Agenda digitale per Bologna, focus su formazione e digital divide. Considerazioni a margine

Scritto da Francesca Sanzo   // febbraio 24, 2012   // 0 Commenti

Secondo giovedì dell'agenda digitale per Bologna Secondo giovedì dell'agenda digitale per Bologna

E’ un fatto che il Digital Divide - non solo d’accesso ma anche culturale –  è diventata una delle priorità da affrontare a Bologna,  per l’inclusione digitale dei cittadini.

Se qualcuno poteva nutrire dubbi a riguardo, bastava essere presenti al secondo giovedì dell’agenda digitale.

Non mi soffermerò sulle proposte perché per quelle ho fatto il report della serata su storify - attraverso i tweet dei partecipanti (almeno personalmente, mi sono impegnata molto per tracciare gli interventi più significativi in 140 caratteri ;-)) ma su alcune considerazioni a margine dell’evento:

  • se tutti noi che ci occupiamo, a vario titolo, di formazione e alfabetizzazione al web e ai social media sul territorio ci coordinassimo, con incontri e un censimento preciso, la spinta all’inclusione sarebbe davvero massiccia e aperta a varie fasce di persone, Istituzioni, realtà;
  • i giovedì dell’agenda digitale sono un’opportunità importante, ma data la sete di dialogo con il Comune, occorre limitare il tempo dei singoli interventi. Ieri c’è stato un divario pazzesco tra chi ha “sforato” alla grande gli 8 minuti e chi, come me, ha tentato di rassodare il proprio intervento programmato in 3 minuti e con la chiara percezione che in pochi stavano ascoltando;
  • le slides, queste sconosciute! Capita troppo spesso di assistere a interventi potenzialmente interessantissimi che si legano a slides indecifrabili o semplicemente riciclate da altri eventi (più accademici) e assolutamente off topic rispetto alla platea. Purtroppo quando capita, le slides diventano un virus mefitico che si mangia l’intervento: non so voi, ma io non riesco a non pensare al fatto che non sto capendo niente, perversamente attratta dai geroglifici che compaiono sullo schermo. Luisa Carrada, nel 2000, aveva scritto un tutorial efficace sulle presentazioni in power point, trovo che sia ancora molto valido. Nel 2005 ha ripreso in mano l’argomento con un post ancora più chiaro e esplicativo di come fare delle slides per una presentazione. Un articolo interessante su cosa fare (e cosa non) lo si legge anche su BusinessWriter. Personalmente credo che sia importante portare slides che siano solo un supporto alla discussione, con una presenza di schemi visuali e che – soprattutto – le slides NON vadano mai lette. Sono una zeppa del pensiero e un appunto da consegnare al pubblico, per quando si torna a casa.
  • usabilità dei contenuti: spesso chi ha parlato lo ha fatto usando linguaggi tecnici: ricordiamoci che la platea siamo tutti noi cittadini e non solo gli operatori del settore. Il linguaggio uomo, in certi casi, è preferibile a quello “macchina”. Al di là delle provocazioni scherzose, forse dovremmo ricordarci che di fronte a noi ci sono persone che potrebbero anche non saperne nulla ma che hanno tutto il diritto di capire. Anche un linguaggio troppo tecnico, alla lunga, può diventare escludente e quindi trasformare un’occasione aperta in una proposta che si rivolge solo a un’elite di persone che certe cose già le sanno;
  • location: l’Urban Center è un posto che amo, credo sia importante essere in un luogo così simbolicamente centrale come Biblioteca Sala Borsa, ma le dimensioni e la struttura della sala non sono efficaci per il tipo di coinvolgimento richiesto dall’evento “Agenda digitale”. Le persone coinvolte sono tante e fa subito caldo, le sedie sono scomode (e non solo per gli over-size come me) e lo sviluppo in lunghezza della sala non permette di avere una visione circolare. Diciamo che per un evento che si occupa di rete servirebbe una sala meno “sequenziale”.

Detto questo, per me è stata un’occasione importante: come ha detto bene Linda Serra di GGD Bologna (proposta che io stessa supporto e ho voluto fare emergere proprio durante il bar camp GGD di sabato scorso) servono luoghi di aggregazione dove incontrarci, confrontarci e fare rete locale sui progetti digitali a Bologna. Non solo associazioni ma anche libero professionisti come me. Luoghi ad accesso (quasi) gratuito, con wi-fi e possibilità di incontrare partner o potenziali clienti e sviluppare idee innovative per la città.

Le slides che (non) ho usato ieri:


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