Due banali conti. Anzi 40.

Se ti piace, condividi!
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Ho imparato che non posso sempre piacere a tutti. Ho imparato che posso cambiare. Ho imparato che non mi serve il mio zainetto di ciccia. Ho imparato che posso chiedere aiuto. Ho imparato che ridere fa sempre bene, ma a volte bisogna anche sapere piangere. Ho imparato che gli amici, quelli veri, sono pochi, ma quelli che ci sono, sono perle. Ho imparato ad accettare che ogni tanto mi dimentico qualcosa. Ho imparato a farla anche nei bagni pubblici, se mi scappa. Ho imparato a sentirmi un po’ meno in colpa se non riesco a fare TUTTO quello che mi sono prefissa, in contemporanea. Ho imparato che sono fortunata: non ho nemmeno un capello bianco. Ho imparato che la pasta mi appesantisce e posso farne a meno. Ho imparato che se mi dimentico a casa le mutande, partendo per un viaggio, posso sempre comprarle al supermercato.  Ho imparato che niente è definitivo, ma tutto ci definisce. Ho imparato che se un treno è già passato, posso sempre raggiungere la meta con mezzi alternativi. Ho imparato che mi piace imparare, che non è peccato non averlo fatto ancora e che non è vero che le persone non cambiano mai.

Non ho ancora imparato ad andare sulle montagne russe. Ho ancora paura dell’areo. Non sono mai stata fuori dal nostro Continente. Devo dimagrire ancora 20 chili. Non ho mai fatto la testimone di nozze. Non ho superato l’ansia di sbagliare. Non riesco a smettere di ripetere sempre le stesse cose alle persone. Devo imparare a non farmi tremare la voce quando parlo di cose a cui tengo molto. Non ho ancora imparato a dire no quando vorrei dire no, a fare contrattazioni economiche e – in generale – a parlare di soldi senza sentirmi una ladra.

Non ho ancora imparato a fare delle belle foto, a cucinare un buon piatto di pesce, a cuocere una torta a cucire un pupazzo di calzini per mia figlia, a non confondere i numeri alti e a capire i calcoli complicati. Non ho imparato nemmeno a salire sullo scooter dal lato destro, che sono sinistrogira.

Quest’anno vorrei riuscire a dimagrire, sentirmi bene, viaggiare molto, non pensare ai soldi che mancano sempre, passare molto tempo con Tino e la Frollina, ricordarmi che mia figlia è una persona staccata da me, avere tanti progetti sulla scrivania, invece che nel cassetto, fare cose belle con le persone che amo, uscire spesso con gli amici, girare molto in bicicletta e vedere tanti posti nuovi.

Con occhi nuovi.

Oggi sono 40 e questi sono i miei due banali conti.

 

COMMENTA CON FACEBOOK
14 commenti
  1. Panzallaria
    Panzallaria dice:

    Grazie @Chicca e @Nicoletta. Bellissima questa cosa dei conti che non tornano e ci permettono di cercare altri risultati, peccato non averti conosciuta al Liceo, avrei sicuramente usato questa massima così vera anche con la prof di Mate che mi dava sempre 4 😉

    Rispondi
  2. Virgy
    Virgy dice:

    Auguroni Panz’ sei una grandissima e bellissima donna dentro e fuori!

    Quando passi da qui (Firenze)ne riparliamo a voce, che settimana scorsa i miei son 48….ma me ne sento 35!

    A presto

    Virgy

    Rispondi
  3. Siro
    Siro dice:

    Quante cose che hai imparato! Quelle che ti mancano sono un po’ anche le mie mancanze. Anche a me trema sempre la voce quando tengo a qualcosa, e piango sempre quando discuto con mio padre. Tanti auguri, una bella tappa. Ora il cammino continua, verso le altre conquiste (che non per forza sono quelle che credi).

    Rispondi
  4. Francesca
    Francesca dice:

    Sei una persona ricca! E’ un piacere conoscerti e leggere questi post!
    Sei fortunata, soprattutto ad avere un cervello che ti fa fare questi bilanci.
    Ci sono persone, purtroppo, che non ci arrivano neanche a 60anni.
    Auguri di cuore.

    Rispondi
  5. Moira
    Moira dice:

    è un bellissimo post, con un po’ di ritardo mi associo agli auguri. Quante cose si possono imparare, e davvero ci alleggeriscono la vita! Mi permetto di consigliarne una, che magari saprai già, ma non importa, può sempre essere una piccola scoperta per qualcuno. Imparare a camminare sotto la pioggia. Senza ombrello, intendo, e senza curarsene più di tanto. Ovviamente non parlo del terribile acquazzone che ci inzuppa fino alle ossa, ma di quella pioggerella un po’ noiosa, insistente, dispettosa perché bagna e non bagna… e spinge le signore ad afferrare l’ombrello e ad aprirlo anche per fare il tratto di venti metri fra porta d’ingresso e porta del garage, sennò si rovinano la piega dei capelli… o fa echeggiare il solito grido delle mamme ai figlioletti: “non metter piede fuori chè pioveee!!! Che ti bagniii!!!” Insomma… Ma sì, chi se ne importa!! Io ho imparato ad andarmene a zonzo senza ombrello una quindicina di anni fa, mi trovavo in Inghilterra per un periodo di studio, tra il Devon e la Cornovaglia, in uno di quei suggestivi paesetti disseminati di cottage e stradine collinose, dove la gente non si formalizza molto per quattro gocce ed esce a far la spesa anche in ciabatte… Tanto lì piove quasi tutti i giorni, e figuriamoci se è il caso di impazzire a cercare l’ombrello… Più della lingua, questo ho imparato. E non sai che soddisfazione!!! Quindi, Nuovamente AUGURI con la voglia di scoprire sempre qualcosina di nuovo!

    Rispondi
  6. Smile
    Smile dice:

    La ricchezza è quella fuori dal conto corrente. In questi giorni sento forti in me due parole” perdono” e “riconoscenza”, in ogni cosa che succede le riconosco e le ritrovo.

    Auguri in ritardo per la nuova età!

    Baci viareggini…

    p.s. nello spazio “lascia un commento” alla 2° riga chiede “ILO” tuo nome

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *