Come trasformare lo storytelling in obiettivi: digital strategy e scrittura

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Scrivere online è fondamentale se vogliamo farci conoscere, posizionarci e convincere le persone della bontà del nostro prodotto.

Ma COSA fa la differenza tra scrittura professionale, in grado di convertire una storia in azione e storytelling d’intrattenimento e relazione?

Il World Business Forum di Milano si è concentrato sul ruolo degli Story Makers.

Gli storyteller raccontano, gli story maker creano.  Gli storyteller raccontano il passato, gli story maker costruiscono il futuro. Gli storyteller raccontano le gesta altrui, gli story maker sono i protagonisti. Essere storyteller è uno svago, essere story maker è un modo di vivere.

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L’obiettivo della scrittura professionale deve essere quello di costruire storie

Quando produciamo contenuti professionali online dobbiamo COSTRUIRE: coinvolgere le persone in un atto narrativo che è prima di tutto “chiamata all’azione”.

  • Non perdere mai di vista l’obiettivo!

Sei online per “svago” o per migliorare il tuo lavoro, intercettare nuovi clienti e nuove opportunità?

Solo con un obiettivo chiaro puoi costruire una relazione narrativa paritaria e fondata sulla trasparenza e riesci a concentrarti sulla qualità di ogni singolo contenuto. 

Se sei chiaro nel definire con te stesso l’obiettivo, allora anche quando scrivi di esperienze o storie che c’entrano solo marginalmente con esso, potrai farlo in maniera generativa.

Mi spiego

Francesca Sanzo - Slider 2

Io scrivo per lavoro: siti, blog, social media e testi aziendali.

I miei obiettivi professionali sono: 

  • acquisire nuovi clienti
  • rafforzare il legame con quelli esistenti
  • iniziare percorsi di digital coaching per rendere autonome aziende e persone nella gestione della comunicazione online
  • intercettare chi sta cercando di fare bene content marketing
  • proporre percorsi di formazione

Le persone a cui mi rivolgo sono:

  • coloro che si rispecchiano nel mio modo di fare web e storytelling
  • chi si identifica nell’insieme dei valori che mi distinguono come persona, oltre che come professionista.

Mentre qui l’obiettivo dei miei contenuti è professionale, quando mi narro online, io devo mixare sapientemente contenuti legati alle mie competenze a contenuti personali (quelli che non scrivo per generare direttamente una conversione in possibili contatti professionali) e devo essere COERENTE con la mia policy ESISTENZIALE.

Se faccio personal storytelling su Panzallaria o scrivo un libro autobiografico come 102 chili sull’anima, è chiaro che gli obiettivi del contenuto specifico non sono strettamente legati alla mia professione ma in qualche modo

nel narrarmi con i miei valori, la mia etica, il mio approccio al cambiamento, sto costruendo il mio CONTESTO ESISTENZIALE che è la summa di tutto quello che sono, come donna, persona, cittadina della rete e anche professionista.

Ed è questo il motivo per cui, pur avendo scritto un libro tecnico come Narrarsi online, sempre più spesso le aziende mi vogliano come consulente per quello che hanno letto in 102 chili sull’anima e perché si identificano nel mio approccio al cambiamento.

Posso definirmi quindi Story Maker?

Probabilmente si, perché nell’agire quello che scrivo, a livello personale, divento protagonista del mio processo creativo, incarno i valori che porto nel mio lavoro e posso declinarli anche in progetti in cui il protagonista sei tu.

Esempi eccellenti

ALCE NERO

Alce Nero è un ottimo esempio di come lo storytelling si coniuga alla qualità del prodotto: le scelte del marchio emiliano riguardano la sostenibilità ambientale, il rispetto della stagionalità del prodotto e dei suoi tempi e quantità di produzione. Alce Nero si racconta con la comunicazione ma soprattutto si racconta attraverso quello che fa, in un binomio che diventa virtuoso. Ed è proprio per questo che la storia narrata può diventare appassionante: perché i valori delle persone che acquistano Alce Nero si rispecchiano nei valori di chi l’ha fondata e ci lavora.

APPLE

Chi non ha mai citato (o sentito) il celeberrimo “Stay hungry, stay foolish” di Steve Jobs, fondatore di Apple?

A giugno abbiamo perfino festeggiato il decennale del discorso a Stanford!  Quanto ha contato l’immaginario filosofico e culturale di Jobs per fare prosperare gli affari di Apple?

CERES

Ha trionfato, recentemente, all’Italians Festival di ADCI: Cères da anni si distingue per le proprie campagne di instant marketing online che sovvertono ironicamente la realtà e riescono a fare sorridere anche su fatti di cronaca fortemente connotati.

Si ma io non sono Cères e tanto meno Steve Jobs!!!

Probabilmente tu hai un’azienda più piccola di quelle citate e sai benissimo che di personaggi carismatici come Steve Jobs ne nasce uno per generazione; eppure, se ci pensi bene,

anche tu hai una storia, una tua etica, un tuo contesto culturale.

Non sarebbe bellissimo se la tua storia, la tua etica e la tua filosofia raccontassero il tuo prodotto e il tuo prodotto parlasse della tua storia?

Trova l’obiettivo, impara a raccontarlo, scegli i posti dove fare storytelling. Mettiti in gioco e metti in gioco il tuo team anche sul piano personale.

Per fare concretamente, anche attraverso la tua narrazione. Per passare da uno storytelling di intrattenimento a diventare story maker che costruisce valore con quello che fa e come lo racconta.

Se vuoi sapere come posso aiutarti, scrivimi.

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