IO NON CI STO: Basta con il voyeurismo mediatico sui corpi delle donne (firma e passaparola)
novembre 9, 2010 // 381 CommentiLettera aperta ai mezzi di informazione italiani
Siamo stanche e siamo indignate.

Non solo siamo state offese dai recenti comportamenti dei politici nei nostri confronti, ma anche e soprattutto dall’atteggiamento ipocrita di molti mezzi di informazione che, anziché limitarsi alla denuncia, hanno ossessivamente diffuso immagini e video soft-pornografici, nell’ennesima profusione gratuita di corpi di donne svestite in pasto agli sguardi di tutti.
Ci e vi chiediamo: dove finisce il corretto dovere di cronaca sulle vicende di chi ci dovrebbe rappresentare politicamente e dove comincia il perverso gioco al solletico del voyeurismo del pubblico?
Se non iniziamo a comprendere che è, in primis, attraverso i media che si perpetra la subcultura pruriginosa e sessista che da tempo ci ammorba (siamo al 74° posto per le pari opportunità nel mondo e definirci anche solo civili da questo punto di vista sta diventando un problema), in questo Paese non cambierà mai nulla. Muteranno le facce, ma non la sostanza.
Vi chiediamo di smetterla di sfruttare il corpo delle donne in modo così massiccio e gratuito e vi chiediamo coerenza. Non è mercificando o approfittando dello squallore che lo si potrà combattere, poiché questo è il modo migliore per riprodurlo all’infinito.
Siamo stanche e siamo indignate. Di chi con una mano denuncia e difende i nostri diritti e con l’altra usa il nostro corpo svestito come specchietto per le allodole per attirare il suo pubblico.
Lettera promossa dalla campagna IO NON CI STO agli stereotipi*
Se anche tu, donna o uomo, condividi queste parole puoi :
- firmare la lettera aperta con nome, cognome e città (oppure blog/sito) nei commenti qui sotto
- non comprare testate o guardare programmi che sfruttano il voyeurismo del corpo delle donne
- scrivere alle redazioni ogni qual volta noti un servizio dove il corpo delle donne viene usato in modo gratuito, manifestando il tuo dissenso.
Ti chiediamo inoltre di diffondere questo testo, passando parola. La lettera verrà inviata al maggior numero possibile di testate.
*IO NON CI STO agli stereotipi è una campagna promossa da Giorgia Vezzoli – Vita da streghe, Francesca Sanzo – Associazione Donne Pensanti, Maria Grazia Verderame – Un altro genere di comunicazione e Lorenza Garbolino – Una nuova era.
Lanciata con un’iniziativa di protesta nei confronti del programma tv La pupa e il secchione, la campagna si propone di abbattere le gabbie degli stereotipi di genere presenti sui media per favorire la diffusione di una cultura e di una mentalità paritaria. Manifesto della campagna è un testo poetico che reclama la dignità della donna sui media e che chiunque può diffondere all’interno dei propri blog, siti o nelle inizia tive a favore delle donne.
Leggi e diffondi il manifesto-poesia:
http://vitadastreghe.blogspot.com/2010/05/io-non-ci-sto_10.html
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Orsola Di Febo, Roma
Firmo anch’io, ovviamente!
Ilaria De Rossi, Venezia
Non ci sto
Viola Di Pietro
http://www.violinoviola.blogspot.com
http://www.limonielamponi.blogspot.com
Firmo: Cecilia Erba, Roma
Firmo: Laura D’incà, Belluno
non ci sto, mi disgusta!
Io non ci sto!
Condivido! E non guardo la tv da anni(senza rimpianto)
firmo e diffondo
Io non ci sto e spero che ogni donna prenda consapevolezza delmproprio valore e dica NO
Grazie x quello che fate
Non ci sto per niente!!
Riprendiamoci la parola!
firmo
sottoscrivo
Non ci sto.
Sono stufo, non posso andare in giro senza che mi sbattano in faccia il solito messaggio ammiccante, mi pare di essere assediato, quasi io stessi sbagliando a considerare la DONNA, quella vera (quindi con un cervello ben funzionante), come una meraviglia della natura, quella che ti fa stare bene anche senza che dica nulla, guardandoti e basta… e mi fa paura, ho paura anche per noi tanti uomini normali che vi vogliamo senza maschere, per come siete, ci sentiamo anche noi sminuiti, quasi non avessimo altro cervello che quello che sta dentro i pantaloni… NON CE LA FACCIO PIU’!!
Basta!
IO NON CI STO!
Io non ci sto!
Era ora che ci risvegliassimo!! Come abbiamo potuto sopportare così a lungo?? Bastaaaaa!!!
io non ci sto !!!!!!
Condivido!
La vostra protesta è anche la mia!!!
firmo subito
Firmo anch’io, sono stufo di queste bellezze poco raffinate e molto finte!!!
fintatolleranza.blogspot.com
Grazie! Ci voleva!!
Pingback : RELAZIONI « Elena
Sono d’accordo! Neanch’io ci sto allo sfruttamento della donna in tutti i campi, è ora che le donne pensino al femminile favorendo alle loro simili meno lavoro per “decifrare” il mondo che purtroppo è maschilista è impone alle donne di pensare come un uomo lavorando il doppio. La TV è un mezzo molto potente si può utilizzare per formare e informare come un tempo si faceva come la trasmissione “Non è mai troppo tardi” che insegnava a leggere e a scrivere. Oggi si può formare alla giustizia e alle materie Informatiche per tutti e quelle culturali relegate alla rete Sky su “RAI Educazion” per raggiungere più persone possibili magari quelle meno abbienti (2.000.000 è analfabeta.
Sono contento che si stia muovendo un movimento che riflette le attese di tanti doone e uomini che sono complementeri per natura.
Firmo anch’io.
Aggiungo un aspetto che secondo me è strettamente correlato al tema in questione: l’uso sistematico del fotoritocco nelle pubblicità.
Oltre allo svilimento della dignità femminile, con la donna usata come mero stimolo sessuale, abbiamo la diffusione di massa di corpi perfetti ma sempre più irreali, col risultato che l’ideale di “donna attraente” che la pubblicità instilla giorno dopo giorno è ormai un obiettivo asintotico, che mai potrà essere raggiunto nemmeno dalla modella più sexy.
Non voglio demonizzare l’uso del computer nell’industria dell’immagine. Dico solo che sarebbe necessaria un po’ di misura. Altrimenti noi uomini ci troveremo a desiderare una fotografia e voi donne tenterete di assomigliare anche a cinquant’anni ad una ventenne di plastica.
E’ già sufficientemente frustrante essere circondati quotidianamente da gigantografie di donne bellissime che con sguardo ammiccante o altezzoso esibiscono le loro grazie. E’ crudeltà gratuita infierire utleriormente rendendole ultraterrene col photoshop.
L’assuefazione con cui il pubblico televisivo italiano da quasi trent’anni sembra accettare – per abitudine, indifferenza, scarsa consapevolezza o effettivo gradimento – l’esibizione di schiere di ragazze sorridenti il cui compito non è quello di esprimere le proprie idee e il proprio essere donna con i vestiti addosso, ma è solo di offrire il proprio corpo erotizzato allo sguardo delle telecamere, non è più ammissibile: IO NON CI STO!!