Il mio personal storytelling: scrittura autobiografica dal 2005, nata con il progetto Panzallaria.com

Il mio condominio è sempre di ispirazione

Vivo in un condominio dove le storie si sprecano: io cerco di raccoglierle perché la vita che scorre negli appartamenti è già una trama avvincente e perché ci sono dialoghi rubati che valgono più di qualsiasi cosa immaginata. Potrei davvero raccontare tante storie (ma qui non lo faccio che ci tengo alla vita).

Potrei raccontare dell’amore non corrisposto tra la Drag Queen teutonica che abitava accanto e il Sardo suo compare, alto un metro e una banana ma più rabbioso di un randagio affamato.

La loro relazione era così tempestosa che ormai era di casa la volante della polizia. Una volta le ho sentito pure uscire un “Posso offrirvi un caffé?” in direzione dei garanti dell’ordine, talmente surreale dopo le urla e gli scapaccioni che si erano tirati con il fidanzato, che avrei voluto essere una mosca per guardarla in faccia, mentre domandava. Me la sono immaginata, sotto alla parrucca bionda di capelli, increspare le labbra sempre truccate con cura in un mezzo sorriso e cercare di offrire una parvenza di normalità ai suoi – chiamiamoli – ospiti. Che poi non si capiva mai, francamente, chi tra i due della coppia menasse più forte e per la polizia doveva davvero essere un caos riportare pace in quella casa.

Potrei raccontare ancora di questo interno con affaccio su 4 lati  e del mio dirimpettaio il droghello: l’unico uomo che gira in casa in mutande e con le finestre aperte anche con la neve in strada. Il droghello (ribattezzato mattacchione per non turbare la bambina, quando era piccola) ha il vizio di chiacchierare a lungo con la televisione e di infilarsi in qualsiasi dibattito politico, quasi come fosse anche lui seduto sulla poltrona di Bruno Vespa.  Continua a leggere

La sosta definisce il viaggio, anche quando si parla di vita. L’arte di vagare

È un periodo intenso: lavoro molto, spesso in giro per l’Italia e sento tanti input che mi attraversano il cervello. Dovrei scrivere. Dovrei studiare. Dovrei promuovere quel corso. Dovrei costruire quel progetto. Dovrei accompagnare più spesso mia figlia a karate. Dovrei mangiare meglio. Dovrei, dovrei, dovrei.

Lo so, non sono l’unica. Forse non sono l’unica, nemmeno, che sta attraversando una fase di distacco dai social network, uno di quei periodi che non ci si augura capitino a gente come me che grazie ai social racconta il suo lavoro, i suoi libri e ha conosciuto molte persone interessanti che l’hanno ispirata e che insomma – lo sa – quanto deve essere grata a quei posti lì. Continua a leggere

Importa davvero conoscere il genere di una persona per amarla?

A Nina importa davvero sapere se Sasha è maschio o femmina o le basta quel sentimento che sente crescere?

Poche pagine e te lo chiedi anche tu, lettore, insieme alla protagonista dell’ultimo libro di Giorgia Vezzoli, Ti amo in tutti i generi del mondo, Edizioni Giraldi. 

Quello di Giorgia è un romanzo che lentamente ti conduce in una storia in cui, novità editoriale assoluta, uno dei protagonisti è di genere non definibile.  Continua a leggere

10 anni con Frollina

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Oggi qui si compiono 10 anni.

Sei insieme “Mi fa male la banga!” “Ho i pinocchi in testa!”, “Voglio adottare la Pimpa” “Il sole è quadrato!” ma anche “Un attimo!”, “Siamo arrivati?” “Da grande voglio fare l’architetto, il veterinario, la maestra e la cameriera alla sera”, “Giochiamo a Lego?”, “Mamma credo di essermi innamorata!” “Parliamo di quando ero piccola?” “Ma alle Medie mi darete il telefono?” “Credo di avere l’ansia” .

10 anni fa ci è cambiata la vita e la tua simpatia è entrata in questa casa: tu che sorridi sempre, che hai paura del dolore, che non vuoi parlare delle cose brutte che così è come se non esistessero, che fai le facce, che consoli le tue amiche, che sei coraggiosa, che di secondo nome fai socievolezza, che hai imparato presto l’ironia.

GRAZIE di esistere. Ogni tanto rompi i maroni, ma ogni tanto io li rompo a te

I fallimenti? Me li merito

Sono ingrassata 5 chili. Da quando ho smesso di fumare (inizio agosto), ho preso 5 chili. Non so se è esattamente di questo che oggi voglio scrivere, ma sicuramente da qui parte quello che voglio raccontare. 

I primi 3 chili li ho presi in estate: pur essendo ossessionata dalla paura di ingrassare perché avevo smesso di fumare, sono ingrassata. Metabolismo? Sostituzione? Non lo so con certezza, fatto sta che è successo. 

A settembre e ottobre, dopo essere uscita da una pesante bronchite batterica, mi sono rimessa a fare sport come una forsennata, mi sono allenata tutti i giorni, alternando nuoto e corsa. Malgrado questo, mi bastava mangiare una pizza per prendere un chilo che poi non scendeva più.  Continua a leggere

Uccidi il GURU, anche me

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Che ci sia un generale bisogno di leader forti, che offrono soluzioni ai nostri problemi e ci fanno sentire dalla parte della verità, direi che è un dato confermato dalle scelte politiche e sociali di questa “parte ricca” del pianeta e lo è altrettanto dalle scelte di morte di quella povera e sfruttata: il sentirsi portatori del vero scatena meccanismi di martirio e evangelizzazione di cui tutti conosciamo le estreme conseguenze. 

Il guru

Poi c’è la tendenza a cercare il guru, il maestro che tutto incarna e che risponde a qualsiasi dubbio sulla tua vita, detta la via e che con la sua illuminazione personale ti sembra non potere sbagliare MAI.

Mai. Continua a leggere

Panzallaria e Francesca Sanzo: dopo 11 anni nello stesso posto

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Ho rimandato a lungo la decisione, poi mi sono resa conto che era inevitabile: due presidi digitali stavano diventando davvero ingombranti. Ecco allora che – senza abbandonare il dominio Panzallaria.com che mi è carissimo – ho deciso di ridirigerlo alla sezione blog di questo, ormai mio unico sito dove ne sono confluiti tutti i post, anche quelli dedicati a dieta, movimento e creatività. 

Perché questa decisione?

Ecco alcuni dei motivi e la storia di come Panzallaria mi ha affiancato in questi 11 (cazzo, davvero?) anni.  Continua a leggere

Il festival di Tropea, leggere & scrivere. Una piccola Mantova del Sud

Lo scorso fine settimana mi hanno invitata a un festival in Calabria: Giovanni Caldara, ha letto il mio libro, ne ha scritto una bella recensione e questa estate mi ha telefonato per chiedermi se volevo andare, che mi avrebbe presentato con grande piacere. Continua a leggere

Sono a due passi dalla meta e voglio stare sempre qui

I libri esistono davvero nel momento in cui qualcuno inizia a leggerli. Sono i lettori a decidere se i libri avranno vita lunga o breve. Chi scrive li mette nel mondo, ma non ha idea della strada che faranno. Io sto per mettere nel mondo il mio terzo libro e oggi voglio fare un regalo a tutti i lettori di questo blog. Continua a leggere

Inizia a fare attività fisica per la tua creatività mentale

Quando ero sedentaria e non mi muovevo se non per pura necessità, mi ero completamente dimenticata del mio corpo: non era solo il fatto di essere obesa, non sentivo più di avere due braccia e due gambe, non mi chiedevo nemmeno più a cosa servissero. Continua a leggere