carlo le ha fatto una sorpresa e ha prenotato un hotel a Bolzano, per il 27 novembre. Quella settimana aprono i mercatini di Natale e insieme ai Righetti, i loro amici di una vita, andranno a passare un fine settimana in Alto Adige. Giusto ieri, su Pinterest, Amalia ha trovato alcune idee per le decorazioni del suo terrazzo e non vede l’ora di cominciare l’annuale caccia grossa natalizia. Da un po’ cova un’idea ma vuole fare tutto per bene e più ispirazioni ha, meglio è. Amalia pensa a quando ai mercatini ci andava con i ragazzi: Giovanna e Davide andavano matti per quei viaggi organizzati all’ultimo momento, durante i giorni di riposo del padre.

Chissà cosa stanno facendo, ora, i miei figli, si chiede Amalia, mentre cammina per via Santo Stefano, di ritorno dalle spese mattutine. L’aria è frizzante oggi a Bologna, ma c’è un bel sole, la panettiera è sempre sorridente e malgrado un dolore al nervo sciatico, la vita sembra più facile ora che c’è un programma, ora che c’è un obiettivo. Certo, la Righetti è una gran impicciona, vorrà sapere come mai i ragazzi tornino così poco a casa e a lei toccherà giustificare e fare in modo che non vada in giro a raccontare che si sono dimenticati della madre: è incredibile come certe persone riescano a diventare maliziose, quando vogliono. Non importa: andranno in giro per la città, lei potrà anche approfittare della sauna dell’hotel ed è certa che – con un po’ di pazienza – staranno bene, loro quattro. Come quando erano giovani.

Amalia pensa a tutte queste cose mentre stringendosi nel suo cappotto di finto montone – che lei non indosserebbe mai una pelliccia vera, ricorda ancora quando sua mamma faceva sfoggio della sua e lei invece, con orgoglio, le proponeva l’alternativa ecologica – infila la chiave nel portone del palazzo. Apre a fatica, la busta del pane penzola appesa al braccio sinistro e la borsa tenta di cadere in avanti, fa un passo, entra e si accorge immediatamente di quella vecchia bicicletta appoggiata proprio lì davanti. Un mezzo sporco, tenuto con poca cura e mai visto prima: una bici verde con un seggiolino per bambini davanti e uno dietro. Amalia si chiede di chi sia quella bici, chi l’abbia abbandonata lì. Non lo hanno visto il cartello, chiarissimo, in cui è scritto di non appoggiare cicli e motocicli al muro?

Per un attimo ha la tentazione di spostarla in una posizione defilata perché diventi invisibile, meno ingombrante allo sguardo, ma ha la sporta e il nervo sciatico che fa male. Scuote la testa e sale la sua scala, la scala A. Amalia non lo sa ancora, ma una bicicletta vecchia, appoggiata in malo modo contro il muro è solo il primo dei fastidi che renderanno difficile il suo Natale 2017…

Regala la storia di Amalia

Amalia non lo sa ma la sua storia – di una banalità quasi sconcertante – ho cercato di raccontarla ne Il Natale di Amalia, un breve racconto/fiaba (ma non per bambini) che arriverà il 26 novembre 2017 in libreria.

Il Natale di Amalia fa parte della mini raccolta Fiabe di Natale (Graphe Edizioni) ed è già disponibile su Amazon.

Insieme al mio racconto ce ne è uno di uno scrittore sconosciuto: tale Guido Gozzano. Non è esattamente alla mia altezza, ma me ne farò una ragione 😉

 

Narrarsi online con la scrittura autobiografica in maniera sostenibile, responsabile e valorizzante

Le narrazioni sono un collante sociale: in questo modo ho esordito ieri, durante il workshop di scrittura autobiografica per narrarsi online organizzato presso Azimut Global Advisory, in collaborazione con Daniela Iachini.

  • Nelle storie degli altri ci identifichiamo, creiamo coscienza collettiva e mettiamo a confronto le nostre vite per crescere e migliorare (si spera).
  • Condividere storie ci aiuta a superare momenti di disagio, cambiamenti e a dare un senso a quel che ci accade.

Ci narriamo online per amplificare la nostra storia nelle storie degli altri, per ottenere un riscontro sociale, per rafforzare il senso di quello che ci accade: in un universo digitale segnato da bufale con conseguenze preoccupanti e in cui molte persone sfogano la propria rabbia personale e sociale, contribuendo a un rumore di fondo sempre più forte, fare narrazioni SOSTENIBILI, RESPONSABILI e VALORIZZANTI diventa sempre più rilevante.

Narrarsi online in maniera SOSTENIBILE

Ci sembra necessario stare su Facebook perché ci sono tutti. Non possiamo fare a meno di un profilo Instagram perché è lì che le persone condividono di più e dobbiamo scrivere cose intelligenti per linkedin che è una piattaforma professionale. Siamo costantemente spinti a dire, postare, condividere, commentare, argomentare, ESSERCI. Passiamo un sacco di tempo a controllare notifiche, farci distrarre da suoni, sentire scariche di piacere perché qualcuno mette una faccina sotto il nostro selfie. Vogliamo dire, sapere, farci gli affari di tutti. Non riusciamo a resistere dal commentare, anche quando non abbiamo letto con la giusta attenzione, magari perché siamo fermi al semaforo.

Balle. Sono tutte balle. SPECIALMENTE se comunicare è il nostro lavoro: facciamolo in maniera sostenibile e consapevole. Nulla è necessario e una volta disconnessi da Facebook, scopriremo che c’è tutto un mondo digitale per curare le nostre relazioni, anche fuori dalla piattaforma blu. Ho appena disconnesso il mio profilo personale e ora ho solo una pagina ufficiale. Ho tolto anche le APP dal telefono e al momento accedo a FB solo da computer.

Ho guadagnato tempo per tornare a leggere i blog che mi interessano e di cui seguo gli RSS su Feedly  e per scrivere mail, rispondere a newsletter, curare le mie relazioni digitali in un modo più attivo e consapevole. SCELGO i contenuti, le persone e ho più chiari i diversi livelli di legame con la mia community.

Facebook NON è l’unico luogo digitale e se siamo fuori, siamo finiti: è una convinzione diffusa rafforzata dalle dinamiche di questo social (che non ti vorrebbe mai fare uscire e ha inglobato gran parte delle abitudini digitali delle persone, introiettandole).

Stai dove ti senti bene, stai nella TUA zona più confortevole e SOPRATTUTTO stai dove puoi ottimizzare: il TEMPO è una risorsa finita e c’è un mondo fuori che ti aspetta (e non solo per strada, anche online).

Narrarsi online in maniera RESPONSABILE

Il personal storytelling può diventare un vampiro: ci piace, se lo facciamo bene genera apprezzamento e quindi aumenta l’autostima e se siamo dei narratori che amano scrivere è semplice, immediato e diretto. Per evitare di diventare autoreferenziali e perdere di vista il MOTIVO principale per cui condividiamo attivamente online storie che ci riguardano, facciamoci SEMPRE due domande che ci aiutano a rimanere con la barra dritta.

  1. Per quale obiettivo scrivo di me online?
  2. Quello che sto per scrivere, in che modo è UTILE, genera VALORE, ha un BENEFICIO per chi mi legge?

La prima domanda ha a che fare con la nostra visione personale e professionale (è chiaro che – di base – stiamo online per essere immersi in un sistema complesso di identità personali ma se investiamo tempo e idee in una narrazione continua, di solito lo facciamo perché vogliamo diventare autorevoli in qualche settore), la seconda riguarda i nostri lettori/utenti e quindi l’ascolto che è necessario fare della nostra community, oltre che la cornice narrativa entro cui dovrebbero essere inserite le nostre narrazioni.

Rivaluta la scrittura “lunga” del blog

Le immagini hanno sempre più appeal, lo so. Le persone leggono poco, lo so. L’analfabetismo funzionale, in Italia, tocca record storici: il 70% della popolazione di questo paese sa leggere e scrivere ma non capisce quello che legge, né sa spiegare il proprio io con la scrittura. Ecco: possiamo fare resistenza culturale, allenare la nostra mente, decidere che possiamo riprendere in mano la scrittura e usarla in maniera davvero valorizzante: troviamo parole esatte, chiare e efficaci per nominare ciò che pensiamo, facciamo, siamo.  I blog sono un luogo davvero libero dove costruire il proprio narrarsi online, ricordiamoci che i social media sono piazze messe a disposizione da altri, mentre questa è la casa che possiamo arredare come vogliamo.

Sul blog puoi allenare la tua capacità di pensiero, oltre che quella di comunicazione.

I tre pilastri

Chiarezza

chiarezza

Leggerezza

leggerezza

Lessico familiare

lessico familiare

 

 

Perché scrivere di sé è sano e possiamo farlo tutti

Sarei molto curiosa di partecipare a un tuo corso di scrittura autobiografica ma non scrivo dai tempi del tema di maturità e non credo di essere più capace!

Oppure.

Non sono uno scrittore, mi piace leggere, ma non credo di essere all’altezza di scrivere un racconto autobiografico.

Non solo scrittori in erba

Scrivere non è una pratica per soli adepti, tutti oggi scriviamo, basta guardare la quantità di contenuti che vengono prodotti su social network come Facebook. La voglia di scrivere risponde a un impulso naturale: comunicare a sé stessi e agli altri, focalizzare, attraverso le parole delle emozioni, raccontare storie che diventano memoria e memoria che diventa storia.

La scrittura è un “muscolo” che puoi allenare, esattamente come addominali e bicipiti, non è detto che tu poi debba diventare un maratoneta, ma se ti metti in gioco e ci provi, potrai senz’altro cominciare a fare il giro del parco a passo veloce! La scrittura autobiografica è una pratica terapeutica, in grado di consolidare i ricordi, posizionarli al posto giusto e che ti aiuta a incrementare amor proprio e ironia, ingredienti più che mai fondamentali per vivere in questi anni 😉

Trovare la storia: ecco come faccio io

Esistono molti modi per aiutare le persone a trovare la propria storia e scriverla: io – nella pratica di corsi e workshop – ho trovato quelli che mi sembrano più adatti perché mischiano gioco, memoria e lavoro manuale. Faccio fare “disegnini” e visualizzazioni e uso i tarocchi per evocare immagini e aiutare le persone a far uscire le parole giuste per descriverle.  E poi c’è la griglia dello storytelling: uno strumento che va maneggiato con cura ma che aiuta a capire meglio che cosa piace, nelle storie, ai lettori.

La scrittura condivisa avvicina: succede sempre, durante i laboratori, che la condivisione di racconti diventi un propulsore di intimità tra persone che fino a poco prima erano sconosciute. Ogni tanto prendersi un momento tutto per sé per ascoltare l’altro, confrontare il proprio percorso in maniera NON competitiva e costruire qualcosa che esce dal personale  è un ottimo modo per allenarsi a mettersi nei panni di chi abbiamo di fronte e per sviluppare empatia anche per storie distanti dalla nostra.

Tutti possiamo scrivere, la creatività è popolare.

 

Pensiamo e diventiamo ciò che, in potenza e grazie al nostro DNA, saremmo in grado di pensare e diventare solo se ci procuriamo gli stimoli, le esperienze, l’apprendimento necessari a tradurre le capacità potenziali in capacità effettive. E se l’ambiente ci offre, al momento giusto, le risorse e le opportunità per farlo. Tutto ciò restituisce a noi una grande responsabilità individuale per quanto riguarda la qualità e anche la quantità creativa del nostro pensiero (…).

Annamaria Testa, La trama lucente, Rizzoli, 2010

I prossimi laboratori di scrittura autobiografica [a mano e sul racconto]

I prossimi laboratori di scrittura autobiografica si terranno a partire da febbraio 2018 con alcune date dedicate alla scrittura autobiografica a mano e il percorso residenziale (5 incontri) sul racconto, a Bologna. Se vuoi saperlo tempestivamente (i posti si “bruciano” in 2 giorni perché sono solo 10), iscriviti alla mia newsletter.

Home page nuova - Francesca Sanzo 2017

Freelance: restyling del sito, ecco le mie scelte

Se sei freelance o libero professionista che dir tu voglia e la comunicazione digitale è strategica nel tuo lavoro (ma ormai, in quale lavoro non lo è?), ciclicamente devi riflettere se il tuo sito rispecchia quello che fai, i tuoi servizi, i punti di forza, i prodotti di punta del tuo catalogo. 

Come quando si cammina in montagna, online bisogna viaggiare attrezzati, portare tutto quello che serve per orientare sé stessi e gli altri e partire il più leggeri possibile verso nuove mete.

Oggi ti racconto cosa faccio io di solito e perché ho scelto di modificare la home page  e il menu dal punto di vista strutturale e di precisare meglio alcuni contenuti e le etichette con cui mi racconto. Insomma, ti presento un caso di studio: me stessa e il modo in cui procedo per prendere alcune decisioni di comunicazione. 

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Paolo Cognetti: autobiografia di uno scrittore e di un lettore

Paolo Cognetti firma "Le otto montagne"

Sabato scorso Paolo Cognetti – vincitore dell’ultimo Premio Strega – è arrivato a Bologna per presentare il suo Le otto montagne. Sono una grande estimatrice di Cognetti di cui, ancora prima di questo meritato successo, avevo letto le raccolte di racconti e un saggio illuminante sulla pratica della scrittura, A pesca nelle pozze più profonde, che cito sempre durante i miei corsi.

Anche se l’ho saputo all’ultimo secondo, mi sono catapultata all’Archiginnasio, una delle biblioteche più suggestive che abbiamo in città. C’erano almeno 200 persone e chi non aveva trovato posto a sedere come la sottoscritta, è rimasto comunque. Era tanto tempo che non ascoltavo una lectio magistralis come la sua, un lungo e appassionato racconto di come è arrivato alla lingua delle Otto Montagne e di come si è formato la propria cultura di lettore e scrittore. A gambe incrociate, seduta per terra, ho scarabocchiato qualcosa sul mio quaderno per tenere traccia di parole preziose, suggerimenti e citazioni: provo a fare una sintesi per condividere con te qualche spunto.  Continua a leggere

È così importante sapere se un libro autobiografico è vero? A margine del Premio Strega

Una delle cose che possono succedere quando si scrive un libro autobiografico, è che le persone pretendano (o suppongano) che chi scrive incarni il libro. Sempre. Se poi in quel libro ci metti pezzi di storia italiana (li infili a tradimento o esplicitamente, ammantandoli del dubbio o lasciandoli scorrere come fossero cosa indiscutibile), li condisci con la descrizione di un’infanzia nel lusso e ci infili tutte le tue ipocondrie, ecco che il mix bomba divide i lettori in chi commenta la qualità del testo e in chi giudica la persona, pensando di conoscerla attraverso ciò che ha scritto.

Sto seguendo con interesse “il caso” Teresa Ciabatti, che con La più amata, il suo ultimo romanzo (memoir a metà strada tra finzione e autobiografia) è arrivata seconda al Premio Strega 2017. Mi interessano i commenti, la trafila di critiche  e tutto ciò che sta intorno al testo e che l’autrice stessa dissemina online e in interviste a riviste e a quotidiani.  Continua a leggere

Scrivere è un lavoro: l’organizzazione di una giornata

Ho iniziato il mio quarto libro. Questa volta si tratta di un manuale e in particolare è un manuale dedicato alla scrittura autobiografica, tema che sto approfondendo, studiando e intorno al quale tengo corsi e workshop per persone, professionisti e organizzazioni.  Quest’inverno è stato un periodo intenso per me, finalmente il lavoro comincia a girare, sono molto focalizzata sui miei progetti e sono felice di poter dire che sto realizzando tante idee cui tenevo molto: mi sento fortunata ma anche grata alla mia testardaggine e disciplina. In questa abbondanza, ho sentito però la mancanza della scrittura – il mio grande amore. Ho coltivato alcune idee e appunti ma non ho potuto mettermi al lavoro come avrei voluto, troppo spesso in azienda o in qualche luogo a fare formazione intorno alla comunicazione digitale. Da un po’ volevo scrivere questo manuale (niente di pretenzioso, si tratta di esercizi, stimoli di lettura, riflessioni per usare la scrittura autobiografica per sé, per comunicare online e per scrivere racconti) e da un po’ ho nella testa anche un libro di narrativa. A primavera ho così deciso che – per la prima volta nella vita – mi sarei presa tutta l’estate per il mestiere del cuore.  Continua a leggere

Scrivere online: a metà strada tra oralità e scrittura

Vengo aggiunta su un gruppo WhatsApp per concordare, con altre persone, il testo di una mail per la scuola media di mia figlia. La persona che propone la bozza, la incolla in un messaggio, chiedendo conferma. Comincia la ballata dei punti di vista, dei “io farei così”, ma soprattutto comincia il tira e molla dei “Ho sentito che”. Succede che è sabato, io sono in Appennino con la mia famiglia, non guardo il telefono e la rete funziona a singhiozzo: alla sera, quando rientro, ho 83 notifiche dal gruppo e anche quando cerco di capire quale sia il testo definitivo o cosa si sia deciso di fare, le idee mi si confondono. Perdo il filo, confondo le proposte sul testo con le chiacchiere da corridoio, non capisco bene chi stia dicendo cosa (non tutti ci conosciamo personalmente e molti, per me, sono solo numeri di telefono). Alla fine telefono a una mamma e cerco di recuperare le fila, sentendomi vagamente rimbambita.  Continua a leggere

Il manifesto delle parole gentili online

Il 29 maggio 2017 sono stata all’Istituto Comprensivo di Malalbergo (Bo) e insieme agli studenti di una quinta elementare e di alcune classi delle Medie, abbiamo riflettuto sulle parole che possiamo scegliere online. Siamo partiti dal lavoro di Parole O_Stili  e al termine del nostro incontro abbiamo scritto, insieme, il manifesto della gentilezza online: tutti i giovani partecipanti si sono impegnati a farsi ambasciatori di quanto hanno voluto inserire tra questi otto punti. Condivido con piacere cosa abbiamo fatto, perché chi vuole possa prenderne ispirazione!  Continua a leggere