Io promuovo il rispetto – Appello CONTRO i FEMMINICIDI
luglio 15, 2010 // 377 Commenti
Io promuovo il rispetto. Il feminicidio è un'emergenza sociale. Foto di Fluid Gold - Flickr - licenza CC
I recenti fatti di cronaca che vedono tragicamente protagoniste numerose donne, vittime di omicidi per mano di uomini impongono una riflessione collettiva.
Con alcune donne variamente impegnate nella questione di genere abbiamo stilato un Appello Contro i femminicidi, per promuovere la cultura del rispetto, affinché una diffusa sensibilità sul VALORE delle PERSONE che non sono cose da POSSEDERE sia una speranza di cambiamento.
Ognuno di noi ha una responsabilità e dobbiamo ricordarci che promuovendo il rispetto, possiamo contribuire a fermare questa MATTANZA.
Se ti riconosci nell’Appello, ti chiediamo di sottoscriverlo lasciando un commento a questo post e SOPRATTUTTO di DIFFONDERLO in maniera CAPILLARE su blog, organi di stampa, mailing agli amici.
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Non è ABBASTANZA ma è FONDAMENTALE per creare un po’ di CONSAPEVOLEZZA.
“Una donna uccisa dal proprio uomo, compagno, fidanzato, ogni tre giorni è una guerra a bassa intensità che accade tutti i giorni sotto gli occhi di tutti ma della quale non si parla.”
Sandro Bellassai – Maschile PluraleDal 20 giugno scorso, in poco più di venti giorni sono state assassinate undici donne dal
compagno o dall’ex.
Tra le vittime anche un uomo, il nuovo fidanzato di una delle vittime. La più giovane aveva sedici anni, la più ‘vecchia’ poco più di quaranta.
In base ai dati statistici raccolti dalla Casa delle Donne di Bologna, in Italia una donna muore assassinata dal partner ogni due/tre giorni. Sono oltre 100 le donne che ogni anno, dopo anni di violenze e stalking vengono assassinate per mano di un familiare, oppure mentre stanno affrontando la separazione.
E’ significativo che il rischio di essere assassinata per una donna aumenti proprio quando sta affermando la propria volontà di interrompere la relazione. Il fenomeno del ‘femminicidio’ in Europa aumenta mentre complessivamente sono in calo gli omicidi anche quelli attuati dalla criminalità.
Che dire?
Dopo un bollettino siffatto i non-italiani potrebbero chiedersi se si tratta di un’escalation pakistana, dall’acido solforico all’assassinio.
Invece, è Italia.
In questi ultimi giorni, molti sono i commentatori ed i blogger che offrono un’analisi del fenomeno.
Non tutte convincenti.
Ovviamente, c’è anche chi straparla: “Se la sono cercata”, “Le donne fomentano”, “Le donne esasperano”. C’è anche un blogger elvetico che chiede parità di informazione per uomini malversati e picchiati dalle donne. Addirittura, la Legge italiana sentenzia attenuanti alle condanne se la donna picchiata sapeva reagire o si dimostrava ‘poco vittima’.
Sembra, a volte, che si indulga più facilmente a capire questi delitti che non a condannarli tout.
Per la nostra proteiforme opinione pubblica potrebbe andare bene quasi tutto – dall’insicurezza maschile, al contagio comportamentale (tipo le ondate di suicidi), dalla debolezza affettiva, all’attaccamento materno mai risolto – ma delle lacune (lagune, potremmo dire!) di cultura e civiltà non se ne può parlare?
Nonostante ci si riempia di indignazione e di pubbliche condanne, il mainstreaming italiano (di cui fa parte anche una sorniona e compiacente elite intellettuale) incita gli uomini a pensarsi onnipotenti e a disporre delle vite degli altri, mogli, amiche, compagne, fidanzate, madri e – non dimentichiamolo – figli.
Sono i fatti che ce lo dimostrano.
Le donne diventano cose e in quanto cose possono essere buttate, distrutte, eliminate quando non sono più di colui che se ne sente proprietario. La logica dell’utilizzatore finale ha preso il sopravvento e, in effetti, a ben guardare, alle vittime dei numerosi reati non è offerta altra opzione che la FINE. Si parla del “solito psicopatico”, del caldo che fa ammattire per portare fuori da noi il MOSTRO, illuderci che non si possa fare nulla.
E invece esiste un’EMERGENZA e riguarda le donne in primis perché soggetti deboli ma è trasversale a generi e etnie: il RISPETTO dell’altro è stato barattato con l’esercizio di POTERE sull’altro.
Non è più tempo di demandare.
E’ giunto il momento che ognuno di noi prenda coscienza della propria responsabilità sociale e civile.
Dobbiamo agire, promuovere una sensibilità che abbia a cuore i diritti degli altri, delle donne, dei deboli.
Siamo sicuri che l’immaginario stereotipato (donna/merce; donna/moglie e mamma) che riguarda il femminile e che investe POLITICA, MEDIA, PUBBLICITA’ non abbia un ruolo in tutto quello che sta succedendo?
Lo stesso Presidente Napolitano, riferendosi allo stile di comunicazione svilente per le donne parla di “contesto favorevole dove attecchiscono molestie sessuali, verbali e fisiche”.
Siamo sicuri che un cambiamento di percezione nei confronti del femminile e la promozione del rispetto non servano ad arenare il MOSTRO?
I ‘femminicidi’ ci riguardano TUTTI.
Riguardano la nostra società.
Riguardano gli uomini.
Riguardano le donne.
Riguardano i nostri figli e le nostre figlie.
Tocca a noi oggi.
Domani è già troppo tardi.
Nadia Somma, Marika Borrelli, Francesca Sanzo
[foto in copertina di Fluid Gold in licenza CC]
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aderisco, sottoscrivo, promuovo e continuo a star male ogni volta che succede.
aderisco con convinzione a questa iniziativa!
Come non condividere?
sottoscrivo e condivido
condivido pienamente l’opinione di Tick
la risposta di Lorenzo Gasparrini ci lascia un “barlume” di speranza.
Purtroppo la maggior parte degli uomini latita, non nel “silenzio” della vita privata. Ma quello, appunto, rischia di rimanere “silenzio”.
Non solo mancanza di rispetto verso le donne ma anche non comprensione del valore della vita.
Terribile.
mi unisco all’appello
Concordo pienamente… ho un figlio di quattro anni che, insieme a mio marito, stiamo educando affinchè diventi un uomo pensante che apprezza e rispetta gli esseri umani, donne o uomini che siano… buon lavoro a tutti noi
aderisco e sottoscrivo
Sottoscrivo.
Ritornare a una cultura del rispetto (delle donne, dei bambini, dell’essere umano in genere, ma anche dell’ambiente!)è la sola cosa che può salvarci.
Insegnamo il rispetto ai nostri bambini ma prima di tutto il rispetto per sè stessi da cui parte il rispetto per gli altri.
condivido, vorrei fare di più, essere una voce che urla più forte del maschio che sta uccidendo, picchiando..o semplicemente incolpando..forza! rimaniamo unite , non molliamo, combattiamo le une per le altre …abbandoniamo ogni paura e solo allora colui che crede di possedere o di essere più forte resterà immobile, in silenzio.perchè capirà e sentirà la nostra forte voglia di vivere
Da un anno ne parlo nelle mie aule, sicuramente aderisco e aderirò a questa campagna che sento mia.
Aderisco e sottoscrivo.
Felicemente sposato da 33 anni (ne ho 51) mi indigno e a volte mi “vergogno” di avere tra i miei simili, uomini che commettono atti del genere. Sono contrario a La violenza non ho nessuna scusante. Nessuna. Le donne sono gioie fiori e come tali vanno trattate. Buona giornata casamento p.
Cari uomini, leggo da più post più o meno questo messaggio: le donne vanno rispettate perché sono come fiori delicati e come tali vanno trattate; leggo addirittura come bambini… Rilevo e comprendo la buona fede di queste affermazioni, però due parole su un atavico equivoco di fondo. Le donne non sono ne mazzi di fiori, ne statuine di cristallo, ne bambini etc. le donne sono DONNE, gli uomini sono UOMINI. La metafora dei fiori riporta ad un oggetto, che in virtù della sua bellezza e deliziando la nostra vista ed essendo per di più indifeso, va salvaguardato. Lo stesso per un bambino, che non è autosufficiente e necessita di guida e protezione.
Le donne non vanno rispettate in quanto indifese come boccioli di rosa ( e perché hanno il pregio di riempire di colore le nostre esistenze), questa visione è strisciante paternale maschilismo: non si rispetta la donna perché essere vivente di PARI dignità, diritto e considerazione ma si rispetta e protegge come potremmo fare con le nostre indifese case o automobili?!
Non ve la prendete a male perché, ripeto, immagino la buona fede di chi paragona una donna a un delicato mazzo di fiori o a un bambino, volevo solamente darvi uno spunto per una auspicabile riflessione interna.
Pingback : Giornata contro la violenza sulle donne
Vedo ora questo questo appello, aderisco, sottoscrivo e lo includo sul mio blog.
Sottoscrivo assolutamente.
Grazie per il post perchè purtroppo ancora oggi ci sono persone che ignorano il fatto che le donne erano e continuano ad essere considerate esseri umani di serie B. Ancora oggi vi è un’enorme disparità tra uomini e donne e purtroppo le stesse donne sono spesso le peggiori antifemministe.
Ringrazio alessandro per il suo commento, le donne non vanno protette come se fossero animali in via di estinzione o oggetti delicati o disabili, gli uomini e le donne indifferentemente devono rispettarsi ed amarsi a vicenda perchè sono le due facce della stessa medaglia, l’essere umano. Senza l’una non vi potrà essere l’altro e viceversa due individui diversi ma con pari dignità e valore.
Federica
sottoscrivo e condivido
Condivido, tranne che per l’ultima parte: ci sono fior fior di ricerche (una giapponese ed una norvegese in particolar modo) che smentiscono che all’immaginario di donna della pubblicità e dei media corrisponda poi un aumento della violenza. Tutte le ultime ricerche riguardo la sessualità maschile fanno notare che l’eccesso di ammiccamenti sessuali porti gli uomini ad un calo di desiderio, ad una noia nei confronti del corpo femminile. Ciò smentirebbe il collegamento con le molestie. Ci tengo a precisare che sono ben conscia che le violenze sessuali siano comunque dettate da un bisogno di prevaricazione e affermazione del potere dell’uomo sulla donna, non è certo il semplice impulso sessuale.
Però vorrei far notare alle tre firmatarie – nonostante sia giusto e necessario interrogarsi di quale possa essere il modo di vedere alla donna e dei modelli mediatici proposti – se bastassero i media, prima della loro diffusione, quindi prima dei 60, violenze contro le donne non ne sarebbero mai esistite.
Ed invece…
L’attenuante del delitto d’onore è stata levata APPENA negli anni 80. Questi fattori culturali pesano molto di più e non son mai stati veramente affrontati.
Ragazze SVEGLIA non c’è nessun problema di violenza sulle donne diffuso. I casi di violenza sono molto rari e dovuti a :
1) stupidità. Esiste molta gente che ha dei qi e dei cervelli molto sottosviluppati. Chiaro che questi finiscono col menare la propria compagna perchè sono semplicemente troppo stupidi per capire quello che stanno facendo. E sono troppo stupidi per convincerli a non fare quello che fanno
Se non siete fesse e stupide non finirete con stupidi che vi picchieranno perchè sono sostanzialmente dei selvaggi.
2) ragazze che si mettono di propria iniziativa con psicopatici o che non sanno giudicare il carattere delle persone con cui si mettono. In tal caso, che minchia dobbiamo farci noi uomini o noi società in generale? Sappiate fare scelte migliori.
3) veri e propri spiacevoli casi di violenza, ma sono talmente rari da essere irrilevanti. Le tragedie capiteranno sempre.
Inoltre c’è da considerare che a volte le violenze sono “violenze” tipo un ceffone tirato dopo ripetute provocazioni. Questo è un non problema. Se rompete i coglioni preparatevi a un ceffone. Questo vale per tutti, uomini donne bambini anziani. Chiunque se rompe troppo i coglioni si prende schiaffi o botte, e se non si riportano lesioni permanenti dopo non vedo perchè uno debba essere punito in maniera eccessiva dopo.
Certo che un cittadino modello dovrebbe essere sempre in controllo di se stesso. Io personalmente preferirei andarmente se possibile da una persona che provoca o mette le mani addosso. Però se uno cede, non è che lo si può punire con pene eccessivamente severe, ovviamente se non produce lesioni permanenti.
Tutto qui
per fortuna il lavoro di sensibilizzazione va avanti e va bene, sono molti i gruppi attivi contro il femminicidio, per una società più giusta. Caro amico senza nome “uno”, ho letto ieri, di una moglie e una figlia della provincia di Viterbo uccise dal marito/padre che poi si è suicidato; la causa alla base del crimine? Questa: lui aveva un’amante e la moglie esasperata ha minacciato di andarsene con la bambina: forse è questo che intendi per “rompere i coglioni”? Certo se si fosse limitata a subire angerie e umiliazioni…sarebbe stato meglio: in fin dei conti, un pover’uomo non può forse avere uan distrazione al di fuori dalla routine matrimoniale?
No, caro amico senza nome, quei tempi sono finiti e ora non intendiamo farci massacrare solo perché voi non volete accettare il decadere dei vostri privilegi.
Claudia.
Gentile signor 1 (uno),
Lei si è presentato molto bene e chiaramente: “Esiste molta gente che ha dei qi e dei cervelli molto sottosviluppati”.
Un bel biglietto da visita.
Complimenti vivissimi
Ci sorprende?Ovviamente provando ad affermare la propria indipendente esistenza si sminuisce la loro importanza ed il loro ruolo. GLi uomini non lo permetteranno mai… Dobbiamo rimanere da sole e fargli capire che devono cambiare oppure staranno da soli!
Giusto, tutto giusto…. ma… perche’ focalizzarsi solo sulle donne?? perche’ non dire delle centinaia di omicidi perpetrati in africa da bambini su bambini?? perche’ non parlare di donne che uccidono? mi sembra una cosa troppo facile dire: difendiamo le donne…. ma perche’?? la vita di un uomo vale meno di quella di una donna?? io direi piu’ che altro di rispettare la vita altrui… uomo donna bambino che sia…
Condivido pienamente, basta con quest’uso del corpo della DONNA, ne sono disgustata, e provo piacere a capire che siamo in tante ad esserlo!
Grazie!
Rosella
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