Pratiche di ascolto della Rete
gennaio 15, 2012 // 0 CommentiIl passaparola in Rete certe volte funziona e quando in tanti rilanciamo idee e le rafforziamo aggiungendo del nostro, l’onda d’urto può diventare davvero efficace. Oggi per fare cittadinanza attiva occorre saperlo, se no si rimane relegati in piccoli orticelli la cui efficacia lascia il tempo che trova.
Ultimamente i segnali di ascolto stanno aumentando in maniera direttamente proporzionale alla percezione che ascoltando le voci della rete si possa migliorare, invertire il passo, evolvere.
Il convegno su Twitter
Dopo l’acceso dibattito su Twitter relativo all’opportunità di organizzare un convegno dedicato a twitter stesso in cui tra i relatori non compare nemmeno una donna, è Riccardo Luna ad annunciare che le critiche in rete hanno “salvato” il convegno: la locandina viene modificata e vengono invitate Claudia Vago e Alessandra Giraldo.
Il Bar su Frecciarossa
Trenitalia, che ha già subito un intenso attacco on line per un’immagine in una pagina web considerata razzista, dopo aver ritirato quella, si è trovata di nuovo al centro dell’attenzione perché i bar del Frecciarossa – diviso in 4 livelli di servizio – erano vietati ai titolari di biglietto standard (la tariffa più bassa). Sui Social Network è iniziata la rivolta e Trenitalia ha dovuto fare un passo indietro, giustificato con questo comunicato:
“A poco più di un mese dalla partenza del nuovo Frecciarossa 4 livelli, il servizio della carrozza bar-ristorante sarà disponibile a tutti i clienti. Si tratta di una scelta commerciale adottata dopo questo primo periodo di sperimentazione e dopo aver raccolto i commenti e i suggerimenti dei viaggiatori, anche attraverso il web. Questo conferma la volontà di Trenitalia di offrire un servizio sempre più a misura di tutti e rispondente alle esigenze di un mercato in continua evoluzione”. (fonte Repubblica)
Il boicottaggio di Omsa
Il tam tam della rete ha fatto girare la notizia, tanto che il boicottaggio del marchio Omsa – che ha licenziato in tronco 239 lavoratrici di Faenza – sta diventando una cosa davvero seria. Pare che la stessa Coop Adriatica non escluda di partecipare attivamente, rifiutandosi di vendere i prodotti serbi.
Queste notizie confermano come si possa usare la Rete in maniera efficace e come l’ascolto sia FONDAMENTALE.
Tutti possiamo sbagliare, ma non bisogna dimenticare il nostro potenziale attivo, ovvero la capacità di agire come consumatori responsabili (anche quando siamo un marchio come Coop) e come cittadini che sanno trovare l’umiltà di ammettere i propri errori (Convegno, Trenitalia) e sanno fare buon uso delle critiche.
Continuiamo così!
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