Blog, come scrivere un post che si faccia leggere

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Puoi trovare milioni di articoli, online, su come si scrive un post “perfetto” e ben indicizzato per il tuo blog: il focus è spesso sulla SEO (Search Engine Optimization).

La SEO dovrebbe essere un risultato secondario e arrivare naturalmente perché stai scrivendo un post che si fa leggere e oggi voglio raccontarti quali sono, secondo me, le strategie giuste per farlo, con massima soddisfazione tua e dei tuoi lettori. 

Prima di tutto, ricorda: tu sei la persona che conduce, una guida su un sentiero di montagna, ma le emozioni per il paesaggio sono tutte nell’occhio di chi guarda! 

Il titolo

Il titolo è l’elemento FONDAMENTALE di un post che si fa leggere online: deve essere breve, contenere il senso preciso di quello di cui si parlerà e non ingannare. Titoli evocativi come il celeberrimo “Pastore tedesco” che usò il Manifesto per annunciare l’avvento di Papa Ratzinger funzionano per la carta ma non sono per nulla efficaci online. Prova a fare una ricerca usando come parole chiave “pastore tedesco” e poi dimmi se trovi articoli dedicati a quel Papa. Ovviamente vale anche il discorso inverso: se cerchi “Papa Ratzinger”, sono altri gli articoli che escono. 

L’incipit

L’incipit, ovvero l’inizio di un post, le prime righe, sono molto importanti. Dopo il titolo, sono il motivo che fa rimanere il lettore incollato al testo.

Fai finta di dover spiegare perché la tua ricetta della carbonara è la migliore di tutte. Prima dovrai elencare gli ingredienti che la compongono, in modo che chi è intollerante alle uova non pensi che quella ricetta è adatta a lui e chi invece è un patito della carbonara sappia che stai parlando del suo piatto preferito. Poi dovrai dirgli, brevemente, che quella che stai per raccontare non è la “solita” carbonara, ma una ricetta che farà fare un figurone o perché light, o perché mantiene la pancetta croccante e non fa attaccare l’uovo. 

Se ci pensi, anche quando ti infili in libreria in cerca di ispirazione, il titolo ti posiziona rispetto all’argomento, ma sono la quarta di copertina (che è formalmente la veste esterna di un libro, quindi, in qualche modo il suo incipit) e le righe iniziali del primo capitolo quelle che ti convincono a acquistarlo o meno e ti fanno decidere se quel libro vale la pena di essere letto. 

Sia per l’inizio di un racconto o di un romanzo, sia per l’inizio di post per il tuo blog, è utilissimo ricordare il consiglio della scrittrice Zadie Smith che in Cambiare idea scrive: 

Quello che è divertente, delle prime venti pagine è vedere quanta poca fiducia uno ha nei lettori quando comincia a scrivere. Gli si dà tutta la pappa pronta. Non si lascia entrare un personaggio in una stanza senza raccontare tutta la storia precedente mentre lui attraversa la soglia. Non si confida nel fatto che il lettore abbia un po’ di pazienza, un po’ di intelligenza. 

L’inizio di un articolo per il blog deve servire a introdurre quello che scriverai, deve presentare il contesto, gli obiettivi (per un post parlerei di “benefici” che otterrà la persona a fine lettura) ma devi anche incuriosire e fare in modo che il lettore rimanga attaccato al testo e desideri arrivare fino in fondo. 

Lo sai che ci impieghiamo 2 secondi netti a decidere se quell’articolo ci interessa o meno, vero? 

Come briciole di pane

Ecco che l’incipit mette le basi, ma poi la tua bravura starà nello sviluppare un discorso: 

  • I sottotitoli sono le ancore visuali e concettuali che conducono il lettore da un punto a quello successivo del testo. Come le briciole di pane lasciate da Pollicino per trovare la strada, introducono l’argomento che si sviluppa nelle righe sottostanti e permettono a un lettore distratto da rumori, schermo e notifiche di rimanere sul pezzo. 
  • Le parole chiave: anche le parole chiave, magari in grassetto per distinguersi dal resto del testo, sono utilissime al lettore. 
  • Il ritmo: ogni testo ha un ritmo, ed è il ritmo che fa danzare il lettore, lo prende per mano e lo conduce al termine del testo. Se il ritmo non funziona, il lettore inciampa, non può fidarsi della sua guida e cerca un altro compagno di danza. Leggi e rileggi a voce alta quello che hai scritto, in modo da togliere tutto quello che fa inciampare. 

Testo leggero

Una regola che vale per qualunque testo, ma – a maggior ragione – per un testo online è quella della leggerezza. 

Un testo si appesantisce se la sua dieta è a base di avverbi, aggettivi vuoti (come “bellissimo”) che non vogliono dire niente, giri di parole (perifrasi) e troppi gerundi. Leggi e pensa sempre se è possibile: 

  • spiegare perché quella cosa è bellissima, invece di dire che è bellissima
  • usare forme dirette
  • non usare parole difficili o desuete solo perché ti sembra faccia “figo”
  • esplicitare avverbi e gerundi, anche con piccole frasi. 

Un testo leggero NON è un testo banale, anzi. Non è un caso che anche uno scrittore come Stephen King dia lo stesso consiglio su On writing e concluda: 

Correreste un grave rischio per la vostra scrittura imbellettando il lessico, andando a caccia di parole lunghe forse perché vi vergognate di quelle brevi che usate. (…) 

La grammatica non è soltanto una scocciatura, ma anche il bastone che permette ai vostri pensieri di rimettersi in piedi e sgambettare. 

Testo che respira

Il testo deve respirare: liberalo dai legacci del giustificato (insensato online!), e tra un paragrafo e l’altro introduci uno spazio che aiuti l’occhio del tuo lettore quando ti segue sullo schermo di un computer (più raro) o di uno smartphone (la norma). Usa le immagini a corredo del tuo articolo: se scrivi un tutorial, che siano immagini contestuali, se scrivi un post di storytelling, che evochino le emozioni giuste. Per immagini non protette da copyright, usa Pixabay

Se hai voglia, leggi gli altri articoli su blog e su scrittura online

Fatti ispirare

Cavalcanti che si libera d’un salto “sì come colui che leggerissimo era”. Se volessi scegliere un simbolo augurale per l’affacciarsi al nuovo millennio, sceglierei questo: l’agile salto improvviso del poeta-filosofo che si solleva sulla pesantezza del mondo, dimostrando che la sua gravità contiene il segreto della leggerezza, mentre quella che molti credono essere la vitalità dei tempi, rumorosa, aggressiva,scalpitante e rombante, appartiene al regno della morte, come un cimitero d’automobili arrugginite.

[I. Calvino – Lezioni Americane, Leggerezza]

Un piccolo tutorial

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