La pupa il secchione: la risposta degli autori, l’invito di Domenica 5

Scritto da Francesca Sanzo   // maggio 7, 2010   // 50 Commenti

la-pupa-e-secchioneIn rete le cose vanno molto in fretta e quando tante associazioni, persone si uniscono con l’obiettivo comune di far riflettere sull’immagine svilente che ci propina il televisore, può succedere che il passaparola conduca velocemente ai diretti interessati.

Qualche giorno fa Mary di Comunicazione di genere ha proposto un’azione di mail collettiva nei confronti della redazione di La pupa e il secchione (evento rilanciato su facebook con scadenza domenica 9 maggio). Siamo partiti dai contatti di Mediaset, ci hanno rimpallato a Italia 1 e alla fine – per questioni di lunghezza io ho proposto questa mail per mettere il focus su alcuni aspetti secondo me fondamentali:

  • donne e uomini stereotipati che promuovono modelli piatti e sciocchi sia di femminile che di maschile
  • esempio di relazione davvero svilente, fondata sull’umiliazione dell’una (per questioni culturali) e dell’altro (per questioni estetiche)

In rete, nel frattempo, il passaparola ha avuto l’effetto di rilanciare notevolmente la cosa. Ne hanno parlato Aldo Grasso e altri e la mail è stata pubblicata anche sul blog del programma.

Sul sito di Comunicazione di genere è arrivata la project manager della Pupa e il Secchione che così commenta la nostra azione:

La protesta scatenata da un gruppo di blogger e di associazioni contro “La pupa e il secchione” è per me una buona notizia: la televisione normalmente ci scivola addosso senza provocare nessuna reazione.

Si tratta però di una protesta che si basa su fragili premesse. È vero che “pupa” e “secchione” sono due stereotipi: ma gli stereotipi, da che esiste l’arte della commedia, non “sviliscono” e non “appiattiscono” ma, al contrario, ci consentono di lanciare uno sguardo all’essenziale, mettendolo letteralmente a nudo. Il nostro programma non è “vergognoso” – non più di quanto lo siano le commedie di Plauto o i film di Alberto Sordi – perché non giudica e non “incita”, ma, semmai, mette in guardia. Le nostre “pupe” sono mostrate in tutta la loro palese insufficienza: tant’è che l’intera dinamica dello show ruota sulla necessità, per le pupe, di leggere, studiare e informarsi. Nella nostra televisione, invece, alle donne non viene richiesto mai altro oltre ad un corpo da esibire. Mi stupisce infine che i contestatori, e soprattutto le contestatrici, non abbiano colto un aspetto fondamentale del programma: siamo i soli a denudare i maschi, a mostrarne i corpi non proprio entusiasmanti, a ridicolizzare il modello imperante secondo il quale al maschio è concesso di essere brutto purché intelligente. Ma, soprattutto, non bisogna dimenticare mai che “La pupa e il secchione” è uno show: ci divertiamo a farlo, e lo facciamo soltanto per divertire il pubblico.

Simona Ercolani Capo progetto della Pupa e il secchione

Le risposte (c’è anche la mia successivamente) sono state numerose. Qualcuno le dà ragione altri no, ma come accade in Rete, si è aperto comunque un bel dibattito che rilanciamo anche qui.

Mary ha fatto in modo che anche la sottoscritta (Francesca Sanzo) e Lorenza (che aveva scattato la foto incriminata della pubblicità sanremese) diventassimo amministratrici dell’evento su facebook e così oggi ci ha contattate una persona della redazione di Domenica 5 dicendoci che nell’ambito del programma, domenica,  Barbara d’Urso ci invitava a un confronto televisivo con le pupe e i secchioni durante la rubrica “Il corpo delle donne” (titolo preso in prestito da Lorella Zanardo).

Ecco qua un video di una puntata precedente: http://www.youtube.com/watch?v=AOHn1VUME3o

Ci siamo confrontate anche con Giorgia di Vita da streghe, che ha sostenuto l’iniziativa – e anche in base ai contenuti di questa puntata della rubrica, dove tutto è improntato sul “buttiamola in caciara” di Sgarbi e sul parliamoci sopra in maniera aggressiva – abbiamo pensato che non è questo l’ambito in cui vogliamo affrontare la questione. Ecco la nostra risposta quindi:

Buongiorno,
vi ringraziamo per l’invito a partecipare alla trasmissione Domenica5 per parlare della nostra iniziativa nei confronti de La pupa e il secchione ma ci piacerebbe che il dibattito, nato in Rete, per il momento proseguisse in Rete.
Crediamo che Internet sia attualmente il media più plurale e democratico per affrontare questo tipo di discussioni perché consente a tutti di esprimere la propria opinione prendendosi il tempo necessario, senza che le voci si accavallino o vengano deformate dai tempi o da chi è più capace di imporsi come purtroppo spesso accade in questo tipo di dibattiti televisivi.
E’ importante e doveroso affrontare la questione, anche in televisione, ma è necessario farlo in modo adeguato e serio, con gli autori e promotori del programma e non con i partecipanti dello stesso.
La nostra posizione è ampiamente descritta nel testo della mail inviata a Mediaset, che rialleghiamo nella sua versione integrale e ridotta e che speriamo possa offrirvi un punto di partenza per il vostro dibattito.

Le promotrici


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50 COMMENTS

  1. per bismama, maggio 7, 2010

    Sono d’accordo con la vostra decisione. Io odio Domenica 5 proprio perchè c’è Sgarbi. Culturalmente lo stimo moltissimo ma è una persona senza umiltà e con la quale non si può creare un dibattito costruttivo…quindi sarebbe stato un ripetere ad libitum “capre…capre…capre…” …grazie, anche no! Non era questo l’intento!

  2. per Silvia, maggio 7, 2010

    Brave. Non cadete nella rete “televisiva”, ma rimanete nella rete, magari continuando a promuovere, come state facendo, attività anche che ci facciano incontrare nel mondo reale.
    Non prestatevi allo spettacolo o alle luci sfavillanti di uno studio televisivo.
    Grazie per la risposta.
    La temevo ma non mi ha deluso.

  3. per monica -pontitibetani, maggio 7, 2010

    ho letto la risposta della capoprogetto e ci passo oltre (peraltro ho già commentato su facebook) .. ma mi piace tantissimo il fatto che sia stata ribadita la forte distanza politica, culturale e sociale che divide ad oggi rete e tv.
    tanto più che la tv è un tritarifiuti incapace di dialogare anche con se stessa.

    grazie per parte mia di questo ulteriore passo di intelligenza :-)

  4. per Giorgia Vezzoli, maggio 7, 2010

    Sono felice che siate d’accordo sulla nostra risposta. Se avete visto il video dei loro dibattiti potrete capire come non potevamo accettare di intervenire in quel tipo di dibattiti…

  5. per Silvia - Mamma Imperfetta, maggio 7, 2010

    Io non scomoderei Plauto.

    ___________

    Avete fatto bene a rifiutare la partecipazione. Non per snobismo nè per pregiudizio.
    Io sono del parere che la tv non sia da demonizzare a priori.
    Ma aposteriori si.
    E questa caciara non è certo la breccia ideale per un dialogo articolato.

  6. per angela, maggio 7, 2010

    Sono contenta che abbiate rifiutato un invito così sospetto, in un programma televisivo che, appunto, la butta in caciara e aiuta a ribadire che questa tv è l’unica possibile nel migliore dei mondi possibili.
    Basta stereotipi, basta idee pigre!

  7. per lucia, maggio 7, 2010

    brave! anche io mi unisco a chi concorda. non vedo la tele italiana da qui ma riesco benissimo a immaginare di che tipo di “trappola” si tratti. quei dibattiti domenicali che buttano tutto sullo stesso, banalissimo piano.

  8. per la meringa, maggio 7, 2010

    Io non sono del tutto d’accordo a rifiutare un invito per spiegare e soprattutto diffondere idee (tutto sommato, per i tempi che corrono) nuove al grande pubblico, quello che segue “la pupa e il secchione” e che di certo non vedrà mai il dibattito su internet. Mi chiedo se non sarebbe stato meglio andare, facendosi due palle d’acciao, senza accettare compromessi. Nel senso che diffondere queste idee sulla rete implica molta approvazione da parte di quelli che già la pensano così. Secondo me la breccia del silenzio può essere rotta solo inserendosi nel sistema che si critica e smontandolo come un castello di carte. Detto questo, ovviamente ammiro il vostro lavoro e sono comunque solidale con la vostra decisione!
    Annachiara

  9. per Anonimo, maggio 7, 2010

    brave

  10. per Panzallaria, maggio 7, 2010

    vorrei ringraziare pubblicamente giorgia di vitadastreghe che ha contribuito fortemente alla stesura della mail di risposta. grazie

  11. per lori, maggio 7, 2010

    Ancora una volta siete troppo forti!!! Io casco sempre nei tranelli…

  12. per Moonie, maggio 7, 2010

    Complimenti a tutte voi!
    Perdonatemi se dico la mia non da un punto di vista “femminista” ma puramente televisivo …
    Dio sa quante trasmissioni tv andrebbero demolite per volere dei telespettatori…;) Ed in questo senso e’ emblematica l’affermazione della Ercolani:
    “la televisione normalmente ci scivola addosso (a noi autori – ndr) senza provocare nessuna reazione.” Anche di questo gli autori ed i “capi progetto” andrebbero debitamente informati: che le reazioni ci sono, tante e spesso (verbalmente) violente. Se solo questi autori tv mettessero il loro capino fuori dalla loro torre d’avorio e se leggessero i mille forum sulla tv (il blog di Grasso ed il forum di TvTalk in primis, e poi tutti gli altri), credo proprio che nulla piu’ scivolerebbe loro addosso ANZI …
    Vorrei anche che la Ercolani sapesse che la Pupa e il Secchione NON E’ comedy, bensi’ un ibrido, mezzo quiz e mezzo reality show, motivo per cui tutto il suo castello di argomenti cade automaticamente. Se fosse comedy (e non lo e’), ogni essere umano con un briciolo di raziocinio non avrebbe nulla da dire, tranne forse che si tratta di una brutta commedia.

    La Ercolani si chiede come mai noi donne non apprezziamo la “trovata” di (cito testualmente) “denudare i maschi, a mostrarne i corpi non proprio entusiasmanti, ridicolizzare il modello imperante secondo il quale al maschio è concesso di essere brutto purché intelligente”. Personalmente risponderei che non ho colto l’aspetto fondamentale del programma perche’ ridicolizzare il modello imperante di maschio e’ veramente l’ultima cosa al mondo che sento il bisogno di fare! Non so cosa ne pensiate voialtre, ma io … ;)

    Un’ultima considerazione assolutamente personale: MAI avrei pensato che la Ercolani – creatrice di SFIDE, uno dei migliori programmi messi in onda da Rai3 negli ultimi 20 anni – avrebbe speso un’oncia di energia per un programma cosi’ qualitativamente BASSO come “Pupa & Secchione”. Un gran peccato che le grandi menti della Rai vadano a Mediaset a produrre idee dozzinali. Preferirei che la Ercolani mi spiegasse questo, invece di elencare i pregi di un programma veramente imbarazzante.
    Lodi sperticate per il NO alla D’Urso ed al suo orribile programma: e con quanto garbo glielo avete comunicato … BRAVE! Continuero’ a seguirvi trattenendo il fiato …. :-))

  13. per Giorgia Vezzoli, maggio 7, 2010

    il rischio di partecipare era svilire o mandare un messaggio distorto del problema, soprattutto in un momento in cui queste iniziative e questo fermento stanno ancora nascendo. più avanti magari sarà diverso.
    io non mi immagino di parlare di cose serie mentre inquadrano un pezzo di carne di una pupa o mentre sgarbi mi grida addosso, anche perché sono (siamo!) una persona/e educat/e. sono cmq certa che non sarà la prima e l’ultima volta che faremo parlare di noi, può darsi che avremo altre e più adeguate occasioni. :)

  14. per la meringa, maggio 7, 2010

    Si, forse Giorgia hai ragione.

  15. per Panzallaria, maggio 7, 2010

    @meringa:Se guardi il video che ho postato, disponibile su youtube, della rubrica che ci avrebbe ospitato, capisci bene il taglio generale e come sia difficile in un contesto del genere riuscire a dare una visione oggettiva e approfondita della questione. E’ vero che il target della trasmissione che ci ha invitati è esattamente quello a cui vogliamo arrivare noi, ma sospetto che in un contesto come quello saremmo state inglobate dal sistema della trasmissione come lo sono stati gli ospiti – per altro più esperti di noi in fatto di televisione – della puntata che ho linkato nel post. Credo anche io come giorgia che le occasioni non mancheranno e che i tempi stanno maturando per un discorso costruttivo e non monopolizzato dalle logiche della televisione che oggi è soprattutto fondata sullo scontro.

  16. per katia, maggio 7, 2010

    avete fatto bene a non andare, come al solito avrebbero buttato la cosa in sordina, e facendola passare per ridicola, quando invece la cosa è seria!
    certo come no! nel programma si incita allo studio e al maschio ridicolo, la verità è che si incitano le donne a essere come quelle della trasmissione e incitano gli uomini a proseguire in una vita di falsa intelligenza.
    evidentemente quelli della trasmissione sono molto sotto il livello della stessa, in quanto si divertono a vedere e promuovere false ideologie.
    kat

  17. per Giusi, maggio 7, 2010

    Orribile la risposta della capo progetto ma prevedibile: se una donna si abbassa a progettare e probabilmente ideare (dato che è il capo del progetto) una trasmissione così svilente per il Femminile e, tutto sommato, anche per il Maschile, la sua risposta non può che essere di basso profilo e i suoi attacchi dimostrano una posizione difensiva oltre che indifendibile.

    Quanto all’andare in TV avete risposto bene, ma se vi invitassero a quella trasmissione di critica dei programmi che c’è il sabato mattina sulla rai, mi pare, andateci… ed anche, qualsiasi trasmissione dovessero proporvi, insistete per dialogare con gli autori di P&S.
    Brave!

  18. per tommasina dattilo, maggio 7, 2010

    va benissimo così, la televisione per come è adesso e, soprattutto, quel tipo di programma non è il posto giusto da cui far valere le proprie opinioni e ragioni … specialmente quando poi si affiancano personaggi del tipo “Sgarbi” che presenzia al puro scopo di fare audience, e solo come sa procurarlo lui, cioè con liti, parolacce e volgarità. Non è il caso di accettare questi livelli per ribadire le nostre idee. Continuiamo così … i “porcili” e i “pollai” non ci piacciono! Il confronto deve essere fatto seriamente e senza compromessi.
    C’è una cosa che però ci deve far riflettere : il grande seguito, soprattutto giovanile che hanno questi programmi … chiediamoci perchè e aggiungiamo un concorso di colpa … che non è solo degli autori!

  19. per angela, maggio 8, 2010

    Concorso di colpa da parte del pubblico giovanile, Tommasina, non direi; le persone più giovani sono le più malleabili, le più aperte e le più influenzabili. Sono anche quelle che vogliono imparare di più di fronte alle inadeguetezze della vita; chi non si è mai sentito ignorante, chi non si è mai sentito sfigato e senza speranza con l’altro sesso? Chi non avrebbe voluto vedere situazioni grottesche per riderci sopra ed esorcizzare l’ansia? Ma sono ancora troppo romantica; chi non ha mai apprezzato del (mal)sano cinismo? Le persone giovani hanno questi bisogni, emozionali, spesso grezzi. Dare loro il peggio non è soluzione migliore.

  20. per marycri, maggio 8, 2010

    Condivido pienamente la vostra risposta all’invito a canale 5: non fa una piega!
    Brave!

  21. per Panda, maggio 8, 2010

    Il rischio di partecipare a una trasmissione televisiva (qualsiasi; con una come Domenica 5 il rischio aumenta) è di scoprire di non saper padroneggiare il mezzo. Sì, perché una delle illusioni più perniciose che la televisione coltiva è la presunta neutralità e obiettività di una macchina che trita e mastica cose e persone per soddisfare le proprie peculiari necessità digestive. Questo non significa che non si possa intervenire (anzi, secondo me bisognerebbe farlo) ma con la circospetta consapevolezza che l’efficacia del messaggio richiede una certa preparazione e/o un certo talento. Volete un esempio? Prendete gli interventi della “gente qualsiasi” ad Annozero: pur in un ambiente “amichevole” molti fanno la figura degli esagitati, rancorosi e stupidi; poi salta fuori un italiano di origini nordafricane che in due battute riesce ad essere simpatico e incisivo. Per combattere la televisione bisogna capirla. In bocca al lupo.

  22. per la meringa, maggio 8, 2010

    Francesca, al dunque Panda ha espresso il mio pensiero abbozzato sopra in maniera un po’ superficiale. Comunque, come dice Giorgia, ci sarà il tempo giusto!

  23. per ilaria molineri, maggio 8, 2010

    peccato! le donnepensanti agiscono, ma non reagiscono. invitate nell’arena a difendere un legittimo punto di vista, ringraziano e passano. d’accordo che non si tratta del luogo migliore per una dotta discussione, ma essere presenti, magari in silenzio, avrebbe permesso a molte di vedere la differenza tra chi cerca disperatamente qualcosa da dire e chi incarna un messaggio, senza bisogno di alzare la voce.

  24. per LdC, maggio 8, 2010

    Avete fatto la scelta giusta, sono con voi!

  25. per Petra Deanesi, maggio 9, 2010

    Grazie per la risposta data e grazie per aver scelto di rimanere fuori dalle reti televisive!!

  26. per Gianluca Iovine, maggio 9, 2010

    Trovo che siamo davvero arrivati al grado zero della televisione. Sono uno sceneggiatore, e appoggio la vostra battaglia contro la spazzatura, che serve al regime per legittimarsi, e per generare ruoli tracciati e violenti. Il sesso come pruderie invece che arma di cultura può solo distruggere una civiltà, come accaduto con la nostra. Spero ardentemente che tutte le donne italiane tornino a combattere per i loro diritti, contro questo revanscismo vergognoso.
    Gianluca Iovine, Napoli

  27. per Davide Di Cioccio, maggio 10, 2010

    scomodare Plauto e Alberto Sordi è indice di quanto l’autrice senta il bisogno di giustificare le sue “scelte”, poco edificanti per entrambi i generi. Ottima la scelta di non partecipare, almeno inizialmente. Se dovesse ripresentarsi l’occasione però, sarebbe utile aumentare la diffusione del messaggio anche alla “casalinga di Voghera” che usualmente non commenta sui blog :D

  28. per Valérie Donati, maggio 10, 2010

    Siete state molto brave ragazze!
    Brave per aver seguito tenacemente la cosa e par aver risposto sempre in maniera equilibrata e farma. Brave anche nell’aver preso la deciasione di non partecipare al programma. Si tratta di una decisione che in questo momento mi sento di condividere per tutti i motivi che avete spiegato, ma credo che in futuro se si vorrà affrontare un tipo di pubblico diverso da quello che ci legge sul net bisognerà inizare a prepararsi con gli strumenti adeguato per farlo.

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  30. per Marcella Branca - vivapocahontas, maggio 10, 2010

    Ho due figlie di 6 anni 1/2 e 3 1/2, vivo all’estero e ne sono felice. Mi manca la mia famiglia, la rete di affetti e di amicizie di lunga data che ti permettono di avere la testa un po’ piu’ leggera, mi mancano i sapori ed i colori, ma nulla di piu’. Quando torno in Italia, vieto alle mie figlie la televisione. Non saprei come giustificare la presenza di signorine vuote e nude a tutte le ore. Non sono bigotta, ma impallidisco davanti allo scempio offerto dalla TV italiana. Non c’e’ piu’ un limite, sparito il buon gusto. E pensare non troppo tempo fa “colpo grosso” creava scalpore pur andando in onda a tarda ora; paragonato alla tv di oggi sembra un programma per orsoline. Niente TV in Italia, preferisco che le mie figlie crescano avendo l’esempio di un paese il cui presidente nomina 3 donne per la Corte Suprema, piuttosto che quello di un paese il cui presidente nomina veline al parlamento.
    Donnepensanti, state facendo un ottimo lavoro, grazie di cuore!

  31. per desian, maggio 11, 2010

    Brevemente: credo sia importante tenere la discussione aperta in internet con le modalità proprie della rete. In televisione ci vorrebbe uno spazio adeguato e democratico, nei toni e negli spazi soprattutto, e avete fatto bene, per ora, a non “bruciarvi” senza garanzie. Bene così. :-)

  32. per nearlylost, maggio 11, 2010

    Salve a tutti. Ieri avevo postato un mio commento piuttosto critico nel sito di Mediaset dedicato alla Pupa e il Secchione. Il messaggio non conteneva volgarità o offese per nessuno…ma è stato prima tenuto in osservazione per 24 ore e poi è stato debitamente cancellato.
    Nel messaggio sostenevo che a Mediaset interessano solo gli ascolti per vendere spazi pubblicitari, nn certo la qualità dei programmi. Ma evidentemente meglio che il pubblico non si renda conto.-.-

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  36. per Roberta Della Pietra, maggio 19, 2010

    ..” Le mie gambe di seta strusciano dolcemente l’una contro l’altra. Le fredde pietre di una collana posano sul mio seno.
    Sono adorna, pronta.. Ho i capelli ben ondulati, le labbra rosse come piace a me. Sono pronta a raggiungere gli uomini e le donne.. Sono uguali a me. Passo davanti a loro esposta ai loro sguardi come loro sono esposti ai miei, in questa atmosfera di profumi, di luci, sboccio come una felce che distenda le sue foghe arricciate.
    Sento nascere in me mille possibilità…”
    – V. Wolf -
    La donna non può fare, deve essere!
    Rinchiusa nella sua prigione.
    Essere cio’ che il suo sguardo e quello degli altri gli impongono… UNA MASCHERA.
    Cosa le accadrà , quando vinta dagli anni, si guarderà allo specchio..
    La risposta la sappiamo fin troppo bene.
    Nella commedia latina e greca le donne non potevano recitare..
    Io non vedo molti uomini e donne dallo sguardo critico, capaci di mettersi in guardia e cogliere “la finzione” della ” palese insufficienza” delle pupe o la smitizzazione del maschio intelligente.
    Questo non perchè ritengo gli spettatori stupidi, ma perchè abituati ad un modello proposto si sono educati, o meglio gli è stato imposto, un simile sguardo.
    Io mi chiedo : – Signora Capo progetto Simona Ercolani, lei non ha figli, non ha nipoti?
    Il suo ruolo le permetterebbe audacia, invece si fa schiacciare dall’onda..-
    Qui non si tratta di fare “moralismi” , si tratta di difendersi, di esprimersi come esseri umani , sia uomini che donne , mercificati per un ” mercato ” che VA CAMBIATO!
    Se non si inizia a RISPETTARE SE STESSI non si potrà mai rispettare l’altro, ripeto uomo o donna che sia..

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  40. per Paolo Guido, maggio 20, 2010

    Diobòno, Simona Ercolani, quella di “Sfide”…

  41. per Maristella, maggio 20, 2010

    Trovo intelligente la risposta del “Capo Progetto”. Assurdo, ovviamente, che sia una donna.
    Assurdo il paragone con i personaggi della “commedia dell’arte”, irreale l’accostamento al mondo greco e ai film di Alberto Sordi. La finalità, per il modo con cui grottescamente questi personaggi erano presentati, era il divertimento del pubblico e la loro derisione…Cosa che accade anche oggi, non in un agorà o in un cinema, ma il televisione: il mezzo più popolare e meno dmocratico. La dignità viene azzerata in favore dell’ audience che si trasforma in soldoni sonanti degli sponsor. Beh, ma ogni uomo/donna ha il suo prezzo!
    La “necessità” di educare le “Pupe” è solo un bieco pretesto per spogliarle, come il “momento filosofico” mentre si incremano in mise minime e succinte.
    Per favore, non nascondiamoci dietro ad un mignolo.
    LA storia della televisione italiana è degenerata da “maestra” che si occupava di una nazione fortemente ignorante a contenitore che impara dalla realtà particolare ridicolizzandola e costruendo “stereotipi” da esportare omogenamente…Senza nessun diritto di replica.
    L’abbassamento culturale televisivo che prima veniva demonizzato ora viene premiato e nazionaliato, senza alcun ritegno, affinchè tale sufficienza diventi “maestra di vita vincente” per tutti… Perchè è più facile manovrare persone di questo tipo che altro non sono che marionette.
    Sgarbi sta alla cultura come Biscardi al calcio: una mera comparsa popolana per il popolino da educare per i propri scopi.

  42. per Claudia Mancosu, maggio 21, 2010

    Brave ragazze, io mi sono iscritta adesso e ho visto che avete rifiutato di andare alla trasmissione di Barbara D’Urso; meno male.
    Si sarebbe trasformata in una gogna mediatica, oppure sarebbe finito tutto a “tarallucci e vino”. Gli autori di quella trasmissione hanno il loro target ed è a questo che si sarebbero rivolti ; ci avrebbero presentate, snaturandoci, in un gruppo di sgallettate gelose della bellezza delle pupe; oppure in pericolose estremiste femministe arrabbiate, ci avrebbero etichettate come fanno sempre. Ci hanno invitato nella tana del leone. No cari il campo su cui batterci lo scegliamo noi! Brave di nuovo!
    Ho letto l’abstract della mail della Mediaset. Trovo penoso l’accenno a Plauto. Al limite doveva citare Aristofane e comunque non ha senso paragonare la comicità classica , persino il filone misogino ad un programma in cui le donne si fanno tastare come prosciutti. E’ come sommare le pere con le matite, semplicemente, è come mettere a confronto due diversi ordini di grandezze.
    grazie Claudia

  43. per lori, maggio 23, 2010

    ciao. sono d’accordo con l’avere rifiutato la partecipazione. visto che l’unico intento dello show è, come da loro ribadito, divertirsi e far divertire il pubblico, non credo avrebbe trovato grande spazio un dibattito serio e approfondito.
    ho inviato anch’io la mail alla redazione. penso gli passerà sopra, ma è comunque giusto non accettare tutto quello che ci propinano senza far sentire una diversa opinione.
    grazie e un saluto a tutti

  44. per dani, maggio 23, 2010

    Penso che abbiate fatto bene. Una persona in un’arena, sola contro quattro o cinque interlocutori addestrati alla provocazione avrebbe finito per forza per ridicolizzarsi e passare per esagitata isterica. Ne ho viste di queste cose, vi avrebbero fatte a pezzi.
    Sulla risposta della ercolani ho da ridire in quanto per vero che sia che gli stereotipi possono essere intesi come sintesi, ad oggi non sono gli stereotipi televisivi ad essere presi dalla gente comune, ma è la gente comune ad appiattirsi sugli stereotipi, e questo perchè la tv (e non solo) li rende appetibili. Le pupe saranno anche mostrate in tutta la loro insufficienza, ma sono in tv ammirate e desiderate da molti telespettatori. In un modo o nell’altro ci hanno guadagnato in popolarità e questo conta molto e fa parecchia presa sulle ragazzine.
    Quanto al “ridicolizzare il maschio”, a me sembra che come la mette la ercolani sia riduttivo: trovo che ridicolizzare il maschio brutto e intelligente serva 1) a promuovere nei maschi la ricerca della bellezza ed il disprezzo delle qualità intellettive ed interiori in generale, quindi favorendo anche nel maschio l’appiattimento sullo stesso stereotipo già consolidato nella donna 2) a dare più fiducia a quei maschi mediocri, che vedendo i secchioni verranno raggiunti da questo tipo di messaggio: “quei quattro casi umani sono a fianco di donne così belle, quindi io anche se mediocre chissà che mi merito, perchè sforzarmi di migliorarmi se esiste gente che sta così peggio di me eppure sta in tv attorniato da belle donne?” 3) ho anche paura che tra le donne possa passare il messaggio: “quelli là sono obiettivamente pietosi, allora forse poteva capitarmi peggio di mio marito, quindi farò bene ad accontentarmi”.
    Insomma mi sembra che si delinei lo scenario per cui le donne devono accontentarsi dei maschi che c’hanno mentre i maschi si sentono autorizzati a pretendere il massimo (in termini di bellezza e sottomissione) dalle donne.
    Esattamente l’opposto di come la ercolani l’ha presentata.
    Saluti.

  45. per nicola, maggio 25, 2010

    Si rifanno a Plauto, caspita! Non me ne ero accorto! Si vede che non so nulla di teatro greco! Per chi lo può rivedere, riguardatevi Sabina Guzzanti in Raiot, lo spettacolo teatrale, il pezzo con Grasso e Ferrara.

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  47. per Panda, giugno 14, 2010

    Sul penoso tentativo di conferire una patina culturale a questa sagra del pecoreccio, consiglio attenta lettura di questo articolo di Maurizio Ferraris uscito un paio di giorni fa su Repubblica (parla anche, seppure di sfuggita, della trasmissione in oggetto): http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/06/11/critica-della-ragione-pop.html

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