Don’t make me think

Scritto da Gennaio 23, 2008
nella categoria libri |

Immagine di Don't make me thinkUn approccio di buon senso all’usabilità web: questo il sottotitolo del manuale di Steve Krug, giunto alla sua II edizione che aiuta progettisti e appasionati della Rete a costruire siti a misura di persona e a portata di utente.
Krug, con un linguaggio semplice e diretto, detta alcune regole dedotte dai test di usabilità condotti dall’autore.

L’assunto di base del libro è che un utente che visita un sito per il bisogno x si muove non in base a scelte ottimali ma soddisfacenti.

Vuole cioé raggiungere nel più breve tempo possibile e con il minor sforzo l’obiettivo o - quanto meno - avvicinarsi ad esso.

La maggior parte dei navigatori legge i testi contenuti nei siti come guarderebbe a cartelloni pubblicitari mentre in macchina si sta muovendo velocemente.

Tutto il contrario di quello che spera il progettista, attento ai dettagli.

Detto questo credo però che con i blog si stia operando un’inversione - seppur parziale - di rotta. I blogreaders infatti sono molto attenti ai contenuti. Cercano opinioni sulle cose e non cose, anche quando si parla di prodotti.

Vogliono sapere se il tal bagnoschiuma fa VERAMENTE la pelle di pesca o se vale la pena di acquistare il libro di TizioCaio.

La forbice tra i siti “usa e getta” e quelli che portano contenuti si sta aprendo sempre di più.

E la finalità del prodotto digitale non va ne’ sottovalutata ne’ minimizzata. A volte il cliente pensa di dover elidere o allegerire i contenuti mentre i suoi utenti vogliono solo contenuti pregnanti e diretti.

Altre si incede su lunghe descrizioni di cose mentre basterebbe ottimizzare gli step per raggiungere obiettivi “caldi” come prenotazioni, acquisti, contatti.

Il manuale di Krug rimane comunque un must per i progettisti che sempre di più devono confrontarsi con utenti esigenti e avanzati.

Commenti

Leave a Reply