Boicottiamo Omsa: solidarietà alle operaie

Scritto da Francesca Sanzo   // gennaio 29, 2012   // 0 Commenti

omsn

E’ scesa in strada ieri 28 gennaio 2012 la campagna di boicottaggio di Omsa (video YouReporter). L’azione di boicottaggio è la risposta al licenziamento di 239 lavoratrici dello stabilimento di Faenza.

L’appello sta correndo attraverso la Rete: speriamo susciti una risposta da parte dell’azienda, la faccia ripensare alla propria politica.

Condivido le parole che stanno circolando (fonte Laboratorio Sguardi Sui Generis) e che possono essere copiate da chiunque sul proprio profilo Facebook o blog. Chi vuole può sottoscrivere il post di Sguardi Sui Generis per dichiarare la propria adesione.

Io aderisco: non comprerò più prodotti GoldenLady e invito chi legge a fare altrettanto.

 Dal 2010 ormai prosegue la vertenza delle operaie dello stabilimento della Omsa di Faenza, minacciate di perdere il lavoro per una delocalizzazione della produzione che nulla ha a che vedere con la crisi e tutto ha a che fare con il profitto; la vigilia di Capodanno il gruppo GoldenLadyha comunicato alle 239 lavoratrici ancora occupate che il 12 marzo 2012, alla fine della cassa integrazione, saranno licenziate.

La perdita di qualsiasi scrupolo da parte dell’azienda ha sollevato la giusta  indignazione di molti/e, decis* a solidarizzare con la lotta di queste lavoratrici.
Da tempo è partita una campagna di boicottaggio dei prodotti del gruppo che, anche grazie ai social media, sta raggiungendo un notevole livello di diffusione.
Come donne, collettivi e realtà autorganizzate vogliamo diffondere un appello per un’iniziativa congiunta in tutte le città italiane Sabato 28 Gennaio.
Con volantinaggi, striscioni, musica, presidi, flash mob ed ogni altro strumento utile, proponiamo una giornata di informazione e boicottaggio attivo di fronte ai punti vendita del gruppo GoldenLady(Golden Point).
Nel pieno dei saldi, quando all’azienda farebbe gola vendere il più possibile, vogliamo stare nelle strade per ricordare a chi pensa solo al proprio profitto che le scelte di produzione non possono passare sopra le nostre vite.
Diffondiamo questo appello a tutte le realtà organizzate, femministe e non, e alle singole persone che desiderano impegnarsi per dimostrare solidarietà concreta a questa lotta.
Piuttosto che vestire sfruttamento,  le calze ce le disegneremo sul corpo!


Tags:

boicottaggio

segnalazioni


Articoli simili

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *