9 consigli per chi vuole occuparsi di contenuti online professionalmente

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Sempre più spesso ricevo mail da persone (per lo più giovani neolaureati) che mi dicono: “Vorrei fare il tuo lavoro? Ma da dove inizio?”. Ecco che allora ho pensato di mettere, nero su bianco, qualche consiglio per chi voglia occuparsi di contenuti e narrazioni online e diventare appetibile per un’azienda. 

  1. Studiare molto, studiare sempre è il mio mantra. Se il tuo obiettivo è imparare a muoverti agilmente online e capire come si comunica qui, bisogna rimanere sempre aggiornati. Come? Ma grazie ai tantissimi contenuti di valore che si trovano in rete. Grazie a Twitter, information network per eccellenza, è semplice entrare in contatto con persone autorevoli che generosamente condividono sapere. Comincia a seguirli lì, ma poi usa anche strumenti per aggregare i blog più importanti e sapere sempre quando pubblicano qualcosa. Io uso NetNewsWire per Apple ma sono sicura che potrai trovare strumenti analoghi anche per Pc, come per esempio FeedReader . Tra i miei “spacciatori di sapere”: Luisa Carrada, Sergio Maistrello, Nuovo e utile, Franz Russo, Rudy Bandiera, Riccardo Scandellari, Alessandra Farabegoli, Gianluca Diegoli, Mafe de Baggis e molti altri. Su Twitter puoi fare ricerche per hashtag (parole chiave) e sono sicura che in questo modo potrai trovare chi meglio rappresenta le tue necessità formative.
  2. Mettiti in gioco in prima persona: non sarei da nessuna parte se non avessi sperimentato ogni cosa che poi propongo alle aziende con cui collaboro. Se non mi narrassi io per prima online, attraverso il mio blog personale e qui e grazie a tutti i miei presidi sociali, non saprei come si gestisce – veramente – una narrazione, ma soprattutto non saprei come si gestiscono davvero le relazioni con le persone (che – anche quando sono percepiti come clienti – sono sempre persone). Ho sperimentato campagne di storytelling, ho lanciato progetti e community, ho provato mezzi di comunicazione, social media e applicazioni e l’ho fatto sempre e prima sulla mia pelle, per valutare impatto, efficacia e soprattutto prendermi il lusso di sbagliare e imparare dai miei errori. Quando propongo una strategia di comunicazione online a un’azienda, penso a lei, ai suoi bisogni, ai suoi obiettivi e poi tiro fuori da tutta la mia esperienza (professionale e personale) quello che mi sembra faccia al caso suo. Ma quando ho iniziato, che esperienza avevo se non quella che POTEVO costruirmi su me stessa? 
  3. Considera la paura di sbagliare come sfidante e non farti bloccare dal falso mito del “non sono all’altezza”: se ti concentri su quello che non sai molli in partenza, se ti concentri su quello che sai e cerchi di riempire le tue lacune, stai imparando e quella formazione (che all’inizio fai, per forza di cose, in itinere, magari proprio perché hai accettato un progetto da un cliente ed è la prima volta che ti imbarchi in un’avventura del genere) diventa VALORE. Non avere paura, concentrati sul processo: se sei una persona riflessiva e in grado di imparare, puoi imparare (quasi) tutto.
  4. Scrivi tantissimo, scrivi di tutto: se vuoi occuparti di contenuti e nessuno può leggere qualcosa di pubblico scritto da te, come credi che possa sceglierti tra milioni di persone che fanno il tuo stesso lavoro? E no, mandare il diario delle medie brossurato come “portfolio” non vale. La scrittura pubblica, specialmente digitale, ha ritmi e tempi suoi e ha un pubblico immediato.
  5. Leggi tantissimo, leggi di tutto: non concentrarti solo su testi tematici dedicati alla scrittura online. Servono, sono fondamentali ma sono solo il primo passo. L’ispirazione per trovare il tuo stile, la tua strada professionale, un tema rilevante che vorresti affrontare con sguardo nuovo, una proposta per un’azienda o semplicemente un’idea nuova ti arrivano anche da libri che apparentemente non c’entrano nulla con il tuo lavoro. Se – come me – fai fatica con i numeri e la scienza non è mai stata la tua passione, prova a leggere libri autorevoli e con sguardi trasversali su temi scientifici, ti accorgerai che è proprio nel cercare di andare oltre i propri limiti culturali che si forma il proprio specifico carattere professionale.
  6. Coltiva la tua community, online e offline: interagisci con i tuoi mentor digitali, citali nei post che scriverai sul tuo blog, fai loro sapere quanto apprezzi quello che condividono e vai ad eventi di settore che possano non solo farti imparare delle cose, ma aiutarti a fare networking. E mi raccomando: non arrivarci senza sapere esattamente come presentare la tua vision professionale. Per anni ho fatto “scena muta” di fronte a chi mi chiedeva “Ma tu esattamente cosa fai?” e poi ho capito che dovevo focalizzarlo al massimo perché le persone lo capissero in massimo 3 minuti. Ora mi presento così: “Sono una digital coach e aiuto le aziende e le persone a raccontarsi online e a trovare una via efficace per fare marketing generativo grazie alla narrazione su blog e social media.” Non so se è ancora perfetto, ma in poche frasi dico tutto quello che per me è importante, usando parole chiave comprensibili a tutti e appetibili per le aziende (marketing, social media) e lo faccio esplicitando brevemente la mia filosofia (il marketing è il frutto di una narrazione che genera relazioni di qualità). Poi prendo tantissimi caffè in compagnia delle persone che per anni frequento solo online e ho l’occasione di vedere a un evento. Se temi che il caffè ti faccia male, puoi sempre optare per un’orzata, ma non lasciare perdere il networking informale 😉
  7. Creati un profilo che basi il suo valore sul differenziale tra te e chi fa il tuo stesso lavoro: online non esiste la concorrenza, online esiste solo la differenza. Perché un’azienda dovrebbe proprio scegliere te per occuparsi dei suoi contenuti? Perché un’azienda dovrebbe metterti in mano le sue strategie di narrazione sui social media? Perché qualcuno dovrebbe ascoltarti? La risposta “Non lo so”, non vale: non lo sai ancora, ma sta a te trovare il filo rosso che lega tutte le tue esperienze (fin dalla prima elementare) e le trasforma negli ingredienti che ti rendono unico, pregi e difetti compresi. Io so che sono una persona empatica (e lo so da quando, in colonia, alle elementari, partivo per i trekking ed ero sempre quella che trainava i più lenti o scoraggiati), che sono molto portata all’ascolto e che so (moderatamente) scrivere bene e tradurre in parole tante storie. Se mi parli di SEO non sono il top ma mi metto in gioco, cerco di imparare, investo in formazione e cerco di ascoltare chi è autorevole, di sicuro non “mi vendo” su quello, ma so bene che posso dare un piccolo contributo anche se non è il mio differenziale.
  8. Sii propositivo: cerca sempre di elaborare pensieri tuoi sulle cose, non limitarti ai “sentito dire” come per esempio “non si trova lavoro, se non conosci qualcuno non hai speranze, eccetera, eccetera”. Agisci il cambiamento, sii quello che vuoi essere e non scoraggiarti. SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA e se vuoi farcela, non devi vedere gli altri come migliori di te ma solo come diversi da te. E se sei bravo, c’è posto anche per te!
  9. Impegnati sempre. Sembra banale, ma purtroppo non lo è. Se per esempio inizi a collaborare con un magazine per scrivere articoli per un blog, anche se la paga non è esaltante (non scendere mai sotto la soglia della dignità professionale), impegnati per fare del tuo meglio, per dimostrare che non ti fermi alla superficie, per analizzare le fonti, riportarle, per evitare i tantissimi copia/incolla che si trovano online. Un errore e sei morto. Davvero. Tutti si ricorderanno di te come quello che ha copiato il post da un’altra testata, che non ha verificato la veridicità di una notizia e ha messo in rete una bufala. Sei sicuro che ne valga la pena per risparmiare mezzora di tempo?

Probabilmente non ho scritto proprio tutto e tu farai la tua strada, così come io sto facendo la mia, ricordati però che hai una grande fortuna: sei in un luogo dove, se vuoi, puoi imparare tanto, puoi imparare sempre.

La mia bisnonna faceva la sarta, le piaceva un sacco fare la sarta e ha avuto la fortuna di conoscere altre persone che le hanno insegnato il mestiere e che vivevano nel suo paesino. Chissà come sarebbe stata felice di sapere che 80 anni dopo qualcuno avrebbe potuto imparare a cucire un abito da matrimonio grazie a un tutorial online!

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3 commenti
    • Francesca Sanzo
      Francesca Sanzo dice:

      Isabella ti ringrazio moltissimo per questo commento: abbiamo sempre qualcosa da imparare gli uni dagli altri, in qualunque momento della vita 😉

      Rispondi

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