Io che conosco gli scrittori che contano un bel po’

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Ieri pomeriggio siamo andati ad una presentazione di libro, che fa molto fashion, soprattutto quando puoi vantarti di conoscere ben-dico-ben due degli scrittori che hanno contribuito alla raccolta antologica che si va a presentare.

E soprattutto quando puoi fare la sborona con Tino, che tutti questi link esistenziali della tua vita a te ti procurano un mezzo orgasmo da protagonismo e possono essere motivo personale di vanto.

Capita che quest’uomo scrivente sia un caro amico della bà, e di consecutio anche mio, oltre che cliente per il sitouéb che gli ho fatto qualche anno fa.

E capita che lui abbia contribuito con un racconto a questo libro e che leggendo un post dei miei amichetti virtuali di unmondodibene abbia scoperto che anche il Nathan sia uno scrittore coi controca’ e che abbia partecipato alla stessa raccolta con un racconto ambientato nella sua terra natia.

E allora con la frollina, il Tino e l’amica Silvia dottcom (che tra una dichiarazione dei redditi e l’altra è diventata una assidua divoratrice di blogghe) siamo andati a codesta presentazione.

E ho pure vestito bene la frollina, che volevo mica la scambiassero per la figlia della schifosa, ora che è diventata una mezza stellina di questo blog.

E – udite, udite, udite – ho finalmente conosciuto di persona La Francese e Nathan!

Gente bella davvero, che arriva davanti al locale con un sorriso pieno e riconosce noi altri che non abbiamo rose come agli appuntamenti al buio, ma c’abbiamo la frollina che dadaizza e sorride a tutti, tronfia nel suo abitino frufrufru, pronta al suo primo evento culturalmondano.

E Nathan è proprio diverso da come me lo immaginavo fisicamente, ma proprio così per come si mostra socialmente. Sarà che nella mia testa un Nathan è sempre un Never e c’ha i capelli con un ciuffo bianco svolazzante e il pastrano lungo da investigatore del futuro.

La Francese è una bonazza intellettuale, con un sorriso grande e simpatico e empatico che subito mi verrebbe voglia di abbracciarla, ma non si può mica che è vero che conosciamo un sacco di dettagli della nostra vita di bloggher ma siamo poi anche degli sconosciuti per il momento e bisogna superare il primo attimo in cui non sai se ti imbarazzerai, e solo al secondo poi ti accorgi che è proprio così com’è nei post, si va daccordo per diamine, che di cose e libri e situazioni in comune ce ne sono parecchie.

La presentazione fila via con un presentatore che nessuno sa chi è ma parlaparla e sproloquia pure un po’; siamo in un locale dove si sbevazza anche e la macchina rompighiaccio gli copre il pippone che si è scritto e legge, per presentare il libro e l’evento e se stesso.

Passa una carellata degli scrittori, 20 esordienti che in due parole devono dire qualcosa sul racconto che hanno scritto ma non sempre si riesce ad arrivare al nocciolo perché sembra che ci sia fretta, perché il presentatore legge in fretta e a volte sembra una catena di montaggio e a me piacerebbe che lasciasse più spazio agli scrittori porcavacca e farei anche delle domande se potessi ma sembra che il tempo non ci sia e allora qualcuno, come santarsiere, riesce pure a dire cose che hanno una dimensione di senso, qualcun altro – come il Nathan – è stato bacchettato a più riprese che ha svelato troppo e allora si vede che parla come se si sentisse oppresso e non è giusto e lasciatelo parlare con calma.

La frollina si guarda un po’ intorno inebetita, Tino offre da bere a tutti, il dottocarlo chiede alla dottcom quanto prende che sembra che stia contrattando prestazioni sessuali, l’amica del dottor carlo è proprio simpatica e la francese è proprio un mito e anche Nathan mi piace moltissimo e io mi sento contenta contentona.

Tino poi si porta a casa la pupetta, sfidando gli amicidivascorossi, scesi a frotte di mille milioni per il concerto, che vasco pare canti sotto le nostre finestre.

E noi rimaniamo con gli scrittori, che silvia ed io siamo state invitate anche alla cena e allora andiamo.

Ma visto che a me non piace sentirmi un pescetto fuor d’acqua, allora mi invento anche io scrittrice che se no ho paura che qualcuno chieda ma quella chi cazzo è e di sentirmi a disagio.

E allora decido, spalleggiata da santarsiere, che io sono una scrittrice e che mi farò un po’ il viaggio.

Che sono una di quelle che scrive libri porno, come in un romanzo di Puluniukogiùdilì, e che il mio pseudonimo è Meri Pompins e che l’ultimo libro si chiama Lady Perumpompin.

Tanto per non sentirmi a disagio.

E naturalmente la silvia che è mia consulente per davvero, la trasformiamo in agente, che fafigo.

Solo che non sono più abituata come ai tempi in cui raccontavo di essere una lesbicaincazzata con gli uomini e facevo venire i brividi ai conquilini matti dei miei amici.

Ora sono un po’ fuori allenamento per scarsezza di vita sociale e allora arrossisco e poi dico che c’ho una figliolina e parlo di cose dolcistrappadolce che tutti lo capiscono che non sono una che scrive porno e nemmeno lo pratica da un po’.

Ma la serata è proprio bella. E sono felice di aver conosciuto la coppia di anonimi viaggiatori che non sono più anonimi per me e allora torno a casa e con Tino ascoltiamo nel cortile Vasco che canta “Alba chiara” e il concerto che si sta concludendo e tutti che escono e vanno via e la strada si riempe di gente che ha cantato e bevuto con il signor RossidaZocca e noi parliamo della mia serata e della sua da papà single e alla fine vado a letto proprio contenta.

E prima di dormire mi leggo il racconto del Nathan. E lo trovo proprio bello e scritto bene.

Ma di questo e di tutto il libro e di Santarsiere, ne racconterò poi su una recensione su Sottotomo.

Buon inizio settimana

E se la volete iniziare meglio: il blog nuovonuovo del dottor Carlo, uomo di rara bellezza e simpatia anzichenò 

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13 commenti
  1. Chiara
    Chiara dice:

    Con gli amici orientalisti dei tempi dell’università abbiamo fantasticato a lungo di lanciarci nel porno, visto che con un po’di fantasia la materia di studio offriva parecchi spunti. In particolare, la mia amica Sara aveva ideato il personaggio di Babilona, poi protagonista di una sfilza di titoli immaginari tipo “Babilona e la confusione delle lingue”…

    Rispondi
  2. Nathan
    Nathan dice:

    ciao Panz!
    bella serata davvero.
    dici che ci guadagnerei a tingermi il ciuffo di bianco? mi regalerebbe qualche punto in più d’incisività alle presentazioni? 😉

    Rispondi
  3. LaFrancese
    LaFrancese dice:

    ma ciao! buon lunedì!
    Sabato sera è stata una serata più che speciale! Emozione unica riconoscervi tra tutti e venirevi incontro!!

    grazie della splendida compagnia… e alla prossima!

    Ora che abbiamo scoperto Bologna e VOI “bolognesi”, chi vi lascia più!
    bacioni!

    Rispondi
  4. Baol
    Baol dice:

    Volevo esserci pure iooooooooo sniff sniff :'(
    Anche per me Nathan è sempre Never, con ciuffo bianco, pastrano e musone (come diceva Legs) e colgo anche una citazione dal buon Dyd con quel “anzichenò”…vabbè, ma basta parlare di fumetti che poi tutti questi scrittori se la prendono a male…
    Ripeto, volevo esserci anche io, oltre che per comprare il libro e farmelo spudoratamente autografare anche e soprattutto per conoscere tutti questi bloggher simpatici…e poi, last but not least, per conoscore la quasi collega Silvia (quasi perchè lei è dottcom…io ancora no…vabbè) perchè mi sa che siamo abbastanza simili.
    Ciaooooo Panz, un bacio alla frollina 🙂

    Rispondi
  5. LaFrancese
    LaFrancese dice:

    … attenzione a quel che dite! noi siamo sempre con la valigia in mano! ci mettiamo poco a piombarvi vicino a casa 🙂

    (sono reduce da una rara domenica casalinga, più rinvigorita che mai! 🙂

    Rispondi
  6. Silvia
    Silvia dice:

    Bellissima serata!!! da ripetere assolutamente!!
    Nath la prossima volta ti portiamo a mangiare le tagliatelle al ragù e i tortellini in brodo… 🙂
    Adesso tutti a leggere il blog del Dottor Carlo!
    Buon lunedì a tutti… Silvia

    Rispondi
  7. sonia
    sonia dice:

    Mi tengo la lettura di questo post, con tutti i link e tutte i racconti a cui rimanda, per un momento più tranquillo. Domani colloquio di lavoro…speriamo!
    s.

    Rispondi
  8. LaFrancese
    LaFrancese dice:

    anche se giuliana non rivolge la domanda a me, io rispondo:

    no, non ci siamo andati alla festa, l’ultima de l’unità e mi dispiaciuto un po’… si.. però abbiamo visto quella di modena e reggio, nelle precedenti gite, può bastare?

    🙂
    laFra

    Rispondi

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